Un forte italianissimo NO contro i nemici della nazione – di Roberto Pecchioli

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di Roberto Pecchioli

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zfrcc60 per cento al NO, quasi il settanta per cento  degli italiani alle urne per il referendum costituzionale. Altri muri cadono, pochi avrebbero immaginato uno scenario tanto positivo numericamente. Lasciamo ai politici le analisi politiche, ai sociologi l’onore di reinterpretare questa nostra strana nazione fuori dalle rassicuranti categorie valide sino a ieri, lontano dalle etichette appiccicate a forza, logorate dall’uso, clamorosamente smentite dai fatti.

Noi tentiamo una lettura diversa, indubbiamente di parte, ma con il pregio forse di una certa originalità. E’ stato un grande voto “italiano”, nazionalpopolare, chirurgico. Il bisturi elettorale ha sconfitto Renzi, sì, ma innanzitutto i sostenitori della cessione di ulteriori pezzi di sovranità, così chiaramente espressi in tante parti della deceduta riforma Boschi-Napolitano-JP Morgan. Messi a tacere Monsieur Juncker, il maìtre d’hotel dei banchieri, i cantori dei Mercati, i servitori in livrea del potere finanziario oligarchico e transnazionale, nonché gli interessati tifosi d’Oltralpe (Frau Merkel, Schauble, il neo disoccupato Hollande), i numerosi grandi architetti dell’universo globalista.

Un voto da non enfatizzare, ma casereccio, pizza e pastasciutta aglio olio e peperoncino: Italia. Pazienza se suonerà qualche stonato mandolino, meglio comunque della musica elettronica  creata da appositi modelli matematici. Il sì ha vinto solo dove c’è ostilità o indifferenza per le sorti della Patria. Ci piace chiamarla così per una volta almeno.  Le due regioni rosse per eccellenza hanno votato sì con lievi maggioranze. Pareggio tecnico in Emilia Romagna, vantaggio lieve ma più netto in Toscana. La vecchia bandiera comunista ha perduto il suo legame con poveri e sfruttati, ma ha mantenuto il suo livore tenace contro la nazione. Non è un caso che le aree meno rosse delle due grandi regioni abbiamo detto no : Massa, Lucca e Grosseto in Toscana, Parma, Piacenza e parte della Romagna dall’altra parte.

Si esprimono per un sì mercatista e antisovranista anche i quartieri borghesi delle principali città, devoti al Dio Quattrino ed agli indici di borsa, mentre un discorso a parte merita il voto degli italiani all’estero. Qui occorre dire qualche verità sgradevole . La bulgara maggioranza pro Renzi è figlia dell’uso spregiudicato, al limite della truffa, delle pubbliche istituzioni mobilitate per il sì alla riforma, ma il punto non è tutto qui.

Gravissimo è stato l’errore del centrodestra di aver imposto un ampio numero di seggi parlamentari riservati all’emigrazione italiana. La legge Tremaglia, per quanto animata dalle migliori intenzioni, è sbagliata ed illogica, i suoi effetti si sono sentiti anche nel referendum. La maggioranza degli italiani espatriati ha allentato o perduto i legami con la madrepatria. Il suo voto è largamente clientelare, appaltato ad una famelica mini casta di faccendieri al servizio del governo di turno. Inoltre i più sanno poco o nulla, inevitabilmente, dell’ Italia che hanno lasciato, spesso da decenni. Elettoralmente, sono un comodo esercito di riserva del potere costituito; un’eterogenesi dei fini per la battaglia di un integerrimo ultraconservatore patriottardo come il defunto Mirko Tremaglia.

Infine, c’è stato il sì di massa più apertamente antiitaliano, quello dei cittadini della provincia di Bolzano, i privilegiati di lingua tedesca che ci detestano con il sorriso sulle labbra ed il portafogli in mano. Sessantaquattro per cento di riformisti sotto le Dolomiti ? No, ma il nuovo Senato avrebbe lasciato inalterata la loro rappresentanza territoriale, triplicandone il peso specifico. L’attacco neo centralista di Renzi & JP Morgan sferrato alle autonomie locali nel Titolo V naufragato il 4 dicembre si è arrestato dinanzi all’agguerrito santuario delle regioni a statuto speciale: dunque, sempre fiumi di denaro nelle tasche dei loden sudtirolesi. Musica per le loro orecchie la nuova, abortita costituzione (o Grundgesetz…), in cui si affermava esplicitamente il primato delle istituzioni e delle norme dell’Unione Europea. Ulteriori spazi per rivendicazioni e privilegi sempre nuovi, in spregio all’uguaglianza di tutti i cittadini proclamata dalla Carta.

A nord della chiusa di Salorno, il bilancio provinciale è triplo rispetto a quello della Regione Liguria , che ha 1.600.000 abitanti contro i 500 mila altoatesini: il denaro non puzza anche se proviene dall’Italia. Da ultimo, i pignoli cultori del bilinguismo hanno attaccato i toponimi italiani, non gradiscono che Sterzing sia  anche Vipiteno. L’Italia paga e concede, ed il voto premia sempre chi ci disprezza. Chi non piange non tetta, si dice in riva al Mar Ligure. La minoranza di lingua italiana, peraltro ampia maggioranza nell’area metropolitana di Bolzano, significativamente, non si è unita al coro di “Ja”, come dimostrano i dati dei comuni dove vivono i nostri connazionali, minoranza maltrattata in patria.

Un capitolo a parte per il voto del Sud e per quello milanese. La Milano da bere, cosmopolita, bocconiana ed affarista ha votato sì ed ha prevalso di un soffio sui concittadini “normali” . Il Sud   non si fida delle novità e boccia la riforma a valanga. Il referendum non mobilita l’elettorato clientelare, quello che il gerarca salernitano De Luca voleva comprare con la frittura di pesce. C’è un ampio tesoro di dignità emergente e grandi potenzialità patriottiche a sud di Roma, un orgoglio terrone – lo chiamiamo così dai titoli dei libri di Pino Aprile!- che può cambiare il resto d’Italia. Illusioni, forse, ma oggi godiamocela tutta questa vittoria così italiana, un po’ strapaesana, per nulla metropolitana, questo schiaffone sonoro ai tanti centri antinazionali della penisola.

Una volta tanto, per usare il linguaggio dei mercati finanziari, siamo noi, il popolo italiano, in territorio positivo!

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16 commenti su “Un forte italianissimo NO contro i nemici della nazione – di Roberto Pecchioli”

  1. IL voto degli italiani all’estero, oltre ad essere una grossa porcata clientelare, è profondamente sbagliato in via di principio. Non trovo giusto che il voto di chi vive in paesi stranieri abbia la stessa
    valenza di chi invece deve vivere sulla sua pelle le conseguenze di una qualsiasi tornata elettorale. Se proprio un italiano che vive all’estero ci tiene a votare (poiché non è nemmeno giusto togliergli
    questo diritto) viene a farlo qui in Italia pagandosi le spese di viaggio ed alloggio! Come era una volta.

    1. Cristiano doc

      Sono residente all estero ho tutta la mia famiglia in Italia.
      Il problema è informarsi
      Come dice bene l articolo molti Italiani all’estero non di sentono più parte soecialmente di terza generazione.
      Ma vi garantisco che gli Italiani che votano si interessano alle sorti della madre patria ,
      Che poi sono anche le sorti dell Europa.
      Voi credete che il problema UE è solo Italiano?
      All estero ha vinto il si perchè i mondialisti e banchieri e nemici dei popoli sono ben più agguerriti dei “patriottici ”
      Dove vivo io regione Losanna Svizzera
      Si è tenuta una conferenza sul referendum italiano
      Il relatore (senza contraddittorio)era una deputata Socialista al consiglio nazionale Elvetico di origine Pugliese
      Ada Mara.
      Cosa credete che abbia detto sul referendum ?
      Questi sono una grande macchina da guerra organizzati in tutto il globo.

      Ps:
      A casa mia 3 voti 3 NO!

      1. Cristiano doc

        Dimenticavo
        La conferenza si é tenuta nell aula parrocchiale
        Erano presenti: il parroco,comitato della colonia Italiana
        PUBBLICITA NEL.SITO PARROCCHIALE ,
        Al termine della conferenza tutti i Fedeli ad applaudire una deputata che ha votato le nefandezze più schifose agli occhi di Dio Nostro Salvatore.
        Eutanasia matrimoni tra omo
        Aborto droghe libere
        vedere il Prete i
        fedeli che vanno in chiesa tutte le domeniche appluadire un lupo travestito da agnello fa rabbia.

        1. Preziosissima testimonianza.

          Come i Salesiani di Alassio hanno ospitato la Boschi, certamente trattandola come una “meraviglia”, così il Parroco e curatore della colonia italiana a Losanna ha ospitato la socialista italo/svizzera.
          È una sostenitrice della Sacra Triade divorzio/aborto/eutanasia? Ma quella non si discute: è DIRITTO dell’uomo mollare la donna, della donna mollare il bambino, dell’essere umano mollare questo mondo “oscuro”. Gnosi allo stato puro (ne parla A.Pellicciari su lanuovabq)

  2. Ci pensate? Ora chi andrà a dire a questi fantomatici “sostenitori della cessione di ulteriori pezzi di sovranità” che, a distanza di due giorni, la borsa italiana chiude, migliore in Europa, con un rialzo del 4,15%?? a dispetto di cavallette, ragni pelosi e qual si voglia ulteriore tremendo flagello che sarebbe ricaduto, o ancora ricadrebbe sulle spalle di tutti per colpa dello stolto popolino a cui, gioco forza, si è dovuto riconoscere il diritto di esprimersi in un referendum “obbligato”?

  3. Grazie, questo popolo merita di essere riconosciuto degnissimo figlio di Dio come tutti gli altri, senza le irrisioni dei palloni al passo con i tempi della decadenza meretrice.

  4. Appartengo, ahimè alla Romagna (ma con genitori meridionali e me ne vanto…..) sono corsa a votare, perchè temevo il sì. Qui, preti compresi, volevano consegnare l’Italia all’Ue su un piatto d’argento. Volevano rovinare il loro paese in ossequio a quell’oscurantismo che li fa votare per il loro partito a prescindere dai contenuti…..

    1. Cara Maria Teresa, i suoi poveri compaesasni di elezione hanno da tempo gettato il cervello all’ammasso, come i miei corregionari toscani, rinunciando ad usare il ben dell’intelletto e consegnandosi “mani e piedi” ai peggiori nemici della civiltà umana : i massoni, comunisti, laicisti, ecumenisti, atei senza Dio e senza cervello, veri e propri schiavi del demonio. Che Dio abbia pietà (non misericordia bergogliana) di loro !

    2. Purtroppo, e lo dico da emiliano, nelle regioni “rosse” gran parte degli elettori ancora subisce passivamente la lobotomizzazione pidiota (ex pidiessina, ex piccina). Però, e i dati parlano chiaro, pian pianino lo zoccolo duro viene eroso. Fra qualche anno, chissà, anche queste regioni torneranno ad essere normali 🙂

  5. Non trovo nulla di italiano in questo coacervo che e’ il fronte del no, dove indistintamente convivono il cattolico “tradizionalista” e l’iscritto alla cgil che sollecita l’Europa, anticristica e massonica, a facilitare l’aborto in Italia. Detto cio’, non c’e’ stata nessuna vittoria, abbiamo solo evitato una sconfitta. E i problemi restano tutti, dal debito pubblico alle banche, dalla riforma del sistema giudiziario, mai affrontata, a quella del pubblico impiego. E poi me ne guarderei bene dal cantar vittoria ritenendo possibile entro un anno una nuova proposta di revisione costituzionale, fotocopia dall’attuale, spedita dallo stesso mittente.

  6. Avete notato che in questo referendum ci sono stati esattamente gli stessi milioni di voti del referendum sul divorzio del 1974? 19 milioni di No e 13 milioni di SI e le percentuali sono state esattamente le stesse di allora (59 % al No e 40 % al SI) anche se al tempo del divorzio, in realtà, votare No voleva dire Si e votare Si voleva dire NO!

  7. L’analisi del voto della provincia di Bolzano e’errata. Tutti i partiti veramente anti italiani, quelli che si schierano apertamente per la secessione per intenderci, hanno votato e fatto votare compitamente il NO perche’ritenevano la cosiddetta “Schutzkalusel” insufficiente. La SVP, il cosiddetto partito di raccolta dei sudtirolesi di lingua tedesca, schierato apertamente per il SI, e’sotto il fuoco incrociato nel parlamento regionale perche’si pronuncia apertamente – se non con le parole, coi fatti – per la linea di non conflittualità’ con le istituzioni statali.

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