Spagna, abusi e discriminazioni Lgbt: bus gratis ai trans – di Mauro Faverzani

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di Mauro Faverzani

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E poi strillano all’esclusione sociale! Ormai, se discriminazione c’è, è sempre più ai danni degli eterosessuali, non certo degli Lgbtq…

L’ultima notizia, in merito, giunge dalla Spagna: Manuela Carmena, sindaco di Madrid, ha copiato il pessimo esempio della sua collega Cristina Cifuentes (a destra nella foto), presidente della Comunità autonoma di Madrid, ed ha sottoscritto un accordo con l’azienda municipale dei Trasporti, la Emt, e con l’Associazione spagnola Transexualia, per donare ai soggetti transessuali 20 pass annui di libero accesso all’intera rete di trasporto pubblico.La “prima cittadina” ha così cercato di spiegare a La Gaceta il proprio assurdo gesto: «Per promuovere la piena integrazione sociale delle donne e degli uomini transgender di Madrid. I pass vengono distribuiti tramite la loro associazione, tenendo conto delle rispettive situazioni di esclusione sociale o condizioni di necessità, nell’esercizio del diritto alla mobilità ed allo spostamento». E questa la chiama esclusione sociale? O non piuttosto vergognosa discriminazione? Perché non aiutare piuttosto le famiglie con figli, in difficoltà economica? Loro non hanno diritto alla mobilità ed allo spostamento?

Già lo scorso anno Cifuentes, un’agnostica “infiltratasi” nel Partito Popolare, fornì 38 pass annui ai membri dell’associazione Transexualia. Ed ora, con “compagna” Carmena, il bis di un’operazione, che si sperava venisse dimenticata, anziché rilanciata.

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fonte: Osservatorio Gender – Famiglia Domani

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1 commento su “Spagna, abusi e discriminazioni Lgbt: bus gratis ai trans – di Mauro Faverzani”

  1. Esatto!! Perché non aiutare le famiglie numerose in difficoltà economica allora ? Cosa c’azzecca l’inclusione sociale con la distribuzione di pass per il trasporto pubblico ai transessuali? Non ha senso. Avrei capito per assurdo se avessero previsto delle agevolazioni a chi, fra di loro, avesse voluto seriamente mettersi in terapia e capire le fonti del proprio Disagio cercando di porvi rimedio, per sé stesso/a e per la società in cui vive. Questa sarebbe stata Vera inclusione sociale, vera misericordia, a mio parere.

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