La tolleranza fuori luogo  –  di Piero Vassallo

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Dalla democrazia al nudo buonismo. L’identità multipla della decadenza americana

di Piero Vassallo

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zOmar-Seddique-MateenAlla luce della minima conoscenza della storia, l’identità di una stabile e ordinata nazione contempla l’insofferenza – si è tentati di dire l’intolleranza di pensiero, di parola e di legge – della qualunque dissociante/devastante passione rivoluzionaria/eversiva.

Lo studioso in cattedra e il dilettante di periferia sanno che una nazione polifrenica è destinata fatalmente a una vita grama e a un tormentoso declino.

Va da sé che l’unità nazionale è un bene prezioso, che si conserva a prezzo di una severa e in certo modo antipatica disciplina e, in ultima analisi, di una legislazione intesa a colpire con implacabile durezza il tradimento e l’insorgenza degli eversori internazionalisti.

Negli anni della guerra fredda, la giustizia americana (quasi aderendo all’estremismo maccartista) colpì con rigore implacabile il tradimento consumato ai danni della nazione e a vantaggio della rivale Unione Sovietica, da due depositari di importanti segreti strategici, i coniugi Julius Rosenberg e Ethel Greenglass.

Indagati dai servizi segreti americani i coniugi Rosenberg furono arrestati nel marzo del 1951, processati e condannati a morte.

Da ogni parte del mondo si levarono (inutilmente) voci contrarie alla esecuzione dei coniugi Rosenberg. Perfino Pio XII, pontefice indenne da debolezza verso i comunisti, invocò un atto di clemenza del potere pubblico americano. La pena di morte inflitta ai due coniugi, nonostante le autorevoli proteste, fu eseguita mediante la sedia elettrica il 19 giugno del 1953.

La diffusa, comprensibile, condivisibile avversione dei media e della pubblica opinione alla pena capitale non diminuisce la gravità della colpa commessa dai coniugi Rosenberg, che trasmisero segreti scientifici, utili alla difesa americana, a una nazione rivale degli Stati Uniti d’America.

Dura lex sed lex. In special modo l’orrore suscitato dalle esecuzioni capitali non è sufficiente a cancellare il diritto/dovere dello stato di tutelare, con durezza implacabile, i segreti della scienza, finalizzata alla difesa armata della sicurezza nazionale sotto schiaffo.

Lo stato, che può chiedere e perfino esigere il sacrificio dei combattenti, non può escludere tassativamente la condanna a morte dei traditori.

Ora l’intransigenza dimostrata dal governo americano negli anni Cinquanta dello scorso secolo contrasta con la disarmante disattenzione ultimamente dimostrata dalla polizia federale nei confronti dei terroristi islamici.

zrosenNell’opinione pubblica circola la convinzione invincibile che l’ideologia buonista (ovvero l’incapacità di avversare efficacemente la violenza degli eversori d’ogni risma) abbia contagiato la cultura politica, che prevale nella nazione, alla quale circostanze favorevoli, maturate alle fine della seconda guerra mondiale, attribuirono la dignità di guida dell’Occidente.

Il contagio buonista è la causa profonda della ambiguità – reazioni irose associate a pistolotti  buonisti e ad umilianti discese di pantaloni – sfoggiata dai governi americani e  americanofili nei confronti della feroce baldanza islamica.

L’Occidente è vittima di un debilitante buonismo, che circola incontrollato e addirittura incensato nelle sedi alte della cultura occidentale.

Il massacro compiuto, per onorare il ramadan, da Omar Saddique Mateen (maomettano da tempo nell’occhio debole della polizia americana) in un club omosessualista di Orlando in Florida, dimostra la inefficienza e la vulnerabilità della ideologia liberale, prevalente nel ricco ovest del pianeta.

Lo stragista musulmano Mateen era infatti sospettato dalle forze dell’ordine, che temevano la sua religiosa  attitudine al delirio e al delitto.

Non è inverosimile l’opinione degli osservatori che giudicano il blando controllo esercitato dalla polizia americana un omaggio dovuto alle castranti forbici del politicamente corretto, un delirio in sfrenata corsa nei santuari dell’ideologia liberale.

Di qui la forzata/disperata condivisione dell’antipatico giudizio dell’iroso Donald Trump sulla necessità urgente (e purtroppo inattuabile) di allontanare dall’America (e dall’Occidente civilizzato) i seguaci di una religione strutturalmente inclinata (lo ha rammentato Magdi Allam) al fanatismo e alla ferocia.

Di qui infine il sospetto dell’abbandono del pensiero occidentale alla tossica e rovinosa onda pseudo ecumenica, che sta abbattendosi sul suo incerto destino.

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14 commenti su “La tolleranza fuori luogo  –  di Piero Vassallo”

  1. Dura Lex sed Lex?
    Non é certo questo il senso del sensatissimo discorso del valentissimo critico e storico Pier Angelo Vassallo. E’ l’esigenza di un’ineludibile legittima difesa della civiltà occidentale di fronte alla barbarie di un islam strutturalmente e originariamente barbaro e spietato, per non perire nel gorgo dell’inciviltà che in gran parte si sta maschilisticamente dando e che ora incombe, più ineluttabile che mai, col folle terrorismo di pura marca maomettana.

  2. Ci sono varie tipologie di buonisti. C’ è chi è buono perché un santo ma un santo è buono lui e non obbliga con la forza gli altri ad essere buoni, poi ci sono quelli che lo storico Carlo Cipolla chiama “sprovveduti” e sono quelli che si fanno menare per il naso e non vedono che il buonismo a prescindere non danneggia solo gli italiani onesti ma anche gli immigrati onesti ed infine ci sono quelli che sono buoni perché sul buonismo ci mangiano su abbondantemente o sfruttando direttamente gli immigrati (lavoro nero, spaccio droga, prostituzione, affitti in nero, etc.) o facendo man bassa sui soldi che dovrebbero andare agli immigrati o perché così mantengono un qualche seggio ben remunerato o in altre fantasiose maniere.
    Può darsi che ci siano anche altre categorie di buonisti a me però non ne vengono in mente altre. Attendo di leggere i prossimi commenti per vedere se qualcuno descriverà meglio i buonisti.

    1. Colui che è Santo (o semplicemente buono) non è certo sprovveduto e si schiera sempre contro il male. Ha ben presente i valori.
      Il buonista, figlio del buon-ismo, finisce per stravolgere , se non addirittura sovvertire, i concetti di bene e male. Per questo commette quasi sempre ingiustizie e, spesso, si schiera sistematicamente contro il bene.
      Il buonista è la PARODIA del buono.

      1. Concordo completamente con lei: il buonismo non ha nulla a che vedere né con la bontà né con la Santità perché è privo sia di verità che di giustizia che di carità!
        Non per niente i buonisti sono spesso spesso omosessualisti (dov’è la bontà verso chi sbaglia, se invece di correggerlo gli si dice “continua pure così?”), abortisti (dov’è la bontà verso gli innocenti che vengono uccisi, spesso fra atroci sofferenze?) e divorzisti (dov’è la bontà verso il coniuge che subisce il divorzio e verso i figli di quelle coppie)?
        La bontà è ispirata da Dio, il buonismo è ispirato dalla scimmia di Dio, cioè da Satana!

  3. L’espressione Era dell’Acquario e’ utilizzata per indicare movimenti culturali (ad es.: gli hippy), che dagli anni ’60-70 del sec. XX, hanno originato culture alternative, quali presagi dell’imminenza della “New Age (of Acquarius)”. Tra le caratteristiche principali dell’era, ci sono la solidarietà, la democrazia, la fratellanza, il rispetto dell’ambiente, l’umanitarismo, l’apertura mentale, le nuove tecnologie. Allo stesso modo, essa apertura mentale e senza pregiudizi vede il fallimento dove chi schemi sociali o religiosi e delle tendenze culturali costrittive per la libertà di scelta dell’individuo. Sono tipici anche la ricerca di cure alternative, l’omeopatia, le discipline orientali ed il ritorno alla meditazione come ricerca interiore di se stessi e ribellione, intesa come anticonformismo e ricerca del nuovo. Tutto in una sola parola? 1968. Caro Andrea, credo che sia stata questa la radice del male (almeno, nella sua più recente versione).

  4. i “buonisti” sono coloro che vestono l’abito della rinuncia alla propria identità adeguandosi a qualunque cosa chieda il loro prossimo per “sciogliersi”nella sua volontà illudendosi di preservare un quieto vivere che, senza la Verità, è però l’anticamera della morte della propria anima!

  5. giorgio rapanelli

    Ottimi commenti di Normanno Malaguti e di Andrea. TEMO CHE MORIREMO DI MISERICORDIA. Dall’osservazione vedo che ormai gli Stati Uniti, non più resi forti dal Calvinismo ed alla deriva del relativismo, ed in mano a Presidenti cialtroni, si sono dati alla confusione planetaria da dopo la Seconda Guerra Mondiale. Con Obama, mezzosangue e per metà musulmano, siamo al personaggio incapace di fare il guerrafondaio totale. Ci penserà Hillary a creare la confusione totale tra la nostra fasulla Europa e la Russia.
    Sia a Parigi, che a Orlando, i vigliacchi musulmani inneggianti al Califfato hanno potuto colpire non tanto perché non c’erano bastanti forze dell’ordine e servizi segreti per prevenirli e neutralizzarli. Il terrorismo, principalmente quello islamista pronto al sacrificio per godere di un paradiso a misura d’uomo, si forma pure senza organizzazione. L’arma dell’assassino di Orlando era semiautomatica, reperibile nelle armerie pure in Italia.

  6. Caro Vassallo, personalmente, ritengo (pur se la mia opinione vale poco) che sia un bene che questo pseudo faro dell’Occidente (mi riferisco agli USA) si stia rivelando per quello che è sempre stato: una immensa bolla di sapone, ammantata di lustrini e falsità. Una orribile creatura di omerica memoria e, cioè, una volgare Chimera.

  7. giorgio rapanelli

    … Ciò che fa dolorosamente pensare è come sia stato possibile alle vittime di farsi ammazzare come agnelli al macello, senza tentare una reazione organizzata. Ad Orlando, dopo i primi colpi, sarebbe bastato saltargli addosso a tenaglia per neutralizzarlo. Il fucile, a meno di cinque metri, non si manovra più. La pistola, alla distanza di un metro, è inservibile. E’ forse perché i gay sono svirilizzati? Neanche per sogno. Ci sono omosessuali che combattono perfettamente nei corpi speciali. Allora, come è stato possibile?
    In Sudafrica, dove uomini e donne sanno usare le armi e possono girare armati, non sarebbe avvenuto ciò che è accaduto a Parigi e ad Orlando. E Obama vuole abolire le armi… Io, in Italia, mi sentirei più sicuro se sapessi che dei comuni cittadini, psicologicamente pronti, potessero girare armati con il compito, se del caso, di estrarre la pistola e difendere i pacifici cittadini da qualsiasi tipo di assassino. Invece, per la misericordia e il buonismo ci vogliono martiri.

  8. Piero Vassallo

    Al lettore Andrea: il buonismo è la grottesca e ingannevole caricatura della misericordia. Il buonismo è una contraffatta e cieca carità, che scende in campo per “aiutare” l’errore anziché l’errante. La matrice del buonismo, in ultima analisi, è la scarsa stima della verità. Nel pensiero del buonista la calda bontà precede e trascende la fredda verità. In tal modo la bontà si riduce a passione “pura” cioè irrazionale.

  9. Il buonismo neoliberale non deve ingannare. Benchè ammantato di mitezza, è un atteggiamento estremista derivante dal fanatismo tipico dei laicisti.Il problema delle relazioni omosessuali va risolto alla luce della ragione, della scienza e dell’interesse pubblico, al di là del fanatismo ideologico e degli opposti estremismi. C’è un estremismo religioso, che è alla base non solo dell’orrenda carneficina di Orlando, ma soprattutto della legislazione che in tutti i paesi islamici punisce l’omosessualità, spesso con la pena di morte. Ma c’è anche l’estremismo laicista proprio delle leggi dell’Occidente, che afferma la ridicola assurdità del matrimonio gay, camuffato in Italia da unioni civili, e della fecondazione eterologa, vero e proprio adulterio in provetta, allo scopo di accaparrarsi le provvidenze dello stato sociale, che dovrebbero essere destinate invece alla tutela delle relazioni eterosessuali, le uniche in grado di giovare alla comunità procreando.

  10. giuseppe formica

    personalmente trovo più ragionevole e coerente con lo scenario generale che stiamo vivendo, la tesi sostenuta tra gli altri anche da Maurizio Blondet, secondo cui i “buchi” nell’Intelligence sono voluti dai Servizi Segreti stessi per alimentare il clima di Terrore e favorire il restringimento delle libertà d’azione, di coscienza e infine religiose, Altro che buonismo! E’ un losco progetto destabilizzante.

  11. Tutti gli italiani che diventano foreign fighters e gli immigrati con cittadinanza italiana, di prima e seconda generazione, che favoriscono la jihad dovrebbero essere trattati come i coniugi Rosenberg.

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