Chi ha paura di Cristoforo Colombo? – di Mario Bozzi Sentieri

di Mario Bozzi Sentieri

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Possono  permettersi l’Europa e l’Occidente in generale, a cominciare dagli Stati Uniti,  di fare letteralmente a pezzi la propria Storia ? La domanda sta al fondo della recente querelle, tutta americana, sulla crociata, capitanata dalla leader della Camera, la democratica Nancy Pelosi,  contro i monumenti  che ricordano alcuni eroi  confederati della Guerra Civile, ma ancor più – per quel che ci riguarda direttamente  – per l’epurazione delle immagini e del ricordo di Cristoforo Colombo:  Los Angeles cancella il Columbus Day,  a Yonkers è stata decapitata una statua del grande navigatore, mentre è stata richiesta la rimozione della statua di Colombo all’angolo sud ovest di Central Park, nel cuore di New York.

Siamo evidentemente all’inizio di un inquietante processo revisionistico. La data della Scoperta, il dodici ottobre, si avvicina e  le polemiche aumentano, con tratti paradossali. Los Angeles non ha infatti solo deciso di abolire il prossimo Columbus Day, quanto anche di sostituirlo con una commemorazione “delle popolazioni indigene, aborigene e native vittime del genocidio commesso dal navigatore italiano”.

Colombo responsabile di tutti i massacri avvenuti, dopo la sua scoperta, sul suolo americano ? Francamente è troppo.

Perciò va chiesto qualcosa di più che qualche estemporanea polemica giornalistica in difesa di uno dei simboli dell’italianità. Che cosa ne pensano le autorità italiane, governo compreso? E la Chiesa Cattolica, che nei secoli ha fatto del grande navigatore uno dei paladini della cristianità ? Non era del resto un caso che la sua ammiraglia  fosse  intitolata a “Santa Maria” e che tutta l’iconografia colombiana sia segnata dalla croce piantata al momento dello sbarco…  Pio IX e Leone XIII hanno perfino  provato a farlo Santo…

Ed ora invece eccoci qui a doverci vergognare per un’appartenenza così rilevante da essere stata contesa a Genova, nel corso degli anni,  da decine di città e perfino di nazioni diverse. Oggi Colombo deve essere sentito  come un segno dell’orgoglio italiano e come il simbolo di un’identità spirituale su cui ancora si gioca il destino del Vecchio e del Nuovo Mondo.

Senza complessi d’inferiorità. Senza falsificazioni. Senza semplificazioni storiche.

Giusto un mese fa, nel sottosuolo di Città del Messico, è stata scoperta una vera e propria “torre” fatta da teschi umani che  ha sollevato nuove domande sulla cultura dei sacrifici umani nell’Impero Azteco dopo il ritrovamento anche di migliaia crani appartenuti a donne e bambini tra le centinaia ritrovati nel sito archeologico.

Nella rincorsa all’indietro si vogliono  “celebrare” anche gli imperi sanguinari dell’era precolombiana? E che dire dei responsabili diretti (Colombo fu oggettivamente inconsapevole delle conseguenze della sua scoperta)  dei massacri dei nativi ?  La ragione vera dell’odio iconoclasta nei confronti del grande navigatore è che  Colombo fa paura, tanto è politicamente e culturalmente scorretto rispetto alla vulgata corrente, al facile pietismo storiografico, ad un terzomondismo becero, ad un pensiero tanto debole da apparire evanescente.

Al fondo il solito complesso d’inferiorità della cultura occidentale, sempre pronta  a chiedere perdono, senza ragione e senza ragioni sostanziali.  Di fronte al  Tribunale della Storia Colombo non ha niente da farsi perdonare. E noi con lui.

8 commenti su “Chi ha paura di Cristoforo Colombo? – di Mario Bozzi Sentieri”

  1. Ben detto! c’è chi ha il mito di Garibaldi, io, per tante ragioni, ho sempre preferito Colombo, già dal nome: Cristoforo (potrebbe significare
    “portatore di Cristo?).

  2. Carla D'Agostino Ungaretti

    Mi sembra che gli americani comincino a comportarsi come i talebani che hanno distrutto i simboli delle civiltà diverse dalla loro che, oltre tutto, non è una civiltà, ma solo barbarie. Stiamo assistendo alla grande involuzione della cultura occidentale ed io spero di non arrivare a vederne il compimento.

    1. Mi perdoni Carla, ma la spiegazione del sentimento contro Colombo e’ più semplice: cattolico al servizio della Spagna. Si è chiesta perché nessuno pensa di abolire il Giorno del Ringraziamento? Eppure anche i Padri Pellegrini sono stati duri con gli “indigeni pagani” (Edward Ronson, fonte Wikipedia) e non credo che i ferventi calvinisti li abbiano convertiti a carezze. Però erano bianchi, anglosassoni e (soprattutto) protestanti. Colombo no.

      1. Ha proprio ragione. La campagna prima antispagnola poi anti asburgica della corona britannica – che ha suscitato opere letterarie (i Promessi Sposi), rivoluzioni bolivariane e carbonare, guerre di liberazione e risorgimentali – è il velo che copre l’assalto anglo-ebraico alla civiltà cristiana.
        Siamo all’ultimo atto con gli USA al posto degli inglesi, la democracy da esportare. Non si ricorre più alla favola dei popoli oppressi, al “grido di dolore cui non possiamo restare insensibili”. Ora deus (il loro) vult ed il tempo è poco. L’abbattimento delle vestigia che ricordano la nostra storia e l’invasione dei “migranti” sono due strategie dell’unica plurisecolare guerra.

      2. Carla D'Agostino Ungaretti

        Sicuramente ha ragione anche lei, caro Alessandro. Però mi meraviglia un po’ che questi WASP duri e puri si accorgano solo ora che Colombo era un cattolico al servizio della Spagna. Resta il fatto, secondo me, che la political correctness sta distruggendo la civiltà occidentale, non solo in ciò che essa ha fatto di cattivo, ma anche nel buono. La storia degli U.S.A. è andata in un certo modo, bello o brutto che fosse; ha prodotto il colonialismo e l’oppressione delle minoranze nere, indiane e ispaniche, Ma che vogliamo farci ora? Non possiamo correggere gli errori del passato facendo piazza pulita di quel poco (o tanto) di bene che è stato fatto. Invece proprio questo vogliono fare certi circoli americani e finiscono per agire da talebani.

        1. Sono d’accordo con tutti voi, sono sopratutto certi circolini che sanno di zolfo e cabala, che stanno dando l’assalto finale, perché lo sanno anche loro che ormai gli resta poco tempo, e se me lo permettete a me il piccolo Kim yong Uun mi sembra proprio quel sasso che non per mano umana si staccherà , e colpirà, i piedi di argilla del gigante con la testa d’oro il corpo di ferro e le gambe di legno, come pinocchio.

  3. Colombo fu uomo profondamente religioso, tanto più nei suoi ultimi anni. Ne abbiamo certissime testimonianze, sue e di personaggi autorevoli. Se mai avesse supposto proprie responsabilità proprie, e anche di altri, circa maltrattamenti degli indigeni, ne avrebbe di sicuro fatto menzione, confessione e ammenda. L’impedimento ad essere fatto santo consistette nella sua relazione con una donna da cui ebbe un figlio illegittimo, relazione avuta dopo la morte di sua moglie.

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