Contro Sartre

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Di Andrea Lombardi

CONTRO SARTRE. Á L’AGITÉ DU BOCAL

(DI LOUIS FERDINAND CÉLINE)

 Traduzione di Á l’agité du bocal, testo dai Cahiers de l’Herne, Parigi, 1972, a cura di Andrea Lombardi.

 Nel 1947 Louis Ferdinand Céline, dopo aver appreso dallo scrittore Albert Paraz che Jean-Paul Sartre, nel suo Portrait d’un antisémite (apparso su Les Temps Modernes nel dicembre 1945, e nell’ottobre 1947 ripreso da Gallimard nel volume Rèflexions sur la Question juive), aveva scritto: “Se Céline ha potuto sostenere le tesi socialiste dei nazisti, è perché era pagato”, scriverà in risposta Á l’agité du bocal. Il pamphlet sarà prima inviato a Jean Paulhan, che non lo pubblicherà, e quindi a Paraz, che lo riprodurrà in appendice al suo libro Le Gala des Vaches (L’Elan, 1948). Inoltre nel 1948 ne fu tirata, a cura di alcuni amici di Céline, una edizione di duecento esemplari (Á l’agité du bocal, Lanauve de Tartas, Parigi, s.d.). Riportiamo le considerazioni di Pierre Monnier riguardo a Le Gala de Vaches e su Cèline, pubblicate sul n°217 di Europe-Amérique dell’11 agosto 1949:

Alla fine del ’48 uscì un libro straordinario, Le Gala des Vaches di Albert Paraz, che prendeva le difese di Céline con un coraggio senza precedenti. Per misurare il terreno percorso, occorre che la storia quotidiana dia conto di questo: otto grandi settimanali francesi rifiutarono la pubblicità (a pagamento) per Gala. Alcuni critici letterari osarono parlare di provocazione. Un’amica d’infanzia di Céline, la grande Arletty, fu né più né meno minacciata di morte perché aveva accettato di vendere Le Gala des Vaches, che raccoglieva quaranta lettere di Céline, una delle quali contro l’aborto Sartre, “L’agité du bocal”! Le librerie che avevano messo in vetrina quel libro vennero devastate. E da chi? Ecco il punto. Dagli ebrei? No! Molti ebrei sono fervidi ammiratori di Céline: Milton Hindus in America, Paul Lévy, direttore di Aux écoutes a Parigi. Coloro che si oppongono a Céline sono semplicemente degli scalmanati comunisti o altri che rappresentano solo se stessi, che non hanno mai letto una sola riga dei suoi libri, che non sanno niente del suo caso. Sbraitano a più non posso perché Céline ha fatto le prime rivelazioni su ciò che accade in Russia con Mea Culpa e Bagatelle. Molto prima di Koestler, Gide e Kravčenko. Costoro, però, non vengono bistrattati come Céline. Perché? Perché lui ha genio! La pirotecnica reazione di Cèline alla infamante – e falsa – accusa rivoltagli da Sartre, va collocata, per essere compresa a fondo, nel contesto storico delle epurazioni dei “Collaborazionisti” in Francia nel 1944-1949. Circa 40.000 francesi, che a vario titolo avevano avuto rapporti o con lo Stato di Vichy o con l’Amministrazione tedesca, svolgendo funzioni burocratiche, amministrative e intellettuali, oppure avevano militato in raggruppamenti politici o in unità militari, paramilitari o di Polizia furono condannati a pene detentive e privati dei diritti civili. Furono inoltre eseguite ben 7.037 condanne a morte, che colpirono anche gli intellettuali ritenuti rei di “collaborazione con il nemico”, come Robert Brasillach, Jean Luchaire e molti altri, mentre 10.000 francesi caddero vittima di esecuzioni sommarie. Ancora nel 1952, 2.400 francesi si trovavano in prigione con l’accusa di collaborazionismo.

L’epurazione degli scrittori “Collaborazionisti” sarà compito del Conseil national des écrivains (CNE), che stenderà, democraticamente, degli elenchi di libri e di autori “impubblicabili”. Anche uno scrittore pacifista come Jean Giono, che durante l’Occupazione scelse l’”emigrazione interiore”, fu messo all’indice e incarcerato. Si capisce facilmente quindi che l’accusa di Sartre, uno dei più irremovibili persecutori degli intellettuali Collabos, poteva risultare molto pericolosa per Céline, vista la fine fatta dal ricordato Robert Brasillach, giustiziato tramite fucilazione il 6 febbraio 1945 nonostante una richiesta di grazia indirizzata a De Gaulle firmata, tra gli altri, da Mauriac, Claudel, Valéry, Duhamel, Paulhan, Cocteau, Colette… In aggiunta a questo, il 19 aprile 1945 un Tribunale francese aveva spiccato un mandato di cattura per “Tradimento” contro Cèline, riparato in Danimarca, e, dal dicembre 1945 al febbraio 1947, Louis Ferdinand Destouches sarà incarcerato a Vestre Faengsel, passando diversi mesi in cella di isolamento.

Tornando alla Querelle Sartre-Céline, notiamo che, durante l’Occupazione, Céline sarà uno tra gli intellettuali che meno contribuiranno, tramite articoli o altri contributi, alle conferenze ed alle riviste collaborazioniste come Je suis partout, Au pilori e La Gerbe su temi quali l’alleanza tra Francia e Germania, la lotta contro il Bolscevismo ed il Capitalismo, l’antisemitismo…Infatti, escludendo i suoi pamphlet, visto che sono stati scritti quasi tutti prima del 1940 (Mea Culpa, 1936, Bagatelles pour un massacre, 1937, L’École des cadavres, 1938 e Les Beaux Draps, 1941), Céline, durante il 1941-1944, pubblicherà appena un solo articolo, venticinque lettere e tre interviste. Da notare poi come la diffusione di alcuni dei suoi libri sarà in più occasioni ostacolata tanto dalle autorità di Vichy (come nel caso de Les Beaux Draps) quanto dai tedeschi (anche se Céline avrà degli alleati in Karl Epting, direttore dell’Istituto tedesco di Parigi, e nell’ambasciatore Otto Abetz), mentre, paradossalmente, come ricorda anche Cèline nell’Ágité du bocal, il “Resistente” Sartre metterà in scena il suo dramma teatrale Les Mouches, allegoria dell’Occupazione nazista… nel giugno 1943, in piena Occupazione, al Théâtre de la Cité!

Nelle lettere scritte da Louis Ferdinand Céline alla stampa, alcune delle quali, apparse su Je suis partout, sono riprodotte in questo libro, non troviamo le prezzolate considerazioni di un Céline al soldo dell’”occupante nazista” denunciate da Sartre, ma semmai alcuni degli argomenti da Céline esplicitati con grande passione, più che violenza, nei suoi pamphlet: la decadenza della Francia, e più in generale dell’uomo, incantato dalle false promesse del Comunismo, dal Capitalismo, e dagli ebrei che hanno posizioni di predominio in ambo questi sistemi economico-politici, la denuncia di come l’uomo moderno della civiltà dei diritti, preso dal suo egocentrismo, dimentichi i suoi doveri ed i valori della propria terra, la denuncia dei politici francesi che hanno portato la Francia alla degenerazione e quindi alla sconfitta del maggio 1940.

Idee decisamente scomode quelle di Louis-Ferdinand Destouches, idee che, lungi dal fruttargli utili, gli hanno semmai comportato quei guai che egli, come il suo alter ego Bardamu del Voyage au but de la nuit, nel corso della sua esistenza, pervicacemente, ostinatamente, ha sempre cercato, perché per Céline/Bardamu: E’ forse questo che si cerca nella vita, nient’altro che questo, la più gran pena possibile per diventare se stessi prima di morire”.

Andrea Lombardi

ALL’AGITATO IN PROVETTA


Non leggo più gran che, non ne ho il tempo. Troppi anni già ho perduti in sciocchezze e prigioni! Ma mi si preme, scongiura, angustia.

Devo assolutamente leggere, sembra, una specie di articolo, il Ritratto di un antisemita, di Jean-Baptiste Sartre (Temps modernes, dicembre 1945).

Scorro questo lungo compitino, ci butto un occhio, non è né buono né cattivo, niente di niente, imitazione…Una sorta di “Allamanieradì”…

Á L’AGITE DU BOCAL


Je ne lis pas grand-chose, je n’ai pas le temps. Trop d’années perdues déjà en tant de bêtises et de prison! Mais on me presse, adjure, tarabuste.

Il faut que je lise absolument, paraît-il, une sorte d’article, le Portrait d’un Antisémite, par Jean-Baptiste Sartre (Temps modernes, décembre 1945).

Je parcours ce long devoir, jette un œil, ce n’est ni bon ni mauvais, ce n’est rien du tout, pastiche… une façon de “Lamanièredeux”…

Questo piccolo J.-B. S. ha letto l’Etourdi, l’Amateur de Tulipes, etc.

Ne è rimasto intrappolato, evidentemente, non ne riesce più ad uscire…Sempre al liceo, questo J.-B. S.! ancora ai pastiches, agli “Allamanieradì”

Alla maniera di Céline, anche… e anche d’altri…

Ce petit J.-B. S. a lu l’Etourdi, l’Amateur de Tulipes, etc.

Il s’y est pris, évidemment, il n’en sort plus… Toujours au lycée, ce J.-B. S.! toujours aux pastiches, aux “Lamanièredeux”…

La manière de Céline aussi… et puis de bien d’autres…

“Putains”, etc… “Têtes de rechange”… “Maia”…

Niente di grave, sicuro. Ma ne trascino dietro al culo numerosi, di questi piccoli “Allamieradì”…

Che ci posso fare!? … me ne fanno un punto d’onore, non ne parlo mai, e finisce lì. Progenitura dell’ombra.

Decenza! Oh! Non voglio alcun male al piccolo J.-B. S.!

“Putains”, etc… “Têtes de rechange”… “Maia”… Rien de grave, bien sûr. J’en traîne un certain nombre au cul de ces petits “Lamanièredeux”… Qu’y puis-je? Etouffants, haineux, foireux, bien traîtres, demi-sangsues, demi-ténias, ils ne me font point d’honneur, je n’en parle jamais, c’est tout. Progéniture de l’ombre.

Décence! Oh! je ne veux aucun mal au petit J.-B. S.!

La sua sorte, visto dove sta, è già abbastanza crudele!Dato che si tratta di un compitino, gli avrei dato dal 3 al 4, e non ne avremmo parlato più…

 Ma, a pagina 462, la piccola feccia mi sbalordisce! Ah! Il dannato marcio rottinculo!

Son sort où il est placé est bien assez cruel! Puisqu’il s’agit d’un devoir, je lui aurais donné volontiers sept sur vingt et n’en parlerais plus…

Mais page 462, la petite fiente, il m’interloque! Ah! le damné pourri croupion!

Che osa scrivere? “Se Céline ha potuto sostenere le tesi socialiste dei nazisti, è perché era pagato”. Testuale. Olà! Ecco allora quello che scriveva questo stercorario mentre ero in prigione, ad un passo dalla forca. Maledetta piccola lordura piena di merda, tu mi esci dalle chiappe per sporcarmi tutt’intorno! Ano Caino pfui. Che cosa vuoi!? Che mi si assassini! E’ chiaro! Qui! Che ti faccio a pezzi! Si!… Lo vedo in foto, questi grossi occhi… questo uncino… quella ventosa bavosa… è un cestode! Che s’inventerà, il mostro, perché mi si assassini! A stento uscito dalla mia cacca, ed eccolo che mi denuncia!

Qu’ose-t-il écrire? “Si Céline a pu soutenir les thèses socialistes des nazis c’est qu’il était payé.” Textuel. Holà! Voici donc ce qu’écrivait ce petit bousier pendant que j’étais en prison en plein péril qu’on me pende. Satanée petite saloperie gavée de merde, tu me sors de l’entre-fesse pour me salir au dehors! Anus Caïn pfoui. Que cherches-tu? Qu’on m’assassine! C’est l’évidence! Ici! Que je t’écrabouille! Oui !… Je le vois en photo, ces gros yeux… ce crochet… cette ventouse baveuse… c’est un cestode! Que n’inventerait-il, le monstre, pour qu’on m’assassine! A peine sorti de mon caca, le voici qui me dénonce !

Ancor meglio è quando a pagina 452 ha il fiele di annunciarci: “Un uomo che trova naturale denunciare altri uomini non può avere la nostra concezione dell’onore, anche nei confronti di chi è benefattore, egli non li vede con i nostri occhi, la sua generosità, la sua dolcezza, non sono assimilabili alla nostra dolcezza, alla nostra generosità; non si può circoscrivere la passione”.

Nel mio culo dove si trova, non si può pretendere da J.-B. S. di vederci bene, né di spiegarsi chiaramente, sembra tuttavia che il J.-B. S. avesse previsto la solitudine e l’oscurità del mio ano…

Leplus fort est que page 451 il a le fiel de nous prévenir: “Un homme qui trouve naturel de dénoncer des hommes ne peut avoir notre conception de l’honneur, même ceux dont il se fait le bienfaiteur, il ne les voit pas avec nos yeux, sa générosité, sa douceur, ne sont pas semblables à notre douceur, à notre générosité, on ne peut pas localiser la passion.”

 Dans mon cul où il se trouve, on ne peut pas demander à J.-B. S. d’y voir bien clair, ni de s’exprimer nettement, J.-B. S. a semble-t-il cependant prévu le cas de la solitude et de l’obscurité dans mon anus… 

J.-B. S. evidentemente parla di se stesso quando scrive a pagina 451: “Questo uomo teme tutte le specie di solitudine, quella del genio come quella dell’assassino”. Cerchiamo di capire…

 Facendo fede ai rotocalchi, il J.-B. S. non si vede ormai più che nei panni del genio. Ma secondo me e visti i suoi stessi scritti, io sono costretto a vedere J.-B. S. solo nei panni dell’assassino, o meglio ancora di un marcio delatore, maledetto, laido, merdoso servente, mulo occhialuto.

J.-B. S. parle évidemment de lui-même lorsqu’il écrit page 451: “Cet homme redoute toute espèce de solitude, celle du génie comme celle de l’assassin.” Comprenons ce que parler veut dire…

Sur la foi des hebdomadaires J.-B. S. ne se voit plus que dans la peau du génie. Pour ma part et sur la foi de ses propres textes, je suis bien forcé de ne plus voir J.-B. S. que dans la peau d’un assassin, et encore mieux, d’un foutu donneur, maudit, hideux, chiant pourvoyeur, bourrique à lunettes.

Ecco, mi sto agitando troppo! Non me lo posso più permettere, l’età, la salute… La chiuderei qui… disgustato, ecco… Ma ripensandoci… Assassino e geniale!? Può anche succedere… Dopo tutto… Ma sarà il caso di Sartre? Assassino lo è, o lo vorrebbe essere, questo è inteso, ma geniale? Questo piccolo stronzo attaccato al mio culo, geniale? Hum?… si vedrà… si, certamente, può ancora fiorire… manifestarsi… ma J.-B. S.!? Questi occhi da embrione? queste spalle da mezza sega!?… questo panzone finto magro!? Tenia sicuramente, una tenia d’uomo, attaccata dove sapete… e filosofo, per giunta… fa un po’ di tutto… Sembra che, in bicicletta, abbia anche liberato Parigi.

 

Ha giocato tanto… a Teatro, in città, con gli orrori dell’epoca, la guerra, le torture, i ceppi, il fuoco. Ma i tempi cambiano, ed eccolo qui che cresce, si gonfia smisuratamente, il nostro J.-B. S.! Non si tiene più… non si riconosce più… da embrione qual è cerca di passare a creatura… il ciclo… ne ha abbastanza di giochetti, di piccoli imbrogli… adesso si cimenta con le difficoltà della vita, le vere difficoltà… la prigione, l’espiazione, il bastone, e il più grosso di tutti i bastoni: il palo della fucilazione.

Voici que je m’emballe! Ce n’est pas de mon âge, ni de mon état… J’allais clore là… dégoûté, c’est tout… Je réfléchis… Assassin et génial!? Cela s’est vu… Après tout… C’est peut-être le cas de Sartre!? Assassin il est, il voudrait l’être, c’est entendu mais, génial!? Petite crotte à mon cul génial!? hum!?… c’est à voir… oui certes, cela peut éclore… se déclarer… mais J.-B. S.!? Ces yeux d’embryonnaire!? ces mesquines épaules!?… ce gros petit bidon!? Ténia bien sûr, ténia d’homme, situé où vous savez… et philosophe!… c’est bien des choses… Il a délivré, parait-il, Paris à bicyclette.

 

Il a fait joujou… au Théâtre, à la Ville, avec les horreurs de l’époque, la guerre, les supplices, les fers, le feu. Mais les temps évoluent, et le voici qui croît, gonfle énormément, J.-B. S.! Il ne se possède plus… il ne se connaît plus… d’embryon qu’il est il tend à passer créature… le cycle… il en a assez du joujou, des tricheries… il court après les épreuves, les vraies épreuves… la prison, l’expiation, le bâton, et le plus gros de tous les bâtons: le Poteau… 

Il Destino ha prescelto J.-B. S… le Furie! finite le bagatelle… vuole essere mostro a tutti gli effetti! Subito copre d’insulti De Gaulle!

 

Che modi! Vuole commettere l’irreparabile! Ci tiene! Le streghe lo faranno impazzire, adesso che le ha stuzzicate, non lo lasceranno più…

Tenia degli stronzi, embrione di girino, t’ingozzerai di Mandragola! Diventerai un succubo!

La malattia di essere maledetto galoppa in Sartre… Malattia vecchia, vecchia come il mondo, della quale è marcia tutta la letteratura…

Le Sort entreprend J.B.-S… les Furies! finies les bagatelles… Il veut passer tout à fait monstre ! Il engueule de Gaulle du coup!

 

Quel moyen! Il veut commettre l’irréparable! Il y tient! Les sorcières vont le rendre fou, il est venu les taquiner, elles ne le lâcheront plus…

Ténia des étrons, faux têtard, tu vas bouffer la Mandragore! Tu passeras succube!

La maladie d’être maudit évolue chez Sartre… Vieille maladie, vieille comme le monde, dont toute la littérature est pourrie…

Fermatevi, J.-B. S., prima di commettere le gaffe supreme!… Pensate!

Riflettete che l’orrore è niente senza il Sogno e senza la Musica… Vi vedo bene tenia, certo, ma non cobra, per niente come cobra… un inetto con il flauto! Il Macbeth non è che un Grand-Guignol, e dei peggiori, senza musica, senza sogno…

Siete cattivo, sporco, ingrato, odioso, asino, e non è tutto, J.-B. S.! Non è ancora sufficiente… Un altro ballo ancora!… Sarei proprio felice di sbagliarmi… non chiedo mica di meglio… Vi applaudirò quando sarete infine divenuto un vero mostro, che abbiate pagato alle streghe il dovuto, il loro prezzo, perché esse vi tramutino in un vero fenomeno. In una tenia che suoni il flauto.

Attendez J.-B. S. avant que de commettre les gaffes suprêmes!… Tâtez-vous!

Réfléchissez que l’horreur n’est rien sans le Songe et sans la Musique… Je vous vois bien ténia, certes, mais pas cobra, pas cobra du tout… nul à la flûte! Macbeth n’est que du Grand-Guignol, et des mauvais jours, sans musique, sans rêve…

 Vous êtes méchant, sale, ingrat, haineux, bourrique, ce n’est pas tout J.-B. S.! Cela ne suffit pas… Il faut danser encore !… Je veux bien me tromper bien sûr… Je ne demande pas mieux… J’irai vous applaudir lorsque vous serez enfin devenu un vrai monstre, que vous aurez payé, aux sorcières, ce qu’il faut, leur prix, pour qu’elles vous transmutent, éclosent, en vrai phénomène. En ténia qui joue de la flûte.

Mi avete pregato e fatto pregare a sufficienza da Dullin, da Denoël, supplicato, “sotto lo stivale nazista”, di venire ad applaudirvi! Non vi trovavo né danzante né flautante, difetti per me terribili, lo confesso… Ma lasciamoci tutto questo alle spalle! Non pensiamo che al futuro! Sperate che i vostri demoni vi inculchino il flauto! Flauto prima di tutto! Riprendete in mano Shakespeare, liceale! ¾ di flauto, ¼ di sangue.. ¼ basta e avanza… ma del vostro sangue, mi raccomando! Prima di tutti gli altri sangui. L’Alchimia ha le sue leggi… il “sangue degli altri” non piace nulla alle Muse… Riflettiamo… Voi avete avuto comunque il vostro piccolo successo al “Sarah”, sotto lo stivale, con le vostre Mouches…

M’avez-vous assez prié et fait prier par Dullin, par Denoël, supplié “sous la botte” de bien vouloir descendre vous applaudir! Je ne vous trouvais ni dansant, ni flûtant, vice terrible à mon sens, je l’avoue… Mais oublions tout ceci! Ne pensons plus qu’à l’avenir! Tâchez que vos démons vous inculquent la flûte! Flûte d’abord! Retardez Shakespeare, lycéen! ¾ de flûte, 1/4 de sang… 1/4 suffit je vous assure… mais du vôtre d’abord! avant tous les autres sangs. L’Alchimie a ses lois… le “sang des autres” ne plaît point aux Muses…

Réfléchissons… Vous avez emporté tout de même votre petit succès au “Sarah”, sous la Botte, avec vos Mouches…

Perché allora adesso non improvvisare tre piccoli atti, alla svelta, sul tamburo, sull’unghia, Les Mouchards, i Delatori?

Una rivistina retrospettiva… Dove vi si vedrà di persona, con i vostri compagnucci, mentre siete impegnati nell’inviare i vostri detestati colleghi, detti “Collaboratori”, al bagno penale, alla fucilazione, in esilio…

Sarà questo abbastanza buffo?

Voi stesso, chiaramente, grazie alla vostra sceneggiatura, avrete il ruolo protagonista… di tenia sghignazzante e filosofa…

Que ne troussez-vous maintenant trois petits actes, en vitesse, de circonstance, sur le pouce, Les Mouchards!?

Revuette rétrospective… L’on vous y verrait en

personne, avec vos petits potes, en train d’envoyer vos confrères détestés, dits “Collaborateurs” au bagne, au poteau, en exil…

Serait-ce assez cocasse!?

Vous-même, bien entendu, fort de votre texte au tout premier rôle… en ténia persifleur et philosophe…

E’ facile immaginarsi cento colpi di scena, peripezie e trovate delle più farsesche in una pantomima del genere… e come scena finale uno di quei “Massacri Generali” che farà morire di folli risate tutta l’Europa! (Era l’ora!) La più allegra del decennio!

Che si pisceranno addosso e gozzoviglieranno ancora alla 500a replica! e ben al di là! (l’Aldilà! Hi! Hi!) L’uccisione dei “firmatari”, gli uni uccisi dagli altri!… lei stesso per mano di Cassou… costui per mano di Eluard! L’altro da sua moglie e Mauriac! E così via sino all’ultimo!… Vi rendete conto!

Il est facile d’imaginer cent coups de théâtre, péripéties et rebondissements des plus farces dans le cours d’une féerie de ce genre… et puis au tableau final un de ces “Massacre Général” qui secouera toute l’Europe de folle rigolade! (Il est temps!) Le plus joyeux de la décade!

Qu’ils en pisseront, foireront encore à la 500 e!… et bien au-delà! (L’au-delà! Hi! Hi!) L’assassinat des “Signataires”, les uns par les autres!… vous-même par Cassou… cestuy par Eluard! l’autre par sa femme et Mauriac! et ainsi de suite jusqu’au dernier!… Vous vous rendez compte!

L’Ecatombe dell’Apoteosi! Senza dimenticarsi della carne, beninteso!… Grande sfilata di bellezze superbe, nude, assolutamente ancheggianti… orchestra del Grand Tabarin… Jazz dei “Costruttori del Muro”… “Atlantist Boys”… pienone assicurato… e grande ammucchiata di fantasmi in sovrimpressione luminosa… 200.000 assassinati, forzati, colerici, indegni… e rapate! alla farandola! del parterre del Cielo!

Coro dei “Boia di Norimberga”… e voi che concepite il plus-d’esistenzialista, istantaneista, massacrista… Atmosfera di rantoli d’agonia, rumorii di coliche, singhiozzi, ferraglie… “Aiuto!”…

L’Hécatombe d’Apothéose! Sans oublier la chair, bien sûr!… Grand défilé de filles superbes, nues, absolument dandinantes… orchestre du Grand Tabarin… Jazz des “Constructeurs du Mur”… “Atlantist Boys”… concours assuré… et la grande partouze des fantômes en surimpression lumineuse… 200.000 assassinés, forçats, choléras, indignes… et tondues! à la farandole! du parterre du Ciel!

Chœur des “Pendeurs de Nuremberg”… Et dans le ton vous concevez plus-qu’existence, instantaniste, massacriste… Ambiance par hoquets d’agonie, bruits de coliques, sanglots, ferrailles… “Au secours !”…

Colonna sonora: “Macchine da Urrà!”… Ve lo immaginate!? E poi per clou, nell’intervallo: Asta di manette! e Buvette di sangue. Il Bar Futurista assoluto. Niente altro che sangue vero! Alla spina, fresco, con certificazione di qualità… di giornata! sangue d’aorta, sangue di feto, sangue d’imene, sangue di fucilati!… Tutti i gusti! Ah! che avvenire J.-B. S.! Che meraviglie farete quando vi sarete finalmente tramutato in Vero Mostro!

Fond sonore: “Machines à Hurrahs!”… Vous voyez ça!? Et puis pour le clou, à l’entr’acte: Enchères de menottes! et Buvette au sang. Le Bar futuriste absolu. Rien que du vrai sang! au bock, cru, certifié des hôpitaux… du matin même! sang d’aorte, sang de fœtus, sang d’hymen, sang de fusillés!… Tous les goûts! Ah! quel avenir J.-B. S.! Que vous en ferez des merveilles quand vous serez éclos Vrai Monstre!

Vi vedo già fuori dal vostro bozzolo di sterco, già quasi in grado di suonare un piccolo vero flauto! da cadere in estasi!… già quasi un piccolo artista vero!

 

Sacrosanto J.-B. S.

 

L.-F. Céline.

 

 

Scheda libro:

 Louis Ferdinand Céline

 Contro Sartre. Á l’agitè du bocal.

 Seguito dalle lettere di Céline al “Je suis partout” e dallo scritto Viva l’amnistia, Signore!

 

Introduzione a cura di Andrea Lombardi.

 Edizioni Effepi, 50 pagine, f.to 14×21, 10,00 euro.

 

 

Je vous vois déjà hors de fiente, jouant déjà presque de la flûte, de la vraie petite flûte! à ravir!… déjà presque un vrai petit artiste!

 

Sacré J.-B. S.

 

L.-F. Céline.

 

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