I GIOVANI E IL SESSO NEL XXI SECOLO. COME RIUSCIRE A INSTRADARE I NOSTRI FIGLI SUL GIUSTO SOLCO UMANO E CRISTIANO? – di Carla D’Agostino Ungaretti

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di Carla D’Agostino Ungaretti

 

 

cppgvAi primi di agosto mi sono imbattuta in una notizia on line che, a dir poco, mi ha shoccato[1]. In Inghilterra un maturo signore (si fa per dire …), in casa del quale la polizia ha poi trovato materiale pedopornografico degno di un vero intenditore, ha avuto un incontro di natura sessuale con una ragazzina tredicenne  che gli si era presentata con quel preciso scopo. Arrestato e processato, il brav’uomo (sempre si fa per dire …) è stato condannato a soli otto mesi di carcere, con sospensione della pena e conseguente libertà, perché la fanciulla  “aveva un atteggiamento predatorio e un’ esperienza sessuale” tali da “obbligare di fatto Mr Wilson” ad eseguire l’atto “nonostante fosse più forte e più grande di lei” (non era mica colpa sua, poveretto!… ).

       Il perverso buonismo del giudice inglese – che ha lasciato libero (e pronto a ricominciare le sue performance alla prima buona occasione) un uomo maniaco e malato da rinchiudere, se non in galera, almeno in una comunità terapeutica –  mi ha lasciato esterrefatta; ma che cosa si dovrebbe dire della “bimba”, sua partner non solo consenziente, ma addirittura  promotrice dell’incontro in questione? Nel civilissimo e democratico Regno Unito, il giudice è stato più indulgente con lei che con il suo partner, perché le ha riconosciuto il diritto di fare quello che le pare e piace, anche  spogliarsi (a tredici anni …) davanti a un uomo che avrebbe potuto esserle padre e proporgli di fare sesso (“Il mio corpo è mio e ne faccio quello che mi pare, no?”).

      Non è dato sapere se quella disgraziata creatura fosse una vittima di genitori turpi o assenti, o di insegnanti abietti o incapaci, o di amici falsi o corruttori, ma è noto che in Inghilterra esistono bande di “bad girls” adolescenti, emule dei loro coetanei maschi in violenze e volgarità di ogni genere, oltre che prostitute in erba ed io, cattolica “bambina”, non esito a dire, senza mezzi termini e a rischio di sembrare retrograda, autoritaria e parruccona (come sulla rete mi hanno definita certuni) che queste mele marce dovrebbero essere tolte, senza pietà, buonismo o indulgenza, dal cesto appena scoperte per impedire che facciano marcire anche l’altra frutta e se, dopo aver tagliato via la parte marcita, si ha la fortuna di trovare nel resto della mela ancora un po’ di polpa buona , questa deve essere rieducata, seguita, difesa, e soprattutto sorvegliata, in modo che non possa marcire anch’essa, nuocendo a se stessa e agli altri. Ma questa mia opinione farebbe sorridere di benevola condiscendenza il giudice inglese elaboratore di un verdetto così ben corretto politicamente perché, in un paese in cui le gravidanze adolescenziali e conseguenti aborti sono notoriamente diffusissimi, è molto più facile e sbrigativo lavarsi le mani dell’educazione dei giovanissimi piuttosto che porre validi argini a certe derive.

       Non avrei voluto spendere altre parole su questa vicenda tristissima che mi dispiace si sia verificata in quel meraviglioso Paese la cui civiltà e cultura ho sempre coltivato e ammirato.  Ma riflettendo ho dovuto prendere atto che “questa storia riguarda anche noi”, come ha scritto l’autrice dell’articolo cui mi riferisco, perché il problema della sessualità giovanile ricorre quotidianamente sui nostri media e viene accettato comunemente come un fenomeno naturale, mentre non dovrebbe esserlo affatto, perché gravido di conseguenze spesso trascurate. Oggigiorno certa stampa è prodiga nel suggerire “trasgressioni” soprattutto alle ragazzine dagli 11 ai 18 anni e le madri si preoccupano più della pillola anticoncezionale da far prescrivere alle loro figlie adolescenti dal medico di famiglia, che della castità delle ragazze da salvaguardare almeno finché non abbiano raggiunto l’età adulta. Per non parlare della cosiddetta “pillola del giorno dopo”, salutata da tutti come un nuovo strumento di libertà per la donna, mentre in realtà è un vero mezzo abortivo che facilita e privatizza l’uccisione del feto banalizzandola al pari dell’estrazione di un dente cariato e in palese contraddizione con la stessa legge n. 194/1978 che detta norme rigorose in materia di aborto. Il che dimostra che la volontà (o la non volontà) politica di raggiungere certi scopi è capace anche di aggirare gli ostacoli posti dal diritto positivo.

           “Questa storia riguarda anche noi”: infatti è ben triste constatare che questi nostri ragazzi sanno tutto sul sesso grazie a INTERNET e al continuo scambiarsi informazioni con gli amici sulla meccanica del rapporto sessuale, come se si trattasse del funzionamento del motore di un’auto, ma non sanno nulla degli affetti, nulla del rispetto del proprio corpo, nulla della capacità di gestire i propri sentimenti e le ragazzine non concepiscono di dire NO, anche se non provano una particolare attrazione fisica per il partner che, nel momento contingente, si pone davanti a loro. Oggi gli adolescenti, maschi e femmine, sono liberi di uscire la sera e di fare le ore piccole, tenendo svegli per l’ansia i loro esautorati genitori che l’indomani devono alzarsi presto per andare a lavorare, mentre quelle che i poveretti credono ancora “bambine” di  notte  girano con la pillola del giorno dopo in borsa, pronta per ogni evenienza. Spesso si accorgono di essere rimaste incinte ma, se (per ipotesi) vogliono tenere il loro bambino, devono fare i conti (cosa ancora più triste) con le loro madri che le spingono all’aborto. Infatti risulta che le cosiddette IVG calino in tutte le fasce di età, ma non tra le minorenni, perché l’uso della sessualità nelle nuove generazioni è libero e privo di inibizioni. I maschi, poi, espertissimi sull’argomento sesso e del tutto disinibiti, sono però ignorantissimi in materia di patologie a trasmissione sessuale o lo ritengono un problema trascurabile che non li riguarda. Invece sembra che, come aumentano le baby mamme, così stiano aumentando anche alcune patologie nei giovanissimi maschi i quali, come dicevo prima, se sono del tutto disinibiti nei confronti delle ragazze, si vergognano però a parlare dei loro problemi intimi con i padri (latitanti perché più imbarazzati di loro) e anche di più con i medici, urologi e andrologi, dai quali invece dovrebbero farsi illuminare sui pericoli che corrono[2].

         Di tutto ciò dobbiamo ringraziare la cosiddetta liberalizzazione sessuale che, spazzando via la morale “borghese”, è stata la più vistosa conseguenza della rivoluzione sessantottina. Questo tipo di morale, però, non deve essere troppo rimpianta perché, se prevedeva la riprovazione sociale per le esperienze sessuali premature (anche extramatrimoniali) delle ragazze, le incoraggiava invece nei maschi (anche di tipo mercenario) ritenendole necessarie per la formazione e la maturazione dei giovani uomini. Si creava, così, una pedagogia a doppio binario secondo la quale ciò che era riprovato e condannato per l’uno era invece approvato e raccomandato per l’altro[3].

          Ma la liberazione sessuale ha fatto anche più danni della morale borghese perché, stando ai rapporti di polizia e carabinieri, esistono nelle nostre città bambini e ragazzi veri schiavi del sesso[4]. Queste  povere creature, che non sanno di essere schiave, credono anzi di essere le più libere tra i loro amici e compagni. Sono schiave le ragazzine che, per pochi soldi, si prestano a svariati “giochi” in angoli nascosti della scuola e sono schiavi i loro coetanei che le inducono a tanto. Sono piccoli forzati del sesso che viene loro ammannito su tutti i media, in modo particolare su INTERNET e finanche sui cellulari, come sono schiave le ragazze che aderiscono alla ricerca di cubiste, hostess ed escort da parte di discoteche e particolari “agenzie”[5]. Da una ricerca del Censis sull’Italia dei giovani, risulta che oggi la parola d’ordine è “libertà di essere se stessi”, che non esprime solo il desiderio di diventare veline o tronisti, ma anche l’ansia di separare il sesso dall’amore – cosa resa possibile dall’invenzione dei contraccettivi – per non rischiare di soffrire. Perché l’amore può far soffrire, soprattutto da quando la sessualità è libera e la fedeltà non è più ritenuta una virtù e un dovere fondamentale. Ma nessuno insegna ai giovani che il sesso, per avere un significato, deve essere il coronamento di un amore profondo, costruttivo ed esclusivo tra un uomo e una donna, basato sul rispetto per la dignità del partner e inserito in un contesto di stabilità affettiva e di fedeltà coniugale, mentre il suo esercizio promiscuo e indiscriminato inaridisce e svuota di significato la vita di colui o colei che lo pratica. Che sia questa iniziazione violenta e brutale la molla che spinge tanti giovani verso l’alcol e la droga? Si ripete continuamente la necessità del controllo da parte dei genitori, ma non è neanche ipotizzabile che questi ultimi si trasformino in detective costantemente impegnati a pedinare i loro figli, o a frugare negli zaini o nei PC in cerca di indizi, come non è concepibile la messa al bando di computer e Internet[6].

          Qualche anno fece molto scalpore, su tutti i media, la notizia di una ragazzina di quattordici anni che rivelò a tre suoi coetanei di essere incinta di uno di loro senza sapere di chi. I tre ragazzi si rivoltarono contro di lei, la legarono, la picchiarono, la seviziarono e infine la strangolarono e la gettarono in un pozzo[7]. Dacia Maraini, commentando l’episodio sul Corriere della Sera, fece un interessante confronto tra la fantasia di un grande drammaturgo e la realtà della cronaca che sopravanza sempre (purtroppo) la creatività dell’artista. In Filumena Marturano di Eduardo De Filippo, la protagonista rivela al suo compagno Domenico Soriano che egli è il padre di uno dei suoi tre figli, ma non gli rivela di quale, sapendo che Domenico – per non rinunciare al suo figliolo vero – dovrà accettare come suoi anche gli altri ragazzi (ancora non esisteva il test del DNA …).  Il drammaturgo intendeva descrivere l’egoismo di un uomo che per anni aveva sfruttato una povera donna che gli era sempre stata devota, ma non gli è neppure passato per la mente, come soluzione teatrale, che Domenico avrebbe potuto sbarazzarsi di Filumena uccidendola e gettandola in un pozzo. Eppure, nella realtà, tre adolescenti lo hanno fatto. Che dire?

      Tutta Italia giustamente inorridì di fronte a questo delitto commesso, in assoluta incoscienza, per cavarsi d’impaccio in una situazione ritenuta incresciosa (il fatto che successivamente l’autopsia abbia rivelato la gravidanza inesistente non sposta i termini del problema) ma nessuno rifletté sulla causa scatenante di esso, quasi a volerne negare, nel caso specifico, l’evidente rilevanza: il fatto che un gruppo di adolescenti abbia avuto tra di loro rapporti sessuali promiscui, reputandolo un gioco qualunque e, per giunta, nell’assoluta ignoranza o indifferenza delle famiglie. In questo caso l’opinione pubblica invece di riflettere sull’assurda anormalità di queste esperienze sessuali in età così precoce, quando si è ancora incapaci di valutare le conseguenze delle proprie azioni e neppure si conosce adeguatamente la fisiologia del proprio corpo, si lamentò dell’ennesimo comportamento deviante di alcuni maschi a danno di una ragazza e del mancato uso di contraccettivi dovuto all’ignoranza, a sua volta provocata dalla dottrina della Chiesa al riguardo. All’epoca in cui si verificò questa autentica tragedia giovanile e sociale ancora non si parlava molto di femminicidio, ma le cronache degli anni successivi hanno rapidamente riguadagnato il tempo perduto.

          Ancora: nel giugno 2009 apparvero sui giornali due notizie salutate da medici, politici, sessuologi, genitori ed educatori come provvidenziali per giovani e giovanissimi. Dapprima fu pubblicata la “Travelsex”, guida al sesso sicuro per i giovani che, quell’anno, sarebbero andati in vacanza all’estero – ma anche per quelli che in Italia avrebbero “incontrato” uno straniero o una straniera – redatta dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO). Alcuni giorni dopo i giornali dettero ampio risalto a una mozione approvata dalla provincia di Roma diretta a introdurre la distribuzione di profilattici nelle scuole superiori e nelle università, mediante appositi distributori automatici, al pari di panini, bibite e caffè[8]. Scuole, genitori e mass-media plaudirono a queste due notizie, a significare che ormai l’esercizio della sessualità tra adolescenti è una realtà diffusissima e considerata “irrinunciabile”, paventata soltanto per il rischio di malattie sessualmente trasmissibili e di gravidanze indesiderate. Perciò una guida del tipo di quella diffusa dalla SIGO e la distribuzione dei preservativi avrebbero risolto il problema per la tranquillità di tutti. In realtà in questo modo non si risolve il problema, ma se ne nega l’esistenza; nessuno si domanda perché gli adolescenti, sempre più precocemente, pratichino l’attività sessuale come se il loro corpo fosse una merce di scambio di scarso valore.

        Gli elementi che più comunemente inducono i giovani ad avere rapporti sessuali nell’adolescenza sono: sentirsi profondamente innamorati, per cui tutto sarebbe lecito con quel partner; reputarsi adulti, e perciò maturi per le proprie scelte; sentirsi soli e bisognosi di affetto; temere di non essere alla pari con gli altri compagni; ritenersi moderni e simili ai protagonisti delle fiction TV; ribellarsi all’educazione religiosa; sentirsi protetti dalla contraccezione. L’esercizio del sesso può essere anche una sfida verso la famiglia e una fuga psicologica da casa, perché spesso il clima familiare negativo provoca atteggiamenti “da adulto”, nella ricerca disperata di una propria identità e di un contesto psicoaffettivo rassicurante[9]. Di fronte a questi problemi gli adulti di oggi sono solo capaci di chiudere gli occhi; i genitori sembrano aver dimenticato il loro compito educativo, pur vivendo nel terrore delle malattie e delle gravidanze indesiderate, per cui esultano alla distribuzione dei profilattici nelle scuole perché si sentono liberati da una responsabilità. Ma se l’iniziativa della SIGO rivela una povertà morale ed educativa che lascia scoraggiati nel constatarla nella classe medica – perché avalla la mancanza di responsabilità e di rispetto per sé e per gli altri che già dilaga nel mondo giovanile – altrettanto deve dirsi dell’iniziativa della provincia di Roma, perché del pari favorisce la totale deresponsabilizzazione degli adulti nei confronti degli adolescenti loro affidati e può avere un effetto boomerang, finendo per incoraggiare i rapporti molto precoci.

         Educare, soprattutto in materia sessuale, è difficile e faticoso; come sappiamo tutti, richiede ascolto e conoscenza di repliche convincenti, risposte in cui si vorrebbe credere ma nelle quali spesso non si crede affatto. E ancora più difficile e faticoso sarà per i genitori che vorranno “obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (At 5, 29) se sarà emanata la famigerata legge sull’omofobia. Allora saranno i genitori ad essere colpevolizzati se non asseconderanno la moda corrente e perderanno sempre più autorevolezza agli occhi dei loro figli i quali, dal canto loro, saranno sempre più disorientati dai messaggi di segno diverso che riceveranno. Ma perché è così difficile per i genitori, per gli insegnanti, per gli educatori in genere, parlare ai ragazzi di amore, di rispetto per se stessi e per gli altri, di moderazione, di dominio dei propri istinti? Perché neppure loro credono più a questi valori. Eppure non desideriamo tutti il bene per i nostri figli e la loro felicità? Non sono queste le aspirazioni supreme, più o meno consapevoli, dell’essere umano che aspira sempre al bene anche facendo il male? Mi tornano in mente le parole di S. Paolo:  “Non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto” (Rm 7, 15). Anche in questo io noto l’opera del demonio che, una volta di più (in questa nostra epoca) tiene fede al suo ruolo di  apportatore di confusione e divisione nelle giovani menti in formazione.

         Invece è assolutamente necessario far riflettere i giovani e persuaderli che i rapporti sessuali in età immatura hanno conseguenze devastanti sulla crescita di un ragazzo perché provocano una sessualità priva di una matura comprensione della componente emotiva delle relazioni. Vista la disinvoltura con la quale oggi si parla di sesso – a differenza di quanto avveniva ai tempi della mia gioventù – io penso che la scuola potrebbe avere un ruolo importante nel coadiuvare i genitori ad impartire una sana e responsabile educazione sessuale, insegnando ai giovani che, se il pensiero oggi dominante ci mette continuamente in guardia contro i pericoli della vita sedentaria, dell’eccessiva e sregolata alimentazione, del bere smodato e del fumo quali sicure cause delle malattie cardiovascolari, del cancro e del diabete, così anche un’attività sessuale precoce e priva di qualunque regola e limite, come nel caso della ragazzina inglese che ho citato all’inizio, può essere causa di malattie difficili da curare e di problemi psicologici ed umani troppo pesanti per le spalle degli adolescenti e delle loro famiglie. Problemi che, a posteriori, si cerca poi di risolvere con l’aborto, altro vulnus inferto a personalità ancora in formazione, e soprattutto uccisione di un essere umano innocente.

        Non è evidente che la libertà senza limiti, cui gli adolescenti anelano, accompagnata dal sonno della ragione, favorisca conseguenze abnormi generando mostri? Così si plaude alla distribuzione gratuita del profilattico, invece di investire denaro ed energie umane nell’educazione dei giovani a una sana affettività, salvo poi constatare amaramente i frutti perversi di questa malintesa libertà. Ma che cosa possono insegnare ai propri figli i genitori (e sono la maggioranza) che non vivono in prima persona quei principi? Noi cattolici dobbiamo scuoterci dalla nostra timidezza e gridare al mondo che è necessaria una vera metànoia per tutta la generazione adulta, se non vogliamo toccare con mano il fallimento umano e morale di questo XXI secolo e sperare che, con l’aiuto dello Spirito, nell’ambito legislativo prevalga alla fine il buon senso.



[1] Cfr Monica Mondo. Il caso / La lolita predatrice e il vecchio porco: questa storia riguarda anche noi. Il sussidiario.net 9.8.2013..

[2] Cfr. IL CORRIERE DELLA SERA, Dossier medicina, 29.9.2013.

[3] Cfr. L. Scaraffia e M. Pelaja, Due in una carne. Chiesa e sessualità nella storia, Editori Laterza 2008. Le due studiose osservano che, nell’organismo sociale congegnato dalla borghesia ottocentesca e vigente ancora per buona parte del ‘900, le prostitute svolgevano un ruolo essenziale e dovevano essere disponibili in abbondanza; non bisognava redimerle, ma mantenerle sane, pulite, registrate e chiuse in luoghi ben separati dai territori accessibili alle oneste spose e madri.

[4] Cfr. IL CORRIERE DELLA SERA, 3.9.2009.

[5] Invece, certa stampa, come Il Manifesto dell’11.9.2009 non vedeva niente di male in questo genere di “lavori”, perché anch’esso condivide l’etica sessuale manifestata dal giudice inglese .

[6] Molti ragazzi americani vanno a scuola indossando un braccialetto di gomma colorata che esprime il loro livello di prestazioni sessuali. Ad ogni colore corrisponde una preferenza sessuale. La moda sarebbe partita da un videogioco sul solito Internet. Cfr. CORRIERE DELLA Sera 16.9.2009.

[7] Cfr. CORRIERE DELLA SERA, 15.5.2008.

[8] Cfr. Giulia Galeotti, Sesso sicuro? Meglio l’amore vero, in NOI, GENITORI & FIGLI, AVVENIRE 26.7.2009.

[9] Cfr. Angelo Peluso, Le problematiche della sessualità adolescenziale: come e con chi parlarne, in www.romasette.it, 23.5.2008.

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5 commenti su “I GIOVANI E IL SESSO NEL XXI SECOLO. COME RIUSCIRE A INSTRADARE I NOSTRI FIGLI SUL GIUSTO SOLCO UMANO E CRISTIANO? – di Carla D’Agostino Ungaretti”

  1. Tutto vero e sacrosanto. Ma in quanti siamo a leggere e condividere questi pensieri? E come possiamo sperare in una buona e santa educazione dei giovani se i loro genitori o addirittura i loro nonni sono stati a loro volta corrotti dalle ideologie malefiche del secolo appena passato? L’unica arma resta la preghiera e, se possibile, qualche piccolo sacrificio per ottenere da Dio, con l’intercessione della Madonna Santissima, la conversione del mondo intero.

    1. Luisa Revelli

      E’ proprio così, praticamente solo la preghiera funziona, anche se noi cattolici, comunque, possiamo dire la nostra (saremo come minimo derisi se non perseguitati), ma forse aiuteremo qualcuno, che non condivide queste ideologie libertine malefiche, a resistere nei propri principi anche se in molti contesti è il solo a ragionare in un certo modo.
      Cordialità. Luisa

  2. Di una tragicità inaudita.
    Il sessantotto ha dato proprio il colpo di grazia. Dalla liberazione sessuale fino alla ormai prossimamente compiuta distruzione delle fondamenta antropologiche.
    Povera, poverissima Gran Bretagna e poveri noi tutti…
    Di fronte ad una situazione cosi’ quasi irrimediabilmente compromessa, qualsiasi “contro-campagna” o azione individuale o istituzionale sembrano totalmente inefficaci.
    Il solo rimedio puo’ ripartire dal cuore, dalla preghiera (e mi associo a chi ha già scritto). Solo l’Amore che si è fatto Uomo, salverà l’uomo da se stesso.

  3. Ma l’autrice sa che nelle scuole medie agli alunni di terza media viene impartita la cosiddetta “educazione sessuale” da cosiddetti “esperti” del consultorio, basata sul “adesso vi spieghiamo tutto, così poi potrete fare tutto quello che vi pare e, se avrete qualche “problema”, ve lo risolveremo noi senza che i genitori ne sappiano niente”?

  4. Caro Sig. Luca,

    mi creda. C’è ben di peggio di quello che lei ha appena detto. E si parte già dalla scuola materna (non entro nei particolari raccappriccianti). Progetti da “lager” per la rieducazione dei piccoli (secondo gli attuali trend omosessualisti) in futuri sessuomani. Non sto ancora parlando dell’Italia, ma di paesi europei ricchi e civilizzati, ma senza Dio.
    Ha presente l'”innocenza” dei fanciulli ? Cose d’altri (fortunati) tempi.

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