“FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi

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Sono molte le lettere arrivate in redazione dopo la pubblicazione dell’Amoris Laetitia. Le pagine che pubblichiamo oggi sono l’inizio della risposta a tutte queste lettere. L’argomento è troppo importante per poter essere esaurito in poche cartelle: oggi iniziamo a parlarne, e proseguiremo nelle prossime settimane.

PD

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Mercoledì 13 aprile 2016

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zrbrpsI buoni credono sempre nelle fiabe: è un bene ed è una consolazione perché, per la parte che spetta agli uomini, è proprio questa fiducia bambina nel soprannaturale che salverà il mondo. Credono in quella che Tolkien chiamava eucatastrofe, il repentino e misterioso mutamento in bene di una situazione che pareva perduta. Vedono la storia attraverso autentici veli apocalittici, i soli attraverso i quali, del resto, abbia un senso guardare anche il più piccolo accadimento umano. Altro che segni dei tempi.

Per questo, molte lettere scandalizzate da quella specie di telenovela argentina che si intitola Amoris Laetitia sono arrivate in redazione portando in calce una domanda riassumibile così: quanto attenderà ancora Dio prima di fulminare un mondo e una Chiesa compiaciuti dalle gesta di quel tizzone d’inferno chiamato Francesco? Stessa domanda che conclude tante mail private e tante telefonate, angosciate e smarrite, in cui si invoca un giusto castigo di Dio che finalmente ponga termine allo scempio del Corpo Mistico di Cristo compiuto dal Vicario di Cristo e goduto dalle sue membra impazzite.

Al cospetto di tali avvenimenti, diventa fatale esercitarsi nell’esegesi di visioni mistiche, di rivelazioni private e anche dei testi della Sacra Scrittura. Ed è comprensibile divinare, prevedere, sperare in un segno soprannaturale terribile e risolutivo. Ma non servono mancamenti mistici, non urgono sguardi ultraterreni per indovinare l’approssimarsi del castigo di Dio. È già tra noi, lo stiamo vivendo sulla nostra pelle, nei nostri cervelli, dentro i nostri cuori, al centro delle nostre anime. Il castigo è questo senso di abbandono con cui il Signore dell’universo ripaga un mondo e una Chiesa che hanno preteso e continuano a pretendere di fare senza di Lui. Bergoglio è castigo a se stesso, a quella gran parte di Chiesa e a quella gran parte di mondo che si rispecchiano in lui. Ma il senso di abbandono che ne deriva è una sanzione così radicale e così violenta da non poter essere percepita e sofferta da chi l’ha meritata e non ha più un briciolo di fede per comprenderla. Questo martirio, l’espiazione di tanta malvagità accumulata nel corso dei secoli, e con foga sempre più vorticosa e demoniaca durante gli ultimi decenni, sono chiesti al piccolo resto, ai cuori cattolici che sono in grado di rendersene conto e, se ne hanno la forza, il coraggio e la fede, di offrirli in sacrificio a Dio. Se, nel disegno del demonio, il sequel dei “Cesaroni” firmato Bergoglio è un passo ulteriore nella distruzione della Chiesa cattolica, della sua dottrina e della sua morale, nei piani della Provvidenza diventa la prova su cui Dio misura la fede dei suoi figli.

E non si può negare che sia una prova tremenda e straziante, anche se qualche ingenuo, pur riconoscendo l’esistenza di passaggi incresciosi, vi ha comunque scorto molte “cose belle”. Ma le “cose belle”, quando sono prostituite al servizio delle “cose brutte”, finiscono per assumere il significato deciso dalle maitresse che le tiranneggiano.

Cose brutte come queste:

301. Per comprendere in modo adeguato perché è possibile e necessario un discernimento speciale in alcune situazioni dette “irregolari”, c’è una questione di cui si deve sempre tenere conto, in modo che mai si pensi che si pretenda di ridurre le esigenze del Vangelo. La Chiesa possiede una solida riflessione circa i condizionamenti e le circostanze attenuanti. Per questo non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta “irregolare” vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante. I limiti non dipendono semplicemente da una eventuale ignoranza della norma. Un soggetto, pur conoscendo bene la norma, può avere grande difficoltà nel comprendere «valori insiti nella norma morale»[339]o si può trovare in condizioni concrete che non gli permettano di agire diversamente e di prendere altre decisioni senza una nuova colpa. Come si sono bene espressi i Padri sinodali, «possono esistere fattori che limitano la capacità di decisione».[340]Già san Tommaso d’Aquino riconosceva che qualcuno può avere la grazia e la carità, ma senza poter esercitare bene qualcuna delle virtù,[341] in modo che anche possedendo tutte le virtù morali infuse, non manifesta con chiarezza l’esistenza di qualcuna di esse, perché l’agire esterno di questa virtù trova difficoltà: «Si dice che alcuni santi non hanno certe virtù, date le difficoltà che provano negli atti di esse, […] sebbene essi abbiano l’abito di tutte le virtù».[342]

zzzztzzn304. È meschino soffermarsi a considerare solo se l’agire di una persona risponda o meno a una legge o a una norma generale, perché questo non basta a discernere e ad assicurare una piena fedeltà a Dio nell’esistenza concreta di un essere umano. Prego caldamente che ricordiamo sempre ciò che insegna san Tommaso d’Aquino e che impariamo ad assimilarlo nel discernimento pastorale: «Sebbene nelle cose generali vi sia una certa necessità, quanto più si scende alle cose particolari, tanto più si trova indeterminazione. […] In campo pratico non è uguale per tutti la verità o norma pratica rispetto al particolare, ma soltanto rispetto a ciò che è generale; e anche presso quelli che accettano nei casi particolari una stessa norma pratica, questa non è ugualmente conosciuta da tutti. […] E tanto più aumenta l’indeterminazione quanto più si scende nel particolare».[347]È vero che le norme generali presentano un bene che non si deve mai disattendere né trascurare, ma nella loro formulazione non possono abbracciare assolutamente tutte le situazioni particolari. Nello stesso tempo occorre dire che, proprio per questa ragione, ciò che fa parte di un discernimento pratico davanti ad una situazione particolare non può essere elevato al livello di una norma. Questo non solo darebbe luogo a una casuistica insopportabile, ma metterebbe a rischio i valori che si devono custodire con speciale attenzione.[348]

305. Pertanto, un Pastore non può sentirsi soddisfatto solo applicando leggi morali a coloro che vivono in situazioni “irregolari”, come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone. È il caso dei cuori chiusi, che spesso si nascondono perfino dietro gli insegnamenti della Chiesa «per sedersi sulla cattedra di Mosè e giudicare, qualche volta con superiorità e superficialità, i casi difficili e le famiglie ferite».[349]In questa medesima linea si è pronunciata la Commissione Teologica Internazionale: «La legge naturale non può dunque essere presentata come un insieme già costituito di regole che si impongonoa priorial soggetto morale, ma è una fonte di ispirazione oggettiva per il suo processo, eminentemente personale, di presa di decisione».[350] A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa.[351] Il discernimento deve aiutare a trovare le strade possibili di risposta a Dio e di crescita attraverso i limiti. Credendo che tutto sia bianco o nero, a volte chiudiamo la via della grazia e della crescita e scoraggiamo percorsi di santificazione che danno gloria a Dio. Ricordiamo che «un piccolo passo, in mezzo a grandi limiti umani, può essere più gradito a Dio della vita esteriormente corretta di chi trascorre i suoi giorni senza fronteggiare importanti difficoltà».[352] La pastorale concreta dei ministri e delle comunità non può mancare di fare propria questa realtà.

A cui si aggiunge, e poi ci si ferma per decenza, la tristemente celebre nota 351, che dice così:

[351] In certi casi, potrebbe essere anche l’aiuto dei Sacramenti. Per questo, «ai sacerdoti ricordo che il confessionale non dev’essere una sala di tortura bensì il luogo della misericordia del Signore» (Esort. ap. Evangelii gaudium [24 novembre 2013], 44:AAS 105 [2013], 1038). Ugualmente segnalo che l’Eucaristia «non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli» (ibid., 47: 1039).

Gli estensori e il firmatario di simili pagine se la vedranno con San Tommaso per la truffaldina citazione delle sue opere, mutilate all’uopo con diabolica abilità. D’altra parte, non potevano fare altrimenti, dopo aver annunciato l’abolizione del peccato tramite delle malefiche virgolette appese in testa alle parole “irregolari” e “irregolare” come corna di caprone sulfureo: “Per questo non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta ‘irregolare’ vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante”.

Il segno della svolta, oltre che in quelle virgolette infernali, sta nel violento “non è più possibile dire”, la cui traduzione significa: “Tutto è cambiato e ve lo stiamo dicendo nero su bianco”.

A proposito dell’abolizione del peccato, un lettore ha citato l’apocatastasi di Origene, la teoria condannata nel 553 al Concilio di Costantinopoli secondo cui, con il giudizio finale, tutte le creature razionali, compreso il demonio, si salveranno. Un insegnamento così velenoso da far scrivere a San Giovanni Climaco nella Scala del Paradiso: “Facciamo tutti attenzione, e soprattutto quelli che sono caduti, a non contrarre nel cuore la malattia dell’ateo Origene; infatti la malattia impura, tirando in ballo la misericordia di Dio, è gradita a coloro che sono inclini ai piaceri”.

Ma un tempo, anche gli eretici erano convinti di lavorare per il bene delle anime, e lo stesso Origene riteneva che la dottrina dell’apocastatasi fosse riservata agli “uomini spirituali” e proibiva di ammannirla ai neofiti e agli “uomini carnali”, che ne sarebbe stati traviati. Oggi, invece, i pastori di anime morte non nutrono più neanche tale riserva poiché il loro vero disegno, contrariamente a quanto annunciano, è altro da quello della salvezza eterna.

Qui non c’è più desiderio, sia pure mal riposto e mal compreso, di salvare le creature dal peccato, ma si erge prepotente e solitaria la trama della superbia dell’uomo che pretende di fare solo, oscurando anche il più lontano pensiero di Dio. Ogni voltare di pagina dell’esortazione postsinodale evoca la raccolta dei cattivi pensieri ispirati dal demonio che Evagrio Pontico elenca nel suo Antirrhetikos per contrapporre a ciascuno un passo delle Sacre Scritture. Pensieri e rimedi come questi:

Contro il pensiero superbo che ritiene di aver superato l’osservanza dei comandamenti di Dio: Siamo servi inutili abbiamo fatto quanto dovevamo fare (Lc, 17, 10).

Al Signore, a causa del demone della superbia che di avvicina a noi e appare molte volte nelle sembianze di un angelo della luce, portando con sé un grande esercito di demoni: Non venga su di me il piede della superbia e la mano dei peccatori non mi faccia vacillare (Salmo 35).

Contro il demone che ci permette di interpretare per noi le Scritture occorre che noi ci esprimiamo come faceva il nostro beato padre Macario: Al peccatore disse Dio: “Perché esponi i miei decreti e vai ripetendo la mia alleanza con la tua bocca? Tu che hai disprezzato la disciplina e hai gettato alle spalle le mie parole?” (Salmo 49).

Se in proposito vi fossero dubbi, è il gesuita padre Antonio Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica, a evocare certi cattivi pensieri nell’intervista con cui spiega a Radio Vaticana il senso profondo di Amoris Laetitia:

“Il Papa afferma che c’è una dottrina cristiana il cui significato deve essere radicalmente pastorale. Questo in fondo mi sembra il cuore, il motore dell’Esortazione Apostolica, cioè la dottrina è radicalmente pastorale, serve – come dice il Diritto Canonico – per la “salus animarum”, cioè la salvezza delle anime, delle persone. Se non c’è questo la dottrina diventa un insieme di pietre inutili. (…)

Il discernimento significa – nella prospettiva ignaziana – soprattutto cercare e trovare Dio nella propria vita. Quindi è chiaro che c’è un riferimento forte alla dottrina evangelica che però poi si incarna nella mia vita concreta, quindi nella mia libertà, nella mia coscienza, nei miei limiti. Quindi il Papa concentra la sua attenzione su questo dialogo profondo tra l’uomo e Dio e su come la verità evangelica possa prendere forma all’interno di una vita umana. (…)

Una volta il Papa disse, scandalizzando un po’, che la verità è relativa. Che cosa voleva dire? Non che la verità non sia assoluta, ma che è relativa alle persone, cioè se non c’è l’essere umano, la verità evangelica rimane sola, isolata, inutile. Quindi il discernimento consiste nel comprendere come la verità evangelica si incarna concretamente nella mia esistenza, nella mia persona. (…)

Probabilmente la domanda se i divorziati e risposati possono accedere ai Sacramenti o meno non ha più senso, perché fa riferimento all’idea di una norma generale applicabile a tutti i casi, quindi positiva o negativa. Il Papa smonta questa logica e afferma l’importanza del discernimento davanti a situazioni che sono molto differenti.

Di rinforzo, il cardinale Christoph Schönborn, durante la presentazione del parto postsinodale ha detto: La mia grande gioia per questo Documento sta nel fatto che esso coerentemente superi l’artificiosa, esteriore, netta divisione fra ‘regolare’ e ‘irregolare’ e ponga tutti sotto l’istanza comune del Vangelo, secondo le parole di San Paolo: Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia!”. Ma il senso ultimo dell’operazione viene dichiarato scopertamente dal cardinale austriaco quando dichiara che Amoris laetitia è “soprattutto, e in primo luogo, un ‘avvenimento linguistico’, così come lo è già stato l’Evangelii gaudium. Qualcosa è cambiato nel discorso ecclesiale”.

zzzzbcnrUn avvenimento linguistico è sempre intimamente legato a un sistema di principii, alla loro affermazione o al loro mutamento. E che cosa sia accaduto in questo frangente viene detto esplicitamente: “Qualcosa è cambiato nel discorso ecclesiale”. Ergo, sono cambiati i principi su cui si regge la Chiesa, ergo, nei piani di chi la guida attualmente, è cambiata la Chiesa, che ora si palesa sotto le spoglie nichiliste del nulla che penetra inesorabilmente la realtà.

Da questo punto di vista, Amoris Laetitia non è un unicum nella storia recente della Chiesa, ma solo la fase più avanzata del processo di autodissoluzione. Tanto più evidente perché tocca la vita morale e tanto più efficace perché istituisce l’uso di un linguaggio debole e snervato dalla deriva nichilista. La svolta linguistica annunciata trionfalmente da Schönborn segna il superamento del punto di non ritorno per chi la faccia propria consegnandosi in tal modo all’impossibilità di pronunciare una sola proposizione e una sola parola che abbiano senso compiuto. Ne è un esempio lampante quanto dice padre Spadaro: Una volta il Papa disse, scandalizzando un po’, che la verità è relativa. Che cosa voleva dire? Non che la verità non sia assoluta, ma che è relativa alle persone”.

Si palesa così il dramma paventato da Martin Heidegger in un breve scritto a Ernst Jünger: “La lingua che condividiamo, che entrambi usiamo per intenderci sul fenomeno del nichilismo è essa stessa nichilista”. A questo punto, solo Dio può salvare l’uomo dalla discesa agli inferi in cui la parola e il pensiero non dicono più nulla. Solo la Grazia può trattenere le creature dall’ingresso nel luogo di cui Thomas Mann, nel Doctor Fausts, dice che “là tutto finisce, ogni pietà, ogni grazia, ogni riguardo, ogni comprensione” e dove tutto “avviene senza il controllo della parola, in cantine afone, laggiù in fondo dove Dio non ode, e per tutta l’eternità”.

Teologicamente non perfetta, ma letterariamente efficace, la descrizione di Mann mostra quanta letizia possa esservi nell’amore che Bergoglio consegna come prede innocenti in sacrificio al dominio del nulla. Nel suo linguaggio e nel suo pensiero, è il dettaglio a dare misura e senso al tutto, è la parte a dare misura e senso all’organismo, è la devianza a dare misura e senso alla salute, è il peccato a dare misura e senso alla Grazia, è la perdizione a dare misura e senso alla salvezza.

Nella sua parte del saggio Oltre la linea, firmato con Heidegger, Jünger descrive nel 1949 gli effetti terrificanti dell’avanzare del nichilismo in pagine che paiono il ritratto della Chiesa di oggi. Quando Dio viene inteso solo come misericordioso dice lo scrittore tedesco:

Nascono religioni sostitutive in numero incalcolabile. Si può anzi dire che con lo spodestamento dei valori supremi qualsiasi cosa può acquisire un’illuminazione e un significato liturgici. Non solo le scienze della natura assumono questo ruolo; prosperano le visioni del mondo e le sette; è un’epoca di apostoli senza missione. (…)

Ciò genera l’impressione di un eremo disseminato di mulini deputati alla preghiera e che ruota sotto il cielo stellato. Ininterrottamente, diventa più importante la quantificabilità di tutti i rapporti. Si continua a consacrare, benché non si creda più nell’eucarestia. Allora, per renderla più comprensibile, la si interpreta diversamente.

Ma tutto questo risulta evidente a un numero sempre più piccolo di anime e di cervelli che, per grazia di Dio, sono preservati dal contagio del nulla. Un piccolo resto che non può neppure contare sull’approvazione e il sostegno della Chiesa. Ed è ancora Jünger a spiegarne il motivo:

Il nichilismo può effettivamente armonizzarsi con sistemi d’ordine di estese dimensioni, e (…) per diventare attivo su larga scala, deve addirittura ricorrere a essi. Il caos diventa visibile solo nel momento in cui il nichilismo comincia a venire meno in una delle sue combinazioni. È istruttivo vedere che perfino nelle catastrofi le componenti d’ordine sono presenti, addirittura sino alla fine o quasi. È chiaro perciò che l’ordine non solo è ben accetto al nichilismo, ma fa parte del suo stile. (…) Perfino nei luoghi nei quali il nichilismo mostra i suoi tratti più inquietanti, come nei grandi luoghi di sterminio fisico, regnano sovrani la sobrietà, l’igiene, l’ordine rigoroso.

Un’analisi inquietante che mostra come, nella sua componente umana, la Mater et Magistra possa insegnare istituzionalmente e magistralmente ai suoi figli le vie della perdizione. E spiega anche perché, nella corsa verso il nulla, con la sua formalistica difesa dell’ordine, sia in grado di sedurre i cristiani dediti alla conservazione intesa come metodo, sganciata dal contenuto. Per il fariseo, non vi è niente di più irresistibile di una forma riempita di nulla. Davanti a questo concetto, qualcuno griderà all’ossimoro, ma, ai tempi della svolta linguistica nichilista, è triste realtà.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

(1 – continua)

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67 commenti su ““FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi”

  1. Amoris laetitia e’ un testo abilmente scritto per giustificare un secondo Papa e parimenti un secondo matrimonio, entrambi però “irregolari”.

  2. Per rimanere agli ossimori: è tragicomico sentire i vari Spadaro e Lombardi di turno cimentarsi nel triplo salto mortale con avvitamento per cercare di giustificare il misericordioso despota: “Il Papa ha ha detto… Che cosa voleva dire?…” Bella domanda! Alla fine bisognerebbe aggiungere all’esegesi papale: “Solo che lui non lo sa!” (o meglio, lo sa benissimo, purtroppo!). Poveri noi. Invidio quasi mia nonna, istruzione elementare ma fede semplice e granitica, affezionata al suo “Papa Pacelli”… Allora i pastori avevano ancora prioritaria la salvezza delle anime.
    Laus Tibi Christe

  3. “Un soggetto, pur conoscendo bene la norma, può avere grande difficoltà nel comprendere «valori insiti nella norma morale»[339]o si può trovare in condizioni concrete che non gli permettano di agire diversamente e di prendere altre decisioni senza una nuova colpa.”

    PURO VELENO ERETICO!!!

    Lo si potrebbe dimostrare in tantissimi modi ma ne citerò solo tre:
    1)Che lo SMETTERE di commettere adulterio possa PROVOCARE la caduta in nuove colpe è un’invenzione del sulfureo cornuto che ha ispirato quest’atto di ANTIMAGISTERO!
    2)Se ciò fosse vero San Tommaso Moro e San Giovanni il Battista ci avrebbero rimesso la testa per niente!
    3)Se ciò valesse (ma non vale) per gli adulteri, allora varrebbe (e a maggior ragione) anche per mafiosi, corrotti e corruttori, che Bergoglio attacca spesso (ad esempio i mafiosi SONO NATI in CONTESTI che rendono MOLTO difficile il loro comprendere certi precetti divini…quindi, PER COERENZA, bisogna ammettere alla Comunione ANCHE i mafiosi recidivanti e impenitenti)!

    1. La eventuale difficoltà nel comprendere “i valori” di un comando divino è un fatto normale, dato che nessuno può comprendere appieno quello che Dio comprende, detto questo però è ovvio che nessuna norma morale voluta da Dio può costringere al peccato e tanto meno può essere impossibile da seguirsi.

      Affermare il contrario significa affermare che Dio ci dà comandi impossibili, oppure ci comanda cose che producono male e questa è eresia pura e semplice.

      La frase che citi riguardo la norma morale è chiaramente eretica e non è la sola purtroppo, ma nonostante questo lo capiscano tutti, compresi “i bambini”
      più o meno giovani, nessuno fa o dice niente e tutta la gerarchia va avanti come se niente fosse dietro a questo “tizzone dell’inferno chiamato Francesco”.

      Forse è una punizione collettiva, ma che punizione personale toccherà alle eminenze reverendissime colpevoli di connivenza e silenzio?

      Se fossi in costoro non dormirei sonni tranquilli.

      1. Caro Matteo, ha ragione al 100%!
        Riguardo all’ultima frase, mi sono chiesto anch’io come facciano i prelati a dormire sonni tranquilli: non sentono il sano desiderio di stroncare sul nascere ciò che può creare (e che ha già creato) confusione e scandalo?

  4. Però dato che tutti sono entusiasti di Bergoglio e guai a criticarlo o a parlarne male, a volte mi viene perfino il dubbio: “E se avesse ragione lui che è il Papa? E se invece fossimo noi, in fondo una minoranza, a sbagliare tutto e a non capire niente?” Non vi viene mai questo dilemma? Siete così certi della natura demoniaca di quel “tizzone d’inferno di Francesco”?

    1. Caro Camerata, se avesse ragione Bergoglio, avrebbero avuto torto Dio, San Paolo, San Giovanni Evangelista, San Giovanni il Battista, numerosi Profeti, tutti i Pontefici precedenti che su tali argomenti si sono espressi con chiarezza (moltissimi), e il Concilio di Trento!

      E’ molto più prudente credere che abbia torto chi ha detto che “Non esiste un Dio cattolico”!
      Inoltre Bergoglio stesso ha detto che bisogna seguire la propria coscienza: quindi noi, seguendo la nostra coscienza, diffidiamo degli insegnamenti di Bergoglio e ci fidiamo della dottrina che la Chiesa Cattolica ha sempre professato e di ciò che Dio stesso ha detto!
      Oltre a ciò c’è da dire che un Papa NON HA IL POTERE di contraddire i Pontefici precedenti e neppure il Depositum Fidei (ammesso che Bergoglio sia veramente papa)!

      1. Bravo Diego ! anch’io voglio seguire il consiglio di Bergoglio, cioè seguire la mia coscenza (formatasi sul catechismo di San Pio X e sugli insegnamenti di papi, santi e martiri preconciliari, in specie sul magistero dei papi di nome Pio) per sentirmi in pace con Dio. Anche a me, come a te, la coscienza mi dice di diffidare di Bergoglio e di tutta la sua coorte, di tutti, o quasi, gli attuali vescovi, di pressocché tutti i preti, osannanti il CV II.

          1. Se ha ragione Bergoglio allora il papa, la morale cattolica plurisecolare e le norme divine sono inutili, perché la misericordia è per tutti e tutti si salvano, compresi atei, musulmani, ebrei, induisti, buddisti, protestanti etc… si salvano i divorziati e i non divorziati, si salvano tutti… .

            Se Bergoglio ha ragione dare retta a Bergoglio o non dargliela è indifferente, ergo Bergoglio non serve a niente, se invece ha torto
            dargli retta diventa rovina dell’anima.

            Mi pare ovvio quindi che delle esortazioni di Bergoglio (che gli crediamo o no), possiamo farne ugualmente un bel falò.

    2. Tra le opere di misericordia, visto che la parola va tanto di moda, bisogna farsi carico di consigliare i dubbiosi. Bergoglio non ha ragione perche’ a Bergoglio la verita’, cioe’ cio’ che dovrebbe sostenere la ragione, semplicemente non interessa. Utilizza il testo biblico, vedi le prediche di santa marta, e lo stesso mandato petrino per portare avanti la sua visione del mondo, il suo ideale politico e sociale, il suo credo quindi a cui la chiesa deve adeguarsi. Il papa non deve piu’ conformarsi alla religione, perche per Bergoglio nessun credo va interpretato come dogma e la stessa religione e’ vista solo come costruzione antropologica. Pur non volendolo ammettere siamo di fronte a una rivoluzione copernicana dove non e’ piu’ la ragione a dipendere dalla teologia ma e’ l’opposto. Il risultato e’ che l’unica cosa a contare e’ il dialogo,e non il logos, e alla lunga sia la religione cattolica sia la chiesa appariranno del tutto superflue, incapaci a interpretare le categorie del mondo.

    3. Si anch’io spesso lo penso, anche perché trovo talmente assurde certe sparate che spererei proprio di sbagliarmi. Ad una mia amica con due figli, lasciata tre anni fa dal marito per un’altra donna sposata ed ora in attesa di un bambino, avevo consigliato di dedicarsi ai figli che soffrivano già abbastanza perche’ dimenticati dal padre, ma lei ora quasi non mi saluta più perché tutti le dicono di rifarsi una vita ed io no. Ed ora è pronta a buttarsi nella mischia. Almeno lei poteva rimanere fedele. In tre anni si è convinta che è aperta all’amore giocondo. Quanto vorrei sbagliarmi su tutto! Quanta amarezza!

        1. Brutto però pensare che anche l’anima della sua amica, come chissà quante altre, in questo momento sia perduta. E precisamente su istigazione del Papa in persona!
          Voglia il Signore convertire il biancovestito, o darcene uno nuovo e ortodosso, ed in questo caso particolare portare la sua amica al pentimento e alla salvezza.

        2. C’è poco da consolarsi, la sua amica farà esattamente lo stesso peccato già commesso dal marito e con la benedizione dell’uomo vestito di bianco.

          Non mi pare proprio consolante. Questo succede a seguire i falsi pastori.

    4. A me basta leggere il Vangelo, per avere la “certezza” che Bergoglio non è con Cristo … e dunque è contro Cristo (Mt 12,30) E poi … se avesse ragione Bergoglio, significherebbe che lo Spirito Santo ha sbagliato a soffiare sulla Chiesa per ben 2000 anni … ma lo Spirito Santo non è infallibile? O vogliamo mettere in dubbio anche l’infallibilità di Dio pur di salvare le eresie di Bergoglio?

      1. E’ stato già fatto purtroppo, pur di salvare Bergoglio preferiscono bestemmiare e rinnegare Dio. Si chiama clericalismo ed è un male devastante.

  5. Questa chiesa modernista sta dando i suoi “frutti”. Dai frutti si riconosce l’albero: è il segno del fallimento del concilio vaticano II, che, tradendo il Magistero, ha gettato, grazie al vdr, la maschera. D’altro canto se non vedessimo questa deriva, che è un segno della misericordia divina….., allora saremmo stati stupidi noi a rimanere fedeli al vero insegnamento bimillenario della Chiesa.
    Non sono pessimista: ne passeremo di tutti i colori. Oggi “non è possibile dire”, domani “sarà sanzionabile dire”, ma sono certa che questo mare di eresie sarà spazzato via molto presto. Sopportiamo: se Dio ci sta facendo vedere i frutti marci dell’albero, sappiamo che non manca molto al suo sradicamento.

    1. Luca Checcucci

      Ho lo stesso tuo presentimento. Bergoglio è lì per far venire allo scoperto quelli come lui, per poterli riconoscere e poterci difendere (da loro).

  6. MICHELE BEGHIN

    Siamo arrivati a livelli da “supercazzola” ecc…. Solo che qui non vertiamo in tema di goliardate da “Amici Miei”, ma di salvezza eterna! È orribile doversi guardare da chi appare formalmente come il vicario di Cristo. Io ho trascorso un’altra notte agitata dopo aver letto che anche Burke difende la “Amoris furbitia”. Cosa possiamo fare se nessuno scorge più la retta via da percorrere? Sembra però che il redde rationem sia vicino: il 2017 dovrebbe portare il trionfo del Cuore Immacolato di Maria… E ne vedremo delle belle!

  7. Come un martello pneumatico a ritmo di ricorrenze religiose, il vdr sta demolendo un sacramento. Nel giorno dell’Immacolata il”divorzio”, per San Giuseppe il naturale e conseguente riconoscimento degli “irregolari”. Per completare la Santa Famiglia (Dio mi perdoni) il 25/12 sdoganerà la poligamia (gli basterà citare i padri della Chiesa….) . Queste dure parole sono rivolte ai papolatri, che, nonostante l’evidenza, esultavano quando il papa “ribadiva”, a loro dire, la dottrina della Chiesa sul matrimonio.

  8. Stefano Milanesi

    Da tanto tempo la Chiesa non si occupa più della salvezza delle anime, ma della cura e soddisfazione delle esigenze dei corpi. Una Chiesa sociale per un mondo globale. Più che la Sposa di Cristo pare la compagna del Mondo.

  9. Caro Sig. Alessandro, le parole scitte da Soloviev ne “Il racconto dell’anticristo” mi sembrano descrivere in modo perfetto Bergoglio: “…Per quella mente ottenebrata dall’amor proprio erano incon- cepibili l’azione morale del Cristo e la Sua assoluta unicità. Egli ragionava così: «Il Cristo è stato il riformatore dell’umanità, predicando e manifestando il bene morale nella sua vita, io invece sono chiamato ad essere il benefattore di questa umanità, in parte emendata e in partte incorreggibile. Darò a tutti gli uomini ciò che è loro necessario. Il Cristo, come moralista ha diviso gli uomini secon do il bene e il male, mentre io li unirò con i benefici che sono ugualmentenecessari ai buoni e ai cattivi. Sarò il vero rappresentante di quel Dio che fa sorgere il suo sole e per buoni e per i cattivi e distribuisce la pioggia sui giusti e sugli ingiusti. Il Cristo ha portato la spada, io porterò la pace. Egli ha minacciato alla terra il terribile ultimo giudizio. Però l’ultimo giudizio sarò io e il…

  10. Il tremendo inganno di una falsa misericordia perpetrato a danno di fedeli troppo spesso impreparati o costituzionalmente tiepidi fa sì che come una nube mefitica il nulla avanzi inesorabile: responsabilità immensa che grava sulle spalle dell’autore di certe considerazioni dissennate. Risultato: un cattolicesimo fatto a pezzi, snaturato, stravolto, dunque non più cattolicesimo, ma una pseudo-religione qualsiasi, una delle tante circolanti nel mondo attuale, compreso il risorto paganesimo.
    Come si fa a chiamare “esortazione” un documento del genere quando in realtà è una terribile istigazione al sacrilegio? E pensando a Nostro Signore mi chiedo se verso di Lui vi sia o no un insulto più grande di quello per cui chi contraddice e si fa beffe della Sua legge osi farLo ricevere indegnamente e sacrilegamente. E quale amarezza sia per Lui più grande di vederSi rinnegato e oltraggiato da chi sulla terra dovrebbe rappresentarLo.

  11. massimo trevia

    abolito il peccato mortale!ah,sì,non si può più dire?e come fa bergoglio a dire che,secondo le tre caratteristiche del peccato mortale,uno non pecca più mortalmente?quindi,per essere falsamente elastico,il pensiero di bergoglio(non si può più dire……),diventa rigido ed ideologico,oltre che eretico!!!!!!e allora non lo è più solo in un tipo di peccato o in altri tipi?capito,camerata?ti saluto e scusa per la correzione.ma è fraterna!da un catto-leghista!

  12. L’esortazione apostolica sulla famiglia esprime in pieno il pensiero di questo VdR e dei suoi pari, ma sfortunatamente per loro questo non è il pensiero di NSGC. Ora, poichè la Chiesa Cattolica non è la Chiesa di Francesco, ma quella di Gesù Cristo è evidente che questo “Papa” (sic!)non può rappresentare Gesù sulla Terra. Mi domando con apprensione e orrore se questo personaggio stia lavorando per il nemico e di quante anime, grazie alla sua misericordia gratuita, al suo buonismo, superiori a quelli di Dio (così crede nella sua superbia), porterà alla dannazione eterna.

  13. Grazie a questo saggio di Alessandro ho potuto leggere alcune parti di amoris in letizia e ne ho avuto abbastanza, capisco che per capirla bisogna dopo un mal di testa proprio credere in un modo nuovo in una nuova dottrina ….comunque per me non la neanche scritta Bergolio, ma chi tira i suoi fili e lo fa muovere.

  14. Molte anime, fidandosi del papa, più misericordioso di Dio, persevereranno nel loro peccato di adulterio, riceveranno in modo indegno il Corpo e il Sangue di Cristo … mangeranno la loro condanna. Tutto questo è semplicemente DIABOLICO!

    1. Per questo dico e ripeto sempre : state alla larga da quest’uomo, non ascolatelo, non guardatelo, non leggete niente che venga da lui ! ciò vale ovviamente anche per tutti i suoi gerarchi (non posso chiamare altrimenti coloro che lui steso ha messo a posti di comando nela Chiesa) e per tutti i suoi adulatori. Credo comunque che la Divina Provvidenza, o l’Angelo Custode, possano ispirare, a chi è in retta disposizione d’animo, di non ascoltare questo fiume di eresie proveniente dal clero vaticansecondista.

  15. Dopo l’uscita dell’esortazione papale ed aver letto vari articoli di preoccupazione a riguardo, io mi chiedo se non sia giunta l’ora di alzare la voce oltre che quella della Preghiera. Possibile che tra vescovi e cardinali non ce ne sia uno che dica pubblicamente che l’esortazione di papa Francesco non è accettabile perché cancella subdolamente (come agisce in genere il diavolo) 2000 anni di Sacra Scrittura e Tradizione sul Sacramento del matrimonio? E’ ora di dire basta perché altrimenti sarà il Signore a dire il Suo Basta! Il Signore ha la mano pesante quando si prende in giro la Sua Misericordia. La Madonna a La Salette lo disse che faceva “fatica a trattenere il Braccio di Suo Figlio contro il mondo che era già tanto pesante”. Figuriamoci oggi dove il mondo è alla rovescia morale rispetto a quell’Apparizione in quel paesino francese. Se non c’è nessun pastore allora dobbiamo essere noi laici ad alzare la Voce, oltre che lettere anche con processioni a Piazza S. Pietro. Bisogna organizzarsi!!!

  16. CATECHISMO DI SAN PIO X

    165. I comandamenti di Dio si possono osservare?
    I comandamenti di Dio si possono osservare TUTTI e SEMPRE, anche nelle più forti tentazioni, con la grazia che Dio non nega MAI a chi lo invoca di cuore.

    166. Siamo obbligati a osservare i comandamenti di Dio?
    Siamo OBBLIGATI a osservare i comandamenti di Dio, perchè sono imposti da Lui, nostro Padrone supremo, e dettati dalla natura e dalla sana ragione.

    167. Chi trasgredisce i comandamenti di Dio, pecca gravemente?
    Chi DELIBERATAMENTE trasgredisce anche un solo comandamento di Dio in materia grave, pecca GRAVEMENTE contro Dio, e perciò merita l’INFERNO.

    Gli adulteri che vogliono comunicarsi trasgrediscono DELIBERATAMENTE e anche CONTINUAMENTE e IMPENITENTEMENTE: per loro la Comunione NON è possibile, pena il SACRILEGIO, checché ne dicano Bergoglio e papolatri vari!

  17. “Tuttavia, non è bene confondere piani differenti: non si deve gettare sopra due persone limitate il tremendo peso di dover riprodurre in maniera perfetta l’unione che esiste tra Cristo e la sua Chiesa”: questa frase è FUORVIANTE, non c’entra nulla…ci sono sposi (la maggior parte) che non raggiungeranno mai un livello anche solo vicino a quella perfetta unione…ma questo cosa c’entra con il concedere la Comunione agli adulteri e/o con il giustificare l’adulterio o addirittura ELOGIARLO? (Vedere la satanica nota 329, che cita A VANVERA il CV2).
    Obbedire ad una precisa disposizione divina “NON COMMETTERE ADULTERIO” è alla portata di TUTTI!
    Inoltre quelle due “persone limitate” non le ha obbligate nessuno a sposarsi!

    Concilio di Trento: «Se qualcuno dice che anche per l’uomo giustificato e costituito in grazia i comandamenti di Dio sono impossibili a osservarsi, sia anàtema».

    1. “Concilio di Trento: «Se qualcuno dice che anche per l’uomo giustificato e costituito in grazia i comandamenti di Dio sono impossibili a osservarsi, sia anàtema».”

      Bergoglio lo ha detto e scritto nero su bianco , ma l’anatema non lo proclama nessuno caro Diego anzi … lo si continua a chiamare vicario di Cristo.

      Badate tutti, perché continuare a ritenere costui papa non è esente da colpa, neppure se siete semplici fedeli.

  18. Normanno Malaguti

    Mellifluio documento, che Gnocchi rivela impastato di stricnina.Terribile, per la terribile mietitura di anime destinata alla beatitudine eterna poste a rischio di dannazione eterna.
    Preghiamo senza intermissione il §cuore Immacolato di Maria perchè trionfi nel nostro cuore ora e, prestissimo, nel cuore di tutti coloro che vogloino consacrarsi e senza indugio. a: Lei vera Madre di Misericordia.

  19. “Ma questa coscienza può riconoscere non solo che una situazione non risponde obiettivamente alla proposta generale del Vangelo; può anche riconoscere con sincerità e onestà ciò che per il momento è la risposta generosa che si può offrire a Dio, e scoprire con una certa sicurezza morale che quella è la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessità concreta dei limiti, benché non sia ancora pienamente l’ideale oggettivo.”

    Qui siamo alla BESTEMMIA e alla DEMENZA TEOLOGICA ASSOLUTA: L’ADULTERIO potrebbe essere ciò che Dio stesso sta RICHIEDENDO????

    Quell’accozzaglia di eresie e di blasfemie chiamata “Amoris laetitia” è DA RIGETTARE con rabbia e sdegno e così pure TUTTI i documenti futuri che ne conterranno traccia, compreso un eventuale nuovo Catechismo e le future edizioni del Denzinger!
    Uno che non crede all’esistenza del Dio Cattolico, che elogia la Bonino e che contraddice PUBBLICAMENTE il DOGMA e il Magistero precedente è da condannare APERTAMENTE e DURAMENTE!

    1. Concordo pienamente con te, caro Diego. Ma ci vorrebe più gente con il tuo stesso coraggio; speriamo che sempre più persone aprano gli occhi e riconoscano quest’inganno, prima di rimanerne completamente soggiogati. Libera nos a malo, Domine !

  20. Inutile prendersela con l’ultimo-della-serie-Bergoglio. Tutto fu pianificato: convocazione “illuminata” del CVll da parte del “papa buono” (tra le letture affidabili con contenuti mai smentiti: “Nikitaroncalli – conto vita di un papa” di Franco Bellegrandi”, già Cameriere di Spada e Cappa; la realtà odierna infatti conferma quanto ebbe a scrivere decenni fa) ed esecuzione a fasi successive con Montini, Woitja, Ratzinger. Dopo la mancata reazione di massa allo stravolgimento di quanto più sacro ci sia – il Santo Sacrificio della Messa – tutto fu possibile. Allo stato dell’arte non mi meraviglio nemmeno di quanto udito per radio questa mattina:”Islam e Cristianesimo sono raggi della stessa luce … “. Proprio a questo miravano i novatori-modernisti: il Nuovo Ordine Mondiale con religione omnicomprensiva. Per questo Bergoglio affermò poco tempo fa che “ci vuole l’ONU delle religioni…” Più chiaro di così! Mi stupisce solamente come si fa essere ancora una cum con questi traditori di N.S.Gesù…

    1. Sono d’accordo: dal CVII si sta realizzando lentamente e pazientemente la pianificazione del NWO: Roncalli, Montini e ora Bergoglio molto più spudorato ed impaziente.

    2. Adriana, ciò che è errato in quello che afferma il dott. Gnocchi è il credere che tale punizione riguardi la Chiesa. In verità tale è punizione per null’altro che una setta, la setta del Vaticano II, che si abbiglia da Chiesa Cattolica, ma non lo è. Commettono lo stesso errore la FSSPX e vari altri gruppi cosiddetti tradizionalisti. Nel momento in cui si rifiuta un solo punto del Magistero della Chiesa Cattolica si è fuori da essa. Tutti i seguaci della setta del Vaticano II, del suo conciliabolo, sono fuori dalla vera Chiesa. La Chiesa Cattolica c’è ancora ma è ridotta ad un esiguo numero di fedeli, ed è sempre una, santa, appunto cattolica ed apostolica. Il detto “Le porte degli inferi non prevarranno sulla Chiesa cattolica” è da intendersi come “Gli eretici non faranno mai membri della Chiesa Cattolica”. Considerare, ad esempio, Bergoglio come cattolico equivale a estromettersi ipso facto dalla Chiesa Cattolica. Coloro che non accolgono ciò dicono che si parla di una “Chiesa di perfetti”.

    3. Dunque, chi sono Giovanni XXIII (2^), Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco? Semplicemente, se vogliamo dare un giusto nome alle cose seguendo la Tradizione Cattolica, degli Antipapi, cioè delle persone che dicono di essere papa ma non lo sono. E nella storia del cattolicesimo non sono i primi antipapi.
      D’altronde, Adriana, ti sei mai domandata perché le missioni popolari non ci sono più in questi tempi? Perché non serve più a nulla essere cattolici se la salvezza eterna si può ottenere tramite qualsiasi cosiddetta religione. Ti sei mai domandata, Adriana, perché non si racconta più che san Francesco Saverio aveva la preoccupazione di battezzare con acqua le persone altrimenti diceva che andavano sicuramente all’inferno? Ti sei mai domandata perché i catecumeni erano precedentemente ritenuti dannati se non ricevevano il battesimo di acqua ed ora non più. Perché se ci sono i cosiddetti battesimi di desiderio e di sangue il battesimo di acqua diventa superfluo.

    4. Cara Adriana, se possono consolarla, le riporto queste parole, riprese dalle visioni della beata Katharina Emmerick, relative all’epoca dei due papi, cioè all’epoca attuale, nella quale ci troviamo a vivere :
      “Quando vidi la Chiesa di San Pietro in rovina, e il modo in cui tanti membri del clero erano essi stessi impegnati in quest’opera di distruzione ….. ero talmente dispiaciuta che chiamai Gesù con tutta la mia forza, implorando la Sua misericordia. Allora vidi davanti a me lo Sposo Celeste ed Egli mi parlò per lungo tempo … Egli disse, fra le altre cose, che … anche se rimanesse un solo cattolico, la Chiesa vincerebbe di nuovo”

      1. “… anche se rimanesse un solo cattolico, la Chiesa vincerebbe di nuovo …” Grazie di cuore Catholicus … Queste parole mi hanno dato i brividi … e tanta consolazione. Gesù sei grande! Ti amo!

  21. Io, però, non metterei sullo stesso piano G.Paolo II, Benedetto XVI e questo vdr! Gli errori li avranno fatti tutti, ma ora siamo arrivati all’eresia bella e buona!

  22. Tutti – TUTTI – hanno fatto la loro per distruggere la Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica. Roncalli, Montini (non conto GPl, per brevità del suo “regno”),Woityla, Ratzinger (che ci regalò la novità del “papa emerito” sapendo benissimo ciò che comportava), Bergoglio. Conosco bene la Tradizione, la storia delle missioni e dei missionari santi. S. Francesco Saverio è il co patrone (assieme a S.Teresa di Gesù Bambino) del mio paese di provenienza. Il fratello di mio padre era sacerdote missionario Camilliano (Tailandia, Bangkok prima, poi nel campo rifugiati cambogiani appena entro la frontiera con Cambogia, e nelle Filippine. La sorella suora non poté partire per le missioni perché mori prima di potere esaudire questo suo desiderio. Sono stata studente solo a scuole rette da suore irlandese in tempi non sospetti, preparata da veri sacerdoti con il catechismo di San Pio X per prima Confessione e Comunione e la Cresima. Non era difficile per me capire che la chiesa a Roma non è cattolica.

    1. Proprio così, Adriana. È la Roma pagana che è tornata, la meretrice babilonese, la bestia che era, non è più ed è tornata vista da San Giovanni apostolo.

    2. Ecco la conferma delle parole della beata Emmerick “anche se rimanesse un solo cattolico, la Chiesa vincerebbe di nuovo” : lei è la conferma vivente, cara Adriana, dell’esistenza, su questa terra, di veri cristiani e cattolici degni di ammirazione e rispetto. Finché rimangono al mondo persone come lei non ci sarà barba di modernista (prete, vescovo, cardinale o anche papa) che possa dire “abbiamo vinto, abbiamo cancellato l’odiosa Chiesa preconciliare, rigida, chiusa, fondamentalista, divisiva, fissata sui precetti e sulle norme”. Basta una come lei, con l’aiuto di Maria SSma, per sconfiggerli tutti, per farli vergognare del loro tradimento di NSGC. Grazie di esserci, Adriana.

      1. Il Camerata dice”Giovanni Paolo ll viene dato per sicuro in paradiso”. Ma da chi? Dai conciliari BXVl e VdR?! I raduni negli stadi del mondo hanno attirato molti allo spettacolo al prezzo di banalizzazione della Fede e svuotamento delle chiese. Non parlerei di evangelizzazione, tanto meno cattolica. La sofferenza e malattia furono portate con dignità e non si dimise. In questa fase -come uomo- dette il meglio di se. Ma un papa va giudicato per il suo magistero non per le emozioni e sensazioni che suscita. GPll pose in atto gran parte dei cambiamenti conciliari (es. nuovo diritto canonico, abolizione del primato della Chiesa in Paesi di tradizione cattolica (nuovi concordati funesti) e conseguente larga diffusione di sette (evangelizzazione alla rovescia). Per non parlare del rifiuto di affrontare il macigno dei preti “pedofili”(omosessuali) franato poi su BXVl, e non vado oltre. Regnò per quasi 27 anni. Se avesse evangelizzato per davvero non avremmo oggi Bergoglio a fare da liquidatore fallimentare.

    3. GIOVANNI PAOLO II VIENE DATO PER SICURO IN PARADISO, QUINDI QUALCOSA DI BUONO L’HA FATTO…HA EVANGELIZZATO IL MONDO INTERO ED HA MOLTO SOFFERTO IN SALUTE DALL’ATTENTATO IN POI! E’ STATO UN GRANDE PAPA.

  23. Nessuna sorpresa nell’ esortazione papale. Dobbiamo metterci in testa che Bergoglio non crede alla forza della Grazia, altrimenti non giustificherebbe scappatoie continue.
    Sapete che in Germania, in Olanda, in Belgio la stra grande maggioranza dei vescovi e dei sacerdoti si confessa ( e non oso pensare come) una volta all’ anno forse ?
    Dunque celebra il Sacrificio Santo in perenne ( visto come si comportano) peccato mortale. E volete che si ricordano dell’ aiuto divino a tutti offerto ? ( basta chiederlo umilmente).
    Il problema sta qui : nel rinnegare l’ efficacia provata della Grazia. Se ad Essa ci si affidasse, scomparirebbero espressioni come ” impossibile vivere in castità “. Perciò si cade nell’ eresia secca.
    Bergoglio è un capo popolo, mica un papa. Lui vive di orizzontalismo. A lui interessa solo annullare le sofferenze terrene. Via la Croce, che pur ci ha redenti. Via i sacrifici. Resta il godimento. Giusto per l’ Inferno…

    1. Caro Gaetano,non è mica detto che perchè uno si confessa una volta all’anno (come dice il precetto della chiesa) debba per forza essere in peccato mortale!

      1. Che siano in peccato mortale, basta udir le eresie che affermano e i comportamenti che avallano. Padre Pio si confessava ogni giorno – come altri santi, del resto -, eppure si riteneva un grande peccatore. Kasper non si ritiene un peccatore in quanto ha cassato il concetto di peccato dalla sua ( deformata) coscienza. Caro Camerata, questi sono i fatti

      2. Ha ragione, Camerata, e poi lasciamo ai preti e al nostro prossimo le proprie confessioni: è un fatto che riguarda la coscienza di ognuno, fatti personali. E non ergiamoci a giudici riguardo a queste cose, piuttosto preghiamo affinché i consacrati proclamino il Vangelo secondo la retta dottrina, la santa dottrina di sempre. Il fatto di dir messa essendo in peccato, è un male per il celebrante, ma non per i fedeli che nulla di certo possono sapere sulle condizioni della sua anima.Le sue mani consacrate ci donano sempre la presenza di Gesù e questo deve bastarci. Quanto ad obiettare sulla santità di questo e di quello, beh, che dire? Siamo forse il Padreterno?

        1. Il Padreterno non proclama santi in questo mondo. Li proclamano gli uomini che si pretende abbiano sana ragione e Fede. Prendo atto che la frase “chi sono io per giudicare” abbia spaventato molte anime, impedendo sana e costruttiva critica. Se si smettesse di “giudicare” l’operato delle persone allora si dovrebbe anche smettere di esaminare gli studenti, il lavoro d’operai e professionisti e così via. Se il verbo “giudicare” non serve più, depenniamolo e chiudiamo i tribunali, smettiamo di votare e non giudichiamo le false religioni come fanno i conciliari. Chi non si sente di “giudicare” l’operato (non i cuori) dei sacerdoti allora taccia sempre e sia disposto a subire supinamente tutti i loro soprusi. Aggiungere al “vietato vietare” il “vietato obbiettare” è semplicemente anti evangelico se non diabolico. San Paolo (e non solo) non sarebbe d’accordo.

  24. Vien da dire ‘è proprio un destino cinico e baro’! Il capo della Chiesa universale che si recherà in nome della Misericordia a sostenere i migranti sull’isola di Lesbo, un nome che è tutto un programma. Un beffardo programma. Un pochino come l’immancabile prete che firma una rubrica a commento del Vangelo nelle riviste guide TV di larga diffusione e che commenta il passo ‘voi siete il sale serra terra’ e sulla pagina accanto c’è la pubblicità dei sali di magnesio. Non sorprende quindi la presenza costante di preti nei talk show, sempre pronti a ogni banalità riguardante misericordia, famiglia e accoglienza. Prendo a prestito la velenosa battutaccia dell’avvocato Agnelli, buonanima (si fa per dire) sull’Italia: tutti vogliono una Chiesa povera ma intanto il risultato è solo una povera Chiesa!

    1. Carissimo Diacono Lorenzo, ricordiamo che anche l’Anticristo è alle porte! (ho letto il suo interessantissimo e dettagliato trattato)…

  25. Mi viene in mente ,chissà perché,riguardo i risposati civilmente, l’opera di misericordia spirituale di AMMONIRE I PECCATORI. Cioè anziché parlare di Misericordia falsa (= vi potete risposare con le” nuove interpretazioni” della Parola di Dio), bisogna usare la massima misericordia che é quella di mostrare loro la gravità del peccato e le sue conseguenze eterne se non si cambia rotta….Un mio collega di lavoro e sposato religiosamente ma poi divorziato civilmente e risposato civilmente due volte, mi diceva che si aspettava molto riguardo le voci di cambiamento e novità durante il passato Sinodo sulla famiglia…….Sic !

  26. ….Se anche rimanesse un solo cattolico la Chiesa vincerebbe…Certo! ma tutte le anime che non sono rimaste cattoliche a causa di ministri apostati nel frattempo vanno all’Inferno, il che non è propriamente una cosa da nulla. Il castigo che ci è inflitto da tanti decenni è veramente grande per chi lo vede.

  27. Egregio dottor Gnocchi,
    disgrazia vuole che questo papa abbia come figura di riferimento per la propria missione quella del ‘PRISMA’ (da lui più volte citata, anche in omelie a persone rom o delle periferie esistenziali che non credo abbiano molta dimestichezza con la geometria solida).
    Il prisma simbolo di che? Ma della coscienza personale, o della fratellanza, o della molteplicità delle novità dello spirito, o delle periferie esistenziali, o di qualsiasi cosa il suo sentire gli detti in quel momento.
    Con questo modello teorico in testa, non stupisce che papa Bergoglio di qualsiasi cosa si preoccupi meno che dell’univocità della dottrina cattolica, del pensiero, di espressione ecc. nella sua attività magisteriale, dottrinale e pastorale.
    Quante facce posso avere e mostrare? Tante quante ne ha un poliedro se ce l’ho come punto di riferimento teorico.
    Questo senza nulla togliere alla quota di eresia che egli esercita, e che attiene a un’altra sfera di riflessione.
    Che Dio ci aiuti.

    1. IL PECCATO CHE CONDUCE ALLA MORTE E’ UN PECCATO DI PARTICOLARE GRAVITA’,
      COME L’APOSTASIA, CHE FA PERDERE LA GRAZIA E LA FEDE.
      MI UNISCO A MARISA CHE DIO CI AIUTI……
      SIA LODATO GESU’ CRISTO

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