Il merito degli alberi e delle rocce  –  di Corrado Gnerre

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A Benevento un custode della Villa Comunale ha allontanato due giovani omosessuali che si baciavano su una panchina. L’uomo ha fatto, giustamente, presente che in quel luogo vi erano dei bambini. I due omosessuali hanno denunciato il fatto come gesto omofobo. Finanche l’Amministrazione Comunale, il cui sindaco è un ex-democristiano, ha preso le distanze dal custode addirittura minacciando un’indagine a riguardo. Il professor Corrado Gnerre, beneventano, così ha scritto ai media locali:

 .

zzFoto Villa_Comunale di BeneventoUn  grande scrittore inglese, Gilbert Keith Chesterton, che non aveva peli sulla lingua ma soprattutto possedeva un tale buon senso da esser capace di prevedere il futuro leggendo intelligentemente i segni dei tempi, disse nei lontani anni ’30 del secolo scorso: “Verranno giorni in cui si sarà costretti ad impugnare le spade per dimostrare che d’estate le foglie sono verdiC’ha preso!

Una cosa però Chesterton non aveva previsto (se poi l’ha fatto chiedo scusa ai chesternoniani contemporanei) e cioè che accanto al sovvertimento totale del buon senso, accanto alla pretesa di far passare come normale ciò che non lo è, accanto alla pretesa di trasformare il corretto pensare in un pensare criminale, ci potesse essere anche il trionfo della vergognosa ipocrisia, condita con la paura di tacere e di lasciare che tanti, troppi, credano che … d’estate le foglie non sono verdi.

Guarda caso di foglie dobbiamo parlare, anzi di alberi, anzi di aiuole, anzi di panchine e di ville comunali. Io non so come siano andate effettivamente le cose, o meglio: come sia andata la cosa che si legge sui giornali locali. Mi limito a leggere e a considerare. Un custode interviene perché due giovani, entrambi maschi, si scambiano in pubblico effusioni amorose.  Protesta perché certe cose non si possono fare in pubblico, perché ci sono dei bambini presenti. Con ogni probabilità (non lo so, immagino) il suo  intervento è stato determinato dalla protesta di qualche mamma, di qualche nonna, di qualcuno.. che – guarda caso – adesso sta silenzio. Apriti Cielo!

Dov’è il male? Io non ho paura di chiederlo e faccio appello alla maggioranza silenziosa di questa città che la pensa in un certo modo, che sa che d’estate le foglie sono verdi, ma che ha paura di parlare. Lo ripeto: dov’è il male in ciò che ha fatto il custode?

Qui non si tratta di rispettare tutte le persone (dovere), qui non si tratta di non  sindacare i comportamenti privati, qui si tratta di un atto pubblico che sarebbe già di per sé intollerabile tra un uomo e una donna (perché, appunto, si è in un luogo pubblico) a maggior ragione (e ribadisco: a maggior ragione) tra due persone dello stesso sesso. Lo so che è questo il punto nodale, lo so che sarei perseguibile dalla Legge Scalfarotto (che ancora non è stata approvata) e che è Legge degna del più tirannico totalitarismo, perché in nome della tolleranza impone la più impietosa intolleranza: se non segui il mio modo di pensare, se non accetti il mio modo di vedere la vita … non sei degno di manifestare le tue idee.

Faccio appello a tanti, troppi, che non hanno il coraggio di parlare e di intervenire. Finanche l’Amministrazione Comunale si è mossa. Il Sindaco, che pur  proviene da certi ambienti di scudi crociati (ma forse è proprio questo il problema), cresciuto tra le fila dei discepoli di Mastella (che pur ebbe il merito in occasione dei “Dico” – e chi li ricorda più – di far cadere il governo Prodi), da buon democratico e catto-pragmatico (perché non esistono più i catto-comunisti ma i catto-pragmatici, non lo sapevate?) interviene con la sua Amministrazione facendo capire che simili episodi di omofobia non devono più accadere. Salvo poi, forse, a pensarla diversamente nell’intimo della propria coscienza.

Ebbene, qui è il problema: bisogna avere il coraggio delle proprie idee. Ecco perché – torno a ripetere – faccio appello ai tanti, troppi, che stanno in silenzio come coniglietti timorosi. Io mi sento in obbligo di parlare.

E al custode della Villa Comunale ricordo le parole di un grande, di San Bernardo di Chiaravalle che diceva ai suoi discepoli:  “Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà”.

Caro custode, che vuole? Evidentemente, né nei salotti radical-chic di Benevento né a Palazzo Mosti ci sono alberi e rocce. E lei, piuttosto, ringrazi Dio del luogo in cui lavora.

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Corrado Gnerre

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fonte: Il Giudizio Cattolico

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6 commenti su “Il merito degli alberi e delle rocce  –  di Corrado Gnerre”

  1. Nei salotti radical-chic di Benevento ne’ a Palazzo Mosti certamente non vi sono alberi e rocce, ma solo delle belle ” facce di bronzo ” .

  2. Carla D'Agostino Ungaretti

    Caro Prof. Gnerre, circa due anni, fa trovandomi a Berlino, mi ero appena seduta con alcuni amici su una panchina di fronte alla Porta di Brandeburgo per riposarci dopo una lunga camminata, quando vedemmo venire nella nostra direzione due splendide fanciulle (potevano essere due top-model per l’eleganza e il portamento) le quali, arrivate a una distanza di non più di tre metri da noi, presero a baciarsi freneticamente. Poi, non soddisfatte, si sedettero sulla panchina accanto alla nostra per completare il loro amplesso senza minimamente badare a noi. Io mi alzai e mi allontanai perché la scena mi disgustava ma quella sera, durante la cena in albergo, fui scherzosamente criticata e presa in giro dai miei amici che mi dissero (e mi dicono tutt’ora) che io vivo su un altro pianeta. Questi amici sono tutti persone educate e cattolici osservanti, eppure già si sono abituati alle mode correnti. Se davvero io vivo su un altro pianeta, allora prego il Signore che mi ci faccia restare. Ormai il problema non è più soltanto quello del peccato contro natura, al quale non crede più nessuno, ma quello della buona educazione, del rispetto degli altri e del decoro personale. Dicono che a Berlino vi sia la più numerosa lobby omosessuale d’Europa; ma tra poco arriveremo anche noi a certi comportamenti. Spero solo che Dio ci dia sempre la forza di non uniformarci e di protestare contro lo scempio che vediamo. . .

    1. Cara Signora Carla, anche a me a volte dicono la stessa cosa, ma io non potrò mai e poi mai adeguarmi allo scempio dei principi morali attualmente in corso. Mi sento battagliera, anche se sicuramente sono considerata una “parruccona”, come Lei tante volte dice di essere. Ma sono fiera del mio rigore. Che il Signore ci aiuti a permanere saldi nei nostri principi. I Suoi interventi e le Sue testimonianze mi confortano sempre.

    2. se l’avessero fatto un uomo e una donna li avrebbero arrestati…se dei bambini innocenti avessero assistito alla scena, indipendentemente dal sesso dei due, i due si sarebbero macchiati di reati penali….però, siccome sono omosessuali nessuno può dire niente!

  3. Abito a Benevento e mi sento particolarmente deluso per la presa di posizione del “nostro Sindaco” riguardo l’azione del custode della villa comunale nei confronti dei due omosessuali. . Presumo che il primo cittadino voglia apparire cattolico, quando lo vedo partecipare alle processioni del Venerdì Santo o del Corpus Domini con tanto zelo. Avrei avuto piacere se l’illustre nostro concittadino avesse appoggiato(almeno col silenzio invece che redarguire) il comportamento del custode . Ritengo che il dipendente comunale abbia assunto un atteggiamento a tutela dei bambini e adulti presenti e della maggioranza dei cittadini assenti , osservando norme di elementare buon senso ancora vigenti ! (? )
    Invece nostro malgrado ci si abbandona dolcemente alle correnti di pensiero dominanti arresi ad un vento che trascina”.
    Sono però fiero che nei “ semplici “ sia presente buon senso .
    Altrettanto fiero che a Benevento ci siano persone capaci di testimoniare le nostre radici cristiane . Ringrazio per questo il Prof, Gnerre. E’ giunta l’ora di dire con ragione che il “Re è nudo!” La maggioranza silenziosa non solo Beneventana ma nazionale che crede ed è ancorata ai valori non negoziabili ,va stimolata a reagire per difendere i principi che ci appartengono da secoli e che difenderemo con coraggio.

  4. Grazie al prof Gnerre e soprattutto al custode che ha avuto il coraggio di dire la verità e di agire secondo essa!
    Tutta la mia solidarietà al custode che ora forse rischia anche qualcosa di personale…

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