Scriptorium – Recensioni – rubrica del sabato di Cristina Siccardi

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Recensioni  –  rubrica del sabato di Cristina Siccardi

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Non abbiamo abbastanza paura. Noi e l’islam – di Vittorio Feltri Il nuovo libro del fondatore di «Libero» e editorialista de «Il Giornale» affronta il grande incubo dell’Isis e le posizioni dell’Europa rispetto a un’avanzata, inarrestabile se L’Europa stessa, lasciata completamente sola dall’America che volontariamente sta a guardare,  non si sveglia dalla sua crassa ignoranza e continua, affermiamo noi, a trastullarsi nel suo ateismo, nella sua apostasia, nella sua mollezza, nelle sue depravazioni.

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zzzzlbrfltrNel mese di maggio, quindi prima che accadessero i massacri islamici nel secondo venerdì del Ramadan (Sousse – Tunisia; Saint-Quentin-Fallavier, a 30 km da Lione – Francia; Kuwait City; Somalia; Koban presso il confine tra Siria e Turchia), è uscito in libreria un testo di Vittorio Feltri dal titolo Non abbiamo abbastanza paura. Noi e l’islam, edito da Mondadori. Benché il laicista autore abbia idee lontane dal cristianesimo, egli ha voluto seguire le orme dell’altrettanto laicista Oriana Fallaci, la quale si espresse chiaramente, dopo il nero settembre di New York del 2001, sui temi dell’Islam e sul pericolo dei seguaci del Corano. Oggi Vittorio Feltri riprende quel filo, anche in virtù dell’amicizia che lo legava alla scrittrice fiorentina. Feltri stesso ha raccontato alla testata di «Libero» il 23 aprile 2015 che Oriana Fallaci «si divertiva a questionare, qualsiasi spunto era motivo di piccoli scontri, cui seguivano immancabili rappacificazioni, talvolta precedute da scambi di lettere piccate. (…) I suoi giudizi erano folgoranti. Le sue critiche ai politici italiani, feroci. Le sue previsioni nazionali e internazionali, pessimistiche. Con me si sfogava».

La Fallaci compose una trilogia per spiegare errori, orrori e pericoli dell’Islam: La Rabbia e l’Orgoglio; La Forza della Ragione; Oriana Fallaci intervista se stessa-L’Apocalisse ed è proprio da quei pamphlet ardenti che prende le mosse il nuovo libro di Vittorio Feltri, il quale afferma: «le primavere arabe sfioriscono e quel che rimane è l’odio contro l’Occidente e la civiltà europea, fomentato sempre più da cani sciolti allevati in seno alla stessa civile e tollerante Europa». E aggiunge: «La tolleranza non può più essere l’unica risposta. All’indomani dell’11 settembre Oriana Fallaci ne La Rabbia e l’Orgoglio profetizzava uno scontro di civiltà. Quello scontro non c’è ancora stato ma è indubbio che i valori dell’Occidente sono sotto scacco; i dodici dell’Hebdo sono il simbolo di un’Europa colpita al cuore. Se non ci schieriamo oggi con loro, se fingiamo che sia opera solo di pazzi scatenati, che l’ideologia non c’entri, che la religione non c’entri, dovremo solo aspettare di sapere chi sarà il prossimo. Perché ci sarà un prossimo». Sono già arrivati i prossimi e non facevano parte del mondo del giornale profanatorio e dissacratorio francese delle religioni, compreso il Cristianesimo.

La conclusione di Feltri è in linea con il Fallaci-pensiero: «È ora di prendere una posizione che denunci la mollezza delle politiche europee, che si schieri contro la solitudine in cui è lasciata l’Italia di fronte alle migliaia di migranti che sbarcano sulle sue coste».

Il nuovo libro del fondatore di «Libero» e editorialista de «Il Giornale» affronta perciò il grande incubo dell’Isis e le posizioni dell’Europa rispetto a un’avanzata inarrestabile se L’Europa, lasciata completamente sola dall’America che volontariamente sta a guardare,  non si sveglia dalla sua crassa ignoranza e continua, affermiamo noi, a trastullarsi nel suo ateismo, nella sua apostasia, nella sua mollezza, nelle sue depravazioni.

Fallaci e Feltri sostengono la necessità di una reazione decisa dei Paesi europei rispetto all’integralismo islamico. La paura dovrebbe diventare, per il secondo autore, la madre del coraggio, il coraggio di riconoscere un nemico in tutta la sua pericolosità e, quindi, affrontarlo. Oggi il nemico è quella parte del mondo musulmano che, con nomi diversi (al-Qaeda, Isis, Stato islamico, Califfato), si è organizzato militarmente e statualmente per conquistare l’Occidente. Lo stillicidio degli attentati non sono altro che inanellate dichiarazioni di guerra.

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12 commenti su “Scriptorium – Recensioni – rubrica del sabato di Cristina Siccardi”

  1. Feltri (di impostazione massoniica) e la Fallaci (idem) non dicono che l’odio islamico è da sempre irrazionale, e perciiò sanguinoso, ma dilettantistico.
    L’odio “professionale” è quello del Satanismo istituzionalizzato.

    Per spiegarmi: gli Illuministi francesi flirtavano intellettualmente con l’Islam (sula scia della secolare politica filo-turca del Re di Francia), ma poi attuarono un’esplosione satanica che gl’Islamici non avrebbero mai concepito.
    Sulla facciata di Maria Ausiliatrice a Torino -ripeto- sono ritratte la vittoria di Lepanto e la liberazione del Papa dalla prigionia napoleonica (a Savona): la miracolosa salvezza dai Turchi e quella dai “Nuovii Turchi”: i Massoni

    1. Non si può non condividere quanto affermato dal Sig. Raffaele. Il “massonismo” di Feltri affiora nel passaggio in cui definisce “i dodici dell’Hebdo … il simbolo dell’Europa colpita al cuore”. Sta qui secondo me la debolezza dell’analisi laicista. I primi a colpire, a demolire l’Europa sono quelli che, come i dodici dell’Hebdo (R.I.P.) e i tanti corifei del laicismo, non riconoscendo le radici cristiane dell’Occidente, ne abbattono i veri valori fondativi, quelli definiti non negoziabili e di cui, oggi, nemmeno il VdR fa menzione (altra emergenza). Chiederei a Feltri cosa pensa dei disegni e progetti di legge, pronti in Parlamento, futuri strumenti di distruzione del diritto naturale. Trovociti inutile per i frequentatori di questo sito un testo come quello di Feltri. L’ho avuto in mano ma non ritenuto utile acquistarlo perché nulla può aggiungere a quanto già sappiamo. Con tutto il rispetto che porto e l’ammirazione per la curatrice di questa rubrica, mi permetto di affermare che questa poteva impiegare la Sua perizia in modo migliore.

      1. La ringrazio, signor Lamoriciere.
        Colgo l’occasione per sottolineare che i “valori fondativi” della Cattolicità (estremamente pericolosa la parola “Occidente”, specie dopo la fondazione della massonica NATO e l’attuale uso ultra-massonico della stessa, per costringere l’Europa a combattere la Russia e a favorire l’affermazione dell’Islam nei Balcani) sono sostanzialmente quelli del Realismo romano (già della Roma antica) e di Cristo. Cioè: Cristo si muoveva e parlava come “un Uomo autorevole”, e non come gli scribi (Mc 1, 22). “Superava” l’assetto mentale e religioso dell’Ebraismo non fondando una nuova setta religiosa, ma andando verso la “normalità” dell’esistenza umana e dei suoi drammi – con un’Autorità che nessuno aveva né poteva costruire.
        Fu infatti rispettato e spesso venerato dai Romani presenti in quel tempo in Palestina.

        Il suggello della implatatio Ecclesiae in Roma fu poi il Martirio dei santi Pietro e Paolo, che celebriamo oggi

  2. Non so se Vittorio Feltri, come scrive Raffaele nel commento che mi ha preceduto, sia di impostazione massonica, è comunque evidente che il suo pedigree culturale e professionale è distante anni luce dal cattolicesimo e dal Magistero di Santa Romana Chiesa. Certo, probabilmente non abbiamo abbastanza paura, ma sono certo che più della paura ci manca la consapevolezza della nostra cultura, identità, fede, che seppur universale, già dall’etimo, ha come alveo, come ombelico Roma e l’Europa. Mi viene sempre in mente un parallelismo, forse un tantino forzato, ma che serve da esempio: Carlomagno e Adolf Hitler. Due poli, due estremi. Il primo un vero e proprio padre dell’Europa, che seppe dare un’anima al continente e lo forgiò nella fede. Il secondo anche tentò di costruire una nuova Europa, dopo aver abbandonato il il pangermanesimo, ma immune dalla fede e dal cattolicesimo, forgiando la religione del sangue. Perché dico questo? Senza Cristo non si va da nessuna parte e ogni tentativo è vano.

  3. Vivo e lavoro da 6 anni in un paese mussulmano ad oltranza.
    Condivido il contenuto dell’articolo e mi schiero a favore. Purtroppo il nostro Cristianesimo ormai e’ debole e purulento a contatto con una mentalita’ propagata dai media sempre piu’ povera di contenuti forti e marcata da un edonismo esasperato e vuoto.
    Solo vorrei aggiungere che anche il mondo mussulmano e’ in pieno fermento e i giovani a malapena tollerano questi regimi che fanno della religione lo strumento di potere e controllo delle masse.
    A parte quindi la frangia estrema violenta e ignorante, tutto i resto e’ in piena evoluzione verso modelli nuovi e piu’ evoluti

  4. Normanno Malaguti

    Convengo, in tutto, o quasi, diciamo per dare l’idea al 998X1000. con l’ottima Cristina Siccardi.
    Parlo subito di quel 2X1.000, che non mi convince:
    1° 1X1.000. col passare del tempo, anno dopo anno, credo sempre meno all’-autonoma- azione di un gruppo islamico circa la tragedia dell’11 settembre.
    2° 1X1.000 ciò che avvenne nel 1783 sotto le mura di Vienna, rivela una satanica voltontà di distruggere fino all’ultima vestigia cristiana. fu elaborata e studiata per anni. Sì c’era la volonta dell’espansionismo del Gran Sultalno, ma la crica fu sempre la stessa. Il fanatismo islamico.
    Sul Carlino di oggi un artcolo, a firma A. Faruggia letteramente comico: “Vogliono colpire la …
    Tutto il resto assolutemtne condivisibile. Ma qui cé il fatto demenziale che all’Europa Giacobina, sta a cuore soprattuto.di distruggere la sua salvezza: La Chiesa Cattolica. Pur di riuscire nel suo intento, é pronta a chiudere un occhio sul, veramente satanico, incombente pericolo islamico.

    1. Per precisare, caro signor Normanno:
      1- il grande assedio di Vienna è del 1683 – una svista
      2- la carica originaria dell’Islam, nato in ambiente cristiano-marginale/ giudaico con spirito antiincarnazionista e perciò simil-ariano, è antiCRISTIANA. Si lanciarono subito all’assalto della Cristianità: Africa Settentrionale ed Europa tramite Gibilterra. Con i mezzi di allora !
      Lascia veramente senza fiato il fatto che il grande scontro di Poitiers sia datato 732: UN secolo dopo Maometto.
      3- la carica originaria -sempre in piena azione, anch’essa- della Massoneria e della Révolution è invece antiCRISTICA. Per questo dico che è un odio “professionistico” (come è evidente dagli effetti pratici).

      In altre parole: al Musulmano interessa razziare i beni materiali creati dal Cristiano, vederlo tremare davanti alla scimitarra, piantare la tenda accanto alle rovine della sua casa; al Massone interessa costruire una pseudo-Chiesa: la Città dell’Uomo, che dice a Dio “Vedi che non ci servi?”

  5. L’ autodistruzione “voluta” del Cristianesimo in Europa e nel mondo significa,
    almeno per me, spalancare la porta dando il benvenuto all’Islam.
    Il Corano scrive chiaramente che i nemici di Allah e di Maometto, da distruggere
    con qualsiasi mezzo, sono i Cristiani.
    E la storia comprova questa follia.
    Almeno noi che CREDIAMO, affidiamoci a LUI!!!!!

  6. Io penso invece che abbiamo troppa paura !……Mi spiego: chi ha più il coraggio di prendere una posizione seria e netta in Occidente per motivi ideali? Chi ha ancora “gli attributi” per dire:” ok! volete la guerra? E guerra sia! Prendiamo il coraggio a due mani (se ce n’è ancora) e avviamo iniziative concrete, sul terreno, per contrastare l’avanzata di questa cancrena”. Quale politico europeo ha il coraggio di inviare proprie truppe in Libia piuttosto che in Siria per contrastare l’avanzata dell’Isis, sfidando l’impopolarità presso i propri elettori alla prima vittima? Francamente non vedo vie di uscita con le nostre molli ideologie da questa situazione. Tutti speriamo che tocchi sempre solo agli altri!

  7. A Feltri il merito dell’esortazione controcorrente ad “avere più paura”, s’intende, ovviamente, nella giusta accezione di percezione realistica del terribile pericolo che incombe su di noi e della necessità di fare concretamente tutto quanto è possibile per proteggerci, non certo nel significato di un panico isterico che non potrebbe portare a nulla di costruttivo. E’ una “paura” che richiede in realtà molto coraggio, in aperto contrasto con la banalità di tante belle frasi fatte del tipo “se viviamo nella paura hanno già vinto loro”, molto più politically correct, facili da pronunciarsi e adatte a giustificare comportamenti sostanzialmente inerti di fronte all’emergenza.
    Tommaso Pellegrino – Torino
    http://www.tommasopellegrino.blogspot.com

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