I diritti di Dio – di Giovanni Lugaresi

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di Giovanni Lugaresi

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In un mondo nel quale tutti parlano di diritti… per tutti, al punto da arrivare a una saturazione, a una sconfinata pretesa, tali far assurgere a diritti pure i desideri, le aspirazioni, i propri comodacci individuali, si è perso il concetto di doveri, e non è che questo riguardi soltanto i laici, laicisti e compagnie varie, i quali dovrebbero peraltro ricordare il verbo mazziniano che proclamava prima i doveri, poi i diritti – e non c‘era da dargli torto, ovviamente! No, questo riguarda anche (soprattutto, diremmo) noi cattolici, che per andare dietro a quel mondo edonista, fasullo, mutevole a seconda delle mode, ci siamo dimenticati, proclamando i nostri, dei “diritti di Dio”!!!

Abbiamo soltanto pretese, in questo certo favoriti da pastori che hanno dimenticato (o finto di dimenticare) il Decalogo, le opere di misericordia corporali e spirituali, i precetti della Chiesa, il Catechismo della Chiesa Cattolica, con derive da “catechismo olandese”, che sembrava ormai fuori gioco, per così dire…

Già, i “diritti di Dio”! Che dovrebbero incominciare nelle chiese, con sacerdoti e fedeli presenti intanto con indumenti acconci, con un atteggiamento di devozione, anzi, di adorazione: concetto, questo, che pare sia scomparso o comunque poco creduto perché, poi, poco seguito, praticato.

A questo punto, sia concesso un ricordo personale. Mosca, settembre 2013, visita alla cattedrale ortodossa ricca di icone, di candele, con pope in… divisa, sì indossavano una lunga veste nera. E’ un momento qualsiasi di una mattinata qualsiasi, ed entra gente: uomini, donne, anziani, bambini, giovani e giovanissimi.

All’ingresso un compunto segno di croce, poi in ginocchio e non pochi a baciare il pavimento, quindi, in assoluto silenzio, in preghiera davanti a una icona, magari accendendo una candela…

Un comportamento generalizzato. Da noi? Succede l’incontrario…

Chiuso l’inciso, torniamo all’Italia. La messa, vetus ordo, s’intende, perché la cosiddetta “liberalizzazione” da parte di Benedetto XVI, è stata osteggiata in tutti i modi, in primis dai vescovi, i quali permettendo tutte le vergognose alterazioni del novus ordo, dimostrandosi di fatto complici dello snaturamento del rito, per quello antico si sono adoperati per sabotarlo.

Ora, è inutile blaterare che una volta il popolo non capiva, mentre adesso capisce, quindi bando al latino, si celebri nelle lingue volgari, come se un mistero come quello della messa, della transustanziazione, fosse spiegabile, comprensibile perché espresso in italiano in Italia, in francese in Francia, in spagnolo in Spagna e nelle ex colonie, e via elencando.

A parte il fatto che esistevano fin dal 1925 (parliamo per esperienza paterna personale), messalini in latino con italiano a fronte, i mutamenti apportati alla messa nella versione delle lingue nazionali sono tali e tanti da (spesso) non capirci niente. Novus ordo, con canti (li raccomandiamo!) a non finire, sì che non è concesso nemmeno alla Comunione trovare quel silenzio per il raccoglimento di cui si è persa la dimensione, il concetto, il valore.

E poi (ecco violentati diritti di Dio), l’adorazione limitata al solo momento della Consacrazione, perché un dato di fatto è che in ginocchio si sta sempre meno e sempre più invece in piedi e seduti. A incominciare dai preti, i quali evidentemente fanno troppa fatica nella celebrazione della messa, soprattutto se hanno tenuto una omelia eccessivamente lunga e magari qualche fervorino (previsto dal novus ordo?) anche durante il rito.

Non si sono preoccupati, i nuovi preti, di spostare i tabernacoli (il Santissimo Sacramento dell’altare, si diceva un tempo, nel quale il Signore è presente in corpo, sangue, anima e divinità), di far inginocchiare i fedeli nel ricevere l’Eucaristia (non risulta lo abbia stabilito il Concilio!!!), di negare la santa particola a ragazzotte che vanno a riceverla in braghette come andassero in spiaggia… In compenso hanno adottato scranni, tronetti, posti davanti al vecchio altare, voltandogli quindi le spalle, perché al popolo non si possono voltare – ma a Dio, sì!?

E questa sarebbe la Chiesa cattolica che guarda trionfante (il nuovo trionfalismo fasullo!) a un futuro in cui tutte le religioni vanno bene, tutte sono salvifiche, eccetera eccetera, come sentiamo proclamare anche da pulpiti-cattedre autorevoli!?

Siamo già sulla strada di una messa volta più all’incontro della comunità invitata alla “mensa del Signore”, e non a partecipare, meditare sul “rinnovamento del sacrificio della Croce”. E siamo quindi in clima luterano. Per cui maliziosamente ci viene un pensiero-interrogativo: come sarebbe accolto oggi un John Henry Newman che volesse abbracciare il Credo cattolico apostolico romano, abbandonando l’Anglicanesimo? Forse gli si direbbe: ma dovevi restartene dove eri…

Ci consola, in tanto bailamme (che non è il titolo di una bellissima raccolta di prediche del compianto don Giuseppe De Luca) un’espressione del cardinale Burke: “La Messa non è un evento sociale fra il sacerdote e i parrocchiani o i parrocchiani fra di loro…” con quel che segue.

Già: non è un “evento sociale”, è qualcosa di diverso, di più nobile, di più alto, per la salvezza delle nostre anime, dono di un Dio uno e trino che dovrebbe venire prima di tutto e di tutti, se siamo cattolici.

Ma i preti lo sanno? E se lo sanno, lo fanno capire al popolo che va in chiesa?

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15 commenti su “I diritti di Dio – di Giovanni Lugaresi”

  1. “I diritti di Dio” è il titolo di un saggio di Daniele Nigro edito da Sugarco.
    Un testo interessante e puntuale ma purtroppo fuori tempo, come questo e tanti altri validi scritti.

    Ormai l’urgenza è quella di cacciare l’impostore eretico sudamericano dalla Prima Sede.

    Il resto è tutto secondario.

  2. quella in mostra attualmente da Roma non è la Chiesa, e i suoi preti non sono i preti della Chiesa. Meraviglia che non riconoscano i diritti di Dio, loro che fanno passare come opera di Dio la contaffazione della stessa, facendosi burla di Dio stesso – che riducono a una pura entità simbolica, quando anche questa non scartano, come ormai sorpssata per una mente evoluta??

  3. Non si sa se i preti lo sanno, con quei cattivi maestri che incontrano nei seminari al tempo della loro formazione; i giovani preti, dico, perché gli altri che dovrebbero saperlo, fanno come se non lo sapessero, ché l’ammodernamento richiede questo, un continuo e progressivo aggiornamento, tanto che di anno in anno e di papa in papa (con eccezione di uno prontamente tolto di mezzo), ci si allontana sempre più non solo dai riti, dalle preghiere, dalla liturgia di una volta, ma dalla sana dottrina di una volta. Se si chiede a un ragazzo che ha già fatto Prima Comunione e Cresima cosa significhi ad esempio un suffragio, è sicuro che rimanga imbambolato; non lo sa perché al catechismo non gliel’ hanno detto e non sa niente di precetti, di opere di misericordia, di peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio e tante e tante altre cose. Più che altro gli hanno inculcato che la messa è momento di festa e di gioia e perciò bisogna sfiatarsi e sgolarsi a cantare le peggiori canzonette, che bisogna tapparsi le orecchie per fare un minuto di adorazione e ringraziamento a quel Signore di tutte le cose, padrone dell’ universo intero.

  4. Sentite questa. Qualche domenica fa, non potendo andare al Vetus Ordo, sono andato al Novus Ordo in un convento di Cappuccini. Il Vangelo era Mt 13,44-50. Con la scusa di leggerne la “forma breve” (??) hanno omesso 47-50. Alle mie successive rimostranze, il celebrante ha risposto che la gente deve pensare che Dio è un Padre buono e non un giudice. Quindi Dio avrebbe rinunciato al diritto di giudicare. A quanto pare, secondo questi confratelli di Padre Pio, le nostre preoccupazioni sono fuori luogo… Roba da matti.

    1. La gente deve sapere chi è Dio e non pensare al falso dio di questo empio cappuccino confuso.

      Sono bravissimi a dire che non dobbiamo giudicare, ma se è vero che non possiamo giudicare perchè solo di Dio è il giudizio è ancora più vero che non possiamo certo perdonare al posto di Dio, perchè solo Suo è appunto il giudizio… o questo empio cappuccino pretende di essere più biuono di Dio?

      O ci si pente dei propri peccati o si finisce dove è pianto e stridor di denti, checchè ne dica qualunque falso frate travestito.

      1. Aggiungo che omettere parti del Vangelo o deformarne delle parti è una violazione liturgica grave che ovviamente dovrebbe essere sanzionata dal Vescovo, all’uopo infomato da chiunque ne venga a conoscenza. Comprendo pure che segnalare ai vescovi di oggi cose del genere serve solo a farsi prendere in giro.

        Io da tempo quando non posso andare alla vera Messa e sono costretto al “momento di spiritualità” inaugurato dal cosiddetto novus ordo, resto sul sagrato fuori dalla chiesa ed ottempero al precetto pregando il rosario all’esterno anche se piove, così almeno non debbo assistere a scandali o buffonate di sorta.

        La misura è colma da tempo e questi falsi pastori non sono altro che degli impostori, con a capo il guitto della pampa.

    2. sarebbe come dire, che siccome non trovo acqua da bere, mi accomodo a bere il primo liquame che mi viene a tiro…E siccome non trovo sacerdoti della Chiesa, mi adatto a prendere calci nei denti dal primo che alla prima apparenza mi pare un prete, o che ha la faccia di proclamarsi tale… Ed è così che l’inganno s’impone, se già mi hanno fatto credere che una messa vale l’altra… Come è successo per gli altri assembramenti di protestanti, nella fase del loro passaggio dalla fede cattolica a quella nuova….

      1. Io direi invece che la questione e’ differente: se non trovo vino da bere mi contento di acqua di pozzo pur di non morire di sete, e siccome non voglio prendere nessuno a calci in faccia tantomeno Nostro Signore gia abbastanza oltraggiato, prego meglio che posso di fronte a quelle chiese dove pure abito’ seppur non piu, il Santissimo Sacramento. Di cio che fanno gli eretici modernisti che hanno occupato la chiesa istituzione, poco mi interessa.

        Resta urgente pero la cacciata dell’anticristo dal Vaticano.

        1. ma è appurato che il liquame a cui si adattano troppi cattolici è tossico, o, per stare alla tua immagine , Matteo, è acqua di pozzo avvelenato…da chi e come, dovremmo saperlo ormai… A salvarci, per non morire di sete, è necessaria la fede e la preghiera, non il tradimento di ambedue in una liturgia blasfema! E il Battesimo, ovviamente, del quale Dio non ha riservato l’esclusiva ai preti…

    3. Marina Alberghini

      Ovviamente se è solo buono uno può fare quello che gli pare!E invece esisteva il Timor di Dio e serviva, eccome se serviva…

  5. Ogni volta che sono costretta da circostanze ad andare a una Novus ordo, offro al Signore tutta la mia pena. Ed è tanta! Una volta, quando ancora “non sapevo”, mi sentivo in colpa pensando di essere io arida, perché quando uscivo da messa (almeno da quelle tipicamente parrocchiali) eropiupiu triste di quando ero entrata. Ora capisco il perché. Non un attimo di intimità col Signore, gesti inutili, vuoti, canti che rasentano il demenziale. E i nostri giovani hanno torto a dire: ma che ci vado a fare! Certo, se togli Dio dalla Messa, ha più motivo d’essere? I giovani saranno anche superficiali a causa dell’eredità ricevuta, ma scemi non sono!

  6. Avete ragione. Da quell’episodio non ho più mancato il Vetus Ordo né più lo farò. Rileggendo il bellissimo articolo mi viene in mente che raramente, negli ultimi tempi, ho visto un celebrante Novus Ordo inginocchiarsi alla consacrazione. Neppure preti notoriamente sportivi e privi di acciacchi che potrebbero giustificarne l’atteggiamento. Ma la cosa che più colpisce è la”sufficienza” che spesso ho riscontrato nell’atto dell’elevazione dell’Eucarestia. Come stessero pensando “Vabbè, s’ha da fare…”. C’è da chiedersi se credano ancora nella presenza reale di Nostro Signore oppure no, nel qual caso non so neppure se i sacramento che amministrano siano validi.

    1. Chi non vuole consacrare non consacra e chi non crede neppure di poter consacrare come puo volere rettamente cio che ritiene solo
      fantasia?

      Checche ne dicano i vari cerchiobottisti clericali se un prete non crede di poter consacrare, non consacra, puo salvarsi la condizione del prete che dubita, ma se non crede veramente, allora non consacra.

  7. Marina Alberghini

    Quei canti ve li raccomando!Sono sempre più simili a quelli degli americani,dove tutti ballonzolano come in preda a un raptus, con musica negra!Con urla inumane, sembra di stare in rito africano!Altrimenti sono da subnormali, asilo infantile.Lessi un libro stupendo, di Jung, che raccomando a tutti:Il simbolismo della Messa ed.Bollati Boringhieri.Segue la Messa punto per punto ed è qualcosa di straordinario, ogni gesto, colore, ha un significato trascendente e chi ha “inventato” la Messa e saranno stati più di uno era uno scienziato, psicologo,antropologo, filosofo oltre che credente.Se la gente seguisse la Messa nei suoi significati profondi, uscirebbe da se stessa, altro che il chiacchiericcio che si sente assieme agli sbadigli!

  8. Ottima analisi! Io ho smesso da tempo di andare alla Messa N.O, che per quanto valida (perchè ha i verba consecratoria) e legittima (non per se stessa, ma per autorizzazione della S. Sede), non è cattolica e offende Dio.

    Una piccola nota: ho tracce certe di messalini con traduzione già nella prima metà dell’Ottocento

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