Indottrinamento LGBT+ per i dipendenti della città di Bari – di Rodolfo de Mattei

di Rodolfo de Mattei

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Il Comune di Bari ha dato il via ad un ampio piano di indottrinamento LGBTQI, che prevede 4 giornate formative da 6 ore ciascuna, che coinvolgeranno tutti i suoi funzionari più a “contatto” con il pubblico e quindi a maggior rischio di incorrere in comportamenti “omofobi”.

Come si legge sull’edizione locale de “La Repubblica” infatti:

“La formazione riguarderà tutto il personale di front office del Comune di Bari: insegnanti di asili nido e scuole dell’infanzia, addetti dell’Ufficio pubbliche relazioni, assistenti sociali. Le lezioni saranno organizzate in mini classi da 25 persone”.

LAUTO FINANZIAMENTO

Il progetto, promosso dal Comune con un lauto finanziamento di ben 80.000 euro, è stato ideato in collaborazione con un apposito tavolo LGBTQI per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali, istituito a Palazzo di Città e con il dipartimento di Formazione dell’Università di Bari.

Alessandro Taurino, ricercatore di Psicologia clinica all’Università di Bari, ha spiegato come i primi funzionari “arruolati” per seguire le lezioni, “finalizzate a decostruire stereotipi e pregiudizi“, saranno gli agenti del comando della polizia municipale.

SI INIZIA CON LA POLIZIA MUNICIPALE

A riguardo, il comandante Nicola Marzulli conferma che saranno “160 le unità individuate che seguiranno un corso complessivo di 24 ore“.

Il ricercatore universitario Taurino sottolinea come l’attività “educativa” sia stata scrupolosamente organizzata in più moduli, ciascuno con un suo preciso obiettivo di formazione alla “normalità” omosessuale e di ogni tendenza sessuale:

“Abbiamo raccolto una necessità formativa di lavorare sulle questioni legate al genere. Avremo vari moduli: si parte con la decostruzione dei pregiudizi e si passa alle novità legislative legate alla legge Cirinnà e poi al linguaggio, che ha un ruolo importante nei processi di costruzione della realtà e che deve essere inclusivo e pluralista. Ci saranno esperti di diritto per la parte giuridica ed esperti di educazione alle differenze con il coinvolgimento di associazioni”.

Il corso di formazione prevede inoltre la partecipazione degli “esperti” anti omofobia dell’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad), e di Polis aperta, l’associazione di gay, lesbiche, transessuali e bisessuali in uniforme.

Taurino spiega l’importanza di iniziare la formazione pro LGBTAI proprio dalle forze di polizia:

“Cominciare i corsi dalle forze di polizia, considerati spesso ambienti più chiusi, è un gran punto di partenza. Costruire una città gay e trans friendly è un percorso”.

Il progetto – precisa sempre Taurino – rientra in un’ampia strategia di “normalizzazione” dell’omosessualità che mira a coinvolgere trasversalmente tutti i dipendenti comunali:

“Credo ci sarà una grande accoglienza per questo percorso formativo. Il tema non è da ghetto, ma taglia trasversalmente varie competenze vogliamo coinvolgere i dipendenti sul campo dell’esperienza professionale. A Bari si stanno facendo tanti passi in avanti contro l’omofobia e c’è un grande interesse istituzionale e grande apertura”.

PROGETTO TOTALITARIO

Il corso di formazione ai dettami LGBT a cui il Comune di Bari sottopone tutti i suoi dipendenti impiegati in ruoli “chiave”, dagli insegnanti di asili nido e delle scuole dell’infanzia, agli addetti dell’Ufficio pubbliche relazioni, fino agli assistenti sociali e alla polizia municipale, è un inaccettabile progetto di ri-educazione e propaganda all’odierno diktat etico omosessualista.

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fonte: Osservatorio Gender – Famiglia Domani

7 commenti su “Indottrinamento LGBT+ per i dipendenti della città di Bari – di Rodolfo de Mattei”

  1. Poveri Agenti. Povere Forze dell’ordine. E anche l’Universita’ a cosa si è ridotta. Cervelli e rigore scientifico (oltre che morale), un tempo non mancavano, nel campo medico, come in quello storico, giuridico e umanistico. Ma oggi è la “buona scuola” a lanciare i nuovi dettami. Da bravi soldatini diligenti, le istituzioni locali eseguono eseguono ordini che vengono da molto lontano.

  2. Ma quel campioncino di Alfano non doveva promuovere una raccolta di firme per un referendum abrogativo delle “nozze gay”? E Gandolfini che dice, cosa fa?

  3. ” poi al linguaggio, che ha un ruolo importante nei processi di costruzione della realtà ” questa frase così chiara nel suo significato e nello stesso tempo così oscura per quello che lascia prevedere per il futuro è quella che più mi inquieta

  4. Inutile e scontato dire che se avessero utilizzato quegli ottantamila euro per finanziare progetti di sostegno alle famiglie numerose sarebbe stata cosa saggia, alleviando così anche le istituzioni comunali lasciate sempre più sole e squattrinate a fronteggiare emergenze sociali (e morali) enormi. Chissà come mai invece per iniziative come queste i finanziamenti non mancano mai. Ammetto di non essere riuscito nemmeno a finire di leggere l’articolo tanto la rabbia è montata. Mi riprometto di farlo quando avrò sbollito

  5. Sarà bello vedersi notificati verbali arcobaleno!
    Spero che il dottor/ssa “Taurino” inserisca nel corso lezioni di maternità tenute dal pugliese Vendola.

  6. Non c’è niente da fare: dobbiamo inchinarci tutti al moloch LGBTQI; oppure accettare ogni sacrificio per perseverare nella fede. E’ meglio non farci illusioni: stiamo – tutti, senza eccezioni! – per essere chiamati a dare testimonianza. Che Gesù ci aiuti.

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