Enrico Letta ha annunciato a Doha, in Qatar, l’apertura di un museo di arte e cultura islamica a Venezia, sul Canal Grande. Che ne pensa?

di Léon Bertoletti

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veneziaSi schermisce, Giorgio Ghiringhelli. «Non posso dire di essere uno specialista dell’Islam. Sono soltanto un semplice cittadino che cerca di informarsi sull’argomento e che su questo tema si è fatto le proprie idee senza la pretesa che siano la Verità assoluta». Però guida un movimento politico ticinese, Il Guastafeste, e ha guadagnato popolarità grazie a un’iniziativa costituzionale antiburqa presentata nella Svizzera italiana e approvata in votazione dal 65 per cento dei cittadini.

Ha visto che il capo del governo dell’Italia, Enrico Letta, ha annunciato a Doha, in Qatar, l’apertura di un museo di arte e cultura islamica a Venezia, sul Canal Grande? Che ne pensa?
«Penso che Letta avrebbe fatto qualcosa di speciale se avesse annunciato l’apertura di un museo di arte e cultura cristiana a Doha. Ma poi, perché proprio a Venezia? Se si vuol aprire un museo del genere in Italia lo capirei meglio in Sicilia, regione che un migliaio di anni fa o giù di lì, sotto il dominio dei Saraceni, ebbe un incontro ravvicinato con l’arte, la cultura e altri aspetti meno idilliaci dell’Islam, di cui probabilmente gli abitanti di allora avrebbero volentieri fatto a meno».

Pessima idea, quindi?
mezza_luna«Per far aprire gli occhi sull’Islam a chi non li ha ancora aperti, sarebbe più utile inaugurare a Roma, e magari in Vaticano, un museo dedicato al genocidio di cristiani che nel silenzio assordante dei governi europei si sta compiendo nel mondo islamico, alla strategia in atto da parte dei Fratelli musulmani e dei salafiti per islamizzare l’Europa, ai fiumi di petrodollari che fuoriescono dal Qatar e dall’Arabia Saudita per acquistare pian piano il nostro Continente e per finanziare i movimenti jihaddisti che seminano morte e distruzione».

Chi lo propone a Letta?
«Lui fa parte di quella maggioranza di politici europei che, inconsapevolmente o no, stanno trasformando l’Europa in una colonia islamica, l’Eurabia. Fra trenta o quarant’anni il petrolio finirà e gli sceicchi arabi si stanno preparando a traslocare da noi».

Dicono che l’iniziativa del museo veneziano sia un modo per riflettere su radici comuni. Condivide?
«Ma quali radici comuni! Non abbiamo nulla in comune con l’Islam e anzi le nostre civiltà si sono ripetutamente scontrate e sono diametralmente all’opposto».

In che senso?
«La sharia è incompatibile con la democrazia. Anche andando indietro nei secoli, non mi sembra che fra il mondo islamico e l’Europa vi siano state delle radici in comune, a meno che si vogliano considerare tali i ripetuti tentativi dei musulmani di invadere con le armi l’Europa – da dove a più riprese sono stati respinti – a cui i cristiani hanno risposto per le rime con le Crociate».

È storia…
«Ora hanno imparato la lezione e ci stanno riprovando, non più con gli eserciti ma con l’immigrazione di massa, la natalità, i petrodollari, il terrorismo a mo’ di minaccia e la costruzione di una rete di moschee e di pseudo centri culturali che servono a fare proselitismo, a indottrinare i giovani, a reclutare i combattenti di Allah, a tener sotto controllo i musulmani europei e a impedir loro di integrarsi».

Si favoriscono aperture di moschee e centri culturali nel nome del dialogo religioso, del rispetto reciproco, della pace tra i popoli. Perché non va bene?
«Come detto i nostri politici, i nostri Governi, i nostri banchieri – e vale anche per la Svizzera – sono abbagliati dai fiumi di petrodollari che provengono dai ricchi e scaltri sceicchi arabi e, specialmente in questi periodi di crisi, sono disposti a tutto pur di potersi abbeverare a questa fonte. Già Oriana Fallaci aveva capito che l’apertura dell’Europa all’immigrazione islamica era stato il prezzo da pagare negli anni Settanta per poter ottenere il petrolio».

E adesso?
«Oggi, con i soldi incassati vendendoci il petrolio, i ricchi sceicchi stanno comprando in Europa e nel mondo banche, giornali, reti televisive, catene di commerci, palazzi, alberghi, villaggi turistici, squadre di calcio e così via».

E qui si calano le braghe? Ci si limita al politicamente corretto?
«Non v’è da stupirsi se un Letta torna dal Qatar con 500 milioni e annuncia l’apertura di un museo di arte e cultura islamica a Venezia. Do ut des. E non v’è da stupirsi se in cambio di tanta insperata manna i governi e i politici europei sono pronti a tollerare l’intollerabile nei loro Paesi – come il burqa o le zone islamiche o i tribunali islamici – e appellandosi opportunisticamente e farisaicamente alla libertà di religione, o al rispetto reciproco o alla pace tra i popoli stendono tappeti rossi all’islamizzazione dell’Europa favorendo la costruzione di moschee e centri culturali, senza neppure preoccuparsi di chiedere, in nome della reciprocità, il rispetto di queste libertà e di questi valori pure nei Paesi islamici».

Non si fida, dunque?
«Comincerò a credere nella buona fede di questi politici quando nei Paesi islamici, e specialmente in Arabia Saudita e nel Qatar, si apriranno migliaia di chiese, sinagoghe, templi indù, e i musulmani potranno convertirsi ad altre religioni, e le donne saranno libere di girare senza veli e sposarsi con non musulmani, e i cittadini saranno liberi di votare leggi non basate sulla sharia».

(Febbraio 2014)  –  fonte: Sito dell’Autore

6 commenti su “Venezia Saudita – di Léon Bertoletti”

  1. Perchè proprio a Venezia?

    Semplice….. fu Venezia in primis che combattè la violenza islamica. Nella Battaglia di Lepanto chi era stato appeso al pennone delle navi islamiche? Da dove partivano le navi per liberare la Terra Santa?

    Vedasi l’orribile Martirio del Comandante Veneziano Marco Antonio Bragadin.

    http://www.storialibera.it/epoca_moderna/turchi_ed_europa/famagosta_1571/articolo.php?id=1915

    Quello che ha fatto letta e i suoi numerosi accoliti all’ Italia, ricadrà sulle loro teste. Ciò che è stato deciso da questo letta a scapito della Memoria Storica del Nostro Amato Paese e dai numerosi Martiri che combatterono per liberarla dalle orde di nemici assatanati, varrà Giudicato da Dio e il Suo Giudizio, ( ne sono sicura ) sarà terribile.

    Ci stanno preparando un prossimo futuro di durissime e sanguinose persecuzioni. Nemmeno una goccia di sangue innocente dovrà passare senza essere Giudicato da Cristo.
    Non vorrei trovarmi nei loro sporchi panni…. qui la vita è breve, di là sarà eterna.

    ….e intanto la propaganda di regime sulla logorroica 2 guerra mondiale continua senza sosta… …..

  2. Povero Governo e povera Italia. Siamo ridotti ormai a mendicanti. Nel vero senso della parola perchè, oggigiorno queste cifre (500 Mil.) sono “briciole” (del resto proporzionali alla grandezza degli “statisti” che ci governano), almeno in confronto alle cifre disponibili da quelle parti del Golfo. A che prezzo poi… e neanche se gliele avessero date a fondo perso.
    Meglio non pensarci.

  3. Il dott. Letta fa parte con il Senatore a vita dott. Monti di un gruppo massonico.
    Il presidente Obama ha dato 8 miliardi di dollari ai Fratelli Musulmani (vedi progetto AlQaeda: Libia..nord Africa) per lo smembramento dell’Egitto con influenza del Qatar su Suez e vittoria dei ribelli in Syria.
    E’ un bel regalo da parte del dott. Letta (massoneria) all’islam fondamentalista.
    Ma i comunisti e l’Islam vogliono la stessa cosa della massoneria: distruggere la Chiesa ed i cristiani dal medio oriente.
    Ma questi cristiani hanno fede anche per noi.
    Preghiamo la Madonna di Lourdes per la nostra conversione e che ci dia la gioia della conversione degli islamici.

  4. Giorgio Rapanelli

    Letta dichiara di essere cattolico. Però, è un lacchè della Trilaterale e del Gruppo Birderberg e prima di Cristo viene il Potere mondiale occulto.

  5. quella degli arabi è solo una provocazione e una forma non tanto nascosta di vendetta, a loro dire, permessa dal loro credo. Consideriamo le seguenti date: 11 settembre 1683 liberazione di Vienna, 11 settembre 2001 attentato alle Torri Gemelle. Io non credo alla buona fede di questi presunti fratelli.Mi dispiace la mancanza di chiarezza da parte della gerarchia cattolica. Io credo si debba rispettare ed amare la persona islamica, ma il credo debba essere preso con le pinze, non dimentichiamo che se non fosse stato principalmente per Sebastiano Venier, Ian Sobiewsky , adesso saremmo probabilmente un emirato islamico con annessi e connessi.

    1. Ci furo sì valenti condottieri e sovrani, a cui va certamente il merito militare. Non dimentichiamo tra l’altro il grande frate Marco da Aviano, predicatore della “crociata anti-turca”, che fu la guida spirituale inviata dal Papa a sostenere sul campo l’esercito cristiano (tra l’altro, egli consigliò che tutte le insegne imperiali portassero l’immagine della Madre di Dio …).
      Ma sicuramente il grande artefice della coalizione che seppe fronteggiare e sconfiggere l’esercito ottomano, fu Papa Innocenzo XI, che fu la vera anima della reazione cristiana all’offensiva ottomana.
      Senza il suo intervento, oggi saremmo davvero un califfato islamico. Non dimentichiamolo. Onore e gloria.

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