Marilyn Manson. Business e satanismo, una trappola per i giovani – di Don Marcello Stanzione

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di Don Marcello Stanzione

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Oltre 20.00 firme erano state raccolte per impedire i tre concerti di  Marilyn Manson in Italia in questa estate 2017. Manson  è certamente un “cattivo maestro” per eccellenza per numerose masse di giovani. Infatti egli è l’artista del paradosso e della trasgressione, e tutti sanno che il cantante americano, che si dichiara favorevole alla legalizzazione di tutte le droghe, ha fatto della trasgressione e della provocazione le sue armi fondamentali di successo discografico. Marilyn Manson (all’anagrafe Brian Warner) è nato nel 1969 a Canton (Ohio), l’anno in cui la cultura hippy celebrava il suo apogeo con il festival di Woodstock. All’età di 18 anni si trasferisce a Tampa Bay in Florida dove inizia la sua carriera come giornalista nel mondo del Music Business. Ma saranno fondamentali gli incontri con Iggy Pop, David Bowie, Red Otchily Peppers e altre rock star, come confessa nella sua autobiografia “La mia lunga strada dall’inferno”,  a convincerlo che sarebbe stato più divertente (e proficuo economicamente) rilasciare interviste choc, invece di farle come cronista.

I critici fin dall’inizio non hanno esitato a liquidare questo androgino amante del satanismo e del feticismo sessuale come l’ennesima pessima rivisitazione di Ozzy Osbourne e Alice Cooper. Ma se dopo quasi vent’anni la sua metamorfosi da fenomeno da baraccone a fenomeno culturale può dirsi realizzata, vuol dire che purtroppo dietro la sua carnevalata satanica c’era qualcosa di più di un astuto marketing. Il suo album di debutto “Portrait of an American Family” del 1994, risente ancora del condizionamento del produttore discografico Trend Reznor, leader dei Nine Inch Nails, gruppo californiano dalle lugubri sonorità industrial. In copertina il ritratto in plastilina della tipica famiglia disfunzionale americana seduta davanti alla tv. Il videoclip di “Get Your Gunn” è stato proibito dal gestore dei contenuti del Web perché giudicato reo di incitare i giovani all’uso delle armi. In “Smells Like Children” del 1995, album caotico registrato sotto l’influsso evidente di uso di droga, Manson parla dell’infanzia abusata. Tale tema è ricorrente nella sua produzione, vittima lui stesso durante l’infanzia di un episodio di violenza sessuale. Ma è “Antichrist superstar” il suo album del 1996 che è pieno di riferimenti simbolici al satanismo e alle discipline occulte. Sempre nel 1996 Manson debutta al cinema nel film “Strade perdute” sotto la regia di David Lynch, nel ruolo di una pornostar losca e inquietante. Nel 1998 esce l’album “Mechanical animals” dove gli aspetti gotico-industriali cedono il posto ad un rock di impronta più estetizzante. Nel 2000 esce l’album “Holy Wood” estremamente duro e tossico dove come sempre s’inneggia al culto delle armi negli Stati Uniti.

In una dichiarazione, il cantante ha espresso i suoi ideali satanici: “Satanismo non significa adorare il diavolo, significa che l’uomo deve essere il proprio dio sulla terra. Non devi adorare niente e nessuno, tranne te stesso”.

Sono questi i non-valori che un certo tipo di musica sta portando ai giovani. Un vero e proprio “lavaggio del cervello”, che può condurre i ragazzi sulla strada del nichilismo e della sfiducia nella vita.

Manson – a torto o a ragione – è accusato di avere ispirato con i testi delle sue canzoni suicidi e azioni violente da parte di alcuni suoi giovani fans, dalla strage alla Colombine High School a Littleton (Colorado) del 20 aprile 1999, all’omicidio a Chiavenna (Sondrio) di suor Maria Laura Mainetti (1939-2000) nella notte fra il 6 e il 7 giugno 2000 ad opera di tre ragazze allora minorenni, i cui diari riprendevano ossessivamente “motti” tratti dalle canzoni del rocker statunitense.

Le narrative circa l’infanzia e la giovinezza di Marilyn Manson parlano di un bambino turbato in tenerissima età dalla scoperta delle perversioni sessuali del nonno e concordano sul fatto che il giovane Brian si ritiene poi frustrato dalla frequentazione di un ambiente scolastico cristiano fondamentalista e, proprio in quell’ambito estremamente rigoroso dal punto di vista morale e per reazione allo stesso, si sviluppa il suo desiderio di andare controcorrente, scrivendo fumetti pornografici e diffondendo audiocassette di gruppi rock proibiti dalle autorità della scuola. Più tardi, Brian tenta varie esperienze letterarie senza alcun successo, tuttavia riesce a diventare collaboratore di una nuova rivista musicale. Questa professione gli consente di sviluppare conoscenze nel mondo discografico e di fondare una band specializzata in hard rock, che subito si caratterizza per gli spettacoli e uno stile di vita trasgressivo, con ampio uso di sostanze stupefacenti.

Anche la scelta del nome d’arte da parte del cantante statunitense è di per sé volutamente ambigua e trasgressiva e denota il riferimento a due “miti”: Marilyn Monroe (1926-1962), indiscussa e celebrata sex symbol, e Charles Manson (1934), ispiratore della strage di Los Angeles in cui fu uccisa l’attrice Sharon Tate (1943-1969), moglie del regista Roman Polanski.

Come confermato in varie occasioni da Brian Warner, il riferimento alla Monroe consente la possibilità di muoversi, nel gioco di continue mutazioni e travestimenti che ormai lo caratterizza, fra i due estremi: maschio/femmina, ma anche bene/male, buono/cattivo. Per quanto concerne il riferimento a Charles Manson, invece, occorre notare che gli omicidi commessi da aderenti alla comunità raccolta attorno a questi (La Famiglia), nel 1969, e il successivo clamoroso processo del 1972 procurano inizialmente un’ampia pubblicità al satanismo, ma determinarono anche una forte reazione sociale. Tuttavia, il riferimento satanico in senso stretto esiste, ed è ben messo in evidenza nelle biografie di Marilyn Manson: nel 1994 il cantante incontra, infatti, Anton Szandor LaVey (pseudonimo di Howard Stanton Levey, [1939-1997]), e aderisce alla Chiesa di Satana da questi fondata nel 1966 con l’amico e regista underground di Hollywood, Kenneth Anger (pseudonimo di Kenneth William Anglemyer [1927]), la quale Chiesa di Satana fa seguito alla costituzione (avvenuta nel 1961) di un’organizzazione chiamata Magic Circe.

A detta di alcuni biografi, l’incontro con LaVey, che fa guadagnare al cantante l’appellativo di “reverendo”, quale riferimento all’affiliazione alla Chiesa di Satana californiana, ispira profondamente le varie tematiche e messaggi che emergono dai testi delle canzoni di Warner, le quali da anni certamente affascinano molti giovani che fanno proprio uno stile di vita ispirato ad una subcultura con riferimenti a vari tipi di trasgressione e disperazione, dalla droga, al sesso, al gusto per il macabro e il “grottesco”, passando per il satanismo. Durante i concerti, che sono un concentrato di violenza e cattivo gusto, Marylin Manson arriva al punto di ferirsi fisicamente.

Manson lancia un appello con le sue canzoni e con la sua stessa immagine; in effetti, sembra plausibile che – come molti sostengono – quella relativa a Marilyn Manson sia soprattutto una grossa operazione di business da parte dello stesso cantante e dell’industria discografica, tuttavia la giovane folla che accorre ai concerti del “reverendo” e acquista i suoi dischi, sembra sostanzialmente confermare quanto il sociologo delle religioni Massimo Introvigne scriveva nel lontano  1994 a proposito dei gusti musicali di alcuni giovani che possono sfociare nella creazione di una certa subcultura satanica e nel cosiddetto “satanismo giovanile”: “[…] in un mondo dove il sesso e il turpiloquio non creano più veramente scandalo […], forse soltanto Satana rimane veramente provocatorio”.

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8 commenti su “Marilyn Manson. Business e satanismo, una trappola per i giovani – di Don Marcello Stanzione”

  1. annarosa berselli

    Il comportamento di -Manson-oltre che completamente diseducativo per i giovani-mi sembra puerile, quasi che questo pseudo cantante sia ancora un ragazzino che.non sa fare altro chr schenire e provocare tutti! Quando crescera’?

  2. Ma davvero avete sprecato così tante parole per costui?
    Diciamo un’Ave Maria: a) a nostra protezione, b) a protezione di coloro che gli sono attorno, c) per la sua conversione.
    Finito di parlare di costui.

  3. certo che i fan di questo pagliaccio blasfemo devono essere propio dei disperati…… ……..più che lui ,mi fanno pena chi spende i soldi per andare a i suoi “concerti”……..

  4. Stefano Mulliri

    Ci sarebbe un’altra cosuccia da dire a proposito del “figliol prodigo impenitente” che costui , ricevette il nulla obstat , almeno stando alle cronache del tempo, per celebrare il suo matrimonio con rito ……..CATTOLICO!!!… Ora io mi chiedo se ciò fosse vero, ma i signori reverendi che hanno concesso questo, non sapevano chi fosse il satanello in questione ?

  5. Ma che boiate state dicendo? Intanto manson è ateo, non è adoratore di Satana, e poi non è blasfemo. L’unica cosa blasfema che fa è quella di strappare la bibbia ai concerti (cosa che non fa più da 20 anni). Comunque marilyn manson è un personaggio, non una persona, la persona che sta dietro al suo personaggio è molto intelligente e diversa da quello che si vede sul palco. Ricordatevi che più lo criticate e più portate avanti il suo scopo, perché il personaggio di marilyn manson rappresenta quanto un uomo possa fare schifo e evidentemente, se a voi fa così tanto schifo, il messaggio vi è arrivato chiaro.

    1. Che non fa da più di 20 anni? Forse ti sei perso l’episodio del concerto di Torino… dove ha strappato la Bibbia e forse non sia che 80% dei suoi tatuaggi si riferiscono al satanismo ( sigillo di lucifero sulla mano, le croci capovolte ).
      Tesoro mio. .. credimi … marylin manson è un adoratore del demonio e quando fa queste cose è perché ci crede.. e crede anche nell’esistenza di Dio, tra l’altro manson frequenta la chiesa di satana è stato nominato anche reverendo.. vatti a leggere un po come si svolgono i riti satanici.. manson non si è costruito nessun personaggio. Lui è così e questo.. è una pedina del demonio e lo vuole essere. Abboffa di stronzate i suoi fan perché sa di essere creduto..perché ormai ci si crede a tutto.. quando poi basterebbe vedere come stanno in realtà le cose

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