Grandezza di Pio XII – di Lino Di Stefano

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In un Convegno a Frosinone

di Lino Di Stefano

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zp12bmbSi è svolto qualche giorno fa, presso l’Istituto ‘Suore De Matthias’ di Frosinone, un rilevante Convegno dal titolo ‘Pio XII, pastore, teologo, canonista, statista, diplomatico’ con l’intervento ufficiale di don Fabrizio Turriziani Colonna, Avvocato rotale. Dopo l’apertura dei lavori da parte della Superiora sr. Assunta Spigno che ha posto l’accento sull’importanza dell’amore – specialmente in questo periodo natalizio – e sul valore  della solidarietà fra gli uomini, ha preso la parola la Prof.ssa Suor Rosa Goglia.

La quale dopo aver evidenziato, da una parte, la figura di uno dei massimi pontefici della Chiesa Romana e, dopo aver, altresì, rilevato, dall’altra, che il pensiero forte, come quello dei grandi pensatori Aristotele e S. Tommaso, rappresenta l’unico baluardo contro le seduzioni del pensiero debole e di consimili fallaci visioni del mondo, è intervenuta la Prof.ssa Maria Luisa Costantopoulos per il consueto angolo della poesia.

Questa volta, la docente ha ricordato la figura di Salvatore Quasimodo, premio Nobel 1959, il quale, dopo un’iniziale adesione ai modelli ermetici, si spostò, nell’immediato dopoguerra, su posizioni neorealistiche,  sentendosi partecipe dei dolori del mondo e in sintonia col miracolo dell’universo, riscoprendo, inoltre, i miti dell’infanzia della sua Sicilia. Gli uomini, per il poeta italiano, sono solo dei fossili, ma attorno ad essi c’è sempre qualche filo d’erba – ha proseguito la relatrice – tant’è vero che la bellezza del creato garantisce loro che la vita non finisce su questa terra.

A questo punto, è spettato a don Fabrizio Turriziani Colonna relazionare sul pensiero, le opere e le azioni di Eugenio Pacelli (1876-1958), universalmente riconosciuto come uno dei papi più insigni della Chiesa di Roma ed uno dei personaggi più illustri della cattolicità. Personalità complessa, così ha esordito il relatore, il pontefice romano – compiuti gli studi presso l’Università Gregoriana e presso l’Ateneo S. Apollinare conseguendo la laurea in teologia e ‘utroque iure’ – percorse tutti gradini del ‘cursus honorum’.

Educato al culto dei grandi pontefici, fu nunzio apostolico a Berlino e, in seguito, Segretario di Stato e collaboratore di Pio XI, specialmente durante la prima guerra mondiale; nel 1917 fu inviato nunzio apostolico nella Baviera cattolica mentre tutti gli altri stati tedeschi si trovavano sottomessi al ‘kaiser’ Guglielmo II il quale, nonostante tutto, lo stimava molto. Nunzio apostolico a Berlino nel 1920, assolse diversi incarichi instaurando concordati con la Baviera, la Prussia e il Baden.

Durante il primo conflitto mondiale, il futuro pontefice si batté con energia per la pace – invitando i contendenti a restituire i territori – e si impegnò con determinazione in favore dei rifugiati; nell’occasione, un soldato francese, vedendolo, ebbe a dire profeticamente: “E’ così autorevole che diventerà papa”.

Eugenio Pacelli cercò pure di staccare la Baviera dagli altri stati non cattolici tedeschi, ma il Cardinale Gasparri gli intimò di non interferire in politica. Quegli favorì, comunque, l’apertura di nuove nunziature cercando anche di salvare in Russia il cattolicesimo perseguitato dal comunismo; ideologia condannata da Pio XI con l’Enciclica ‘Divini Redemptoris’, il 19 marzo 1937.

Nominato cardinale nel 1929 e papa dieci anni dopo, col nome di Pio XII, egli prese subito posizione contro la guerra sia con l’Enciclica ‘Summi Pontificatus’, sia con altre iniziative incontrando, prima, al Quirinale il Re Vittorio Emanuele III, e redigendo, in seguito, una lettera autografa a Benito Mussolini sempre al fine di scongiurare il conflitto.

Il 24 dicembre 1939, con un radio-messaggio, si rivolse al mondo intero invitando le nazioni belligeranti a trovare un ‘modus vivendi’ e ad interrompere le ostilità; cinque anni dopo – esattamente il 5 giugno 1944 – una grande folla, a San Pietro, lo acclamò ‘Defensor Civitatis’ mentre proseguiva la sua opera in difesa degli Ebrei perseguitati dai nazisti e da Hitler, definito “un invasato”. Al riguardo, ben 3.700 di essi  furono salvati  ricevendo ospitalità nelle Chiese e nei rimanenti Palazzi Vaticani.

Terminata la guerra, il Papa si batté per la democrazia – forma, migliore, secondo lui, di governo – e sostenne la D.C. in alternativa al Partito Comunista da lui duramente scomunicato; Pio XII non si limitò soltanto alle citate iniziative, ma proclamò anche San Benedetto patrono d’Italia e decretò parimenti il dogma dell’assunzione della Vergine Maria in cielo.

Sensibile alle questioni sociali,  il Pontefice confermò non solo le posizioni dottrinali dei suoi predecessori – diritto al lavoro e rispetto della proprietà privata – ma si preoccupò anche delle questioni etiche, segnatamente quelle del matrimonio e della famiglia, rivolgendo ancora l’attenzione all’avvio degli scavi, in Vaticano, per la localizzazione del sepolcro di Pietro, e redigendo altri importanti Encicliche preparatorie del Concilio Vaticano II.

Caduto malato, il Vicario di Cristo, nel 1956, affermò: “Morirò presto” e, due anni dopo, dopo una lenta agonia, esattamente il 9 ottobre, a Castelgandolfo, tornò alla casa del Padre. Personalità poliedrica – ha concluso il relatore – Papa Pacelli guidò, con mano ferma, la Chiesa in uno dei periodi più difficili della sua storia viste le atrocità della seconda guerra mondiale e le spietate persecuzioni contro il popolo ebraico.

L’angolo musicale – l’esecuzione, da parte del tenore Fabio Carrieri, accompagnato al pianoforte dalla Prof.ssa Viviana D’Ambrogio, dei brani ‘Panis Angelicus’ di San Tommaso e ‘Ave Maria’ di Gounod – e la celebrazione della Santa Messa hanno concluso l’interessante manifestazione culturale seguita da un attento e competente uditorio.

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4 commenti su “Grandezza di Pio XII – di Lino Di Stefano”

  1. Che Dio l’abbia in gloria. Sto riscoprendo tardivamente questo grande Papa, districandomi fra il tanto (troppo) materiale “storico” denigratorio e pregiudiziale. Spero che presto si concluda il processo di Beatificazione.

  2. Non Metuens Verbum

    Quando venne di moda lo slogan “GPII Santo subito”, io dicevo : Santo quasi subito, una settimana dopo Pio XII”, ahimé non è successo, ma solo perché Pio XII è odiato dello stesso odio che assale Gesù Cristo e che Egli profetizzò ai suoi amici. Cercatevi l’articolo di Blondet “I veri nemici di Pio XII”, per capire in quale verminaio pascolano non soltanto comunistoidi e sionisti, ma soprattutto ecclesiastici modernisti-massoni.

    Suor Rosa Goglia è stata la più stretta collaboratrice di padre Cornelio Fabro, e avendo dimestichezza colla grandezza del pensiero tomista in cui si esprime il genio del cristianesimo, non può non ammirare il gigante del magistero di verità, Pio XII.

  3. Pio XII fu un grandissimo Papa, coraggioso ed abile, ottenendo il rispetto anche dei “nemici”. Ricordo che i suoi discorsi, in piena seconda guerra mondiale, venivano ascoltati da tutti con trepidazione, sapendo che contenevano almeno una parte della verità che il regime ci nascondeva. La sua era l’unica voce di dissenso che si poteva ascoltare senza correre il rischio di venir denunciati per antifascismo. Era l’unica speranza in un mondo che andava in rovina. Non si può dire che oggi i vertici della Chiesa abbiano almeno una piccola parte del suo coraggio. Il Vaticano predica l’accoglienza ma non dice chi ha costretto alla fuga la massa dei veri o presunti perseguitati.

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