Misericordia, tenerezza, Bergoglio e Ignazio Marino  –  di Marco Bongi

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di Marco Bongi

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zzzzrmpzzSi dice, non senza fondamento, che anche un orologio fermo segna comunque l’ora esatta due volte al giorno. Ne consegue, mutatis mutandis, che un Papa Francesco può dire magari due cose giuste e cattoliche nel giro di un Pontificato…

A parte la battuta, che vi prego di non interpretare in modo cattivo, devo ammettere che mi hanno davvero divertito le esternazioni pontificie sul sindaco di Roma Ignazio Marino, rilasciate sull’aereo di ritorno dal viaggio pastorale negli Stati Uniti. Certo, molto meglio rispetto all’arcinoto  “Chi sono io per giudicare…” pronunciato in una situazione analoga.

Innanzitutto va notato, in proposito, che il S. Padre, quando evidentemente vuole farsi comprendere con chiarezza, non ha alcun problema di comunicazione. Non è infatti necessario alcun arrampicamento sui vetri di “normalisti acrobatici” per interpretare univocamente quelle parole: “Il sindaco di Roma Marino io non l’ho invitato… e sia chiaro!”  Quel “E sia chiaro…” pronunciato con il tono perentorio dell’anatema, appare poi davvero spettacolare.

Saranno pure pronunciamenti poco o nulla magisteriali, ma non difettano nè di schiettezza, nè di trasparenza.

Esilarante altresì l’aggiunta: “Lui, (Marino), si professa Cattolico…, è venuto di sua iniziativa…”, che lascia chiaramente intendere un giudizio, per lo meno dubitativo, sulla Fede del primo cittadino.

Se fossimo pertanto un Andrea Tornielli o simili avremmo abbondante materia per riempire colonne, ricordando i numerosi pronunciamenti del Marino a favore dell’eutanasia, convivenze di fatto, divorzio breve o unioni fra omosessuali. Come potete ben notare, commenterebbe dunque il “normalista” di turno, Papa Francesco le sa cantare ben chiare a chi si oppone alla morale cristiana.
Già… peccato però che i motivi dell’anatema siano più che probabilmente ben altri: i malfunzionamenti ripetuti della metropolitana, le vacanze americane del sindaco, le presunte irregolarità di qualche appalto, i funerali Kitch organizzati dai Casamonica ecc. Tutte questioni insomma su cui il “povero” prof. Marino difficilmente avrebbe potuto intervenire di persona. Colpe imperdonabili invece per il Vescovo di Roma, che non giustificano neppure un minimo della proverbiale diplomazia vaticana.

Risultato? Papa Francesco, con la Sua “tenerezza misericordiosa”, è quasi riuscito a farci provare un senso di pena verso il sindaco “scaricato” dal mondo. Ed è tutto dire…

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12 commenti su “Misericordia, tenerezza, Bergoglio e Ignazio Marino  –  di Marco Bongi”

  1. Ma non è che a quel poveraccio di Marino il papa l’avrà invitato davvero? Magari per dimenticarsene un minuto dopo? E che l’improvvido avrà dato per scolpite nella pietra quelle parole (“ah, si venga venga”) vista la fonte? Mah…

  2. Il vescovo Francesco si e’ fatto ben comprendere con chiarezza, dicendo al Sindaco di Roma Marino, io non l’ho invitato e sia chiaro! e il Sindaco che gli ribatte, io sono cattolico, la solita coscienza personale, e’ d’accordo con l’eutanasia, convivenze di fatto, divorzio breve o unioni fra omosessuali. Mi piacerebbe chiedergli se conosce i 10 comandamenti, di certo non li mette in pratica, con gli atti scandalosi che compie e manda avanti. Il vescovo Francesco si fa’ ben sentire e capire, ma mai, e poi mai che alla fine dell’ Angelus avesse detto un: sia lodato Gesu’ Cristo, sempre buon pranzo, o un saluto a tutti, mai che si fa’ ben comprendere, dicendo: la Madonna piange lacrime di sangue, e dicendo delle tante anime che si vanno a perdere nell’ inferno, mai che dice, fate penitenza, fate penitenza, pensate alla cose del cielo, non quelle della terra, sempre molto umano, di soprannaturale niente, tutto sociale, i poveri e la misericordia.
    SIA LODATO GESU’ CRISTO

  3. Ho provato la stessa identica reazione: mi è divenuto improvvisamente simpatico il sindaco Marino. Mi è diventato simpatico nonostante siano anni, diversi anni, che, per usare un eufemismo, nutro pessima considerazione della sua persona. Tanta acredine nelle parole di un papa meritava forse ben altro bersaglio e ben altre motivazioni, come ci insegna la storia: non vorrei che Bergoglio venga ricordato sui libri come un Maramaldo, uno capace di fare la voce grossa con un ometto allo sbando e senza più’ credito e, di converso, molto prono nei confronti di un qualsivoglia potere che conti, foss’anche quello di un ridicolo presidente di un disgraziato paese sudamericano.
    Per non parlare di quell’alto prelato preso bellamente per i fondelli da una radio di regime, che lo fa passare per uno un po’ vanesio e molto zelante (per usare un … altro eufemismo) nel rispondere alla telefonata di un comico che si spaccia per Renzi e che lui crede essere Renzi.
    E’ tutto qui il gruppo di san gallo?

  4. In effetti comincio a preoccuparmi pure io della velata e simpatia (controvoglia( che ultimamente provo per Marino…come per il ministro dei trasporti Burlando qualche anno fa.
    Comunque quasi subito si è saputo che è stato il sindaco di Philadelphia ad invitarlo, per …ascoltate bene…”ringraziarlo per aver contribuito all’organizzazione del viaggio del Papa in Usa”! BAH

  5. Marino è una persona indegna di coprire una carica così importante, come
    lo è essere “il sindaco di Roma”, la capitale dell’Italia!!!

    Quindi è la prima volta che ho approvato al 100″ bergoglio!!!!

        1. Carla D'Agostino Ungaretti

          Ha ragione, cara Paola B.! E glelo dice una romana fino al midollo come me, che ama la sua città come se fosse una creatura umana per ciò che è, e per ciò che rappresenta dal 753 a. C. . Doveva arrivare un omuncolo come l’attuale sindaco per vedere umiliata e bistrattata perfino all’estero questa città che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della civiltà occidentale. Per metterlo a posto forse ci voleva un Papa che augura buon pranzo invece di lodare Gesù Cristo. Sarà stata l’ispirazione dello Spirito Santo che soffia dove vuole? Comunque devo smettere, sennò le tasche mi si riempiono di nuovo di lacrime.

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