Ero Cras (domani verrò). Le antifone natalizie – di Fabio Trevisan

di Fabio Trevisan

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Nei giorni della vigilia di Natale, dal 17 al 23 dicembre, la Liturgia prevede di pregare e cantare  le antifone maggiori dell’Avvento, dette anche antifone “O” , poiché iniziano tutte con il vocativo “O”: O Sapientia, O Adonai, O Radix Jesse, O Clavis David, O Oriens, O Rex Gentium, O Emmanuel. Queste “O” iniziali, nel canto gregoriano, vengono eseguite prolungando ed accentuando la quarta vocale per farci contemplare nell’attesa, trepidanti e commossi,  il Salvatore, Colui che all’indomani verrà. Nel Magnificat dei vespri di rito romano queste sette antifone si dovrebbero cantare, una per ogni giorno, alternando il mirabile canto di gioia della Vergine con l’invocazione al Signore, al Messia che si incarnerà. La bellezza di queste antifone di antica tradizione cristiana ci rammenta che dovremmo porci con questo atteggiamento di speranza quasi febbrile nell’attesa del lieto annuncio e questo “O” colmo di stupore dovrebbe, come l’eco profondo che attraversa tutte le contrade del mondo, scuotere dal torpore tutte le genti.

 

L’invocazione a Cristo

 

Non solo tutte le sette antifone alludono a Gesù Cristo, ma il riferimento biblico richiamato riassume il desiderio di salvezza sia di Israele dell’Antico Testamento sia della Chiesa del Nuovo Testamento: “O Sapienza, che esci dalla bocca dell’Altissimo ed arrivi ai confini della terra, e tutto disponi con dolcezza: vieni ad insegnarci la via della prudenza”. La Sapienza, ossia il Verbo che si è fatto carne. Quei titoli messianici delle profezie racchiusi nei primi versi delle antifone (“O Adonai e condottiero di Israele; O Radice di Jesse, che sei un segno per i popoli; O Chiave di David, e scettro della casa di Israele; O Sorgente, splendore di luce eterna; O Re delle Genti, da loro bramato e pietra angolare; O Emmanuel, nostro re e legislatore”) sono promessa di ciò che a breve accadrà in una grotta di Betlemme. Nel testo delle antifone, dopo la solenne ed acclamata apertura al Mistero, avviene la realizzazione dell’attesa: “O Adonai, redimici con il tuo braccio potente; O Radice di Jesse, vieni e liberaci, non fare tardi; O Chiave di David, vieni e libera lo schiavo dal carcere; O Oriens, vieni ed illumina chi è nelle tenebre; O Re delle Genti, vieni e salva l’uomo; O Emmanuel, vieni e salvaci, Signore nostro Dio”.

 

Ero cras

 

A partire dall’ultima antifona, le lettere iniziali formano un acrostico in latino: Ero cras (Domani verrò). Il canto monodico e la melodia semplice e ripetuta del canto gregoriano  sottolineano sobriamente ma intensamente la dolcezza e la grazia dell’evento salvifico. Oltre ai già accennati riferimenti alle Sacre Scritture, in particolare l’antifona O Oriens del 21 dicembre, giorno esatto del solstizio in cui dal buio il sole inizia a risalire in cielo, riflette il Benedictus del canto di Zaccaria: “Ci visiterà un sole che sorge dall’alto per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte”. Il vero Sole che sorge nella capanna di Betlemme, l’Astro splendente di luce eterna, che dirada le tenebre del male e che chiama a raccolta tutti gli uomini di buona volontà. Dai Libri dell’Antico Testamento, dal Siracide ai Proverbi, da Isaia all’Esodo, da Genesi ai Salmi, le antifone condensano e preannunciano il palpitante e ora avvenuto compimento: domani Gesù verrà, sarà tra noi. La promessa si è compiuta e grande è la gratitudine e l’omaggio al nostro Re, Gesù Cristo Nostro Salvatore: “Vieni e salvaci, Signore, nostro Dio”.

Prepariamoci quindi a pregare, cantare e contemplare le meraviglie del Nostro Signore, come fece Maria nel Magnificat, con la consapevolezza che solo Gesù è la vera sapienza, il Signore onnipotente, l’autentica radice, l’unica chiave che apre e chiude, il Sole che davvero illumina, il Re del cielo, l’Emmanuele, il Dio con noi.

“Verrò domani” è la conferma all’attesa dell’Avvento, l’esaudimento delle preghiere del cuore dei fedeli. Significa anche l’invocazione e la raccomandazione premurosa: “Vieni e liberaci, non fare tardi”.

2 commenti su “Ero Cras (domani verrò). Le antifone natalizie – di Fabio Trevisan”

  1. Grazie! Non me ne ero MAI accorta, nonostante siano anni che le canti durante l’Avvento.
    O Emmànuel, O Rex, O Oriens, O clavis, O radix, O Adonai, O Sapiéntia l’incipit delle 7 Antifone al Magnificat dal 23 al 17: ERO CRAS.

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