Proteste anti Trump arrivano in Ue – di Roberto Vivaldelli

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di Roberto Vivaldelli

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Mentre negli Stati Uniti le manifestazioni fomentate e finanziate dallo speculatore George Soroscontro il neo-presidente Donald Trump non accennano a placarsi, anche in Europa le associazioni e organizzazioni progressiste, a dimostrazione di tutto il loro carattere elitario, si stanno mobilitando per contestare l’esito di un’elezione democratica e manifestare tutto il loro rancore nei confronti del 45° Presidente degli Stati Uniti d’America prima ancora del suo effettivo insediamento. BerlinoLondraParigiBarcellona: sono queste le città europee dove l’odio per Trump ha raggiunto il culmine e dove le Ong legate agli ambienti della sinistra “radical chic” hanno deciso di radunare i propri adepti e scendere in piazza a manifestare.

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La capitale tedesca è stata la prima: la protesta, a cui hanno partecipato alcune decine di migliaia di persone – in particolare giovani e studenti – si è svolta lo scorso 12 novembre nei pressi della iconica Porta di Brandeburgo. Molte altre manifestazioni europee si svolgeranno altresì il prossimo 20 gennaio, giorno dell’insediamento di Trump. “Abbiamo bisogno di costruire un movimento pacifico per mostrare al mondo che noi, gli americani a Berlino, i tedeschi, gli europei, non tolleriamo l’ingiustizia, l’intolleranza, l’odio, e la disuguaglianza che Trump incarna! – si legge nell’evento diffuso e condiviso sui social network – Donald Trump è il prossimo presidente degli Stati Uniti. Dobbiamo subito manifestare contro il suo comportamento xenofobo, islamofobo, misogino, razzista e sessista, che non promuove l’uguaglianza. Vogliamo inviare un segno di solidarietà internazionale. Usiamo il nostro potere nelle relazioni internazionali per esprimere la nostra solidarietà verso i nostri amici, quelli che saranno più colpiti dalla presidenza di Trump (le donne, gli afroamericani, i musulmani, la comunità LGBTQ, i poveri, le vittime di violenza sessuale, e altri gruppi emarginati)”.

Ma chi c’è in realtà dietro questa manifestazione? Chi l’ha sponsorizzata? Il corteo berlinese è stato promosso e organizzato in buona parte dalla “Lesben- und Schwulenverband in Deutschland (LSVD)” – Federazione di lesbiche e omosessuali di Germania (LSVD), la più grande associazione in difesa dei diritti LGBTQ tedesca con oltre 3mila soci e 70 organizzazioni affiliate: Ong affiliata alla “International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association” (ILGA), l’associazione internazionale che riunisce più di 400 gruppi omosessuali di tutto il mondo finanziata  dal magnate George Soros attraverso la Open Society Foundations, come si evince dalla documentazione pubblicata online dagli hacker di DC leaks (nel solo biennio 2013/2014 la fondazione di cui Soros è presidente ha elargito un contributo all’ILGA pari a 68 mila dollari). Anche qui, come nelle manifestazioni statunitensi, la mano dello speculatore naturalizzato americano è presente, seppur in maniera meno appariscente ed eclatante.

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Londra la manifestazione anti-Trump è prevista in concomitanza con l’insediamento del neo-presidente, in una giornata – quella del 20 gennaio – che sarà condita da cortei di protesta in molte città statunitensi ed europee. “Gli effetti di una presidenza Trump faranno sembrare normali concetti quali il razzismo e sessismo, attraverso una delle figure più potenti e visibili in tutto il mondo -scrivono gli attivisti londinesi sulla pagina Facebook dell’evento – Siamo solidali con gli attivisti negli Stati Uniti e il giorno del suo insediamento ci troveremo tutti insieme a protestare presso l’ambasciata americana di Londra”. L’iniziativa è promossa da “Stand Up To Racism”, organizzazione a favore che si batte a favore dell’accoglienza dei migranti e richiedenti asilo – “Refugees Welcome” – vicina all’ala più a sinistra e oltranzista del Labour Party e presieduta dal Ministro degli Interni ombra Diane Abbott, prima donna di colore ad essere eletta alla Camera dei comuni nel 1987.

La Abbott ha inveito in maniera durissima contro Trump nelle ultime ore: «Dobbiamo ovviamente collaborare con il nostro più antico alleato – ha detto in una recente intervista alla BBC – Quello che non possiamo accettare è una narrazione che punta il dito contro gli immigrati e contro i musulmani. Alcune persone vicine a Trump sono persino antisemite”. Diane Abbott è, tuttavia, un personaggio controverso e sopra le righe: insieme a molte battaglie certamente legittime e rispettabili, nel 2012 fece scalpore un suo tweet – che le valse persino l’accusa di “razzismo” –  in cui affermava che “i bianchi amano giocare a divide et impera, noi non dovremmo stare allo stesso gioco”: finita nell’occhio del ciclone delle critiche dell’opinione pubblica, è stata costretta a fare marcia indietro e a presentare delle scuse formali.

È un mondo, quello delle organizzazioni e associazioni che anche in Europa si presenteranno a manifestare la propria indignazione contro Donald Trump, ricco di contraddizioni e punti interrogativi. Il dubbio, più che legittimo a questo punto, così come è stato acclarato nel caso delle manifestazioni americane, che si tratti di proteste meno “spontanee” di come alcuni cerchino di dipingerle.

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fonte: Gli Occhi della Guerra – Il Giornale  

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6 commenti su “Proteste anti Trump arrivano in Ue – di Roberto Vivaldelli”

  1. Alla fine, a conti fatti, è sempre la solita minestra: dal maggio del ’45 del secolo scorso, tutto ciò che non è conforme al buonismo, alla democrazia, al pacifismo, al progressismo, allo stato di diritto, al prevalere della ragione giuridica su quella morale è tacciato come fascismo. Non sono mai stato fascista (anche perché in famiglia esserlo equivaleva a far le valige), ma mi sono preso la briga di analizzare gli eventi storici e ideologici di quel periodo, non relativi all’Italia sola. Ho scoperto, nel corso del tempo, tante incongruenze, tanti errori, tanti orrori, ma almeno ho capito perché, ancora oggi, tra bandiere colorate e propensioni massoniche, la gente grida al lupo nero! Sarà che tutto ciò che propagandano i manifestanti attraverso lo slogan ‘no fascism’ era aborrito proprio dal fascismo (e dai fascismi). Per esempio, cosa scoperta dal libro di don Ennio Innocenti, La Conversione Religiosa di Benito Mussolini, vigeva il reato di blasfemia, che veniva punito. A quell’epoca i gay pride non c’erano. Come nella Russia di Putin, oggi.

  2. Stefano Mulliri

    Così come Cristo ha il suo corpo mistico: La Chiesa, anche satana ha il suo corpo mistico fatto di conrtaddizioni, oltre che di odio irrazionale e sciatteria demenziale, come quella di cui è piena la testa vuota di sti defficienti, che si fanno portare quà e la, in queste manifestazioni di narcisismo vuoto, delle vere e proprie nullità. Il punto e che poi anche le persone per bene finiscono per credere quello che vogliono far credere i padroni del vapore, bisogna tener duro, non mollare resistere ancora un pò, e poi Dio dirà basta.

  3. Neppure quando fu eletto Reagan ci furono contestazioni di questo genere! Forse bisogna risalire ai tempi di Nixon e della guerra del Viet-nam;
    ricordo i cartelli “Nixon boia” innalzati dagli extraparlamentari della sinistra. Anche la signora Thatcher subì contestazioni violente per la sua politica economica sull’onda reganiana, ma adesso si sta passando ogni limite; questo “povero” Trump lo fanno passare per il demonio in persona.

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