“FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì

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Ogni martedì Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti potranno partecipare indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni martedì sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

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martedì 17 giugno 2014

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è pervenuta in Redazione:

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Egr. Dott. Gnocchi,

oggi come non mai c’è bisogno di un vero e serio partito cattolico che contrasti l’immoralismo dilagante anche a costo della persecuzione e che richiami costantemente ai principi del Magistero e che spesso e volentieri è disatteso dagli stessi pastori in favore di una pastorale dialogante e conciliante.

Tutti gli aderenti dovranno firmare un regolamento in cui si dichiari che ogni minimo scostamento dal magistero in materia di fede e morale nella propria azione politica sarà la causa di esclusione dal partito. Sì un partito confessionale. Ma prima bisognerebbe contarci e per far questo bisognerà organizzare una giornata per incontrarsi e discutere su questo progetto.

Cordiali saluti.

Pietro (Ascoli Piceno)

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zrbrpsCaro Pietro,

con i tempi che corrono e con la Chiesa ridotta come lei stesso dice con breve e impietosa precisione, per i cattolici riesco a immaginare solo un grande, grandissimo partito che si chiami “Chi siamo noi per giudicare?”.

Solo così, all’insegna del disimpegno e del frenetico abbraccio con il mondo si potrebbe mettere su una compagine che alle elezioni riesca a raccogliere gli almeno sette o otto milioni di voti che servirebbero per contare qualcosa. Bisognerebbe cedere, magari facendo finta di esserne dispiaciuti, su aborto, divorzio, coppie omosessuali, eutanasia, droga, sperimentazione selvaggia, famiglie allargate… Insomma, bisognerebbe dare sostanza politica alla linea della nuova pastorale professata dalla Chiesa che spopola sulle prime pagine dei rotocalchi. Perché, caro Pietro, noi poveri paolotti da quattro soldi non vorremo essere così retrivi da giudicare laddove se ne guarda bene il Papa? Altrimenti me la saluta la messe di voti finanche dentro le sedi del Partito radicale.

Se invece, come mi pare di capire, lei ha in testa qualcosa di diverso, diciamo qualcosa un po’ più cattolico vecchia maniera, penso che i tempi non siano per niente maturi. Lei dice, giustamente, che prima ci si dovrebbe contare: penso che si tratterebbe di un’operazione molto veloce, più o meno come lo spoglio dei voti alle eventuali elezioni.

Appurato questo, non si deve cedere alla tentazione di una coalizione delle cosiddette “forze sane del cattolicesimo”, alla costruzione di un’area in cui si possano riconoscere correnti diverse. Anche in questo caso, mi spiace disilluderla. I pochi, pochissimi capaci di resistere alla sirena pastorale di una Chiesa che abbraccia il mondo avrebbero vita davvero grama.

Sotto il pontificato di Benedetto XVI si è diffuso il grande equivoco secondo cui, sul piano dottrinale ed ecclesiale, sarebbe stata possibile una coalizione delle “forze sane del cattolicesimo”. Ma era, appunto, un grande equivoco che il pontificato di Francesco ha spazzato via con un semplice “Buonasera”. E tanto è bastato alla quasi totalità del mondo cosiddetto conservatore per dare il benservito a Ratzinger e accodarsi al nuovo corso di Bergoglio.

Lo stesso avverrebbe in politica, perché una cattiva politica è sempre figlia di una cattiva teologia, che a sua volta si serve di una cattiva filosofia come ancella. Se ci si chiede quanti eventuali politici cattolici sarebbero davvero disposti a non negoziare sui princìpi, e quindi sulla loro applicazione, ci si troverebbe davanti a un esercito ben magro, forse neanche a un plotoncino, diciamo a qualche sentinella in qualche sperduta garitta.

Si dirà che la politica è l’arte del possibile e della mediazione e che un partito cattolico dovrebbe puntare sul male minore. Ma, caro Pietro, bisogna anche considerare dove siamo giunti a colpi di male minore. Qui ci si trova davanti a intellettuali e paraintelettuali che pensano di essere coraggiosi difensori della cristianità solo perché fanno la voce grossa per mettere qualche paletto a leggi devastanti contro le quali si guardano bene dal battersi perché, dicono, così va il mondo e non ci si può far niente: “Sì, va bene, devastate pure, ma solo fino a questa riga altrimenti mi arrabbio”.

Ecco un eventuale partito dei cattolici oggi sarebbe la patetica trasposizione politica di questo parapensiero, roba da paracattolici. Un vero e proprio partito della trattativa. Del resto, se si pensa a quanto male ha prodotto la Democrazia Cristiana in decenni di potere, è possibile immaginare quanto ne produrrebbe un eventuale partito cattolico di cooperante opposizione.

A meno che lei, caro Pietro, sogni un partito di maggioranza assoluta. Ma in quel caso avremmo a che fare con una classe di governo che prende direttamente gli ordini dalla Conferenza episcopale italiana o dalla Segreteria di Stato, a seconda delle cordate vicenti… No caro Pietro, preferisco difendermi da solo.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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risposte in breve:

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Caro Alessandro Gnocchi,

mio figlio è cresciuto conoscendo molto da vicino la parrocchia, con relativi insegnamenti. Ora, da uomo fatto, è diventato distante, anzi scostante, ipercritico sulla Chiesa e ha perfino cominciato a porre interrogativi e dubbi su dogma e verità storiche.
Mi sono chiesto se poteva essermi di aiuto una buona lettura apologetica (avevo pensato come argomento alla Vergine o alle verità di fede), ma non saprei come indirizzarmi. Potrebbe consigliarmi?

Cordiali saluti,

Salvatore

Caro Salvatore,

sarebbe troppo facile, ma purtroppo anche troppo vero, dire che l’ipercritica nei confronti della Chiesa ormai nasce proprio dentro la Chiesa e quindi anche dentro le parrocchie. Dopo decenni di progressismo manifesto e strisciante, figlio di primo letto del modernismo, il cattolico si sente tale solo se dubita della sua stessa fede e, soprattutto, di sua Madre, la Chiesa. D’altra parte si trova davanti pastori di ogni ordine e grado che spiegano come e qualmente fino a oggi la Chiesa non ne ha indovinata neanche una e quindi merita di essere fustigata. Ma, su questa strada, si sa dove si comincia e, purtroppo, si sa anche dove si finisce.

Mi pare una saggia idea suggerire una lettura mariana. Penso che potrebbe essere un buon suggerimento per suo figlio i “Sermoni per le feste della Madonna” di San Bernardo di Chiaravalle pubblicato dalle Edizioni Paoline. Di altro genere, ma davvero efficace per risvegliare la vita dello spirito è un volumetto in cui  l’editrice Shalom ha raccolto due brevi opere di Sant’Alfonso Maria de Liguori “Conversare con Dio. Il gran mezzo della preghiera”.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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Gent.mo Dott. Gnocchi,

al termine di una serie di incontri con un frate predicatore, eccoti la strigliata ai devoti dediti a pratiche religiose di un certo tipo, legati a quella  (bella?…) religiosità a cui alcune persone, specie quelle di una certa età, sono ancora affezionate (primi venerdì del mese, giaculatorie, preghiere, novene, medagliette miracolose, ecc.). Strigliata unita a una quasi irrisione per la povertà e forse grettezza mentale di quei fedeli che asseriscono che una parrocchia funziona bene se vi si celebrano tre o quattro Messe.

Ne sono rimasta dispiaciuta perché credo che anche una Medaglietta miracolosa portata con devozione diventai un merito davanti a Dio e perché ritengo che la riduzione delle Messe nelle parrocchie sia un danno di portata immensa.

Risultato: gli incontri mi sono serviti a ben poco e anzi, mi sono pure abbastanza stranita.

Molte cordialità,

Tonina

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Cara Tonina,

lo stupore con cui racconta questa vicenda mi fa pensare che sia la prima volta in cui incorre in un fustigatore di cattolici dediti a pratiche cattoliche. Se fosse così, si deve ritenere fortunata: accade ben di peggio e con frequenza quotidiana.

Da tempo è in atto una sistematica opera di smantellamento del cattolicesimo tradizionale, ritenuto vecchio, ma, soprattutto, di inciampo sulla strada della normalizzazione mondan-ecumenica di Nostro Signore. In una Chiesa dove si prega volentieri con ebrei, musulmani e ortodossi, come è avvenuto la domenica di Pentecoste in Vaticano per volere del Papa, non ci si può permettere di fissarsi sulle vecchie pratiche e sulla vecchia dottrina: ricordano troppo bene che non esiste un generico “dio unico” buono per tutti, ma solo il Dio Uno e Trino rivelato da Gesù, mentre il resto è menzogna.

Quel frate predicatore potrebbe farle notare che, a Pentecoste, cattolici, ebrei, musulmani e ortodossi hanno pregato nello stesso luogo ma non insieme. Ma sarebbe davvero un misero artificio, un trucchetto di quelli che piacciono a coloro che ogni giorno devo far trangugiare ai cattolici ancora raziocinanti quello che il Papa ha fatto il giorno prima. Quel frate predicatore tenterà poi di farle notare la bellezza di un gesto in cui tutti si sentono accolti. Tutti, tranne i cattolici come lei.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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Caro Professore,

sono stata ben lieta di apprendere dell’esordio della sua rubrica del martedì. Le sottopongo due motivi di disagio che mi sono stati provocati dalla lettura del messalino di oggi, domenica 15 giugno, solennità dedicata alla SS.Trinità. Nelle rubriche finali si ricorda tra i “Testimoni luminosi” Maria Cristina di Savoia (1812-1836) specificando solo che nel 1937 Papa Pio XI ne aveva dichiarato le virtù eroiche, mentre mi risulta che la medesima sovrana è ormai beata. Forse questo fatto non era noto al momento della redazione dei testi? Inoltre nella rubrica “Liturgia del giorno” dedicata alla settimana 16-21 giugno, facendo memoria di San Luigi Gonzaga (sabato 21) questo santo viene modernizzato presentandolo quale “contestatore della mediocrità e anticipatore delle varie espressioni del volontariato”. Gradirei il suo parere. A volte andare a Messa è un esercizio di pazienza!

Marina Panetta

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Cara Marina,

temo che i redattori di quel messalino sappiano che Maria Cristina di Savoia è stata proclamata beata. Quella dicitura di “Testimoni luminosi” odora tanto di calendario di Bose, dove si usano le definizioni più diverse allo scopo di far passare per santi coloro che non sono neppure cristiani.

Quanto al povero San Luigi Gonzaga, gli è andata ancora bene se non lo hanno esaltato come anticipatore del Concilio Vaticano II: ormai quello è l’unico passaporto con cui i vecchi santi possono passare la frontiera tra la Chiesa vecchia e quella nuova.

Mi rendo conto che andare a Messa oggigiorno è davvero una gran pena. Ma una soluzione c’è ed è pure garantita nel risultato. Provi a frequentare la Messa tradizionale, si libererà di quei bizzarri messalini e loderà Nostro Signore come, è il caso di dirlo, Dio comanda.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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10 commenti su ““FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì”

  1. Due settimane fa a un pranzo a casa di parenti sono stato “scomunicato” da un prete che non accettava (forse perchè probabilmente nemmeno sapeva) che la Divina Rivelazione provenisse attraverso due fonti: la Sacra Tradizione e la Sacra Scrittura, sostenendo che la Tradizione sarebbe “soltanto” il modo di interpretare la Scrittura al cui interno la Rivelazione si completerebbe…! Della serie il “sola scriptura” di luterana memoria sarebbe soltanto un’anticipazione delle attuali perversioni post-conciliari…
    Per quanto riguarda il partito cattolico ce ne sarebbe urgente bisogno ma sarei curioso, proponendo un programma interamente costruito fedelmente e saldamente sulla dottrina cattolica e sulla dottrina sociale della Chiesa, di vedere quanti voti potrebbe ottenere, io penso (forse troppo ottimisticamente) non pochissimi…

    1. No caro Giacomo, otterrebbe pochissimi voti. Un partito tra quelli oggi esistenti che a mio parere potrebbe essere una specie di “prototipo”, di antesignano di un partito seriamente vicino alla Dottrina Cattolica, lo si può individuare in Fratelli d’Italia. Mi dica lei quanti voti ha preso. Certo, FdI è un partito in crescita, ma, caro Giacomo, a mio parere il successo di una siffatta forza politica richiederebbe anni e anni. E’ infatti troppo forte, culturalmente parlando, la mentalità anticristiana. I nemici di Cristo sono inseriti saldamente nei gangli vitali dei posti chiave della vita politica, sociale, culturale. Difficile scardinarli, tanto meno in tempi relativamente brevi, e con una CEI dal vertice così … “tiepido” e poco combattivo. Tuttavia, sono d’accordo sul fatto che un “piccolo gregge”, dalla connotazione “profetica”, come di “voce di uno che grida nel deserto” (e quale espressione è più calzante di questa nel desolato e desolante panorama politico italiano) ci vorrebbe. A ben vedere, una micro-galassia di proto-partiti e movimenti, che gravita attorno ai valori autenticamente cristiani ci sarebbe pure: Forza Nuova, Alleanza Cattolica, Io Amo l’Italia (poi confluito in FdI) e altri. Difficile peraltro che vengano invitati a Ballarò o da Vespa. Saluti.

      1. Con tutto il rispetto ma FdI non è un partito “cattolico” che dichiara apertamente la propria adesione ai valori della tradizionale dottrina cattolica. Il punto è che tale partito deve necessariamente e obbligatoriamente ripartire, portando l’attenzione mediatica alle disorientate masse, dai principi fondamentale (non negoziabili): vita, famiglia, libertà di educazione e proprietà privata (quest’ultima è la cenerentola dei principi,ma è importante tanto quanto le altre tre…).
        Oggi in Italia tutti parlano dei politici che rubano, dei poveri pederasta che non possono adottare bambini e sposarsi, del debito pubblico che sarebbe colpa degli evasori, …
        Se ci fosse un partito veramente cattolico che parlasse di questo ma mettesse in primo piano quei principi che devono essere le fondamenta della società civile io sono convinto che tanti in buona fede comincerebbero a capire che 2 pederasti non possono essere equiparati ad una famiglia, ecc…
        Condivido l’analisi di Piero Nicola. Ci vorrebbe certamente un leader forte, in grado di catalizzare l’attenzione e dotato di spiccate doti comunicative, integerrimo sia nella vita privata che pubblica, lontano da giochi di potere e interesi loschi…
        Difficile trovarlo, ma ci vorrebbe uno così!

      2. “Io amo l’Italia” è dichiaratamente non cattolico per bocca del suo fondatore , al pari della pattuglia finiana ancora ben inserita in FDI (e ora di nuovo al comando nel “giornale di famiglia”) . Ecco il motivo per cui il primo è confluito nel secondo , sarebbe ora di prenderne atto.

        1. “Io amo l’Italia” è dichiaratamente non cattolico per bocca del suo fondatore

          Questa mi giunge proprio nuova!
          Da quale dichiarazione lo desume?

  2. Il carisma politico non è un’opinione, è una realtà. Berlusconi lo possiede o, almeno, lo possedeva. Lo stesso dicasi di Grillo. Occorrerebbe un Berlusconi vero cattolico, un Grillo pio (non è una contraddizione). La storia è nutrita di Re convertiti, di Re santi, di Savonarola, di Sant’Ignazio, di Papi potenti. Ecco la soluzione, se Dio lo volesse e se ci fossero i meriti!

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