Lo “spirito del Sinodo” soffia già forte in Francia…

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zzzzFrancAnche in Francia le ambiguità contenute nella Relazione Finale del recente Sinodo sulla Famiglia han colpito nel segno: in tema di divorziati risposati, la Conferenza episcopale d’Oltralpe si trova nella confusione più totale. Il caos regna sovrano. Ci si aspettava risposte chiare, direttive precise, indicazioni coerenti, invece niente di tutto questo: solo mezze frasi, prede ora di equivoci ed interpretazioni. L’Assemblea dei Vescovi si è fermata, interdetta, di fronte alla prospettiva di aprire l’adulterio ad una «più piena partecipazione alla vita della Chiesa», per chiedersi cosa quest’espressione voglia, in realtà, dire.

Il presidente della Conferenza episcopale francese, mons. Georges Pontier, si è limitato a rilevare, tra i Confratelli, l’impazzare di domande, tutte «da approfondire». Qualche esempio da manuale? «Come parlare di stato di peccato per una coppia certo risposata, ma che da trent’anni convive? Si può in tal caso parlare di adulterio?», ci si è chiesti. Certo che sì, secondo la Dottrina cattolica, eccome: ma, dopo il Sinodo, non è più così scontato. Ed ancora: «Abbiamo il potere di cristallizzare l’esistenza di chicchessia, impedendogli di accedere ai Sacramenti? Cosa significa desacralizzare la nostra vita cristiana?». Anche qui tutto si gioca nelle pieghe di un equivoco codificato.

Perché, sicuro, c’è chi come il Vescovo d’Ajaccio, mons. Olivier de Germany, si è detto perplesso (solo?) davanti all’articolo più controverso della Relazione Finale, il n. 85, quello sul «discernimento» circa i divorziati risposati, articolo passato per un solo voto sulla maggioranza dei due terzi: «Si potrebbe cadere nel soggettivismo ed in situazioni di ingiustizia», ha osservato, prospettando ancora come eventualità ciò che, in realtà, già appare certezza. Molto più disinvolto il giovane Arcivescovo di Fort-de-France, mons. David Macaire, che, al singolare grido di «Houston, abbiamo un problema!» (sic!), ha annunciato in aula l’ingresso della Chiesa «in un’era di test pastorali». Il Vescovo di Gap, mons. Jean-Michel Di Falco-Léandri, ha notato come le «divisioni del Sinodo siano le stesse ricadute a pioggia in Assemblea». Non solo in Francia. E’ la stessa situazione, che purtroppo sta vivendo la Chiesa universale. Una situazione, in cui ognuno, dopo i due Sinodi, si sente in diritto di dare la propria risposta.

Un esempio più che eloquente lo ritroviamo già nella Diocesi francese di Belfort-Montbéliard, il cui Ufficio per la Pastorale Familiare ha organizzato per il prossimo 20 novembre, presso la propria struttura di Trévenans, una conferenza sul tema «Ricomporre una famiglia». Il taglio non sarà quello proprio di chi sia preoccupato di salvare anime, di recuperare le coppie in crisi a Cristo, di proporre anche solo un cammino di conversione. No, anche qui, come altrove, si parte dal matrimonio in pezzi come dato di fatto assodato, per ipotizzare da qui in poi possibili percorsi verso non si sa che.

Così, quella sera, non interverranno sacerdoti: un “tecnico”, il dottor Gérard Vallat, terapeuta della famiglia, parlerà della «separazione come lutto, di vissuto di genitori e figli» verso «una pluriparentalità», dando sostegno, certo, ai ragazzi – autentiche vittime sacrificali dei disastri provocati da papà e mamma -, ma solo per aiutarli a «costruire nuove appartenenze». Un’ottica, dunque, ch’è già di resa totale: non si lotta più per tenere assieme i cocci, il vaso lo si dà per rotto, tanto vale andare oltre. Questa è, tragicamente, la filosofia soggiacente. Ed i figli se ne facciano una ragione, si adeguino, si lascino privare senza tante storie del diritto ad una famiglia, preparandosi piuttosto alle «nuove appartenenze», di cui mai han sentito, né tanto meno sentono ora il bisogno. Ecco lo «spirito del Sinodo», che già soffia forte anche nella Chiesa di Francia… (M.F.)

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fonte: Corrispondenza Romana

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4 commenti su “Lo “spirito del Sinodo” soffia già forte in Francia…”

  1. giorgio rapanelli

    Nel Vangelo e negli Atti degli Apostoli e in San Paolo c’è la risposta ai quesiti oggi posti. Si vuole riformare ciò che in essi è scritto? Attenzione all’eresia ed agli eretici. Già sarebbe un grosso balzo in avanti la misercordia che permette ai divorziati risposati e conviventi di poter accedere alla Comunione se rinunciassero al sesso coniugale ed entrassero nella castità. Ma oltre non credo che si possa andare. La religione cattolica non è una fai da te e un fai ciò che vuoi, tanto c’è la misericordia del Cristo che è morto per i peccati di tutti i peccatori e con il suo sangue ne ha cancellato le colpe. Credo che la misericordia del Cristo si fermi davanti alla porta chiusa del cuore egoista del fedele che non vuole rinunciare al suo piacere e ai suoi sentimenti e, quindi, la tiene chiusa per libero arbitrio. Siamo in molti ad essere preoccupati per il tentativo di un nuovo corso satanista di certi ambienti della Chiesa, infiltrati dal Nemico. Quindi, facciamo il nostro dovere affidandoci alle uniche armi che abbiamo, ossia ai Sacramenti, e lasciamo allo Spirito Santo il compito di agire per ripulire la Chiesa delle scorie eretiche in atto.

  2. Caro Rapanelli,come farebbe il prete a verificare se,davvero, i due concubini cessano ogni rapporto e vivono solo come fratello e sorella?

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