8 settembre. Natività di Maria. Leggiamo l’introduzione al Trattato della vera devozione a Maria, di San Luigi Maria Grignion de Monfort

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Nella data odierna le chiese d’Oriente e d’Occidente celebrano la nascita di Maria, la madre del Signore. La fonte prima che racconta l’evento è il cosiddetto Protovangelo di Giacomo, secondo il quale Maria nacque a Gerusalemme nella casa di Gioacchino ed Anna. Qui nel IV secolo venne edificata la basilica di sant’Anna e nel giorno della sua dedicazione veniva celebrata la natività della Madre di Dio. La festa si estese poi a Costantinopoli e fu introdotta in occidente da Sergio I, un papa di origine siriana. «Quelli che Dio da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati»: Dante sembra quasi parafrasare il versetto di san Paolo quando definisce Maria «termine fisso d’eterno consiglio» (dal sito Santi e Beati)

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TRATTATO DELLA VERA DEVOZIONE A MARIA
di San Luigi Maria Grignion de Monfort

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INTRODUZIONE

  1. E’ per mezzo della Santa Vergine Maria che Gesù Cristo è venuto al mondo ed è ancora per mezzo di lei che deve regnare nel mondo.
  2. Maria ha vissuto una vita molto nascosta: per questo viene chiamata dallo Spirito Santo e dalla Chiesa Alma Mater, Madre nascosta e segreta. La sua umiltà è stata così profonda da non avere sulla terra altro desiderio più forte e più continuo che di nascondersi a se stessa e a tutti, per essere conosciuta unicamente da Dio solo.
  3. Dio, per esaudirla nelle richieste che gli fece di nasconderla e renderla povera e umile, si compiacque di tenerla nascosta agli occhi di quasi tutti: nel concepimento, nella nascita, nei misteri della sua vita, nella risurrezione a assunzione al cielo. I suoi stessi genitori non la conoscevano; gli angeli si domandavano spesso tra loro: Chi è costei?. L’Altissimo la teneva loro nascosta; oppure, se rivelava qualcosa, infinitamente di più era ciò che teneva segreto.
  4. Dio Padre ha consentito che non facesse nessun miracolo durante la sua vita, almeno di quelli appariscenti, anche se gliene aveva dato il potere. Dio Figlio ha permesso che ella quasi non parlasse, benché le avesse comunicato la sua sapienza. Dio Spirito Santo, benché fosse la sua Sposa fedele, ha fatto sì che gli Apostoli e gli Evangelisti non ne parlassero che pochissimo, il puro necessario per far conoscere Gesù Cristo.
  5. Maria è l’eccelso capolavoro dell’Altissimo, di cui si è riservato la conoscenza e la proprietà. Maria è la Madre mirabile del Figlio, che egli ha voluto tenere nell’umiltà e nel nascondimento durante la sua vita; per favorirne l’umiltà egli la chiama donna, come se fosse un’estranea, benché dentro di sé la stimasse e l’amasse più di tutti gli angeli e le creature umane. Maria è la fonte sigillata e la Sposa fedele dello Spirito Santo, dove entra egli solo. Maria è il santuario e il riposo della Trinità Santa, dove Dio è presente in un modo più grande e divino che non in ogni altro luogo dell’universo, compresa la sua presenza tra i cherubini e i serafini; in lei, senza un grande privilegio, non è permesso entrare a nessuna creatura, benché purissima.
  6. Io dico con i santi: la divina Maria è il paradiso terrestre del nuovo Adamo, dove questi si è incarnato per opera dello Spirito Santo, per operarvi meraviglie inimmaginabili. E’ il grande e divino mondo di Dio, dove egli custodisce bellezze e tesori ineffabili; è la magnificenza dell’Altissimo, dove è nascosto come nel proprio seno il suo unico Figlio e, in lui, tutto ciò che egli ha di più grande e prezioso. Oh! quante cose grandi e nascoste ha compiuto il Dio potente in questa creatura meravigliosa; ella stessa si sente costretta a proclamarlo, nonostante la sua profonda umiltà: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”. Il mondo non le conosce, poiché non ne è capace né degno.
  7. I santi hanno detto meraviglie di questa santa città di Dio; essi, al loro stesso dire, non si sono sentiti mai così felici ed eloquenti, come quando hanno parlato di lei. Essi affermano che la sublimità dei suoi meriti, da lei elevata fino al trono della Divinità, non si può cogliere; che l’immensità della sua carità, da lei estesa oltre i confini della terra, non si può calcolare; che la grandezza del suo potere, che influisce perfino su Dio stesso, non si può commisurare; che, infine, la profondità della sua umiltà e di tutte le sue virtù e grazie, come un abisso, non si può sondare. O altezza incomprensibile! O ineffabile immensità! O smisurata grandezza! O impenetrabile abisso!
  8. Ogni giorno, da un capo all’altro della terra, dal più alto dei cieli fin nel profondo degli abissi, tutto predica, tutto proclama la mirabile Maria. I nove cori degli angeli, gli uomini e le donne, di ogni età, condizione e religione, buoni e cattivi, persino i demoni, sono costretti a proclamarla beata, volentieri o no, ma per la forza della verità. Tutti gli angeli del cielo – come dice san Bonaventura – proclamano senza sosta: “Santa, santa, santa Maria, Vergine Madre di Dio”. E milioni e milioni di volte al giorno le rivolgono l’angelico saluto: “Ave Maria…”, e si inchinano davanti a lei, chiedendole, per grazia, di onorarli di un suo comando. Fino a san Michele, il quale – dice sant’Agostino – benché principe di tutta la corte celeste, è il più zelante nel renderle e farle rendere ogni sorta di omaggio, sempre in attesa di avere l’onore di andare, a un suo comando, a rendere servizio a qualcuno dei suoi servi.
  9. Tutta la terra è piena della sua gloria, in particolare tra i cristiani, dove è scelta come patrona e protettrice di molti regni, province, diocesi e città. Tante cattedrali sono consacrate a Dio sotto il suo nome. Non c’è chiesa senza un altare in suo onore; non c’è contrada o regione che non abbia una sua immagine miracolosa, dove ogni sorta di male viene guarito e ogni sorta di bene viene ottenuto. Quante confraternite e associazioni in suo onore! Quanti ordini religiosi sotto il suo nome e la sua protezione! Quanti fratelli e sorelle, membri di associazioni, quanti religiosi e religiose di congregazioni diverse, proclamano le sue lodi e fanno conoscere le sue misericordie! Non c’è bambino, che balbettando l’Ave Maria, non la lodi; non c’è peccatore che, nella sua stessa ostinazione, non conservi una scintilla di fiducia in lei; e neppure c’è un solo demonio negli inferi che, temendola, non la rispetti.
  10. Detto questo, bisogna in verità aggiungere con i santi: di Maria non si dice mai abbastanza. Maria non è ancora abbastanza lodata, esaltata, onorata, amata e servita. Ella merita ancora maggior lode, ossequio, amore e dedizione.
  11. E ancora, con lo Spirito Santo dobbiamo dire: “Tutto lo splendore della figlia del Re é nell’interno”. Come se tutta la gloria esteriore che a gara le rendono il cielo e la terra non fosse nulla, a confronto di quella interiore che riceve dal Creatore, non conosciuta dalle piccole creature che non sono capaci di penetrare nel più intimo segreto del Re.
  12. E infine, con l’Apostolo possiamo esclamare: “Occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo… ” le bellezze, le grandezze e le sublimità di Maria, miracolo dei miracoli della grazia, della natura e della gloria. Dice un santo: se vuoi capire la Madre, conosci il Figlio. E’ una degna Madre di Dio! E qui ogni nostro discorso rimane inadeguato.
  13. E’ il cuore che mi ha dettato ciò che ho appena scritto, con gioia speciale, per mostrare come la divina Maria sia stata finora sconosciuta; questo è uno dei motivi per cui Gesù Cristo non è conosciuto come si dovrebbe. E’ dunque sicuro che la conoscenza di Gesù Cristo e la venuta del suo regno nel mondo non saranno che la conseguenza necessaria della conoscenza della Santa Vergine e della venuta del regno di Maria, che lo ha messo al mondo la prima volta e che lo farà risplendere la seconda.

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Capitolo I

NECESSITA’ DELLA DEVOZIONE A MARIA

  1. Confesso, con tutta la Chiesa, che essendo Maria una semplice creatura uscita dalle mani dell’Altissimo, paragonata alla sua infinita Maestà, ella è meno di un atomo, o piuttosto, non è proprio niente, poiché soltanto lui è Colui che è. Di conseguenza, questo grande Signore, sempre indipendente e bastante a se stesso, non ha avuto e non ha bisogno nel modo più assoluto della Santa Vergine Maria per compiere i suoi voleri e per manifestare la propria gloria. Gli basta volere, per fare tutto.
  2. Tuttavia, supponendo le cose come sono, si può dire che Dio, dopo aver voluto iniziare e compiere le sue più grandi opere per mezzo della Santa Vergine, da quando egli l’ha formata, c’è da credere che egli non cambierà affatto condotta nei secoli dei secoli, poiché egli è Dio e non cambia né sentimenti, né modo di agire.zzzzins
  3. Dio Padre non ha donato al mondo il suo unico Figlio che per mezzo di Maria. Per quanti sospiri non abbiano emesso i patriarchi, per quante suppliche non abbiano fatto i profeti e i santi dell’antica legge durante quattromila anni, per ottenere questo tesoro, non c’è stata che Maria che l’abbia meritato e trovato grazia davanti a Dio con la forza delle sue preghiere e la sublimità delle sue virtù. Il mondo era indegno – dice sant’Agostino – ricevere il Figlio di Dio direttamente dalle mani del Padre; egli lo ha donato a Maria perché il mondo lo ricevesse da lei. Figlio di Dio si è fatto uomo per la nostra salvezza, ma lo ha fatto in Maria e per mezzo di Maria. Lo Spirito Santo Dio ha formato Gesù Cristo in Maria, ma dopo averle chiesto il consenso per mezzo di uno tra i primi ministri della sua corte.
  4. Dio Padre ha comunicato a Maria la sua fecondità, per quanto una semplice creatura ne fosse capace, per darle così il potere di generare il suo Figlio e tutti i membri del suo Corpo mistico.
  5. Dio Figlio è disceso nel suo grembo verginale, come il nuovo Adamo nel proprio paradiso terrestre, per trovare le sue compiacenze e operare in segreto meraviglie di grazia. Questo Dio fatto uomo ha trovato la propria libertà nel farsi prigioniero nel grembo di lei; ha fatto risplendere la propria forza nel lasciarsi portare da questa fanciulla; ha trovato la propria gloria e quella dei Padre suo nel nascondere i suoi splendori a tutte le creature di quaggiù, per non rivelarli che a Maria; ha glorificato la propria indipendenza e maestà nel dipendere da questa Vergine amabile, nel concepimento, nella nascita, nella presentazione al tempio, nella vita nascosta di trent’anni e fino alla sua morte, alla quale ella dovette assistere, per non costituire con lei che un medesimo sacrificio e per essere immolato all’eterno Padre con il consenso di lei, come un tempo Isacco fu immolato alla volontà di Dio con il consenso di Abramo. E’ lei che lo ha allattato, nutrito, custodito, allevato e sacrificato per noi. O mirabile e insondabile dipendenza di un Dio, che lo Spirito Santo non ha potuto passare sotto silenzio nel Vangelo, per mostrarcene il valore e la gloria infinita, pur avendo taciuto quasi tutte le meraviglie che questa Sapienza incarnata ha compiuto durante la sua vita nascosta. Gesù Cristo ha dato più gloria a Dio suo Padre con la sottomissione a sua Madre durante trent’anni, che non convertendo il mondo intero per mezzo di strepitosi miracoli. Oh, come si dà altamente gloria a Dio quando, per piacergli, ci si sottomette a Maria, sull’esempio di Gesù Cristo, nostro unico modello!
  6. Se esaminiamo da vicino il resto della vita di Gesù Cristo, vedremo che egli ha voluto dare inizio ai suoi miracoli per mezzo di Maria. Ha santificato san Giovanni nel seno di sua madre, santa Elisabetta, per mezzo della parola di Maria; non appena ebbe parlato, Giovanni fu santificato e fu questo il primo e più grande miracolo di grazia. Alle nozze di Cana, cambiò l’acqua in vino, in seguito all’umile preghiera di Maria e fu il primo miracolo nell’ordine della natura. Egli ha iniziato e continuato i suoi miracoli per mezzo di Maria; e li continuerà fino alla fine dei secoli per mezzo di Maria.
  7. Dio Spirito Santo, che è sterile nella divinità, cioè non produce altra persona divina, è divenuto fecondo per mezzo di Maria, che ha sposata. E’ con lei, in lei e da lei che egli ha prodotto il suo capolavoro, che è un Dio fatto uomo, e che produce ogni giorno, fino alla fine del mondo, i cristiani fedeli, membri del corpo di questo capo adorabile: perciò, quanto più egli trova Maria, sua cara e indissolubile Sposa, in un’anima, tanto più diventa operante e potente per formare Gesù Cristo in quell’anima e l’anima in Gesù Cristo.
  8. Con questo non si vuoi dire che sia la Santa Vergine a dare fecondità allo Spirito Santo, come se egli non l’avesse da se, poiché essendo Dio, possiede la fecondità e la capacità di produrre, come il Padre e il Figlio, anche se non la mette in atto, dal momento che non dà origine ad altra persona divina. Si vuol dire che lo Spirito Santo, tramite la Santa Vergine, di cui vuole servirsi benché non ne abbia un bisogno assoluto, traduce in atto la propria fecondità, producendo in lei e per mezzo di lei Gesù Cristo e i suoi membri. O mistero di grazia, sconosciuto anche ai più dotti e spirituali tra i cristiani!

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