ECCLESIA 2043. Coraggio, il meglio è passato – di Infausto Presagio, inviato de “Il Repubblichiere” (prima puntata)

E finalmente: Habemus Papessam

14/03/2043 Non sembrava possibile fino all’altro ieri, invece finalmente è accaduto. Per la prima volta nella storia a capo della Chiesa Cattolica Conciliata è stata eletta una donna. Le operazioni di voto, a cui hanno partecipato il 98 percento di coloro che si erano già espressi un mese fa alle primarie, si sono svolte in relativa tranquillità nella giornata di ieri, 13 marzo 2043, tramite la piattaforma Clereau e la App denominata PopeCorn. Delle tre coalizioni di partiti ecclesiali che si fronteggiavano ha vinto la favorita dai sondaggi, anche se non nella misura che i questi lasciavano presagire. Il partito estremista di centro è stato sbaragliato dalla convergenza di voti che sono arrivati dal centro-sinistra e dal sinistra-centro. I moderati di estrema sinistra hanno indetto un flash-mob, gli estremisti di sinistra moderata hanno fatto un meet-up, mentre i sinistrati moderatamente estremisti, come era prevedibile, hanno inscenato un sit-in di protesta, essendo contrari a scendere a compromessi sul fatto che i Pontefici debbano essere almeno tre, ognuno di sesso diverso, e possibilmente anche di religione diversa (cioè diversa da quella cattolica per tutti e tre, anche se questa non è più una novità, almeno dagli anni dieci, ma c’è chi dice persino dagli anni sessanta del secolo precedente).

Il clero al gran completo, preti e pretesse, pastori e pastrici, monsignori e monsignore, cardinali e cardinale, sorelli e fratelle di varie miscredenze hanno festeggiato l’evento a suon di just-dance.

Come sapete, l’arco ecclesial-costituzionale va da sinistra al centro, e qua si ferma ormai da un paio di decenni, da quando nei primi anni Venti, in seguito alle spontanee rivoluzioni colorate antisovraniste europee sono stati messi al bando tutti i partiti (quindi anche quelli ecclesiali) che avessero un pur vago e lontano sentore di quella parola che è stata anch’essa messa al bando e resa, fortunatamente, impronunciabile [“destra”, ndr].

Alle venti e trenta la Papessa, che da alcuni giorni si trovava in ritiro presso il Monastero di Dose con la sua squadra di hair-stylist, personal trainer, make-up artist e life-coach, si è affacciata alla terrazza della SPA del Monastero, accompagnata dal Priore Renzo Granchi, e dopo aver informato la folla globale che avrebbe assunto il nome di Francesca I per gli amici “Cesca”, ha impartito la prima benedi-cena in mondofinzione con distribuzione ai presenti dei gadget del nuovo papato, già pronti per l’occasione. Il tutto è stato trasmesso in diretta streaming su VatiZone Prime.

Un delirio di like.

Ci perdonerete se abbiamo detto donna: ovviamente è una frettolosa approssimazione. Occorre essere molto più precisi: è stato eletto un individu* di gender n°237 bis; i parametri esatti sono: geneticamente femmina, pangenderista con leggera androginia non conforme, gonadicamente donna all’85 percento, preferenze sessuali indistinte con tendenza prefestiva al lesbismo, genderqueer ma solo nei giorni di luna piena. Il pigmento dell’epidermide è un bel RAL 1011, quello che in base ai vecchi pregiudizi si sarebbe definito come diversamente bianco, o prima ancora come una carnagione mediamente coloured (o ‘abbondantemente abbronzata’, quando i criminali populisti avevano diritto di parola e potevano circolare a piede libero).

Le comunità Alfabeto esultano. L’euforia è tale che il portavoce italiano Casimiro Goduria ha festeggiato comunicando che si sottoporrà per la quarta volta ad un cambio di sesso. I chirurghi esultano. L’Ufficio Anagrafe un po’ meno.

Ezechiél Micròn, il giovane presidente dell’UECIP (Unione Europea Contro i Popoli, il nome assunto dal superstato unico europeo dopo il referendum [taroccato, ndr] del ’34), ha offerto alla nuova eletta la prestigiosa titolarità del Ministero dei Culti Inutili, facendola succedere alla Maga Adelma.

Il presidente dell’ANO (Assemblea delle Nazioni Onanìte) Mal Ti Colg ha rilasciato un comunicato entusiasta in cui saluta l’alba di questa nuova epoca per la Chiesa ormai definitivamente rappacificatasi col mondo, offrendo un seggio permanente con vibromassaggio alla nuova pontefice.

Il presidente della sub-regione italica, a tutt’oggi commissariata dall’UECIP, Sgargio Mattonella ha espresso viva e vivace foddiffafione per questa vittoria democratica e per il trionfo delle eque opportunità.

Il presidente dell’ANPI (acronimo di cui si è perso il significato) si è detto esaltato dall’ennesima sconfitta del fascismo. Non sappiamo cosa sia quest’ultimo ma chi vi si oppone riscuote sempre un grandissimo successo.

Il preside della facoltà di Transumanologia Antispecista dell’Anormale di Pisa ha espresso, ha espresso… ha provato ad esprimere qualcosa ma non s’è capito.

Il presidente, direttore, editore e fondatore del nostro giornale, Sua Eminenza Laica Monsignor Eusebio Scorfani, per l’occasione si è fatto scongelare dalla crioconservazione e ha espresso sentimenti di stima e amicizia: “Era dai tempi di Francesco I, mio grande amico e insigne collaboratore, che non me la spassavo tanto”.

L’unica voce di dissenso arriva dalla CPRR (Comunità Protestanti Riformatissime Riunite). Pare che il superiore, verde dall’invidia, si sia lasciato sfuggire un: “Maledizione, ci hanno superati un’altra volta”.
(1 – Continua)

9 commenti su “ECCLESIA 2043. Coraggio, il meglio è passato – di Infausto Presagio, inviato de “Il Repubblichiere” (prima puntata)”

  1. È da parecchio che non facevo così matte risate.
    Ma a pensarci bene, anche ai tempi dei primi film di fantascienza ci veniva da ridere. Poi l’impensabile si è fatto realtà. Uummmmhhh…

  2. jb Mirabile-caruso

    Penso, e mi auguro, che questa nuova cronaca futuristica di Infausto Presagio continui indefinitivamente a supporto di quanti, fra noi, che vivono in una sorta di permanente sonnolenza che vieta loro di vedere l’EVIDENZA.

    L’evidenza dell’ASSURDO!

  3. Gli articoli di Riscossa Cristiana, essendo veritieri, fanno piangere e disperar. Almeno per questa volta ci si è sbellicati dalle risate. Speriamo di ridere anche nel 2043.

  4. Suggerisco – per correttezza – Comunità Protestant – E Riformate . E , dal momento che si capiva dalla grammatica ecclesiastica millenaria che l’appellativo Papa era per sua natura femminile e destinato per via provvidenziale a una ” it “, ovvìa !, lasciamolo femminista come è . La Papa , dunque . Non vorrete mica far piangere la Presidenta ( ex ) ? Ooh! Oooh ! Ooooh !….

  5. Fantastico… Ma tranquilli, anche nel 2043 i residui del criminale populismo destrorso in tradizionalismo piangente, continueranno a rimanere fedeli alla chiesa con la papessa, sia pure con “con tendenza prefestiva al lesbismo”, e chissenefrega, per non finire in un setta abbietta!

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