Una domanda alla scienza – di Piero Nicola

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di Piero Nicola

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La scienza prosegue nelle sue indagini rivolte a scoprire, a spiegare l’universo e le sue leggi, sia nel microcosmo che nel macrocosmo. È un fatto naturale. Almeno dovrebbe esserlo qualora fosse in funzione della Verità, ovvero del bene dell’uomo e della gloria resa al Creatore.

Purtroppo non è così quando, prescindendo da Dio e dalla metafisica, si agisce per altri scopi, che di necessità diventano cattivi, empi e luciferini.

Si dirà che il progresso è sempre utile, giacché possono disporne anche i credenti fedeli.  Obietto che i buoni cristiani morti prima delle scoperte, non ne ebbero bisogno per salvarsi e per contribuire alla salvezza del prossimo. Ad ogni modo, la scienza attuale, volente o nolente, coltiva lo scientismo, che quanto meno è eretico; quanto meno essa inculca l’impressione che riuscirà a rivelare il mistero dell’esistente e a risolvere i problemi essenziali. Cosa affatto impossibile.

Di tanto in tanto giunge la notizia della soluzione data a un enigma di cui la gente comune ignorava perfino l’esistenza. Il recentissimo presunto accertamento delle onde gravitazionali, sorprende coloro che a scuola appresero le leggi della gravitazione. Essi vengono a sapere che prima si brancolava nel buio, mancando il fondamento delle leggi di Keplero, pure inconfutabili. Vengono a sentire che la scoperta confermerebbe le teorie di Einstein. Forse i capitali investiti in questa ricerca non saranno stati spesi invano. Per adesso, i frutti sono più che altro platonici, e forse quei soldi serviti a costruire un impianto faraonico, potevano essere impiegati per alleviare la cresciuta povertà causata dalla crisi economica, e per combattere chi l’ha procurata.

Ora, l’individuo terra terra, che non si fa incantare dai buchi neri, dalla meschina – di fronte ad essi – ventura missione degli astronauti su Marte (pianeta desolatissimo), individuo che scorda l’allunaggio e il mancato sfruttamento del nostro ingrato satellite, quest’uomo il quale, pur sognatore, da certi sogni prospettati non ricava un bel niente, può darsi che rivolto alla Scienza le domandi:

“Come mai ti affanni per trovare una goccia d’acqua sul Pianeta Rosso, e hai già scartato gli altri pianeti per le loro atmosfere invivibili, e mi parli di galassie tremende e irraggiungibili, e non mi spieghi perché, in questo infinitesimo sistema solare, la terra è venuta fuori oltremodo differente, così unica, così ricca e vitale, così meravigliosamente combinata tra il benefico sole e le stelle?”

Quando poi costui sia un cattolico, la domanda assume un valore quanto mai gratificante per lui, poiché la Scienza resta muta o, imbarazzata, adduce teorie e ipotesi labili come il vapore, soggette a ogni vento: schiacciate dalla Creazione.

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fonte: Contravveleni e antidoti   

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6 commenti su “Una domanda alla scienza – di Piero Nicola”

  1. Non voglio togliere valore alla scienza (sempre che sia a gloria di Dio), ma condivido in pieno il passo di questo articolo in cui si dice che i santi dell’antichità, pur senza scoperte sono divenuti santi lo stesso. Forse che alla salvezza di sant’Antonio abate nel deserto è stata di ostacolo la mancanza di luce elettrica? O a San Francesco l’assenza del telefono? Si potrebbe continuare a lungo, ma solo per sottolineare che sì, con il dono dell’intelligenza l’uomo ha potuto penetrare in alcuni misteri della creazione, ma in fondo, se non li ha visti nell’ottica della infinita potenza di Dio che ha creato tutte le cose, cosa ha ricavato? Nulla, solo una esagerata stima di sé che lo ha illuso che egli può tutto, anche cancellare e fare a meno del suo Signore.
    E allora cosa sarà di lui che ha voluto guadagnare il mondo, ma infine ha perso se stesso?

    1. Mi perdoni Tonietta: non confonda la scienza con la tecnologia, che è applicazione pratica della prima. E’ certo che per la salvezza eterna non servono né l’elettricità né la lavastoviglie (che funziona tramite la precedente). Ma è altrettanto vero che la medesima misericordia Divina ci ha donato sia l’intelletto (grazie al quale possiamo migliorare la condizione umana) sia la fede (in virtù della quale possiamo avere la conoscenza di Dio). Qual è la differenza tra una clinica dove si praticano aborti ed una fabbrica di biciclette? Nella prima la scienza è applicata contro Dio e l’uomo; nella seconda la scienza è applicata a favore dell’uomo. Il senso dell’articolo (ridotto in soldoni) è questo: la scienza e la tecnologia possono permettere all’uomo di conoscere alcuni misteri della creazione, ma non possono fare nulla per spiegare la creazione. D’altronde neppure http://www.riscossacristiana.it è necessaria per la salvezza; però (laus Deo) esiste ed io e lei stiamo usando internet.

  2. l’unica risposta che sappiamo dare con la nostra ‘scienza’ ai nostri perché è quella di farci perdere lungo la linea di fuga dei miliardi miliardi d’anni dai nostri inizi, anzi di nessun inizio….Per cui è diventato perfettamente inutile chiederci anche questi perché!

  3. Bellissima, davvero bellissima riflessione. Non vi è chi non si occupi di scienza, e di scienze della vita in particolare, che non si soffermi quotidianamente sull’eterna questione: perché? Perché tanta complessità, tanti meravigliosi meccanismi che si intrecciano alla perfezione e producono ciò che abbiamo sotto gli occhi, un vero miracolo fin nei suoi aspetti infinitesimi? Da Chi proviene tutto questo? Scopriremo sempre di più e meglio il COME, ma mai se non per fede addiverremo al PERCHE’. Tuttavia, la scienza stessa porta alla fede: “Poca scienza allontana da Dio, ma molta scienza riconduce a Lui” (L. Pasteur).

  4. Albino Mettifogo

    L’ accanimento con cui si stanno dannando per trovare prove di una possibile vita su Marte, o la derisione che hanno verso coloro che non credono nell’esistenza della vita altrove (intelligente, beninteso), é motivata da una profonda ragione religiosa. Se venisse trovata la prova di un’ altra vita “intelligente” nell’ universo, verrebbe a cadere, per diretta conseguenza, il dogma del peccato originale, secondo cui per la colpa di un solo uomo, l’intera creazione è stata condannata alla sofferenza e alla morte.
    E’ uno dei tanti modi con cui si sta cercando di distruggere la Fede Cattolica, perciò vengono spesi milioni di dollari in questo senso. Una volta tutto questo non lo capivo, ma oggi, alla luce del Vangelo, mi risulta chiaro come la luce del sole.
    Albino

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