La chiacchierata domenicale – 16 – di Rigoletto Corsini

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di Rigoletto Corsini

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 dimmi con chi vai… Vasco Rossi e Don Ciotti (nb: Don Ciotti è quello di destra)

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Siccome tra i miei clienti ne ho alcuni che fanno uso di droga , “leggera” o pesante non importa, e ho anche genitori che hanno la disgrazia incommensurabile di dover convivere con uno o più figli che fanno uso di stupefacenti seguo con interesse le iniziative (praticamente inesistenti) per il recupero e la cura delle tossicodipendenze e da anni (ma anche mio padre affrontava questi problemi che erano argomento di discussione in famiglia), per quanto mi è possibile, cerco anche di dare il mio contributo a questa vera e propria “guerra” contro la droga. Se guardassimo i numeri verremmo presi dallo sgomento. Nelle scuole superiori si contano sulla punta delle dita coloro che NON hanno fatto uso di droga (ripeto: non importa di quali droghe perché non esistono le così dette droghe “leggere”). Questa corsa alla morte sembra ormai inarrestabile se si pensa che da noi, giorni fa, la prima regione, con una giunta di centro destra (sic) si noti bene, che ha introdotto l’uso della cannabis medica è stata la Regione Abruzzo (Presidente il forzitaliota Chiodi)….e lì hanno dato ad intendere che da anni e anni si facevano aspettare e soffrire  i malati mentre era in corso la ricerca scientifica che riuscisse a isolare quelle sostanze chimiche efficaci alle cure e che non provocassero danni…secondo Johan A. Benson dell’Institute of Medicine (IOM), la ricerca sui cannabinoidi è in corso da anni e forse qualcuno degli elementi potrà anche risultare utile alla medicina ma è comunque -sentenzia lo stesso scienziato – impensabile “vedere nel futuro la sigaretta di marijuana da fumare come medicina”. Negli Usa ad esempio ci sono diversi farmaci contenenti dei principi attivi dei cannabinoidi come il Marinol che è in libera vendita dal 1985 e il Marinol non procura danni alla salute come invece produce la Cannabis.

Eppure nella Regione Abruzzo ( ma è la tiritera di tutti i sostenitori della libertà di drogarsi) si sosteneva che il Marinol fosse troppo lento ad agire e non efficace per tutti i sintomi. Tutto falso, in quanto in realtà la “cannabis medica” già esiste ed è proprio il Marinol, che riesce a veicolare dosi controllate di THC senza alcune delle controindicazioni dell’assunzione per inalazione (in altre parole, invece di usare farmaci ottimi e non nocivi, si è voluto legalizzare il consumo dello spinello libero, una vera e propria calamità).

Il discorso fatto per la Cannabis vale per tutte le altre droghe e vedremo come.

E la droga è legata al fenomeno della distruzione della famiglia cominciata con l’introduzione del divorzio: ricordo – ero un ragazzino – quando negli anni Sessanta e Settanta papà andava, insieme a don Luigi Stefani e al generale Acrisio Bianchini, nelle scuole – allora fu il Provveditorato agli studi a chiamarli – per mettere in guardia i giovani dai mercanti di morte. Ho ancora, in archivio, alcune delle “linee” delle conferenze di mio padre e don Luigi Stefani il quale ammoniva:

“Le manchevolezze dei genitori, l’incoerenza, la lontananza dagli ideali che li affascinano, si ingigantiscono ai loro occhi (degli adolescenti n.d.r). Il televisore, l’auto sportiva, le ferie all’estero, i pranzi fatti in un soffio con lo scatolame e le ricette lampo dei cibi preconfezionati, tutta l’efficienza  dimostrata dal loro nido domestico, anzichè, come i genitori si aspetterebbero, far crescere la stima per la famiglia , cova nel ragazzo la reazione.

Si sente immediatamente solo, incompreso, comincia a nutrire risentimento, e spesso odio contro la famiglia e la società.

Non c’è che un’azione compensativa: intrupparsi in un clan , con giovani che, frustrati come lui, si sentono come lui, la pensano come lui, hanno gli stessi atteggiamenti di lui, si rivoltano a quelle che anche lui chiama ingiustizie e fanno come lui i confronti.

Nasce il gruppo: il giovane isolato è debole, il giovane nel gruppo è forte!

La sua insicurezza trova una medicina, la sua esistenza inappagata e il suo tormento trovano nell’evasione del gruppo un rimedio.

Come meravigliarsi a questo punto se la droga completa il quadro , fornendo gli elementi chimici per facilitare l’evasione, il sogno represso, il conforto nella disperante situazione?

Si vuole tirare la conclusione cruda paradossale dopo questo esame? Eccola: la droga è la risposta alla sete di affetto e alla paura degli adolescenti.”

E alla paura degli adolescenti che entreranno in questi “paradisi artificiali” di morte si aggiunge il terrore dei genitori che si troveranno soli a dover lottare contro i cinici mercanti di morte che, buttandola in politica, cercheranno anche di darsi un tono di “rispettabilità” e si diranno “antiproibizionisti” per cui il male maggiore è prodotto non dal drogarsi, ma nel proibire la tossicomania.

“Il problema della droga è altrove, non nelle sostanze ma nelle leggi” afferma Marco Tardasch, già parlamentare radicalpannelliano, Consigliere Regionale toscano prima del PdL (sembra portato dall’On. Altero Mattioli) e ora, insieme al viceministro alla P.I., il ciellino Gabriele Toccafondi (omen nomen?), uno dei leader del nuovo centrodestra che segue, scodinzolante come un cagnolino, il Toccafondi che lo porta (come modello?) nelle scuole cattoliche a farsi propaganda elettorale.

Eh sì, quante pene, povero papà che vedevi avanzare i fantasmi di morte e la tua, la vostra battaglia, sembrava ormai vana per cui poteva ben scrivere don Stefani:

…Dio che ci tormenti e \ ci rubi la pace

 le nostre vie \ divergono : \tu parli di mondi \ che non ci toccano, \ la  nostra fame e sete \ vanno saziate \ quaggiù

abbiam fabbricato \ con le  nostre mani \ bastioni di pietra \ e i paradisi ce li dà \ la droga \a piene mani

resta nel tuo cielo \ lasciaci in pace; \ il nostro secolo \ ride di te…

Già, nelle balere si cantava il ritornello di “Dio è morto” era il trionfo dell’uomo che voleva farsi Dio per superbia, di fronte a un Dio che per amore si era fatto uomo.

E  quando si diceva che al divorzio sarebbe, inevitabilmente seguita, con la distruzione della famiglia, la droga, l’aborto, l’eutanasia, il matrimonio sodomitico…dicevano che eravamo terroristi e che non c’era un nesso tra il divorzio e la droga e l’aborto e l’eutanasia e il matrimonio gay…oggi avremmo preferito aver  avuto torto e, invece, ahimè, avevamo invece ragione.

Avanzava dunque la morte  “non vista non intesa”  e si chinava sui giovani “con la sua lampada accesa”…

Nel 1996 a Torino i mercanti di morte gettano, finalmente, la maschera e fanno approvare dal Consiglio Comunale un ordine del giorno per cui bisogna legalizzare le droghe in quanto il vero problema è rappresentato dal proibizionismo…non ci si perita ad affermare chiaramente di voler legalizzare anche l’eroina : “Per quanto riguarda l’eroina -sentenziano Manconi e Pisapia – è ora che anche in Italia si avvii ,con rigorosissimi criteri scientifici, la sperimentazione di un programma terapeutico come quello che prevede la somministrazione controllata di sostanze stupefacenti”. In altre parole l’installamento della “stanza per il buco” dove, a spese dello stato, si somministra la morte.

A questa macabra proposta dà subito il suo entusiastico assenso il deputato di Forza Italia Marco Taradasch (poi da Consigliere Regionale toscano fonderà anche, con certo Massimo Lensi, GEL, Gay e Libertà, ovvero l’associazione della “destra” – sic –  sodomitica ) per cui può iniziare la mattanza in quanto “Questa è la strada” .

A questo punto entra in azione il nostro eroe don LUIGI CIOTTI e – riportiamo testualmente le parole di archiviostorico.corriere.it -:

 “L’ordine del giorno del Consiglio Comunale torinese segue una decisione della giunta, che alcuni mesi fa aveva approvato l’istituzione di una “agenzia” , promossa da DON LUIGI CIOTTI e il Gruppo ABELE , per gl’interventi nel campo delle tossicodipendenze  con il compito di coordinare le varie istituzioni…negli interventi di RIDUZIONE DEL DANNO (leggi somministrazione gratuita dell’eroina n.d.r) E’ già in funzione a Torino …un camper attrezzato che frequenta i luoghi a rischio della città.”

Insomma don Luigi Ciotti già nel 1996, in accordo con le istituzioni torinesi, somministrava la morte nel camper del Gruppo Abele…E non c’è da meravigliarsi di questo prete che negli anni della contestazione sessantottarda – quando i seminari erano ricettacolo di sovversione e, secondo le drammatiche prove portate  dal professore universitario di New York John Rao, di omosessualità – entrasse proprio nel seminario a Torino, il cui arcivescovo, il cardinale “rosso” Michele Pellegrino (affiliato alla setta massonica secondo la famosa Lista Pecorelli)  …un seminario,  tra i tanti, dove si insegnava che non esisteva il peccato e dove era “vitato vietare”….i frutti si sono visti dopo.

Era dunque don Ciotti un prete del Sessantotto che subito abbracciò l’insegnamento di don Milani per cui “L’obbedienza non è più una virtù” e si dette, anima (finché credette all’anima) e corpo alla causa degli ultimi secondo le regole di un filantropismo laico, privo di Carità cristiana, che, a poco a poco, diverrà una forma di comunismo- radicale e, infine, di “radical-ciottismo” portando il “nuovo verbo laicista” per cui, eliminata la colpa individuale (il peccato) la responsabilità di qualsiasi cosa ricadeva sulla società: era la società che veniva messa sotto accusa quando i delinquenti rapinavano le banche, quando i borseggiatori e gli scippatori facevano i loro colpi e quando i criminali comuni con la tessera della Sinistra andavano in giro, con la chiave inglese ad aprire i crani dei “fascisti” come fossero cocomeri di Rassina…

Dunque don Ciotti diventa un prete “di strada” o meglio “di marciapiede”  affermando – a differenza di un altro santo prete come don Oreste Benzi che in strada andava davvero dai drogati e dalle prostitute invitandoli a “cambiar vita” e a non più peccare e dando loro la sua umana e cristiana solidarietà, come andava a recitare il S. Rosario fuori dalle cliniche dove si praticavano gli aborti o l’eutanasia –  che “non si va in strada a insegnare ma ad apprendere, dimenticando che Gesù nelle strade del suo tempo non andava certo ad apprendere ma ad insegnare “…non chiamate nessuno maestro perché uno solo è il Maestro…la Via, la Verità e la Vita…” Gesù, Sommo Sacerdote, andava per le strade del suo tempo per rimettere i peccati  in attesa del Giudice Supremo…altro che “chi sono io per giudicare…”

Negli anni Settanta don Ciotti, preso dall’anarchismo antiautoritario, retaggio del Sessantotto, inizia a formare gruppi alternativi al carcere e vuole addirittura abolire questa “struttura borghese”…poi questa moda decadde e don Ciotti allora, sulla scia dei preti operai (che però, con tutti i difetti, a differenza di don Ciotti, quelli lavoravano davvero…) iniziò a fare il tribuno : volete aiutare i drogati? E allora dategli la droga….e iniziò, sempre con grande fiuto degli affari, quel percorso che, lo vedranno nel 1996, lo porterà a fare il banditore e l’ antesignano della “stanza del buco”… a elargire i “paradisi artificiali”…

Così come lo stesso “prete di strada” aiuterà, dopo,  sulla scia del suo compare e sodale don Gallo, le ragazze (non certo) ad uscire dall’aborto…anzi…così come aiuterà l’iter di tutte quelle leggi infami che hanno portato la società alla deriva attuale.

Nel frattempo don Ciotti riuscirà a insinuarsi nelle maglie del potere dell'”antimafia” (ricordate le parole del grande Leonardo Sciascia? “Volete scoprire chi sono i mafiosi? Andate a un corteo dell’antimafia”) costruendosi un potere faraonico finanziario (miliardi e miliardi e  miliardi….) con la vendita dei beni sequestrati (giustamente) ai mafiosi e, graziosamente, dati alle cooperative gestite dalla sua “cupola”, ovvero Libera e le altre associazioni…qualcuno vorrà fare un’inchiesta su questi patrimoni e sul loro uso?

Come don Ciotti abbia trattato o tratti i suoi “dipendenti” è presto detto…i deprecati “padroni delle ferriere” ottocenteschi, al confronto, erano candidi filantropi…

Un episodio per tutti: Filippo Lazzara è un giovane lavoratore siciliano, impegnato nel sociale ed è ammaliato dal “populismo” chiacchierone di don Ciotti. Lazzara si può dir fortunato: in Sicilia, in questo periodo di crisi, (siamo nel 2010) lavora, con un contratto a tempo indeterminato, in un supermercato a Partenico. Si accorge delle infiltrazioni mafiose in quella azienda e, da persona che non ama l’omertà, dopo un colloquio con don Ciotti, si decide a denunziare il malaffare. Il prete professionista dell’antimafia lo rassicura: vedrai che, su al Nord, ci sarà un radioso avvenire anche per te. Nel 2011 parte la denunzia al supermercato in odore di mafia e Filippo segue don Ciotti in Piemonte impegnandosi nel lavoro in alcune delle migliaia di cooperative del tribuno rosso : “La Certosa”, “Associazione 15-15” quindi in “Filo d’Erba”…finché si accorge che, in realtà, don Ciotti lo fa lavorare senza contratto, senza prospettive…chi sa che non rimpianga, nonostante tutto, il malaffare mafioso che, però, gli assicurava almeno uno stipendio sindacale regolare…tenta un colloquio con don Ciotti, il “padrino” dell’antimafia, ma invano….poi finalmente, nel marzo del 2011, ecco il confronto diretto con don Ciotti che degenera , ragion per cui il prete rosso passa alle mani e…ai piedi…e colpisce il ragazzo con una gragnuola di pugni e calci…mentre il poveretto, forzatamente, viene allontanato dalla scorta del ras dell’antimafia…

Filippo al pronto soccorso (dieci giorni di prognosi) denunzia il tutto e il tribuno don Ciotti è costretto ad ammettere : “Mi sono saltati i nervi…”

“Oltre ad essere stato picchiato – commenta amaramente Filippo Lazzara – mi hanno fatto terra bruciata intorno…non so dove sbatter la testa. Lui è un intoccabile …Tutte le porte mi sono state chiuse in tutti gli ambienti. Don Ciotti è come il Papa. Ma ricevere i cazzotti dal Papa è una cosa che l’antimafia….”

Già, brutta esperienza “ricevere i cazzotti dal Papa”…forse ne sanno qualcosa i francescani dell’Immacolata che, mi risulta, siano tenuti “sotto sequestro” con …impossibilità di uscire dall’ordine…e c’è chi ha il coraggio di definire il  Medio Evo come l’epoca dei secoli bui…forse anche per loro sarebbe il caso di rivolgersi all’antimafia?

Eppure avevamo letto da qualche parte che, secondo la Chiesa, quattro sono I PECCATI CHE GRIDANO VENDETTA AL COSPETTO DI DIO e cioè 1) Omicidio volontario; 2) peccato impuro contro natura (sodomia); oppressione dei poveri; 4) frode nella mercede agli operai.

Certo è facile fare i tribuni, i capipopolo ma…poi bisogna agire di conseguenza, essere coerenti se si vuol essere buoni cristiani e, maggiormente, se si vuol dare lezioni ad altri o, addirittura, fare il processo alla Chiesa che avrebbe aiutato l’oppressione dei poveri o le mafie con il suo “silenzio”….fino all’avvento di Bergoglio  come, soavemente, ha affermato proprio don Ciotti alla presenza del papa…

Il fatto di Stefano Lazzara come si può configurare se non come un’oppressione dei poveri ovvero un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio? E il non voler regolarizzare la situazione di una persona rispetto al proprio lavoro non è forse frodare gli operai della loro giusta mercede? Mi si dirà che, ormai, nella nuova “chiesa conciliare” queste cose sono ormai desuete, non si insegnano più…è la prassi o…l’ortoprassi…del resto anche don Ciotti a una precisa domanda di Vittorio Zincone sul matrimonio sodomitico (“Lei è favorevole ai matrimoni gay?”) non ha forse risposto di esserlo? “Non mi irrigidisco sui termini – ha sentenziato il tribuno rosso – ma sono radicale nel chiedere che a tutti e a ciascuno vengano riconosciuti gli stessi diritti. Deve valere per le nostre chiese, ma è obbligatorio, senza se e senza ma, per lo Stato di diritto”.

E la sodomia non è forse un altro dei peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio?

Sempre a Giuliano Zincone che gli faceva una domanda sull’eutanasia Don Ciotti ha risposto di essere, naturalmente, favorevole e che anzi “sono stato vicino e continuerò ad esserlo alla famiglia Welby”…la stessa famiglia che aveva deciso di dare la morte (lui consenziente) a Piergiorgio Welby al quale, giustamente, la Chiesa rifiutò il funerale religioso….

Che cos’altro è l’eutanasia se non un “omicidio volontario” ovvero la morte somministrata, per di più, a una persona gravemente invalidata e oppressa dai pensieri e dalla solitudine…altro dramma conseguente alla dissoluzione delle famiglie…E anche l’omicidio volontario ( e quindi, a maggior ragione, l’eutanasia) è un altro dei peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio…ovvero i quattro peccati più gravi di tutti gli altri che provocano la morte del’anima….

Un giudizio di don Ciotti sul processo di “beatificazione” di don Tonino Bello? “Occorrono due miracoli per la beatificazione di don Tonino? Ci sono! Il primo è stato l’elezione di Vendola a governatore della Puglia; il secondo, la sua rielezione.”

Il libro-vangelo preferito da don Ciotti è “Colti da stupore” di Carlo Maria Martini, il gesuita Maestro di papa Francesco, un libro che ti fa “respirare aria fresca…a cinquant’anni dal Concilio”, un concilio che ha rivoluzionato tutto e che porta don Ciotti ad affermare di non vedere nulla di male se un vescovo si dichiarasse gay (“Alla faccia dei Comandamenti divini e…dei quattro peccati che gridano vendetta la cospetto di Dio”) anzi “l’importante è vivere la propria dimensione in modo trasparente”.

E’ chiaro dunque che per don Ciotti i così detti “princìpi non negoziabili”, ovvero quelli che attengono al “diritto naturale” come la difesa della vita dalla nascita alla morte naturale, appunto, non solo non esistono…ma sono un non senso…per lui non esiste il peccato…e basta …e i politici  davvero “in gamba”, quelli capaci di ascoltare le sue “istanze” sono : “Romano Prodi che è anche un amico. Bruno Tabacci e Livia Turco….”

Ma anche la presidentessa della Commissione Antimafia Rosy Bindi, il sindaco di Roma Ignazio Marino, alias  dottor Morte, quello che ha dedicato la vita a…far fuori gli altri…ovvero i più deboli, i più indifesi come i bambini non nati (aborto) o come gli anziani, gli handicappati, i malati terminali (eutanasia); e ancora il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Giudice Gian Carlo Caselli…tutta gente che ha fatto corona intorno ai due personaggi del giorno: papa Bergoglio e don Luigi Ciotti che sono arrivati, mano nella mano, su una Ford Focus, il papa con la talare bianca e il Ciotti con maglione (“Non ho mai indossato una giacca e non vedo perché dovrei farlo ora con il papa…si adegui lui” ha dichiarato il prete da marciapiede) tra l’entusiasmo della folla che li ha accolti con comparsate e lancio di palloncini e coriandoli e schitarrate …un tripudio che conferma, nonostante le chiese vuote e i confessionali ormai inesistenti, Bergoglio uomo dell’anno con copertina del “Time” del “Vanity Fair” del “Rolling Stone” e della rivista gay (“chi sono io per giudicare?”) “The Advocate” ora…icona dell’antimafia e in attesa di ricevere l’ambita onorificenza che sta arrivando da “Fortune”, la rivista economica del mondialismo americano che ha dichiarato Francesco l’uomo più importante e influente del pianeta.

Ma non ci fu qualcuno che disse “Siate nel mondo ma non del mondo?”…Il Vangelo? Mah sì, cose passate da “pelagiani” e “criptolefebvristi”

Sì , ha detto papa Bergoglio, ai mafiosi, cambiate vita, convertitevi…Già, convertitevi, cambiate, altrimenti andrete all’inferno…all’inferno? Allora l’inferno esiste? E dire che una tra le accuse fatte ai francescani dell’Immacolata tenuti, come i corpi del reato, “sotto sequestro”,  era proprio quella di aver fatto credere che esistesse davvero l’Inferno e anzi di aver effettuato proprio a Firenze, nel Salone del Ghirlandaio in Ognissanti (prima che anche quel Convento fosse “normalizzato” e i frati colpevoli di troppa “ortodossia” deportati)  un convegno di cui sono stati pubblicati gli atti!

Non si era detto “Chi sono io per giudicare?” Non si era dato il “libera tutti” ? Non si era data l’impressione di proclamare il “FUTTI, FUTTI, CA’ DIO PERDONA A TUTTI?”

Del resto un personaggio che potrà piacere o non piacere ma sulla cui ortodossia (comunista) nessuno può avere dei dubbi, Giorgio Napolitano, lo stesso che, coerentemente, aveva applaudito i carri armati sovietici che schiacciarono sotto i cingoli  ogni anelito di libertà del popolo Magiaro (trentaduemila morti tra studenti e operai , che lui definì “teppisti”, assassinati dalla normalizzazione rossa) ma che, per il nostro presidente novantenne, andarono lì : “per fermare l’aggressione imperialista nel Medio Oriente” e per : “impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione” non ” a difendere solo gl’interessi militari e strategici dell’URSS ma a salvare la pace nel mondo”., ebbene Napolitano, ha compreso, prima di tutti gli altri, la “svolta epocale”, in campo etico, di questo papato e ha giocato d’anticipo, sollecitando il Parlamento ad approvare una legge sull’Eutanasia e ce ne parla uno dei più illustri aedi del Regime, Aldo Cazzullo (omen nomen anche lui?) che coglie al volo la mossa di Napolitano e il precedente ammiccamento di papa Francesco per cui (Udite! Udite!):

“L’Italia è l’unico Paese dell’Occidente a non avere una legge sulle unioni civili…(leggi matrimoni gay n.r.c.) e sul fine vita…(leggi eutanasia n.r.c.) . Il Presidente Napolitano ha già sollecitato il Parlamento a intervenire. Sulle unioni civili e sul testamento biologico la Chiesa ha dato segnali di apertura al dialogo, a cominciare dal superamento stesso dell’espressione stessa di “valori non negoziabili”, come ha chiarito papa Francesco nell’intervista al “Corriere della Sera” … Finora i partiti hanno affrontato i temi etici più come una bandiera da sventolare che come una questione da risolvere…Il clima politico di questa legislatura…permette di proseguire lungo altre strade cui serve un consenso ampio…è possibile anche superare la rigidità di regole che rendono stranieri in patria i figli degli immigrati…(leggi discorso di Bergoglio a Lampedusa n.d.r.)”- Cfr. Aldo Cazzullo in “Dialogo sereno senza ideologie” su “Il Corriere della Sera” del 20 marzo 2014.

Qualcuno che comincia ad avere i capelli bianchi ricorderà la cosìddetta “Repubblica conciliare” che già si stava delineando negli anni Sessanta e Settanta?

A Napolitano risponde indirettamente quel Toti nominato da Berlusconi suo “Consigliere”, che già aveva fatto sapere “urbi et orbi” che lui (vale a dire il centrodestra), in effetti era per il “divorzio breve”, alla giacobina per intendersi, il matrimonio che si scioglie così, alla buona, da mane a sera, sotto gli alberi della Libertà…quindi parlerà più chiaramente e a chi gli domandava un giudizio sulla “mossa” del Presidente Napolitano e sul nuovo corso della Chiesa di papa Francesco, sui così detti diritti civili ,rispondeva (cito a memoria) : “…Certo che siamo disponibili a prendere in considerazione i patti di solidarietà e il “fine vita” (eutanasia n.r.c.) dopo che papa Francesco ha fatto cadere quella barriera, quel muro che impediva il dialogo tra le varie forze…su quelle posizioni anacronistiche sono rimasti solo i tradizionalisti del Nuovo Centro Destra….”

Stiamo freschi:  Bondi, probabilmente affetto da un’ennesima crisi ormonale onanista, aveva, anni fa, rinnegato, dopo aver rinnegato i suoi trascorsi veterocomunisti, la sua precedente posizione a favore della vita e aveva dichiarato: “Ma qui stiamo impazzendo…ci facciamo scavalcare a sinistra dal Cardinal Martini….”

C’era stata la posizione di Gaylan che aveva fatto sapere all’universo mondo che lui le unioni civili le schifava perché era più avanti (unioni tra umani e animali?) e che parteggiava per le nozze…con conseguenti annessi e connessi di uteri in affitto etc. etc.

Quindi Capuzzone aveva tuonato che nel centrodestra ci doveva essere spazio per tutti…anche per quelli come lui e il suo sodale Taradasch…

La Mara Carfagna aveva annuito e si era gettata alla sbaraglio in difesa dei diritti (in)civili….

Dudò aveva prepotentemente abbaiato e passato la parola a Stefania Prestigiacomo che aveva rivendicato il suo pionierismo in queste “battaglie” a tutto fuoco…

Quindi il Toti nostro aveva trovato la sintesi : “Ora siamo tutti fratelli! Viva Francesco!”

E l’esercito dei “tradizionalisti” da chi sarebbe rappresentato? Da quei retrogradi -parola totesca- di Alf(u)mo, la Quagliarella, quello che si presentava in costume adamitico al cospetto del vate Pannella, il “nuovo crociato” Taradasch, il “ragazzo che vinse a Lepanto” Magnolfi, il rappresentante del nuovo che avanza Cicchitto,  Mario Lupi, il fratello brutto della figlia di Fantozzi, il cui sedere ha vinto il “Premio Vinavil” per essere rimasto sempre attaccato alla seggiola…il suo sodale, l’ultratrombato Toccafondi, tempra eccelsa di teologo e filosofo, tanto da meritare da Renzi – con il quale ha in comune,  insieme a Taradasch, il merito di non aver lavorato un’ora nella sua vita –  il sottosegretariato alla P.I….accompagnati da una masnada di “vecchi ottoni” che non si decidono a raggiungere il cimitero degli elefanti….

Voi capirete bene quale battaglia sia possibile fare, con queste truppe, in difesa del Diritto naturale…contro l’aborto, il divorzio, la droga, l’eutanasia, le unioni gay, il “gender”…avevamo un’arma ed era quella della preferenza e ce l’hanno tolta (Destra- Centro- Sinistra) presentandoci una legge truffa per cui lorsignori porranno (s)governarci non con il cinquanta per cento più uno dei voti ma con…il trentasette…

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Dunque il papa si è presentato, come già detto, a Roma, mano nella mano a don Ciotti, per ricordare le vittime della mafia…ed è lecito pensare che ormai l’unico peccato esistente sia quello di “mafia”…però dovremmo intenderci: non è un mafioso lo spacciatore di droga, attività- lo sappiamo bene- in mano alle cosche? E non sono mafiosi i vari “Dottor Morte” che con le loro lobby falcidiano le vite dei nostri “ultimi”, ovvero i bimbi non nati, gli ammalati terminali, gli handicappati, gli anziani non auto-sufficienti?

Non sono mafiosi quelli che favoriscono la lobby gay distruggendo le famiglie e uccidendo l’anima dei nostri figli che vengono “ammaestrati” (Ricordate l’altra mammana Fornero?) nelle scuole pubbliche onde creare degli “invertiti dello spirito” per cui non si nasce uomo o donna ma si è quello che ci impongono le convenzioni sociali e la società?

Eppure il papa ha parlato, e stavolta ha parlato chiaramente, senza possibilità di fraintendimenti : “La droga è un male, e al male non si addicono cedimenti. Le legalizzazioni anche parziali, oltre ad essere quanto meno discutibili in rapporto all’indole della legge, non sortiscono gli effetti che si erano prefissate…ogni azione che favorisca la diffusione o il consumo di droghe rappresenta una complicità moralmente grave con i cartelli (mafie n.r.c.) che traggono vantaggi esorbitanti, financo e più largamente economici, dal commercio che essi realizzano…la serena convinzione dell’immortalità dell’anima, della futura resurrezione dei corpi e della responsabilità eterna dei propri atti, è il metodo più sicuro anche per prevenire il male terribile della droga, per curare e riabilitare le sue povere vittime, per fortificare nella perseveranza e nella fermezza sulle vie del bene”.

Ma che sbadato…ho sbagliato…e ho riportato, virgolettate, le parole del Beato Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI…e me ne scuso subito…anche se, ormai, penso sarà troppo tardi per non attirare sulle mie povere spalle di medico di base l’accusa di “pelagianesimo” e di “criptolefevrismo” e, conseguentemente, quella “tenerezza” francescana che si manifesta in sonore legnate distribuite dagli squadristi conciliari, non importa se in tonaca o in orbace. BUONASERA.

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Invano ho atteso una e-mail di Corradino e, ogni tanto, apro la posta del computer…ma niente di niente… mi è arrivata proprio oggi, indirizzata a Corradino, la rivista  “Fides Catholica”(Anno VIII N.13 pagg.300) dell’Istituto Teologico “Immacolata Mediatrice” diretta da p. Serafino M. Lanzetta con articoli di P. Lanzetta, Giuseppe Brienza, Suor Cecilia M. Pia Manelli, Marco Bracchi, Sabatino della Rovere…mi immergo nella lettura a cominciare dal fondo del p. Serafino che, a differenza del don Milani, titola “L’obbedienza è ancora una virtù”…comprendo ora tante cose…quindi inizio a leggere un saggio di Giuseppe Brienza: “Pietro Fiordelli, testimone e padre della pastorale familiare italiana”…un personaggio che papà sempre citava e che Corradino considera una sorta di “Santo”…andrebbe diffuso, ora che è messo in discussione il matrimonio cattolico, questo saggio “brienziano”..e poi, poi, la mia passione – e, soprattutto quella di Corradino – la Massoneria, in un lungo articolo di p. Paolo Siano :” Saggio sulla stampa massonica inglese e statunitense del Secolo XIX tra anticlericalismo ed esoterismo”…ringrazio Iddio che, nonostante tutto, da qualche spiraglio, ci fa arrivare ancora la sua voce.

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Fantasie dell’Avvocato fiorentino Julo Alberto junior Scopetani

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Lettera di p. Bemarco Rosarione Giuda (Dicette e Facette) dei F. I. (Frati Iscariotiti) a S.E. Mons. Consueto Bianchini, Vescovo di Pastoia.

Badrino, Patremo, Badrino a me, Monsignore colendissimo Consueto Bianchini che filosofo e teolo assai illustrissimo chiu’ grande e’ voi non esistesse e lo dimostrasse quanto voi avete scritto nella vostra immensa filosofazione che ognuno dovesse meditare: “Non è la Chiesa che deve evangelizzare i poveri ma sono i poveri che evangelizzeranno la Chiesa”, eccomi dungue a voi in un momento drisdissimo in quando nella nosdra congregazione nuova iscariotita gonsagrata a Giuda non volessero chiù stare li frate conservatori che , inguaiati e messi su dalle monaghe conservatore, dicessero che songo rimasti fedeli all’Immacolta e non s’accorgessero di non essere chiù in linea con il progresso come giusdamende fa notare lo padre nostro Fiorenzo Rubagalline da Volpinaia f.c. (frati cappuccetti) che brobosto loro avesse, se loro avessero fatto abiura dello dradizionalismo e dello tomismo passato assaie, di mandarle nelli cappuccetti cappuccini e tutto finisse…ma essendo ghe loro non volessero abiurare quelle vecchiezze di quella Chiesa che degna si dovesse  dire essere dello buio Medio Evo, allora stassero puniti che tando nessuno pensasse a loro e si facessero li c…i loro (quando ce vo’ ce vole o ora fosse permesso pure, con lo nuovo governo dello Giuda Maggiore Alfonso Giordano Bruno,”cazzeggiare”) perché, come ha detto lo nostro assai saggissimo correo e complice nelli dradimenti p. Giuda Sgangherati con quello garbo ghe lo gondraddistingue : “O mangiare quella minestra o saltare da quella finestra”…e guardassero bene il p. Manelli che have perso la desda dietro alle bratiche bie ghe lo abbiamo garcerato lasciandolo senza assisdenza anche durante l’operazione dello canchero ma che dando piggolo fosse e non gangro ma tumore, per cui non facessero pur’issi la sdessa medesima fine…Dunque Badrino, Patremo, Badrino a me Monsignore colendissimo Consueto Bianchini che filosofo e deologho chiù grande e’ voi non esistesse al mondo in quando avede deddo e sgriddo quella vosdra immensa filosofazione che duddi dovessero meddere nello cuore: “Non è la Chiesa che deve evangelizzare i poveri ma saranno i poveri a evanagelizzare la Chiesa”, dunque vi dicessi che io sullo profilo di facebook aggio sgriddo ghiaro ghiaro che quesdi pazzi si sbagliassero se credessero di risolvere li problemi della congregazione nosdra giudaica con la raccolta delle firme o con il creare uno gruppariello su f.b., in quando non avessero gervello e credessero di essere a Gardaland dove, quando bosso, io vado sembre a provare lo brivido dello oddovolande che venire mi facette una volta pure la cagarella e dando dovetti soffrire in quando, in audo con gli amici, non botesse andare allo cesso e mi facetti pure( Scusasse Badrino, Patremo, Badrino a me, Monsignore Consueto Bianchini colendissimo e illustrissimo che filosofo e teologo chiu’ grande e’ voi non esistesse in quando avede deddo e sgriddo quella vosdra immensa filosofazione: “Non è la Chiesa che evangelizzerà i poveri ma saranno i poeveri a evangelizzare la Chiesa”) uno sghizzetto nelle braghette …

Deddo quesdo sono qui per pregarvi di aiudare me e lo compare e correo mio medesimo badre Agnellone Giuda Bebè berghè qui a Tutti li Santi ormai i guindici novizi Conservadori ( che gli bigliasse n’accidente doppio o almeno due sgempi) che sembrassero avere lo lupo nello corpo avessero finido tudde le caciotte, le salamelle belle, lu gorgonzula nu poco buzzolente come li biedi dello Rubagalline, l’ollio da olliare lo pane e rimasdo fosse soldando la basda corda e poga di quella lunga che io gliela volessi mettere dudda in…pendola per bollire ma cusì tutto finisse e io volessi sabere da ghi mangiassimo io soddosgriddo Dicette e Facette e lo gomblice mio p. Agnellone Giuda Bebè.

Per quesdi modivi

Badrino, Patremo, Badrino a me, colendissimo Monsignore Consueto Bianchini, che filosofo  e teologo chiù grande e’ voi non vi fosse sulla terra in quando voi avesse deddo e sgriddo la grande filosofazione : “Non sarà la Chiesa a evangelizzare i poveri ma saranno i poveria evangelizzare la Chiesa”, io mi rivolgessi a voi ghiedendovi, addraverso la signorina carina Paolessa Bellandini, qualghe caciotta, algune salamelle belle, nu’ poco dell’ollio per eliare lu pane e friggere le ovedde, qualche sauciccia di porco…E dove li prendesse mi direte voi Badrino, Patremo, Badrino a Me, Monsignore Consueto Bianchini che fiosofo e teologo chiù grande e’ voi non esistesse nello mondo in guando voi avede deddo e sgriddo la immensa filosofazione: “Non sarà la Chiesa a evangelizzare i poveri ma saranno i poveri a evangelizzare la Chiesa”, e io subbito vi rispondessi: “Prendete quesdi poghi viveri, per fare sopravvivere Dicette e Facette, padre Agnellone Giuda Bebè e Fabiolone mio bello a’ amma’ e cocco e’ papà, da duddo quello che vi arrivasse dell’otto per mille e nessuno se ne aggorgesse e dando meno gli immigradi che dando hanno il condribudo del comune nostro rosso che li fa sdare meglio di me medesimo sdesso e delli fratemi iei Agnellone Giuda Bebè e Fabiolone mio bello a’ mammà e cocco e’ papà”

Di quesdo vi ghiedo umilmende come umilmende vi chiedessi sgusa e significadamente vi rigambiassi il piacere in quando invidasse a parlare a Firenze lo filosofo e teologo vosdro Giordaniello Frosinini che dandi meridi have combreso quello di essere di voi uno grande ammiradore insieme allo vicariello Palazzini che anghe esso bodreppe parlare sul dema: “Dalla demograzia gonciliare alla massoneria palazzinara il passo fosse breve assaie”, insomma podrebbe essere quesda una serada fandasdica ma prima vi rigordo le mie dre righiesde ghe podrete fare qui a Fiorenza o cosdì a Pastoia, in quando io sdesso medesimo Dicette e Facette righiederebbe oldre alli viveri che deperiti simmo:

1)Lo ganonigato nel Duomo di Pastoia o in quello di Fiorenza;

2)La Gattedra nello seminario sulle maderie filosofighe e pure storighe che tutto sapio delli dradimenti e delli accoldellamenti alle sballe di quelli che in passato come me i miei soci facettero;

3)Lo cappellanato della Malta che bene mi lascia a sberare la bromessa del caro amigo Monsignore Albertello Albertelli dei Favini che li tradizionaliste infame chiameno dei Favoni con il quale in oddimi rappordi rimango, legadi come siamo alla misdica dello p. Fiorenzo Rubagalline che aggio sapudo che l’odore suo gorgonzolino esse dovuto allo odore di sandida’ che, dadi i tempi, oggi invece che odorare di violetta puzzeno dello gorgonzula;

Badrino, Patremo, Badrino a me, Monsignore colendissimo Consueto Bianchini che  filosofo e deologo chiù grande al mondo non esistesse in quando voi avede deddo e sgriddo quella grande filosofazione: “Non sarà la Chiesa a evangelizzare i poveri ma saranno i poveri a evangelizzare la Chiesa” , vi prego brovvediate a duddo quesdo e specialmente al rifornimento di caciotte, saucicce, salamelle belle e dello ollio per lo pane e per la friggidura delle belle ovine. Sdiamo unidi allo Capoccione nosdro in odore e\o puzza di sandidà, lo p. Fiorenzo Rubagalline da Volpinaia dei frati cappuccetti cappuccini e allo Giuda Maggiore Alfonso Giordano Bruno al quale non son degno nemmanco di baciare lo cordone con li nodi.

issademi una dada per la conferenza di don Giordanelle Frosinini e dello Palazzetti ameno .

Grazie per duddo quando fade per sosdenere le nosdre infamie per abbaddere l’ordine delli fradi della Immacolata che esseno divendadi pelagiani e criptolefebvristi che volesse dire tradizionalisde infame che pure fossere, se non sosdenudi, almeno compresi dalla Curia di Firenze che ha spernacchiato lo Rubagalline nuosto Capo e Guida che sape di Gorgunzolo e sandida’ moderna (ovvero puzza) dando che lo bovero cappucceddo gappuccino non volesse chiù tornare a Firenze e mi avesse deddo: “Dicette e Fecette ti dovessi arrangiare nella ricerca delle caciotte, salamelle belle e dello ollio per condire, delle aulive e della pagnotta, in quando io non mettessi biù biede a Florenzia dra quelle besdiacce che mi spernacchiassero e non sapessero chi sono io e manco avessero timore delli miei brovvedimenti ganonici nei confrondi delli dradizionalisde infame che, se da me dipendesse e non dallo cardinal Giuseppe Betovi, li abbruciassi duddi in riva dello Arno e dopo che li cospargessi di pece li darebbe fuoco”:

Badrino, Patremo, Badrino a me, Monsignore colendissimo  Consueto Bianchini che filosofo più illusdre non si drovasse in duddo il mondo in quando avesde a sgrivere e dire quella grandissima assai filosofazione: “Non sarà la Chiesa a evangelizzare i poveri ma saranno i poveri a evangelizzare la Chiesa” che onore facesse a dudda Pastoia, ascoltasse le mie subblighe, del povero Dicette e Facette, senza sauciccia, caciotte e salamelle belle, che deperisce ogni giorno brebotentemente e ghe umilissimamente assaie si prostasse allo bacio dello vosdro oroscopo in quando anche il soddoscgriddo me medesimo, Dicette e Facette, volesse ORO SCOPARE.

Ricevede lo bacio di Giuda da p. Dicette e Facette

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Lettera di p. Agnellone Giuda Bebè dei Frati Iscariotiti allo Conducator e Dux iscariotita p. Alfonso Giordano Bruno Giuda Maggiore nel suo “covo” (cuib) Romano.

 

Caro Superiore Giordano Bruno Giuda Maggiore,

tu sapere che io essere a Firenze per controllare la situazione e riferire del comportamento di Dicette e Facette ma soprattutto degli altri due frati filippini che essere dalla parte della Immacolata e della devozione insieme ai quindici novizi che, se possibile, quelli essere ancora peggiori in quanto più conservatori e naturalmente tutti essere sobillati dalle monache conservatore le quali vendere e distribuire i giornali esplicitamente vietati dal padre nostro Rubagalline da Volpinaia che avere ragione essere incavolare che qui Fiorenza dire incazzare in quanto tutti, novizi e frati, essere conservatori di quella devozione che avere dovuto passare di moda dopo il conciliabolo e non essere ancora passare di moda ma dovere passare nello andare avanti con il progresso verso una società illuminata di fratellanza dove, una volta per tutte, le chiese dovere essere sostituite dalle logge dove dovere essere l’obbedienza. E, anche per progredire, io reputare mandare avanti quelli che come voi Padre Conducator  e Dux Giordano Bruno Giuda Maggiore essere fedeli alla Loggia e alla Obbedienza onde avanzare “per gradi” come avere avanzato per gradi il fratello nostro 33 Bugnini che ingiustamente essere stato punito da Paolo VI che avere cominciato bene e avere finito amale con la sua evocazione di inferni e fumi di Satana che a noi “fratelloni” loggiatici fare ridere. Ora incontrare io Marcus Grulli che essere giullare della Riserva Indiana e lo quale tanto bene potere fare alla causa nostra della illuminaza e fratellanza in quanto come dire quello pensatore infame e tradizionalista brasiliano Correa de Oliveira: “Lo stupido essere il cavallo del diavolo”. Caro padre Conducator e Dux supremo io essere onorato miaorigine angla e mia appartenza a quella loggia che più antica di tutti essere : la Loggia Inglese a gloria del Grande Architetto dell’Universo. Purtroppo qui a Fiorenza il terreno essere sdrucciolevole motivo per cui essere difficile fare proselitismi e noi essere isolati in quanto tutti i (pochi) fedeli che venire a Tutti Santi cercare i frati tradizionali e le monache conservatore e il povero Dicette e Facette che non essere aquila ma grande organizzatore di infamie e tradimenti poco potere fare senza aiuto di Bruto e Cassio che essere da altre parti. Me dispiacere per Rubagalline che qui a Fiorenza essere come dire i fiorenzini canzonato (ma loro dire cosa peggiore che io non potere dire) ma questa essere il mio rapporto e mi scusare se altro non potere fare se non salutare con il mio belato anglo behhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhbehhhhhhhhhhhhhhhhbehhhhhhhhhhhhhh

p. Agnellone Giuda Bebè dei frati Iscariotiti

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P. S. . Avere incontrare l’amico G.S. che avere contattato voi e mi avere detto che fratelli di Loggia essere molto contenti di come procedere le cose, infatti notare che guerra contro Tradizione Chiesa essi la fare da sempre. In particolare G.S. avere dato a me uno opuscolo di pagine 20 che mettere in allegato con il seguitaneo titolo: “A G D G A D U” Massoneria Universale- Grande Oriente d’Italia – Collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Toscana-: “L’ANTIMASSONERIA A FIRENZE” – Biblioteca Massonica Toscana – proprietà privata- stampato in proprio con l’autorizzazione del Grande Oriente d’Italia- Solstizio d’Estate 1998 E. V.”

In questo opuscolo riportare tappe in cui avere eliminare centri antimassonici tra cui  pag. 11 “Cappella del SS Sepolcro via del Presto in San Martino, dove viene celebrata la S. Messa in latino…(e) Un’altra organizzazione a carattere integralista ha sede presso la Confraternita dei Vanchetoni, Via Palazzuolo.” per cui rimanere da eliminare “Chiesa San Francesco Poverino, Piazza SS. Annunziata, dove alle ore 11 della domenica viene celebrata la S. Messa in latino”

Restare da eliminare anche:

< “Riviste della ‘nouvelle vague’ del’integralismo cattolico  antimassonico: CRISTIANITA’ organo di “Alleanza Cattolica” e del G.R.I.S. CONTRORIVOLUZIONE rivista dell’integralismo fiorentino (Neri Capponi… Pucci Cipriani)” -pag11->

Poi in rivista vedere tante cose che vedere potere pure voi p. Giordano Bruno Giuda Maggiore colendissimo…GS raccomandare me di non dire alcuno questa rivista essere in nostre mani e io pure non avere detto a p. Dicette e Facette che troppo chiacchierare imprudentemente.

GS avere detto me riferire voi, solo voce, che quello libretto riferire cose passate e quelle presenti essere solo voce: restare chiudere oltre oratorio Santo Francesco pure Messa da noi, da sostituire con quella italiana che avere creato fratello Bugnini…me dire però GS che troppo poco aiuto Loggia Maggiore avere da Curia che volere tenere Messa integralista e antimassonica in riva ad Arno…credere però gran Maestro che alleanza nostra- grazie potere di Rubagalline- potere creare buoni frutti e dare tante soddisfazioni fratellanza di cui voi Giordano Bruno Giuda Maggiore aspirare a essere Capo Collegio Venerabili Maestri.

Baciare vostro cordone

p. Agnellone Giuda Bebè Beeeeeehhhhhhhhhhhhhbeeeeeeeeeeeeeeehhhhhhhhhhhh

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9 commenti su “La chiacchierata domenicale – 16 – di Rigoletto Corsini”

  1. Dante Pastorelli

    per cui rimanere da eliminare “Chiesa San Francesco Poverino, Piazza SS. Annunziata, dove alle ore 11 della domenica viene celebrata la S. Messa in latino”
    ———————
    il p. AGNELLONE sbaglia nel suo belare: la Messa a S. Francesco Poverino viene celebrata alle ore 10 e non alle 11.

  2. Ma , se il mafioso e’ mafioso e lo spacciatore di droga e’ spacciatore di droga , non sara’ per caso colpa della societa’ ?

  3. piero vassallo

    travolgente la pagina del dr Rigoletto! affascinante la parodia della prosa di dicette e facette! Perfetto il profilo di don Ciotti. Al proposito rammento che a don Ciotti fu affidato un pluri-omicida genovese, Montella, il quale – lasciato vagare dai rieducatopri cattoprogressisti – commise nuovi delitti (uccisione di prostitute) a Torino e dintorni – non stupisce l”amicizia di don (don?) Ciotti con la Turco e Tabacci due esponenti della più rovente risma progressista. infine mi domando: esiste ancora una destra in Italia?

  4. Maria Rosa Di Lallo

    Tanto per chiarire: si trattava di Filippo Lazzara o di Stefano Lazzara.? E il giornalista era Vittorio Zincone o Giuliano Zincone? La foga, a volte, fa brutti scherzi, ma, specie in cadi come quelli trattati nell’articolo, la precisione è fondamentale.

  5. piero nicola

    L’accusa di pelagianesimo rivolta ignorantemente ai tradizionalisti, si rispedisce con facilità al mittente: a quelli che ritengono si possa fare il bene e ci si possa salvare senza la Grazia, fuori dalla Chiesa. Se non verrà rimosso proprio questo principio del pelagianesimo, non ci sarà speranza per la massa pseudocattolica scesa nell’eresia, e per chi la rispetta.

  6. Deliziosa la pagina del collega Corsini che sbatte in faccia ai buonisti la realtà truce della medicina e del medico che non lasciano divenire la piaga gangrenosa…
    Ma agiscono dicendo quel che è necessario per salvare la “pelle” dell’anima e di quel corpaccio cellulare che ci sta attaccato in modo tale, dalla nostra nascita, che confondiamo il corpaccio con l’anima.
    Pensando che quello sia eterno e l’anima non esista!
    Caro collega Corsini, come ti ringrazio per queste parole che portano una ventata di vero e di buono in questa Italia affollata di ignoranti buffoni con ruolo di politici che brucano come parassiti sulla spalle di tutti gli italiani !

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