Iniziate a Cassino le manifestazioni per ricordare la tragedia dell’Abbazia – di Erminio Cassano

70 anni fa la più terribile battaglia della Seconda Guerra Mondiale

di Erminio Cassano

 

Marino Fardelli, consigliere regionale del Lazio, capogruppo della Lista Civica Bongiorno (UDC) e animatore degli eventi culturali di Cassino, ha iniziato alla grande la serie di eventi culturali e storici destinati a celebrare il settantesimo anniversario della battaglia di Cassino e della distruzione della storica abbazia creata da San Benedetto da Norcia nel VI secolo dopo Cristo. Storicamente, la battaglia di Cassino, che rase al suolo completamente la città laziale ed ebbe inizio nel gennaio 1944, la distruzione del monastero, avvenuta la mattina del 15 febbraio di quell’anno, e la presa della vetta di Montecassino ad opera dei polacchi del generale Anders il 18 maggio, sempre del 1944, ricoprono un ruolo non inferiore, per importanza, allo sbarco in Normandia del 5 giugno ’44. Quegli eventi furono infatti determinanti per annientare la Linea Gustav e consentire alle truppe alleate di liberare Roma il 4 giugno di quel fatale anno. Senza la presa di Cassino, le truppe alleate non avrebbero potuto avanzare lungo la Casilina, mentre, sul litorale, erano state bloccate ad Anzio.

Per comprendere il significato e la portata di quegli eventi bellici, basterebbe soffermarsi a riflettere sulla vastità dei cimiteri di guerra che ancora oggi sorgono nel Cassinate. Il cimitero polacco di Montecassino (dove Papa Ratzinger si soffermò in preghiera durante la sua visita all’abbazia nel 2009) ospita le salme di 1052  Caduti, tra cui il comandante del 2° Corpo d’Armata polacco, generale Wladyslaw Anders, che, deceduto a Londra nel 1970, volle essere sepolto a fianco dei suoi soldati. 975 sono i Caduti italiani della battaglia di Montelungo, non distante da Cassino, mentre nel cimitero inglese di Cassino giacciono 4266 Caduti ( altri 2049 inglesi nella vicina Minturno). I soldati americani caduti nei vari assalti a Montecassino riposano nel cimitero americano di Anzio (7812 tombe), mentre i soldati francesi (3414) riposano a Venafro. Infine, il cimitero più vasto è quello tedesco di Cassino, che ospita ben 20.035 tombe. Ciò aiuta a comprendere l’importanza di Cassino nella pagina italiana del secondo conflitto mondiale.

gli-eroi-di-monte-cassinoCome ha scritto il quotidiano di Cassino «L’inchiesta», nella sua cronaca della manifestazione, «una folla strabocchevole, che difficilmente si nota alle manifestazioni culturali, ha riempito in ogni ordine di posti, ed anche di più, la splendida Sala degli Abati, presso il Palagio Badiale di Cassino, in occasione della presentazione del libro del giornalista Luciano Garibaldi dal titolo Gli eroi di Montecassino. Storia dei polacchi che liberarono l’Italia, edito da Mondadori ed inserito a giusto titolo nella prestigiosa collana “Oscar Storia”. Davvero un’ottima idea quella del consigliere regionale Marino Fardelli, che ha fortemente voluto questa manifestazione il cui spessore è fedelmente testimoniato dalla numerosissima e qualificata presenza di gente, ma anche e soprattutto da un ospite d’eccezione, il capitano Anton Mosiewicz, del 2° Corpo polacco, 101 anni magnificamente portati, uno degli ultimi reduci della sanguinosa ma vittoriosa battaglia di Montecassino, che, accompagnato dalla moglie, dopo 70 anni ha voluto rivisitare i luoghi che videro tanti giovani suoi connazionali perdere la vita per strappare ai tedeschi le brulle balze sormontate dal monastero benedettino distrutto mesi prima dalle bombe assai poco intelligenti degli aerei alleati».

Tra i relatori al convegno, Don Antonio Potenza, inviato dall’abate di Montecassino, il più volte sindaco di Cassino Antonio Ferraro, alfiere della pacificazione e più volte oratore in Polonia e in altri Paesi coinvolti nella storica battaglia, la signora Ewa Mamaj, primo consigliere dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Italia, Gaetano De Angelis Curtis, presidente del Centro Documentazione e Studi Cassinati, Roberto Molle, presidente dell’associazione «Battaglia di Cassino». Nell’atrio campeggiavano in bella vista alcune divise originali polacche tratte dalla collezione privata di Giancarlo Langiano. Riportando ancora le parole del cronista de «L’inchiesta», «è stata davvero una bella ed interessante manifestazione, di quelle che restano a lungo impresse nella mente e nei cuori di chi ha avuto il piacere di prendervi parte. Marino Fardelli ha fatto centro ancora una volta. Basta avere le idee chiare e la giusta intraprendenza. Quelle che ci si auspica possano caratterizzare l’operato del comitato celebrativo per il sessantesimo della battaglia e della distruzione dell’abbazia».

4 commenti su “Iniziate a Cassino le manifestazioni per ricordare la tragedia dell’Abbazia – di Erminio Cassano”

  1. Luigi Maria Ventola

    L’unica cosa da commemorare dovrebbe essere la barbarie degli eserciti angloamericani che si accanirono fino alla completa distruzione dell’abbazia che conteneva un patrimonio inestimabile di opere d’arte e una biblioteca magnifica e nessuno ha l’onestà di dire che tutto questo fu messo in salvo dai Tedeschi che ben conoscevano i metodi dei brutali pistoleros che non sanno fare altro che sparare a qualsiasi cosa non sapendo, per ignoranza congenita, dare un valore alle cose contro le quali indirizzano la loro rabbia bestiale.
    E questi sarebbero i detentori della “democrazia” ante litteram. Alla faccia………

  2. Annarosa Berselli

    Siamo sicuri che, dietro all’atroce distruzione dell’antica abbazia, oltre ad un errore di traduzione,
    (la parola tedesca che significa abate fu confusa con quella che significa battagliine) non ci sia stato
    anche uno spirito protestante, inteso come volontà di distruggere un gioiello papista, di
    cultura ed arte?

  3. Cesaremaria Glori

    Vengo in aiuto di Luigi Maria Vendola aggiungendo che fu proprio la guerra di secessione statunitense a segnare l’inizio dell’ultima fase autodistruttiva dell’Occidente. Una guerra spietata ove le nuove armi (la mitragliatrice soprattutto e l’artiglieria) segnarono la linea di confine fra l’antico modo di combattere e quello nuovo ove la tecnologia avrebbe avuto il sopravvento sul coraggio dell’uomo. Quella guerra, pressoché ignorata dagli europei nel suo significato strettamente militare, poteva servire di ammaestramento se la si fosse studiata a fondo e avrebbe evitato la grande mattanza delle guerre di trincea del 1914/18. Purtroppo quella guerra fu soltanto l’inizio del suicidio dell’Occidente Cristiano. Ora la guerra si è spostata sul piano dei costumi e delle idee per il ritorno alla barbarie della nuova antropologia. Come dire che l’Europa andata per evangelizzare il nuovo mondo vi si è imbarbarita e da lì e tornata indietro per tornare…indietro nella storia.

  4. lucianopranzetti

    la distruzione dell’abbazia di Montecassino, simbolo della civiltà cattolica europea, fu programmata nonostante che gli alleati sapessero che le opere d’arte erano state messe in salvo da Kesserling. L’abbazia era vuota. Ma la massoneria angloamericana e la chiesa anglicana la vollero radere al suolo, tanto è vero che furono chiamati, giorni prima dei bombardamenti aerei e di terra, 5 registi che filmarono la tragedia.
    Prof. Luciano Pranzetti

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