Francescani dell’Immacolata. Fra’ Sorriso lascia Firenze, con grande dolore dei fedeli – di Pucci Cipriani

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Mi ritengo sciolto dalla promessa del “silenzio stampa” che mi era stato chiesto gentilmente da alcuni genitori riguardo all’allontanamento del p. Leopoldo Maria (Fra’ Sorriso) da Firenze. Per evitare guai al frate tanto amato dai fiorentini mi sono astenuto dal parlarne. L’ho fatto volentieri. lo avrei fatto anche per salvare la vita di un sequestrato dai banditi.

di Pucci Cipriani

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ffi54Oggi la stampa, come potete constatare (clicca qui per l’articolo sul Sito di Firenze, e a fondo pagina clicca sull’articolo del Corriere Fiorentino per ingrandirlo), riporta la notizia della partenza da Firenze di padre Leopoldo Maria, Fra’ Sorriso, dalla parrocchia di Ognissanti di Firenze, tra tensioni, incandescenti polemiche, raccolta di firme, petizioni al Cardinale Arcivescovo e, soprattutto, silenzio tombale da parte dei “superiori” che sono al “comando” dell’Ordine che fu di p. Stefano M. Manelli (“la tua opera sarà fucina di Santi ma il cammino sarà cosparso di spine” ebbe a dirgli San p.Pio da Pietrelcina di cui, appunto, il Manelli fu uno dei “figli” prediletti)  e di p. Pellettieri da quando, nel luglio scorso, forse l’unica congregazione nella Chiesa con tante vocazioni, fu commissariata e oltre trecento padri, di fronte alla ribellione di quattro confratelli avversi alla Messa nel rito antico e alla formazione tradizionale dell’ermeneutica della continuità di Benedetto XVI, furono dispersi in Paesi lontani, i docenti del Seminario dell’Immacolata sollevati, incredibilmente, dall’incarico, padre Stefano M. Manelli messo agli arresti domiciliari con il divieto di visite anche da parte dei familiari (leggi l’intervista di Danilo Quinto al chirurgo che operò p. Manelli)… quindi lo scioglimento degli ordini laici maschili e femminili  (i terziari francescani), la chiusura di alcune case e dei seminari, il rinvio delle ordinazioni sacerdotali già calendarizzate, il divieto assoluto fatto ai frati rimasti fedeli ai Carismi dei padri fondatori di scrivere sulle riviste dell’Ordine (pena “provvedimenti canonici”) e, conseguentemente, la soppressione delle medesime a cominciare da “Il Settimanale di padre Pio” e dalla prestigiosa rivista di teologia apologetica diretta dal teologo p. Serafino Maria Lanzetta, sollevato dall’incarico di Docente di teologia dogmatica e allontanato da Firenze dove reggeva, come parroco, la chiesa di Ognissanti e il Convento annesso dei francescani dell’Immacolata.

Ma la prima decisione del Commissario p. Fidenzio Volpi fu quella di vietare la celebrazione della Santa Messa in rito romano antico, la “Messa di sempre” – salvo richiesta di permesso alle autorità competenti (sic) –  mai abolita e comunque liberalizzata dal “motu proprio” di Benedetto XVI, per cui ci fu chi parlò, a cominciare da Sandro Magister, di una rottura tra il papato di Benedetto XVI e quello di Bergoglio. Qui, a Firenze, la Messa era stata autorizzata dall’Arcivescovo Betori, per cui in Ognissanti – nonostante fosse stato mandato un nuovo “superiore” che garantisse la linea di “rottura” e imponesse la “normalità” – fra’ Leopoldo Maria, fino ad oggi, ha continuato a celebrare la Messa dei Santi e dei Martiri, la Messa della Chiesa, la Messa di sempre e di tutti… benvoluto dalla popolazione del rione fiorentino il frate – nonostante il suo esile fisico fosse minato dalla tubercolosi ossea per cui era in cura dai medici dell’Ospedale di Careggi dove, negli anni precedenti, era stato ricoverato – portava ogni giorno “Gesù” , presente nell’Ostia consacrata, ai malati e agli anziani del quartiere e, dopo, si metteva davanti al confessionale per “rimettere” i peccati e “assolvere” secondo i versi della poesia di don Luigi Migliorini : “E sempre accanto a te \ per vie segrete \ ci sarà sempre un prete \ che ti dirà, coraggio\ del Signore ti porto il gran dono \ in nome suo \ ti assolvo e ti perdono.

Ma fra’ Sorriso – come comunemente lo chiamava la gente –  era particolarmente benvoluto dai ragazzi che, numerosi – e non solo quelli della parrocchia – venivano puntualmente, accompagnati dai loro genitori, alle sue lezioni di catechismo… e hanno pianto lacrime amare quei bambini e quelle bambine che , grazie all’insegnamento e all’esempio di fra’ Sorriso , avevano preso amore alle “cose di Dio” e, dopo tre anni di frequenza, hanno vissuto – a due mesi dalla Cresima che verrà loro amministrata dal vescovo a giugno – il dramma della partenza del loro “amico e Maestro”…

Neanche qualche giorno di proroga hanno concesso dai “superiori” romani e oggi, mestamente, fra’ Sorriso, con la sua “bisaccia”, se n’è andato da questa città che gli voleva bene… ed essere amati a Firenze è difficile, molto difficile come, ben presto, i nuovi gerarchi dell’Ordine si accorgeranno…

E certo non ci si potrà fare amare scacciando i penitenti: “Non le do l’assoluzione… provo un ribrezzo più grande verso i tradizionalisti che non verso i progressisti”, come il 10 aprile ha detto il “sodale” del nuovo superiore a un fedele che è stato “cacciato” in un modo e con una violenza – verbale – che nemmeno le Comunità di Base rosse sessantottarde usavano…

Il “superiore” di Firenze, p. Rosario G. Sammarco, non ha voluto rilasciare dichiarazioni… ma intanto, tra la gente, si suppone il motivo vero del “trasferimento” di p. Leopoldo Maria : Fra’ Sorriso (che con padre Serafino Lanzetta e fra’ Achilleo aveva subito firmato una richiesta per continuare la celebrazione della Santa Messa in rito romano antico) era rimasto fedele – con la maggioranza dei frati molti dei quali hanno chiesto o chiedono di lasciare l’Ordine per fondare, forse, una nuova congregazione – al Carisma dei padri fondatori come, sembra siano rimasti fedeli anche quei novizi che, con la chiusura del Seminario, sono stati inviati “in deposito” a Firenze… e proprio la vicinanza e la confidenza tra quest’ultimi e il frate filippino sembra siano state all’origine della “punizione” (come affermano molti fedeli) o del “normale avvicendamento” come assicura p. Rosario G. Sammarco che, non sapendo con chi prendersela, ha pubblicato su Facebook una lettera villana, piena di pesanti insulti, al sottoscritto…

Come quel contadino che, per punire la moglie che gli faceva le corna, uccise il mezzadro, reo di aver tirato su un “becco” per gustarselo allo spiedo.

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l’articolo sul Corriere Fiorentino (clicca sull’immagine per ingrandirla)

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cf

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5 commenti su “Francescani dell’Immacolata. Fra’ Sorriso lascia Firenze, con grande dolore dei fedeli – di Pucci Cipriani”

  1. Lascia veramente un senso di frustrazione ed impotenza vedere quanto accade ai FRancescani dell’Immacolata fedeli al carisma del loro fondatore! Ho letto che P. Leopoldo andrà ad Albenga e, siccome io sono della diocesi limitrofa (SV), ho tirato su le antenne. Che possa portare un po’ di sana dottrina anche dalle nostre parti? C’è una comunità di FI ad Albenga? Qualcuno sa nulla?

  2. massimo trevia

    certo che c’è,ma se ne andranno presto,a quanto dicono.io stasera andrò lì alla messa di pasqua.ma credo sarà l’ultima!

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