Il nostro aiuto ai cristiani perseguitati – a cura di Cristiano Lugli

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Oltre ad essere degli amici, Luca Biffi e Chiara Gnocchi sono due giovani come me che hanno intrapreso un progetto molto importante: aiutare i cristiani perseguitati, specie quelli del Medio Oriente. Vorrei dunque offrire a tutti la possibilità di conoscere questa piccola grande opera di apostolato nella carità, la più altra fra tutte le virtù.

Luca, tu sei vicepresidente di “Città Cristiana”, che avete fondato da poco con  altri amici uniti dalla fede cattolica. Potresti spiegarci cos’è e di cosa vi occupate?

Insieme a un piccolo gruppo di giovani cattolici, lo scorso ottobre, ho deciso di prendere parte alla fondazione di “Città Cristiana”. Si tratta nello specifico di un’associazione di promozione sociale, noi cattolici diremmo un’associazione caritativa, con l’unico scopo di aiutare i cristiani perseguitati ovunque essi si trovino, in particolar modo in Medio Oriente. Attraverso il motto, ripreso dalle parole di Sant’Agostino “Non un mondo vecchio che muore, ma uno nuovo che sorge”, organizziamo eventi di raccolta fondi e di sensibilizzazione, per raccogliere fondi da destinare ai vescovi del luogo, con cui decidiamo alcuni progetti da seguire. In Giordania, ad esempio, abbiamo da poco iniziato un progetto chiamato “Fratres in fide”. È dedicato esclusivamente al sostegno dei cristiani convertiti dall’isalm, che a causa della loro fede soffrono difficoltà di ogni genere (persecuzione, allontanamento dalla famiglia, migrazioni forzate, perdita del lavoro ed emarginazione sociale).

Cosa ha mosso il vostro intento?

Innanzitutto, in un mondo che sempre di più cerca giovani politically correct, che sostiene le proprie campagne laiche e che cerca di affossare la civiltà cristiana, zittendo i fedeli e manipolando l’informazione, ci siamo accorti che poco avremmo risolto standocene sul divano a lamentarci. Abbiamo deciso che ci saremmo impegnati in ciò che riteniamo doveroso: difendere la fede cristiana e coloro che rischiano la vita mantenerla. E semplicemente abbiamo iniziato a farlo, un passo alla volta.

Chiara, la persecuzione dei cristiani fa sempre poco clamore, non è così? Per quale motivo secondo te?

Come ha accennato Luca, in un mondo sempre più laico, sempre più anti-cristiano, è inevitabile che la persecuzione cristiana sia non solo dimenticata, ma addirittura negata. Il cristianesimo è l’unica religione a difendere la Verità, a rifiutare la menzogna e il peccato, questo non può essere tollerato dalla società moderna, pertanto essa tenta di schiacciarlo con un metodo infallibile: il silenzio.

Tutti sappiamo il numero degli immigranti che sbarcano ogni anno sulle coste italiane, ma nessuno conosce il numero dei cristiani che ogni anno muoiono in tutto il mondo. Bene, i numeri fanno spavento: ogni mese ne vengono uccisi più di trecento e circa settecento subiscono un qualche tipo di violenza.

Quindi “Città Cristiana” è nata anche per evidenziare questa necessità di essere vicino ai fratelli nella Fede che ogni giorno rischiano la vita per Cristo?

“Città Cristiana” è nata solo per questo. Perché abbiamo il dovere, da cattolici, di non abbandonare i nostri fratelli in Cristo. Sapere che un cristiano ad Aleppo vive in media con sessanta euro al mese e che ogni giorno prima di uscire di casa si fa il segno della croce perchè non sa se tornerà, ci spinge a star loro vicino, con la preghiera e con il sostegno materiale.

 

 

Luca, quali attività o eventi avete organizzato e cosa avete in mente per il futuro?

Durante questi primi mesi, abbiamo finanziato per intero la “Giornata del Martirio e dei Martiri”, in commemorazione dei cristiani uccisi in Medio Oriente durante la guerra siriana, celebrata dall’arcivescovo maronita di Aleppo (Siria) nella cattedrale di sant’Elia distrutta dalle bombe.
Abbiamo già ospitato i primi due incontri de “Le giornate della Testimonianza”. La prima ha avuto come ospite il vicario patriarcale di Gerusalemme e vescovo di Amman mons. William Shomali, mentre la seconda ha ospitato il vescovo di Aleppo mons. Joseph Tobjii, i quali hanno raccontato la loro difficile condizione in Medio Oriente. Oltre a questo abbiamo iniziato una campagna di sensibilizzazione nelle parrocchie che continuerà in primavera, insieme ad altri incontri che saranno comunicati sia sul nostro sito: https://cittacristiana.com/  sia sulla nostra pagina Facebook: cittacristiana.

I vescovi siriani hanno apprezzato questo vostro impegno?

Sì, sia in Siria che in Giordania, dove siamo presenti ora, abbiamo stretto buona amicizia con i vescovi del luogo. Ci dicono che sono in pochi ad aiutarli, che spesso le organizzazioni cattoliche pensano più a sostenere i musulmani, che i propri fratelli cristiani. Ci incoraggiano a continuare il nostro progetto e a non mollarlo, perchè chissà, magari un domani qualcuno vorrà aiutarci in questo impegno e deciderà di unirsi a noi.

Se non sbaglio, “Città Cristiana” vede nella propria organizzazione tanti giovani attivi e operativi. In un’epoca dove i giovani sono quasi sempre votati al nulla questo a vostro parere ci può far ben sperare?

Luca: I giovani sono votati al nulla, perché la nostra società non offre nulla per cui valga la pena combattere e nessun valore che deve essere difeso. Anzi, i pazzi sono proprio i “fanatici” che credono in qualcosa. Eppure quando un giovane incontra Cristo, scopre alcuni concetti che fanno breccia in modo particolare. Sacrificio, pazienza, martirio, sono i primi che ci hanno mosso nella nostra direzione e che i giovani abbracciano con maggiore entusiasmo, perché, si dica quel che si dica, il giovane cerca il piacere, ma sogna l’impegno difficile e controcorrente.

Chiara: Si può dunque ben sperare, noi siamo qui per accogliere tutti i giovani che come noi hanno voglia di condivedere questi ideali!

Chiara, come si può aiutare e sostenere “Città Cristiana”?

Il primo modo per aiutare l’Associazione è certamente la preghiera. Prima di tutto la preghiera per i cristiani perseguitati nel mondo, in particolare per coloro che ancora non riusciamo a raggiungere. Chiediamo sostegno nella preghiera anche per i ragazzi che lavorano per Città Cristiana in quanto spesso si trovano a operare in contesti difficili, complessi e non privi di rischio. In secondo luogo invitiamo le persone a chiamarci nelle proprie parrocchie e nelle proprie comunità, per presentare Città Cristiana, per raggiungere e sensibilizzare il numero più alto di persone. In questo modo sarà possibile, per quanti lo desiderino, iscriversi all’associazione, rimanendo in contatto con noi e aiutandoci nei nostri progetti. Inoltre è possibile fare una donazione all’associazione, sia tramite il sito, sia tramite Facebook, per aiutarci a sostenere i cristiani perseguitati.

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