Manifestanti pagati contro Trump – di Roberto Vivaldelli

di Roberto Vivaldelli

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Negli Stati Uniti non tutti hanno digerito a cuor leggero la vittoria del candidato repubblicano Donald Trump, eletto, grazie ad una vittoria netta sulla rivale democratica Hillary Clinton, 45° Presidente della storia del Paese contro ogni pronostico e previsione. Migliaia di persone sono scese in piazza in molte grandi città per protestare contro la vittoria del “tycoon” al grido di “non è il mio presidente”, da New York a Washington D.C., passando per Seattle e Oakland. Manifestazioni non sempre pacifiche, dove si sono registrati almeno un centinaio di arresti tra i manifestanti. A New York la polizia ha arrestato trenta persone che manifestavano davanti alla Trump Tower. Lo stesso è accaduto a Los Angeles, a Chicago, e in tutto il resto del Paese.

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Che una parte di queste manifestazioni sia spontanea, nessuno lo vuole mettere in discussione. Ma se si analizzano a fondo questi moti di protesta contro il neo-presidente c’è anche dell’altro che merita di essere raccontato: ossia che un’altra fetta di queste proteste è de facto fomentata e finanziata ad arte da alcune associazioni molto potenti e influenti che fanno parte degli ambienti “radical” e progressisti americani. Organizzazioni che hanno dalla loro parte un’ingente quantità di denaro da offrire a nuovi adepti e attivisti dell’ultimo minuto, tanto da pagarli fior di quattrini per farli scendere in strada ad esprimere pubblicamente il proprio dissenso contro The Donald. Come? È davvero molto semplice. Facendo una banale ricerca su Craigslist, database molto popolare negli Stati Uniti che ospita annunci dedicati al lavoro, eventi, acquisti, incontri e quant’altro, si possono facilmente scovare delle curiose comunicazioni come questa: siamo a Seattle, nello Stato di Washington, una delle città teatro delle manifestazioni anti-Trump. L’annuncio è stato pubblicato nelle stesse ore – guarda caso – in cui tali dimostrazioni si sono succedute.

“Combatti l’Agenda Trump! – recita l’annuncio – Assumiamo attivisti a tempo pieno. Washington Can! È la più radicata associazione politica no-profit del nostro stato. Da oltre 35 anni ci battiamo a livello locale e nazionale su tematiche quali le questioni razziali, il sociale, la sanità, i diritti degli immigrati, l’equità fiscale. Siamo alla ricerca di persone motivate, che sia per un part-time o a tempo pieno. Offriamo dei posti fissi e abbiamo diverse posizioni di lavoro. Offriamo assistenza medica, ferie pagate, giorni di malattia retribuiti, aspettativa. Viaggi. La paga media varia tra i 15 e i 20 dollari l’ora“. L’annuncio sospetto è stato pubblicato dalla Washington CAN! – acronimo di Washington Community Action Network – associazione vicina alla sinistra “radical” che conta più di 40mila iscritti e la cui mission è quella di “raggiungere l’uguaglianza economica, sociale e razziale al fine di stabilire una società democratica caratterizzata dalla giustizia ed equità, nel rispetto delle diversità e da una qualità di vita decente per tutti coloro che risiedono nello Stato di Washington”. La Washington CAN! fa parte di un network di associazioni presenti in modo capillare su tutto il territorio degli Stati Uniti e affiliate sotto il nome di USAction, federazione composta da 501 organizzazioni e gruppi di matrice progressista fondata nel 1999 e ora presieduta dall’attivista afroamericano William McNary. Vicepresidente è Heather Booth, volto storico del femminismo statunitense.

La USAction nasce dalle ceneri della Citizen Action – guidata per anni dalla Booth – che contava attivisti e associazioni affiliate in 34 Stati: con l’avvento dell’amministrazione Clinton (1993) passò dall’essere un soggetto apartitico e indipendente a sostenere pubblicamente il Partito Democratico americano e l’allora presidente Bill Clinton. L’organizzazione venne coinvolta nello scandalo giudiziario Teamstersgate, a causa di un finanziamento illecito elargito a Ron Carey e alla sua rielezione alla guida del sindacato Teamsters, che rappresenta oggi operai e professionisti nel settore pubblico e privato. A causa di quella vicenda legale e di innumerevoli problemi finanziari, nel 1999 Heater Booth decise di accantonare Citizen Action e fondare la USAction.

E chi finanzia la lobby USAction e le sue battaglie mirate a “rafforzare le voci progressiste su scala locale e nazionale e aiutare i candidati affinché vengano eletti”? Semplici donazioni di privati cittadini? Non solo. Ebbene, come dimostrato dalle mail declassificate dagli hacker di DC leaks nei mesi scorsi, tra i più importanti finanziatori dell’organizzazione c’è lui, descritto dagli stessi hacker come “l’architetto di ogni rivoluzione e colpo di stato degli ultimi 25 anni”, il magnate e speculatore finanziario George Soros, nemico giurato di Donald Trump (e Vladimir Putin) nonché accanito sostenitore di Hillary Clinton e importante sponsor della sua ultima campagna elettorale. Come si evince da un documento declassificato, il presidente della Soros Fund Management e della Open Society Foundations, avrebbe infatti donato tra il 2010 e il 2011 a USAction – network di cui fa parte anche la Washington CAN! – una cifra pari a 300 mila dollari alla voce “USAction Education Fund” a favore della “più grande e importante organizzazione progressista degli Stati Uniti”.

E dunque è certamente verosimile che i soldi provenienti dalle cospicue donazioni del magnate siano state impiegati per pagare quegli stessi attivisti che abbiamo  visto in strada mentre riversavano tutto il loro odio e disprezzo nei confronti del neo-presidente americano. Un nesso a dir poco inquietante, che la dice lunga su quanto Donald J. Trump sia scomodo e avverso ai poteri della grande finanza internazionale e delle élite progressiste, le quali hanno evidentemente fomentato e soffiato sul fuoco della protesta, sfociata nella poi violenza e nell’insulto, nei confronti di un presidente democraticamente eletto dalla stragrande maggioranza degli americani. Sembrerebbe la trama di un film ma a volte, si sa, la realtà supera la fantasia.

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fonte: Gli occhi della guerra – Il Giornale

14 commenti su “Manifestanti pagati contro Trump – di Roberto Vivaldelli”

  1. soros?

    essere purtroppo ancora biologicamente vivente….

    che dire? che mi consola il fatto che l’inferno esiste è eterno ed è stato creato da Dio Padre per quelli come te!!!

  2. È un momento storico. “Lanuovabq” parlava il giorno 5, a firma di Robi Ronza, dell’ostilità al Giacobinismo mostrata recentemente dall’elettorato filippino e da quello islandese, accostandola al voto sulla Brexit e al crescente favore a Trump.
    Potremmo sintetizzare così: “L’anima propriamente satanica del movimento massonico settecentesco -sempre viva nel corso dei tre secoli passati- ha tentato di occupare direttamente la stanza dei bottoni del potere mondiale (la White House). La popolazione americana, pur stravolta per gli innumerevoli motivi che conosciamo, l’ha mandata “to Hell” “.
    Il Signore e la Madre Sua continuino a proteggerci, in un frangente così importante. ” La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Efesini 6, 12)

  3. Evviva! L’America ha dimostrato al mondo come sconfiggere la disoccupazione, prima si elegge un candidato e/o partito non gradito ai poteri forti e poi si viene assunti per protestare contro questo risultato. Come gli incendi dolosi estivi, prima dai fuoco e poi vieni assunto come pompiere.

  4. Comprano i contestatori a 20 dollari/ora: chi schifo! E questi sarebbero i “democratici?!
    Trump (oltre a cercare di non farsi ammazzare) dovrebbe far chiudere la Washington CAN! e le altre luride associazioni-paravento dei burattinai e mandare veramente in galera la Klinton e su-su fino a Soros-Sauron! E poi passare Lla resa dei conti con gli altezzosi simpaticicomelarogna burocrati UE. E poi…anche qualcun’altro avrebbe bisogno di sintonizzarsi sul comune sentire di noi populisti-sottoculturati che non siamo all’altezza di capire Lorsignori!

    1. Ma lo avete sentito l’altezzoso e supponente Juncker? Questo grosso e tronfio burattino al soldo del mondialismo (simpatico come quella cosa che a pestarla dicono che porti fortuna) ha avuto la sfrontatezza di dire “Trump non conosce il mondo. Perderemo due anni…”: bene, chi è disposto a regalare a Juncker i due anni che perderà? Io mi sento generoso: gli regalerei due ERGASTOLI per crimini politici-economici-sociali-etici-e-morali contro l’umanità. E gli ricordo che in Cina fucilano per molto meno!
      A Bruxelles (e a Roma) abbiamo troppi possessori della (loro) verità.

      1. Post Scriptum: ora l’Oscuro Signore di Mordor dovrà mobilitare i suoi Orchi per risolvere il problema del suffragio universale, visto che le “masse idiote” pare che tanto idiote non lo siano più!

  5. Marina Alberghini

    Copione già visto.E’il sistema della sinistra che quando perde scatena le folle, ovviamente ben pagate e organizzate.Da noi esistono per questo i cosidetti Centri Sociali,i no global, no Tav e quant’altro.Successe quando vinse Berlusconi, succederà ancora se vinceranno i cosidetti populisti che sono poi la voce del popolo vessato dalle loro ideologie farneticanti.E si dicono “democratici!”

  6. I Grandi elettori devono ancora ratificare l’elezione di Trump, lo faranno il mese prossimo e può ancora succedere che qualcuno cambi idea e non gli assicuri la maggioranza dei voti necessari per la nomina, magari influenzato dalle contestazioni violente; è già successo nella storia degli USA; ci possono ancora essere delle sorprese….

  7. Ma La democrazia è sempre stata così dal suo primo ‘fiorire’! Nelle radiose giornate della
    ‘Grande Rivoluzione’. Chi aveva l’aria, semplicemente non manifestando apertamente il proprio entusiasmo per la distruzione di secoli di storia e di civiltà della Francia allora precipitante nel baratro del giacobinismo sanguinario, non avendo l’aria di apprezzare quel regime, spacciato per Libertà, ne apprezzava la fraternità nella fraternitè che si manifestava nell’egalitè garantita dalla lama inesorabile della ghigliottina.

  8. La democrazia è sempre la peggio dittatura ma qui siamo al grottesco, alla farsa satanica che vuole modificare la storia. Mi fanno orrore le masse manipolate mentalmente

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