22 settembre: “Fertility Day” o “Provetta Day”? /seconda parte –  di Elisabetta Frezza

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L’aberrante iniziativa del ministero della Salute che va sotto il nomen (omen) di Fertility Day ha prodotto come paradossale effetto collaterale quello di far risuonare il plauso unanime degli ambienti che si fregiano del titolo di prolife.

di Elisabetta Frezza

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z.Pifferaio_di_HamelinMotu proprio, oppure per reazione agli assalti del blocco libertario nutrito a pane e slogan (fino a diventare un mostro ingovernabile allo stesso governo che ne costituisce espressione compiuta), l’intero arco costituzionale di sigle, associazioni, testate e firme accreditati come difensori della vita – un mondo che, per stretta contiguità con quello che si definisce “cattolico”, ne ricalca la deriva verso l’indistinto – si è speso, con pensieri, parole, opere e troppo poche omissioni, a favore dell’ultima trovata dei funzionari di regime, quelli che per mestiere tengono fisso lo scarpone sulla testa dei sudditi ed eterodirigono il film della loro esistenza.

Fatale, per i più ingenui, il sillogismo tanto ricorrente quanto fallace secondo cui, se i “cattivi” danno addosso a qualcuno o a qualcosa, quel qualcuno o quel qualcosa devono per forza essere buoni. Ergo, se la ministra è contestata dai Saviano e dalle femministe, e persino da Renzi, vuol dire che stavolta deve averne combinata una di giusta. Un ragionamento un po’ terra-terra, ma dalla logica a suo modo stringente.

Purtroppo non ci sono solo gli sprovveduti; ci sono anche quelli, e sono tanti, mossi da altri perché: da conformismo, da convenienza, da codardia, da connivenza. Non è certo un segreto che la maggior parte della torta “pro life” sia venduta da sempre alla necrocultura, con l’imprimatur della chiesa traditrice: il ruolo dell’associazionismo istituzionale cresciuto all’ombra del pachiderma tentacolare democristiano è stato proprio quello di traghettare l’opinione pubblica verso l’assuefazione fisica e morale ad ogni male tramite somministrazioni graduali, dal male minore al Male Maggiore. Una specie di Caronte seriale insomma, ma dal bell’aspetto, e rassicurante, e dalle referenze inattaccabili.

Con tali premesse, è accaduto che anche stavolta – su fertility day e dintorni – si sia generata la nota fattispecie dei “due cecàti che fanno a pietrate”. E, nel polverone creatosi, sia sfuggito a tutti il senso, così evidente da essere sfacciato, della questione di cui si controverte. Alcuni non lo colgono proprio, questo senso, altri lo colgono si troppo bene ma si guardano dal renderlo manifesto a chi per parte sua si rifiuta di vederlo.

È un quadro, questo, che si ripropone con sempre maggiore frequenza mentre si stringe intorno a noi la morsa della tirannide travestita da democrazia che ci vuole docili automi ed è già riuscita a renderci tali. Non c’è più la forza, la spinta vitale, non c’è la voglia, non c’è più nemmeno la lucidità necessaria per reagire ai colpi continui, martellanti, indefessi, e di intensità sempre crescente, che ci sono inferti per spogliarci di tutto, manipolarci vita e pensiero, espropriarci dei nostri figli e aspirarci l’anima.

Ci siamo arrivati. E non ce ne rendiamo nemmeno conto.

Che in tanti si siano gettati ai piedi della potente di turno, a baciare la pantofola della ministra novella paladina della vita e della famiglia, non stupisce più che tanto. Che nessuno si sia premurato di grattare appena la crosta del suo prodotto promozionale – ma non era nemmeno necessario grattare, bastava guardarlo – rientra nel progressivo generale appiattimento verso la pace dei sensi, parente stretta della pace universale verso cui rema con impegno anche la barca di Pietro.

z.logo-fertility-dayEpperò sbalordisce, e ancor più addolora, che il morbo della omologazione abbia contagiato anche gruppi che per marchio di fabbrica dovrebbero essere non allineati, perché nati proprio per contrastare, con le armi desuete della verità, un sistema malato di opportunismo politico deteriore; gruppi che, proprio per questo, hanno rappresentato per molti un riferimento affidabile durante il tempo della follia generalizzata.

Confesso di essere rimasta senza parole alla lettura dell’ultimo comunicato stampa di Verità e Vita, il comitato fondato proprio in occasione del varo della famigerata legge 40 sulla fecondazione artificiale – il monstrum concepito dai sedicenti difensori della vita, inventori di paletti eretti apposta per essere abbattuti – allo scopo di tenere accesa una fiammella di verità sulla palude di menzogna dilagante in territorio (formalmente) pro life. Cioè, per continuare a proclamare la verità tutta intera sulla fecondazione artificiale e, più in generale, sui temi della vita nascente e morente.

Ebbene, persino questo comitato si affretta ora a esprimere la propria solidarietà a una pedina di avanguardia di quel potere necrofilo che cavalca per mandato superiore l’anti-naturalità più estrema in funzione anti-umana sui temi, tra loro interconnessi, della vita, della famiglia, dell’educazione delle nuove generazioni. Quando, su tutto, domina l’obiettivo evidente di snaturalizzare la procreazione affidandola alla biotecnologia plasmata sulla zootecnia, secondo un disegno blasfemo di onnipotenza suicida.

Basta leggere i documenti confezionati per l’occasione, guardare la composizione dell’equipe assoldata per la loro stesura, basta darsi la briga di rammendare la trama che sta dietro la manovra di propaganda fertilizzante firmata Lorenzin e controfirmata Porcu. Gli indizi per ricostruire la mappa sono stati lasciati in giro in modo grossolano, non si è nemmeno tentato di coprire le tracce. L’iconografia, il linguaggio, la narrativa, i contenuti. Tutto.

Perciò pare inverosimile che i reduci della difesa integrale della vita umana non vedano, non vogliano vedere, l’enormità di ciò che sta accadendo, in esecuzione di ordini univoci diramati dalle stanze del potere attraverso una campagna martellante focalizzata sull’obiettivo prestabilito: disincarnare la vita, alienarla ai suoi legittimi pro-creatori per mandato divino, per finalmente appropriarsene e controllarla dall’inizio alla fine. Nel frattempo, è risaputo, conviene distrarre le masse incentivando il sesso libero e diversificato, disinibito e obbligatoriamente “sicuro”, perché lo Stato ci tiene alla salute (intesa come benessere psicofisico) dei suoi sudditi e le gravidanze non pianificate sono per definizione da evitare.

Altro che tutela della fertilità, è promozione su ampia scala della fertilizzazione!

E invece, il comunicato stampa parla di «campagna di corretta informazione scientifica» ed elogia lo slogan del fertility day ‘conoscere per essere libere di scegliere’ («Noi, che – avendo a cuore il vero bene delle persone – abbiamo sempre e ad ogni costo scelto di dire tutta la verità e ci siamo messi a servizio della donna e della coppia per renderle realmente libere nelle loro scelte esprimiamo la nostra solidarietà al Ministro della Salute…»).

Senza rendersi conto non solo di avere preso un colossale granchio, e di servirlo bell’e cucinato alle persone che cercano un menu sicuro tra tante pietanze avvelenate, ma addirittura – ed è ciò che lascia più esterrefatti – di avere ormai fatto proprio il linguaggio stesso della necrocultura. Il programma del fertility day – lo si è detto e ripetuto – ruota tutto attorno al concetto della “salute sessuale e riproduttiva” e della pianificazione famigliare, di cui le “scelte consapevoli” e la “libertà di scelta” non sono che corollari, traduzione letterale della locuzione pro choice, ed espressione principe della grammatica-chiave coniata dai potentati sovranazionali impegnati a contrarre la popolazione in ogni modo possibile. E tutto ruota intorno alla tutela della donna, al servizio della coppia, secondo la narrativa classica degli assassini degli indifesi.

Cari amici del comitato Verità e Vita, dov’è, in tutto questo, la Verità? E soprattutto, di quale Vita parliamo? Et incarnatus est…et homo factus est..: di questa vita?

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(2 – fine)

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per leggere la prima parte, clicca qui

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5 commenti su “22 settembre: “Fertility Day” o “Provetta Day”? /seconda parte –  di Elisabetta Frezza”

  1. Sì, avvocatessa Frezza: al di là delle scherrmaglie e del movimento sulla scacchiera della Denatalità, che ha ormai sfondato ogni soglia di guardia, è verissimo che tutto si gioca sul linguaggio.

    Negli anni ’60 -funesti, possiamo davvero dirlo- la formula magica che veniva martellata era quella della “Paternità Responsabile” . Oggi -ma in realtà da una trentina d’anni, per quanto riguarda l’Italia- la questione vitale è: “FARE” figli o “AVERE” figli?

    Proprio oggi ho visto due scene significative in proposito:
    – una giovane famiglia albanese, chiaramente insediata stabilmente in Italia, con tre bei bambini vicini fra loro di età… evidentemente “AVUTI”.
    Magari non saranno neppure cattolici, ma era comunque una scena di vita umana positiva e “normale”.

    – un bello striscione “VIVA GLI SPOSI ! “, con disegni di ottimo gusto. Spettacolo rarissimo, che costituisce una luce nel buio

  2. jb Mirabile-caruso

    Elisabetta Frezza: “Perciò pare inverosimile che i reduci della difesa integrale della vita umana non vedano
    ………………………….[…] l’enormità di ciò che sta accadendo […]: disincarnare la vita, alienarla ai suoi legittimi
    ………………………….pro-creatori per mandato divino, per finalmente appropriarsene e controllarla dall’inizio
    ………………………….alla fine”…….

    Se non ci fu partita tanto tempo fa, d.ssa Frezza, fra l’intelligenza malata di satana e quella ancora integra di Eva, immaginiamoci se possa esserci partita oggi tra due intelligenze entrambe malate, quella di satana, tuttavia, grandemente superiore ab origine. Non penso si possa dare colpa all’Umanità di essere impari in questo confronto, penso piuttosto che sia da biasimarsi la scelta di chi – verosimilmente sopraffatto dall’orgoglio – nega la sua inerente inadeguatezza alla lotta ed ignora il soccorso di Dio fattosi Uomo con il preciso intento di salvarci dalla certa sconfitta.

  3. Grazie, Elisabetta. Attendo sempre un tuo intervento. Sei una voce che grida nel deserto, sei un faro che dissipa la nebbia della confusione e dello smarrimento, sei una colonna che sostiene un’impalcatura in degrado progressivo.
    Grazie perchè hai puntato il dito su una piaga virulenta, ha smascherato l’ipocrisia latente sotto il velo di allettanti sofismi aberranti e hai denunciato lo stravolgimento sistematico dei principi morali più solidi e naturali.

  4. Silvia Elena Masetti

    Si giudica e si pensa in modo sbagliato. La famiglia è il luogo dei sentimenti. Il risultato risiede nello stare bene insieme, nel luogo fisico, la casa. La Chiesa ne cura i dettagli. Se una delle parti è parte del problema , non si troveranno mai soluzioni, perchè il colpevole del disastro nega, per dissonanza cognitiva. Il governo sa occultare bene ai cittadini la criminalità con cui ci ci governa, tradendo la storia, attraverso pacchetti di misure repressive, in cambio di un cabalistico ” riscatto,” mascherato da sinistro controllo dal potere della finanza. La UE poi è la trappola dei paesi ingannati da queste promesse fertili, appunto di prosperità, confermate e garantite dai liders culturali e politici, per la pace dei traditori ed ingenui. Fertily Day= Sinfonia Rossa( NKVD) Rakovsky-Trotsky-Rothschild.

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