“Caso per caso”… E staremo a vedere…  –  di Massimo Viglione

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“Caso per caso” non si è mai sentito nella Chiesa Cattolica, la cui essenza costitutiva è la difesa e l’insegnamento dell’oggettività e dell’eternità della Verità. “Caso per caso” è la sottile vittoria dello storicismo relativista della modernità atea: niente più verità oggettive sempre e dovunque e per ogni uomo. Caso per caso… voto per voto… Panta rei.

di Massimo Viglione

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zzzzpllncnAlla fine è andato tutto nell’unico modo in cui poteva andare nella partita in corso al Sinodo. La “gioiosa macchina da guerra” del progressismo illimitato non poteva certo perdere questa occasione avendo l’arbitro dalla sua parte, e ha tenuto duro, e ha vinto, sebbene non del tutto: come essi stessi hanno dichiarato, specie i tedeschi (che non cambiano mai, in nulla), c’erano troppi “negri” fastidiosi al Sinodo, che hanno rubato loro la vittoria totale impedendogli la dichiarazione pro-omosessualista.

La parte cosiddetta “conservatrice” non poteva cedere in linea di principio. E così, ecco il compromesso democristiano (l’unico vero dogma ipostatico della Chiesa contemporanea): si valuterà “caso a caso” (sugli omosessuali appuntamento alla prossima puntata. Magari con qualche nero in meno, se possibile). Che, tradotto in pratica, è come dire: “noi abbiamo stabilito così, ma se voi conservatori non vi adeguate fate un po’ come vi pare per qualche tempo, poi tanto vi adeguerete per non restare indietro col passo dei tempi (Papa Bergoglio lo ha appena ricordato: «i tempi cambiano e noi cristiani dobbiamo cambiare continuamente») oppure prima o poi morirete e tutto sarà ricomposto nell’ordine della dissoluzione programmata”. Tanto, i gioiosi progressisti sanno bene che tutto il mondo massmediatico, culturale, “civile” e la gran parte dei fedeli rimbambiti da decenni di buonismo diffuso a iosa dentro e fuori la Chiesa stanno con loro, a partire dai parroci, che sono i primi dissolutori della Verità da cinquant’anni anni a questa parte.

Per quanto si voglia – come al solito – presentare questa situazione nel suo lato più accettabile possibile, per quanti specchi si vogliano salire con le unghie, per quanto si faccia ogni sforzo per edulcorare la scena, la realtà delle cose è più che evidente: si leggono ovunque commenti che sostengono che non sia cambiato nulla, che la Comunione non è neanche nominata nella Relatio, ecc. Ma, se così fosse, a cosa si riferirebbe la decisione di valutare caso per caso? Si valuta caso per caso cosa? Se non fosse cambiato nulla, perché ottanta padri avrebbero votato contro? Contro cosa, se nulla è cambiato? Per cambiare la Verità oggettiva non serve scrivere una parola in un testo. Basta cambiarla coi fatti.

La verità è palese a chiunque non abbia abdicato all’uso corretto e onesto della propria intelligenza: 1) è stato compiuto un passo avanti – magari non grande come i gioiosi progressisti e la loro guida avrebbero voluto – verso la dissoluzione di ogni certezza oggettiva del magistero cattolico: quando si vota caso per caso su una verità di fede o morale, è ovvio che non esiste più l’oggettività intangibile; 2) la Chiesa è divisa al suo interno e se non si va allo scisma è solo per la codardia dei conservatori.

Da questo momento infatti non v’è più certezza nella Chiesa Cattolica. Quale docente di filosofia morale, o di bioetica, potrà più insegnare con certezza interiore i valori della famiglia perenne, come della filosofia perenne, come del diritto naturale perenne? Quale teologo terrà più conferenze sostenendo l’immutabilità della verità eterne? E non parliamo dei dogmi… Quale parroco, quale predicatore, quale laico cattolico impegnato potrà più sostenere contro tutto e contro tutti la Verità della Fede quando questa è modificata, o perlomeno adattata, anzitutto dai vescovi, dai cardinali e dal loro capo in primis… “caso per caso”?

E non si tratta solo della Comunione ai divorziati. Si tratta dell’intera struttura della morale divina e naturale. Chi potrà ancora condannare l’aborto, se questi signori sinodali, che nemmeno si sono degnati di nominarlo in questo consesso, al prossimo sinodo potrebbero mettere ai voti ogni cosa? Chi potrà ancora battere il pugno contro l’omosessualismo, se sappiamo tutti perfettamente che al prossimo sinodo accadrà con questo esattamente quello che ora è accaduto con la Comunione ai divorziati? E non parliamo delle problematiche “minori”! Contraccezione, rapporti prematrimoniali, ecc. Queste sono ormai bagattelle per tradizionalisti fuori dalla realtà o per “negri” rimasti nel buio dei secoli passati in confronto alla luce artificiale che viene dalla Germania. Sarà il fluire del tempo e la vittoria dell’Uomo e della sua repubblica universale e religione unica a fare giustizia di questi tardoni.

Quando la Verità eterna, i precetti evangelici, il diritto naturale, si mettono ai voti, che rimane se non il “panta rei” dell’evoluzionismo teologico, base primigenia del modernismo condannato da san Pio X? Quando la democrazia totalitaria del “libero voto in libera Chiesa” prende il posto della Rivelazione immutabile, su quale certezza si potrà costruire una qualsiasi fede in una verità invalicabile?

Non basta affermare – come vedo che già molti fanno – che in fondo non è cambiato nulla. Se non fosse cambiato nulla, a cosa caspita sarebbe servito questo sinodo, e il presinodo dell’anno scorso, e tutti i dibattiti, le dichiarazioni, le sentenze, le lotte, e tutto il resto che ci ha riempito la bile in questi tre anni? È stato tutto uno scherzo? Non avevano nient’altro da fare i padri sinodali? Se così fosse, sarebbe un trionfo dei conservatori! Ma così non è e lo sappiamo tutti perfettamente. Nessuno infatti parla di trionfo dei conservatori. In realtà, il gioiello del Depositum Fidei è stato colpito e sfregiato. E questo, lo sappiamo tutti perfettamente, è solo l’inizio.

Quando la misericordina e la tenerezza prendono il posto della spada di san Paolo, quale fiducia integrale si può avere nelle verità eterne della nostra religione?

Quando il Successore di Pietro afferma che la Chiesa non emana anatemi (occorrerebbe fare il conto di quante centinaia, forse migliaia, di anatemi la Chiesa ha emanato nel corso dei millenni… ottanta solamente in un documento, il Sillabo del beato Pio IX nel 1864), che tradotto vuol dire che non condanna più nessun errore, cosa rimane delle chiavi e come deve essere più inteso il mandato di pascere le pecore nella Verità, quell’unica Verità che ci fa liberi, mentre la menzogna ci rende tutti schiavi del menzognero per antonomasia?

“Caso per caso”. E secondo quali criteri? E chi lo stabilisce? Se una coppia di divorziati risposati si ritrovano in una diocesi con un vescovo conservatore che nega loro la Comunione, e vedono che invece i loro amici o parenti – che vivono nella medesima situazione – trovandosi in un’altra diocesi con un altro vescovo la possono prendere, quale giustizia si può trovare in questo? Paradossalmente, sarebbe una vera ingiustizia contro la prima coppia, la quale non dovrebbe fare altro che andare a vivere nell’altra diocesi (perlomeno prendervi la residenza) per ottenere giustizia egualitaria e democratica.

Se tutto diventa soggetto ai voti, se non esiste più una certezza oggettiva, ciò che oggi questi signori hanno stabilito domani potrebbe essere invertito (termine piuttosto gradito nei loro ambienti…) nuovamente, come accade più o meno nelle moderne democrazie totalitarie. Non si può fare finta che in fondo poteva andare peggio e la dottrina si è mantenuta salda: “caso per caso” non si è mai sentito nella Chiesa Cattolica, la cui essenza costitutiva è la difesa e l’insegnamento dell’oggettività e dell’eternità della Verità.

“Caso per caso” è la sottile vittoria dello storicismo relativista della modernità atea: niente più verità oggettive sempre e dovunque e per ogni uomo. Caso per caso… voto per voto… Panta rei.

Non bisogna pensare che tutto questo sia frutto di sfortuna o dell’opera di un solo uomo coadiuvato dai suoi sgherri teologici. Tutto questo ha radici antiche, ormai. Le piante non nascono tutto d’un tratto. Tutto questo è il frutto dello spirito della nuova pentecoste, che ha soffiato al Concilio appunto, che ha soffiato ad Assisi, che ha soffiato per decenni ispirando centinaia e centinaia di follie commesse ovunque, con un crescendo esponenziale, da una massa indefinita di preti di ogni rango, genere e tipo. Ma questo spirito della nuova pentecoste non ha nulla a che vedere con lo Spirito Santo che discese a Pentecoste: ne è il sostituto temporaneo.

Ecco i giorni delle grandi decisioni! Sono alla fine arrivati.

Che faranno ora i conservatori, quegli ottanta che comunque hanno votato contro? Ottanta non sono pochi, tutt’altro. Diranno “Non licet!”, alzandosi in piedi e proclamando ai quattro venti la Verità pronti ad affrontare tutto ciò che logicamente e teologicamente ne può conseguire o si staranno zitti brontolando, come fanno da decenni, sottovoce con qualche fedele ancora così stupido da essere disposto di stare ancora a sentire questi brontolii come se fossero specchio di chissà quale ribellione che tanto non avverrà mai?

Cosa farà ora il papa emerito, bandiera illusoria di rivincita per tanti buoni finora tristemente gabbati? Si alzerà in piedi e urlerà “Non licet”? (Per parafrasare le nostre beneamate femministe, “se non ora, quando”?) O continuerà beato nel suo “buen retiro”, come se niente fosse, a dirci che lui è con papa Bergoglio?

Questi sono i giorni della tragedia, tragedia che è solo all’inizio, in quanto la meta di questi signori gioiosi progressisti è la condivisione di ogni follia di questa società, a partire dall’omosessualismo in poi (come hanno inequivocabilmente dichiarato) passando per l’avallo dell’invasione della nostra società e della distruzione del nostro popolo, della nostra identità, della nostra cultura e civiltà, per arrivare alla religione unica per l’intera umanità. Sono i giorni in cui siamo senza padri, eccetto singoli casi meritevoli, senza una bussola che ci guidi verso la Verità, con i lupi dentro l’ovile. È il frutto inevitabile dell’apertura della Chiesa di Cristo ai diritti dell’uomo, all’umanesimo, al mondo.

Sono i giorni in cui si avverano fino alle ultime conseguenze (o quasi) le profezie della Vergine e dei santi sulla crisi della Chiesa.

Disfattismo totale, quindi? Umanamente parlando è tutto perduto, nella politica mondiale come nella Chiesa. Ma noi siamo cristiani proprio perché sappiamo che oltre l’umano esiste e agisce il divino e che Dio non abbandonerà mai la sua Chiesa e su questa le porte dell’inferno non prevarranno, per promessa divina. Proprio l’immenso tradimento degli uomini di Chiesa, peraltro profetizzato da Cristo stesso e poi da san Paolo nel Nuovo Testamento, e quindi tante volte come detto dalla Vergine e dai santi nelle apparizioni private, ci rassicura che l’intervento risolutore non può ancora tardare molto. Questi signori corrono come pazzi verso il baratro, come quei porci che si gettarono dalla rupe quando Nostro Signore esorcizzò l’indemoniato e i demoni entrarono in loro. Il nostro compito, il nostro dovere, è quello di non seguire questi signori, ma seguire la Verità divina, la Verità rivelata, la verità naturale, la verità stabilita e sempre insegnata per secoli dalla Chiesa. E testimoniarla questa verità, contro tutto e contro tutti, nessuno escluso.

Tutto il resto è nelle mani di Dio e noi dalla parte di Dio ci schieriamo. E staremo a vedere.

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36 commenti su ““Caso per caso”… E staremo a vedere…  –  di Massimo Viglione”

  1. Allo scisma non si arriverà non per la codardia dei cardinali conservatori ma principalmente perché Bergoglio non lo permetterebbe mai: sarebbe una sua sconfitta, la sconfitta del suo papato nei confronti dei media.

    1. ilfocohadaardere

      In più qui lo scisma sarebbe sui generis: quello vero, de facto, lo hanno già fatto tutti quei gerarchi, vescovi e conferenze episcopali che non professano più la fede cattolica,né credono più nei suoi sacramenti e nella sua morale. Il termine(dal greco schìsma:lacerazione, divisione)designa la formale separazione dalla Chiesa di un gruppo di fedeli originata da dissensi di carattere disciplinare o dottrinario, ma non necessariamente su verità di fede (elemento, questo, che distingue lo scisma dall’eresia).Le vicende del cristianesimo sono punteggiate da scismi.Così sant’Agostino accusò i donatisti del peccato di scisma, perché avevano abbandonato-in seguito a divergenze sull’idea della grazia divina e sulla prassi del battesimo – l’unico corpo di Cristo, erigendo propri altari e celebrando un proprio culto eucaristico. Bisogna stare attenti perché l’eventuale eresia di parte della gerarchia non deve indurre i fedeli cattolici al peccato di scisma. Sono essi scismatici,anche se la Chiesa non lo…

      1. e io pure ! razie di eserci e di rivelarvi, amici carissimi, avanti con coraggio, sempre fidando nei Sacri Cuori di Gesù e Maria.

  2. D’accordo perfettamente su quasi tutto, in particolare sull’ultima parte e sul fatto che la vicenda abbia radici antiche.
    Sarei invece più cauta sul Papa emerito. Non credo si esprimerà; non per viltà o pigrizia, tutt’altro. Penso che sul Papa emerito la cosa non sia finita con le dimissioni; ma questo è un argomento delicato che solo Dio e il diretto interessato conoscono bene. Forse ne capiremo anche noi qualcosa in più nei prossimi anni ( vista l’età dei protagonisti, non ci sarà da aspettare molto…).

  3. Nonostante Bergoglio e tutti gli altri traditori della Fede, il Diritto Divino non cambia di una virgola, gli adulteri che faranno la comunione mangeranno la propria condanna!
    Ora è più evidente che mai che per salvarsi NON bisogna avere la stessa fede di Bergoglio (in cosa crede, ammesso che creda in qualcosa?), l’unicità di Fede (e quindi di Chiesa) NON esiste ufficialmente più (era così da 50 anni ma ora è tutto molto più evidente), inoltre, la “chiesa” che darà anche una sola Comunione ad un adultero perderà la Santità e l’Apostolicità: ci sono già 2 Chiese, di cui solo una è la Chiesa Cattolica fondata da Gesù: peccato che non ci siano prelati abbastanza coraggiosi da dichiarare l’avvenuto scisma!
    Noi cattolici seguiremo l’immutabile dottrina di sempre, dandoci da fare affinché meno gente possibile segua i falsi pastori!
    Mettere ai voti il Diritto Divino è cosa sommamente empia, oltre che irragionevole!

    1. E’ proprio vero, caro Leo, come fanno i comunisti, così fanno anche i “cattocomunisti”, non chiamiamoli pastori, sarebbe un’offesa per tutti i santi, martiri e papi preconciliari. Stiamone lontani, ma molto, molto lontani, con la mente e con il cuore.

  4. ‘ Caso per caso ‘ significa che durante l’ Anno del Giubileo l’ Assoluzione e la Comunione non verranno negate a nessuno . Vescovi e sacerdoti refrattari saranno esposti alla gogna mediatica , poi perseguitati dal regime clericale e forse dallo Stato , specie quando il ‘ gay – marriage ‘ sara’ Legge ed il movimento omosessualista lo pretendera’ anche celebrato in chiesa, come e’ gia’ previsto accadra’ negli Stati Uniti . L’esito inevitabile sara’ lo scisma di fatto ( ma gia’ adesso esistono due Chiese ) e la Chiesa minoritaria , quella Vera , subira’ il conseguente inizio della ( Grande ? ) Tribolazione . I ‘veri’ pastori saranno rarissimi : l’andamento del Sinodo non lascia che poche speranze , l’infezione del ‘ concilio’ ha colpito tutti .
    E come in tutte le persecuzioni , la stragrande maggioranza apostatera’. La confisca dei beni , mobili ed immobili , sara’ sufficiente . Tra pochi anni , le uniche speranze saranno quelle escatologiche . Profeta di sventura ?

  5. Diego scrive:
    Nonostante Bergoglio e tutti gli altri traditori della Fede, il Diritto Divino non cambia di una virgola, gli adulteri che faranno la comunione mangeranno la propria condanna!
    A questo proposito, mi viene da riflettere sul fatto che tutte le domeniche vedo moltissimi fare la Comunione senza mai confessarsi, soprattutto molti giovani “disinvolti”. Non è dunque una realtà già accettata da anni il dare la Comunione a chi non è in stato di grazia? Infatti non ho mai sentito alcun sacerdote ammonire dal pulpito, pardon dall’ambone, riguardo a questo grave pericolo di peccato e.di condanna.

    1. Forse è perché sono talmente protestantizzati (sin dal catechismo e poi dal seminario) da non credere pià alla Presenza Reale, così come non credono più ai dogmi ed alle altre Verità di fede (vedasi Ravasi). Ho sentito con le mie orecchie un vecchio prete sessantottino dere che l’Ascensione è una favola per bambini, un’invenzione dei primi cristiani (“semplicemente, ad un certo punto non Lo videro più, e così si inventarono questa storia”, disse)

      1. >”Ho sentito con le mie orecchie un vecchio prete sessantottino dire che l’Ascensione è una favola per bambini, un’invenzione dei primi cristiani (“semplicemente, ad un certo punto non Lo videro più, e così si inventarono questa storia”, disse)”. Il “progressista” Kaspèr ed il “conservatore” Muller, hanno in comune di NON credere all’Ascensione. E lo hanno entrambi scritto più e più volte, in testi che sono usati come libri di testo nei seminari di mezzo mondo, Italia in primis.

  6. Un noto giornalista italiano contrario al papato attuale scrive che in realtà non è cambiato nulla, motivando la cosa x il fatto che non ci sia alcuna citazione nella relazione finale sulle comunione si divorziati risposati.e inoltre cita come la stampa estera confermi questo orientamento. Però si palla di valutazioni caso x caso. Io non ci capisco niente. Scusate

    1. Caro Giovanni, non si accenna alla comunione per i divorziati, ma l’intenzionale nebulosità dei concetti e le parole ambigue la dicono lunga. D’altra parte, non occorreva questo documento per chiarirci le idee sulla situazione di una chiesa che ha dimenticato il motivo principale della sua esistenza. Se non ritiene più suo compito primario la salvezza delle anime e la conquista della vita eterna, optando per lo star bene quanto più possibile qui ed ora, è normale che si adagi bellamente e comodamente sul relativismo scandaloso del “caso per caso”. Al posto dell’ammonimento è entrato dunque l’accompagnamento: verso l’inferno!

      1. Belissima espreessione quella dell’acompagnamento verso l’inferno, cara Tonietta. Ma gli accompagnatori, domandiamoci, chi stanno servendo? a chia stanno facendo un favore? a Nostro signore od al nemico di Dio e degli uomini? Ovvia la risposta, quindi teniamoci alla larga da quel tipo di acompagnatori: megio soli che male accompagnati.

  7. giorgio rapanelli

    Dovremo iniziare a contarci. Essi pensano che pure nella chiesa di Bergoglio esiste il centralismo democratico che era del PCI, e che la minoranza, ossia noi, si dovrà accodare alla maggioranza. Essi hanno l’appoggio della stampa progressista dell’alta finanza. Sì, Cristo trionferà… Ma adesso il potere è in mano di Giuda Iscariota, il traditore, che consegnò e continua a consegnare il Cristo ai carnefici relativisti. Abbiamo vescovi rimasti fedeli al Vangelo? Ebbene, riconosciamoli e stringiamoci ad essi. Altrimenti, non ci rimane che passare altrove, con gli Ortodossi, o fare uno scisma. Rimanere in questo letamaio mentale servirebbe solo a creare più confusione nella testa dei fedeli. Cristo è la spada che taglia. Ormai ha tagliato il suo gregge: noi alla Sua Destra, gli altri alla Sua Sinistra, ossia dalla parte di Satana… E pensare che sei mesi fa, prima del Gender, a Satana non credevo.

  8. Totalmente d’accordo con la lucida analisi del dott. Viglione. Come previsto: “CASO PER CASO”!!! Sono davvero nauseato da Bergoglio e dai suoi scagnozzi che, insultando la nostra intelligenza, si fanno beffa del Depositum Fidei. Ormai la partita si gioca a carte scoperte; è arrivato il momento di vendere il mantello e comprare la spada! Credo che a breve molte cose si chiariranno (Papa “Emerito” e Profezie…). Serve il coraggio di riconoscere che ormai esistono due chiese (ma una sola è la Chiesa con la maiuscola: quella del SI-SI-NO-NO). Una parte del Gregge disgustato dall’attuale Pastore sta aspettando che la gerarchia ecclesiastica rimasta fedele al Magistero di sempre mostri gli attributi e scelga di non condividere altre scempiaggini reagendo quanto prima, anche se ciò dovesse portare allo scisma. DAI FRUTTI SI RICONOSCE L’ALBERO!

  9. Per quanto riguarda la Comunione domenicale,ricordo ad Assisiana che è necessario confessarsi solo se si è commesso un peccato grave mortale,ma se si sa di aver fatto solo peccati veniali ci si può comunicare lo stesso senza confessione.Ormai la Chiesa “Cattolica” è diventata “Chiesa Democratica”…vengono pure fatti i questionari nelle parrocchie per sapere cosa ne pensano i fedeli;se la maggioranza ritiene lecito quello che un tempo era considerato peccato,la chiesa bergogliana si adegua!Del resto non si diceva “VOX POPULI VOX DEI”?Mai come oggi questo motto viene attuato dai bergogliani “democratici”.Indubbiamente tutto ciò è frutto dell’errore di partenza che data 1963 (Concilio).Ormai siamo alla resa dei conti finale…manca poco al trionfo del Cuore Immacolato di Maria,il centenario di Fatima si avvicina e sta per scadere il secolo concesso da Dio al demonio per mettere alla prova la Chiesa (vedi visione di Papa Leone XIII del 1884).Le profezie si stanno avverando,siamo nella grande…

    1. Da cattolica conservatrice e tradizionalista, mi permetto di chiedere: come si fa a sapere per certo se i fedeli che vanno a comunicarsi si sono in precedenza confessati o meno ed eventualmente quale è il loro stato anagrafico: fidanzati, sposati, divorziati single o risposati, in chiesa o civilmente, o dopo annullamento rotale? Tanto varrebbe chiedersi se hanno osservato il digiuno eucaristico o hanno fatto una ricca colazione pochi minuti prima di entrare in Chiesa…
      Ancorché addolorati e preoccupati per lo stato della Chiesa di Roma, andiamo alla S. Messa per onorare Dio e non per controllare quello che fanno gli altri.

  10. Egr. Dott. Viglione, lei dice che la Chiesa è divisa al proprio interno e non si va allo scisma solo per codardia dei conservatori. La parola conservatore è usata dai media per contrapporla ai progressti, io parlerei invece di cattolici e basta, i progressisti non sono cattolici perché modernisti. Vorrei dire che lo scisma per assurdo sembra essere un bene perché non si può convivere nella stessa Casa quando le regole sono rispettate da alcuni e da altri no. Allora noi laici possiamo appellarci a quegli 80 cardinali a fare il passo decisivo, se fossi io cardinale non esiterei ad usare parole durissime perchè qui è in gioco la salvezza delle anime e direi che chi vuole il cambiamento ha una grossa responsabilità davanti a Dio. Ma come può Bergoglio affermare che il mondo cambia ed anche la Chiesa deve essere pronta a cambiare.. ma di cosa stiamo parlando? Il Signore di cui egli dovrebbe essere Vicario, non ha forse detto che addirittura il Cielo e la Terra passeranno ma le Mie Parole non passeranno?

  11. Grazie professore, sì incoraggiamoci a vicenda!
    E’ tempo di preghiera e testimonianza per tutti i fedeli cattolici.
    Non occorre essere numerosi, nè organizzati,
    Occorre rinsaldare il nostro legame con Cristo.
    Lui ci aiuta e sopperisce ai nostri limiti.
    Nostro Signore si serve proprio e solo degli scarti cioè di noi.
    In alto i cuori

  12. Domenica mattina sentivo radio1. Si parlava del Sinodo. Giornalisti e sacerdoti invitati in trasmissione elogiavano la devolution bergogliana. Finalmente un leader mondiale che non accentra ma delega; un papa che dà alle varie conferenze episcopali il potere di decidere. E poi ancora: la Chiesa è come un genitore che asseconda le inclinzioni dei propri figli, trattando i vari figli in maniera diversa perchè varie sono le inclinazioni.
    Ho quindi concluso che
    1) vi saranno multipli atteggiamenti dottrinali (relativismo)
    2) a questo punto bisognerà riformare e riscrivere il CREDO nel passaggio ” una santa cattolica apostolica “, in quanto avremo più chiese, e perciò qualcuna non sarà né santa né universale, e quindi men che meno apostolica.
    3) se uno dei miei figli avrà l’inclinazione a rubare, lo asseconderò non ricordandogli che è peccato.
    Grazie a chi ha organizzato e manipolato questo Sinodo per aver slatentizzato lo scisma sotterraneo in atto e che ha costretto BXVI ha lasciare per il bene della Chiesa.

  13. Diverse parrocchie, in giro per l’Italia, anche alcune a Roma, hanno ESULTATO. Hanno dichiarato i parroci che, nelle decisioni del SINODO, vedo recepito e premiato il loro approccio. Loro, hanno detto ai TG, sono già molti anni che praticano il “caso per caso”. Solo che, adesso, lo faranno alla luce del sole.

  14. ” Questi signori corrono come pazzi verso il baratro, come quei porci che si gettarono dalla rupe quando Nostro Signore esorcizzò l’indemoniato e i demoni entrarono in loro. Il nostro compito, il nostro dovere, è quello di non seguire questi signori, ma seguire la Verità divina, la Verità rivelata, la verità naturale, la verità stabilita e sempre insegnata per secoli dalla Chiesa.”
    Una descrizione perfetta per questi Giuda Iscariota! Ed, infatti, alla larga da costoro. Si spera nello scisma, anche se doloroso.

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