9 agosto, Nagasaki. Il diavolo arriva alle ore 11.02

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Redazione

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z.ngskErano le ore 11.02 a Nagasaki. Il 9 agosto 1945, alle ore 11.02, a Nagasaki arrivò l’orrore, scese il demonio a replicare la devastazione già con successo collaudata tre giorni prima su Hiroshima.

il Giappone, ormai annientato, tenuto in piedi solo da uno smisurato orgoglio nazionale, conobbe così per la seconda volta l’apocalisse atomica. 60.000 morti al momento dell’esplosione, e poi altre migliaia e migliaia che persero la vita per le ferite riportate e, anche dopo anni, per gli effetti delle radiazioni nucleari. Migliaia le donne incinte che persero il figlio o che partorirono bimbi con mostruose deformità, causate dai danni che le radiazioni avevano causato sul corredo cromosomico dei feti.

“Fat Man”. Questo era il nome che gli spensierati ragazzoni americani, i cow boy esportatori di democrazia, avevano dato all’ordigno sganciato su Nagasaki. Altrettanto goliardico era il nome dato alla pasticca di democrazia sganciata tre giorni prima su Hiroshima: “Little Boy”.

Fat Man era una bomba più potente di Little Boy, ma causò meno vittime, perché la conformazione del terreno di Nagasaki limitò i danni conseguenti all’onda d’urto e alle spaventose temperature che, dal nucleo dell’esplosione, si propagano per un diametro di chilometri.

Hiroshima è rimasto il simbolo della follia nucleare, perché ebbe il non invidiabile privilegio di essere la prima città devastata da un ordigno atomico. Ricordiamo quindi anche i morti di Nagasaki, ricordiamo cosa mosse le criminali decisioni di Truman e del suo entourage, e capiremo meglio anche lo schifo in cui viviamo oggi.

La risibile giustificazione per cui con le bombe atomiche si sarebbero evitate innumerevoli altre vittime è un misto di ipocrisia e di cinismo. Il Giappone era stremato, uno sbarco alleato non era affatto necessario per piegare definitivamente la resistenza dell’Impero del Sol Levante. Poche settimane di blocco navale avrebbero risolto definitivamente la faccenda.

z.trumanMa il signor Harry S. Truman, 33° presidente USA, doveva mostrare al mondo chi era il più potente. Doveva dimostrarlo anche al suo collega (collega in tutti i sensi) Stalin, grande carogna come Truman, ma concorrente nella supremazia sul mondo. Il signor Truman aveva importanti problemi da affrontare, ben più grossi della miserabile vita di qualche decina di migliaia di abitanti di una città che non aveva impianti militari, il cui bombardamento non era giustificabile, dal punto di vista militare, in alcun modo.

Cosa sono un po’ di vite umane, qualche migliaio, qualche centinaio di migliaia, qualche milione, in confronto al bene incommensurabile costituito dal dono della democrazia dei cow boy, del “modello di vita” americano?

Gli Alleati del resto avevano già dimostrato che erano così ansiosi di liberare il mondo e di esportare la democrazia, da non guardare in faccia a nessuno. E tutti dovevano essere contenti. “Resistete, diceva a Radio Londra il colonnello Stevens, resistete, stiamo venendo a liberarvi”.

L’Europa aveva già conosciuto la gioia della liberazione e tutti erano contenti. Certo, non potevano dire quanto erano contenti quelli che erano morti. I mai completamente censiti morti ammazzati sotto il criminale bombardamento di Dresda (valutati da 120.000 a 200.000), i morti ammazzati sotto i furiosi bombardamenti terroristici su una Germania ormai a terra, o sotto i furiosi bombardamenti terroristici sull’Italia, in particolare sul triangolo Milano-Torino-Genova, proseguiti anche dopo la firma dell’armistizio di Cassibile. Non potevano esternare la loro gioia nemmeno i soldati italiani, freddamente fucilati dopo essersi arresi nei giorni del radioso sbarco alleato in Sicilia. Non potevano dire nulla nemmeno gli innumerevoli morti della battaglia di Montecassino. Forse avrebbero detto volentieri qualcosa gli innumerevoli stuprati dalle selvagge truppe marocchine che, al seguito delle armate liberatrici, usavano violentare le popolazioni nemiche, senza far troppe distinzione tra donne, uomini, vecchi, bambini. Ma chi stava ad ascoltare quei quattro rompiscatole, mentre c’era da festeggiare la ritrovata libertà Made in USA?

Era ora di fare contenti anche i giapponesi. Stars and Stripes forever, anche dal cielo. Precisamente da metri 550, la quota a cui esplose la bomba “Fat Man”, riducendo Nagasaki a un cimitero in cui c’erano pochi morti da seppellire, visto che la gran parte erano andati letteralmente in fumo, annientati dalla spaventosa potenza generata dalla pazzia criminale costruita nei laboratori di Alamogordo, nel Nuovo Messico.

z.fatmanApocalisse a prezzi contenuti. Mentre per la macelleria di Dresda, che vide in fraterna collaborazione aviazione inglese e americana, furono necessari centinaia di aerei da bombardamento e di caccia, per annientare Hiroshima e Nagasaki furono sufficienti due B29, le “superfortezze volanti”. Un voletto, una leva tirata, e, oplà, anche il Giappone era liberato. Costi limitati, rischio zero per gli attaccanti. Cosa si può volere di più?

9 agosto 1945, settantuno anni fa. Annientato anche il Giappone, il mondo poteva finalmente festeggiare la fine della seconda guerra mondiale. E quella parte di mondo che non finì sotto il tallone sovietico, poté ubriacarsi di Coca Cola, prostituirsi per un pacchetto di Camel o per una tavoletta di cioccolata, leccare gli stivali a quei liberatori che avevano devastato le città, colpendo donne, vecchi, bambini. Era finalmente arrivata la libertà.

Poi ci fu l’indegna farsa di Norimberga. Certo, i gerarchi nazisti mandati al patibolo valevano sì e no la corda con cui vennero impiccati, meritarono ampiamente le condanne a morte. Ma le sedie degli imputati avevano dei vuoti, perché alcuni dei criminali, per quei curiosi disguidi che capitano nella storia umana, erano seduti invece al banco degli accusatori. E tra gli imputati, senza dubbio l’assente più illustre era il sig. Harry S. Truman, l’uomo che senza alcun scrupolo fece entrare il mondo nel terrore atomico, usando come cavie, in bombardamenti assolutamente ingiustificabili sotto il profilo militare, i cittadini giapponesi.

Ricordando Nagasaki, non stupiamoci quindi più di tanto delle onde di liquame che ci arrivano dal “sogno americano”. Una nazione nata sullo sterminio sistematico dei pellirossa (da 10 a 12 milioni di nativi americani morti ammazzati) non è mai indietreggiata davanti a nulla, ha sempre portato avanti la malattia su cui è nata. E ora è al suo esito. “La tutela dei nostri concittadini gay è una priorità di questa amministrazione”, squittì lo sciagurato che è tuttora alla Casa Bianca. Sono, siamo, alla frutta.

Su Curzio Malaparte si potranno fare mille critiche, ma nessuno può negare la sua intelligenza. La sua famosa frase “La guerra l’hanno vinta i pederasti” dimostra che gli uomini intelligenti vedono comunque più lontano degli altri.

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Piccola appendice

Il cammino della democrazia non può conoscere soste, e quindi gli Stati Uniti, gioiosamente stupiti dai brillanti risultati ottenuti con le bombe atomiche sul Giappone, proseguirono gli studi, sviluppando un ordigno di potenza ancora più spaventosa: la bomba all’idrogeno.

La superbomba fu sperimentata il 1° marzo 1954. Su una piattaforma posta a nord-ovest dell’Atollo di Bikini, nell’Oceano Pacifico, viene fatto detonare l’ordigno più potente mai costruito dall’uomo. La potenza sviluppata coglie di sorpresa gli stessi responsabili dell’esperimento (non pochi dei quali resteranno contaminati dalle radiazioni). Una gigantesca nube radioattiva viene spinta dal vento verso l’atollo di Rongelap, 125 miglia a est di Bikini. In poche ore gli abitanti dell’atollo iniziano ad accusare nausea, vomito, diarrea, perdita dei capelli. La pelle si annerisce, i capelli cadono a ciocche. La stessa sorte toccherà ai marinai del peschereccio giapponese Lucky Dragon, che incrociava a circa 85 miglia a ovest del punto dell’esplosione. Di lì a poco i più gravi tra i contaminati moriranno. Gli altri avranno la stessa sorte, dopo mesi o, i più resistenti, dopo anni.

L’esercito americano fornì spiegazioni vaghe sull’accaduto. I soccorsi all’atollo di Rongelap arrivarono solo due giorni dopo la contaminazione.

Il giorno prima dell’esplosione i servizi meteorologici avevano avvertito che il cambio di direzione dei venti poteva mettere a rischio di contaminazione le zone abitate più vicine, ovvero l’atollo di Rongelap. Niente da fare. La data programmata andava rispettata, anche perché c’era il rischio che i sovietici, che a loro volta avevano proseguito gli studi sulla superbomba, facessero per primi la dimostrazione di forza, che non poteva che essere a stelle e strisce.

Che diamine, la democrazia e la libertà hanno pur un prezzo!

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22 commenti su “9 agosto, Nagasaki. Il diavolo arriva alle ore 11.02”

  1. Caro Direttore, decisamente perfetto. Per lungo tempo ci hanno fatto credere che dall’America venisse tutto il bene possibile. Il mio papà che aveva fatto la guerra ed era una persona integerrima sotto ogni punto di vista, nonostante tutto, non aveva realizzato quanto male sarebbe scaturito da questi alleati “liberatori”, così buoni da “aver lasciato liberi gli italiani, benché sconfitti”. Forse oggi avrebbe aperto gli occhi, povero papà, ma in quel tempo ormai lontano se ne andò portandosi dietro le sue convinzioni che ci aveva trasmesso e i pesanti strascichi delle ferite riportate, gravi e sicuramente non solo fisiche.

    1. Cara signora, papà suo non aveva colto il ruolo dei Piemontesi (Savoia/Badoglio/partigiani/Valdesi/Agnelli).

      Ruolo pressoché impossibile da cogliere, anche per l’estraneità geografico/cultutale di quell’ambiente all’Italia. Unico indizio clamoroso: il torinese Togliatti (che non si presentava come tale, a quanto ne so) nel ruolo di Ministro della Giustizia, con il piemontese Parri e con De Gasperi !!

  2. Unica città cattolica del Giappone, con radici negli atroci martìri dei primi Cattolici nel XVII secolo. Rimasta cattolica per secoli per trasmissione clandestina della Fede e per Battesimi amministrati dai laici.
    Annientata per questo, come da noi Montecassino: fulcro dell’Europa Cristiana

  3. Stefano Mulliri

    E caro Raffaele , questo è il regno del mondo , ove ovviamente i portatori sani di demo(no)crazia, regnano grazie all’alleanza col principe di questo mondo, trovo molto acuto il paragone , tra Montecassino come, la culla della spiritualità cattolica europea , e la città di Nagasaki , forse il motivo , per cui gli angloisraeloprottestantimassoni , è molto meno occulto di quanto potrebbe sembrare , tu cosa ne pensi ?

  4. Come sottolineato da Putin, solo gli americani hanno finora usato le bombe atomiche. E direttamente sulla popolazione civile. Sì, a Norimberga Truman e soci dovevano stare dalla parte degli accusati..

    1. Per i “Gialli” giapponesi c’era anche un disprezzo di matrice razzistica estrema.
      All’establishment USA era chiarissimo che il tema “Italia sola proposta di vita civile, libera dalle concomitanti schiavitù americana e sovietica” (anni ’30: vedi Ezra Pound, “transfuga dalla barbarie americana verso la civiltà italiana”) era fondato,e adava soppresso radicalmente. Con noi, si sfogarono con ii bombardamenti a tappeto (Foggia fu “la Hiroshima italiana”) e gi assassinii ad libitum dagli aerei (corriere, tram, treni, singoli ciclisti e pedoni); con i Nipponici non ebbero freni, sperimentando su una “razza subumana, attaccata al Medioevo, alleata dei fascisti, concorrente sul Pacifico” l’effetto del “fuoco dell’Apocalisse” – a cui pensano ossessivamente- sulla carne umana.

      Europa Cattolico/Romana, incardinata sulle Abbazie proprio dal tempo iin cui Roma antica soccombette? Basta! adesso ci siamo noi… Montecassino, 15/2/1944.
      Giapponesi eroicamente cattolico/romani? Orrore! Nagasaki, 9/8/1945

        1. Un caro saluto, grazie.
          Speriamo che il nostro “indicare ciò che è sotto gli occhi di tutti” possa giovare.

  5. Carla D'Agostino Ungaretti

    Caro Paolo, se rifletto su ciò che è stato capace di fare il XX secolo e su ciò che sta facendo il XXI – che, non avendo imparato nulla dalla storia, a soli sedici anni dal suo inizio si sta dimostrando peggiore del precedente – mi viene voglia di gridare “Fermate il mondo! Voglio scendere!”. La frase non è mia, perché fu coniata dai contestatori sessantottini che credevano di abbattere l’autoritarismo familiare e, in parte, anche sociale che vigeva allora, anche se ormai era arrivato alla frutta. Ci sono riusciti talmente bene che, dopo, il mondo ha iniziato a scivolare lungo il piano inclinato che tutti conosciamo e che sta travolgendo anche la Chiesa di Cristo. E ora anche a me viene la tentazione di lanciare quel grido, anche se per motivi molto diversi. Dobbiamo farci forza e continuare nella nostra testimonianza cristiana, unica nostra speranza, ma io non posso fare a meno di piangere vedendo come la nostra umanità si vada sgretolando sempre più rapidamente..

  6. L’unica casa rimasta in piedi nei pressi dello scoppio della bomba fu quella di una comunità di gesuiti che recitavano ogni giorno il Rosario. Addirittura i religiosi non furono contaminati dalle radiazioni!

  7. cattolico triste

    Dopo il “sogno americano” inaugurato con fuochi d’artificio atomici su Hiroshima e Nagasaki adesso abbiamo il “sogno bergogliano” inaugurato da due bombe ipodogmatiche “Laudato si’” ed ”Amoris laetitia”. Uno Yankee portò la democrazia in tutto il mondo civile, un Pampero la porta in tutto il mondo religioso. Nella dichiarazione di Truman si legge “ Il mondo sappia che la prima bomba atomica è stata sganciata su Hiroshima, una base militare.( ndr era il maggior insediamento di cristiani in Giappone) Abbiamo vinto la gara per la scoperta dell’atomica contro i tedeschi. L’abbiamo usata per abbreviare l’agonia della guerra, per risparmiare la vita di migliaia e migliaia di giovani americani (ndr oltre 150 mila giapponesi morirono in un attimo e altri in seguito con dolori indicibili) e continueremo ad usarla sino alla completa distruzione del potenziale bellico giapponese.”
    Bergoglio nell’intervista di Scalfari fece due affermazioni che costituiscono i pilastri della sua eterodossia: “Non esiste un Dio…

  8. cattolico triste

    Bergoglio nell’intervista di Scalfari fece due affermazioni che costituiscono i pilastri della sua eterodossia: “Non esiste un Dio Cattolico. Esiste Dio” e “Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene.” Da quanto dice si capisce che ognuno può farsi una propria opinione di verità, che tale rimane se non la si confronta con la Verità. Inoltre omette gravemente di dire che dopo il peccato originale l’uomo non è più in grado da solo di conoscere la Verità.
    Quisquilie e pinzillacchere per un gesuita che ha percorso tutta la gerarchia ecclesiastica e che ha avuto il voto dei Principi della Chiesa “illuminati” dallo Spirito Santo.

    1. Caro Cattolico triste, chi più chi meno, siamo tristi quanto lei, ma sa cosa mi ha detto un sacerdote trovato per caso in un luogo dove non avrei mai pensato di andare?
      “(OMISSIS) le sembra troppo libero? Sappia che tutto questo momento passerà e non si affligga più di tanto: è come quando ci si trova nel bel mezzo di un terremoto mentre ci balla tutto intorno e ci trema la terra sotto i piedi. E’ meglio starsene tranquilli e confidare nel Signore; il terremoto passerà”.
      Ecco, nella certezza che la Chiesa di Cristo non passerà mai, risolviamoci a stare tranquilli e preghiamo la Madonna e San Michele Arcangelo perché davvero questo terribile tempo passi al più presto.

    2. Fuovhi d’artificio, o vampate, di Mangiafuoco, intenzionato a far dimenticare in un attimo la Romanitas bimillenaria, e in particolare le due “bombe atomiche” del Realismo Cattolico, sganciate dai Papi contro lo “spiritismo” massonico.
      Queste “bombe atomiche” sono state:
      – il Dogma dell’Immacolata (“TUTTI siamo duramente storpiati e avvelenati, tranne Lei… che è molto superiore a Eva”)
      – e quello dell’Assunta (“tutti arriveremo o in Cielo -completi del corpo, alla fine dei tempi) o nel Carcere del Demonio (idem).
      Tradotto: QUESTO mondo non è una scuola per selezionare i “Genii”, ma una vigna e un campo di grano che devono portare frutto: frutti di buone opere, con la Grazia di Dio (Incarnato).

      Tutte cose negate non nella Pampa sconfinata, ma a Torino – spesso e volentieri dagli attuali SDB (Salesiani di Don Bosco), della cui squadra di calcio argentina Mangiafuoco è tifoso

      1. Caro Raffaele, nonostante le “bombe atomiche”, la tendenza attuale è quella di sminuire la grande zza di Maria Santissima, senza”altro per avvicinarci sempre più ai cari fratelli protestanti con i quali commemoreremo lo sciagurato atto di Lutero. Di questa tendenza ne ho avuto una triste esperienza durante una confessione che mi ha ha lasciato un dolore davvero profondo. Quanto ai salesiani, se il caro don Bosco potesse parlare, si vergognerebbe di loro.

        1. Maria Ss. è “tutto”, cara signora Tonietta. Fra l’altro, è il Segno di “a che cosa serve l’Amore Operante di Dio, che ci ha dato il Figlio Unigenito”: a fare di noi, schiavi del Demonio, degli uomini LIBERI.
          Libera dal Peccato Lei – più grande dell’Antico Avversario – giunta in Cielo con il Corpo, e Cooperatrice diretta di Dio come Figlia, Madre, Sposa. Noi incamminati nella stessa direzione, pur con la nostra piccolezza.

          Chiunque vuole che Dio “non disturbi”, “non Si intrometta nella nostra responsabile (verso noi stessi…) gestione del Mondo”, a cominciare dagli antichi Ariani, La estromette, e tenta l’ennesima scalata al Cielo con le proprie risorse, cioè titanica.
          Abbiamo un Clero ampiamente “alleato”, purtroppo (cioè di mentalità protestantica anglo/americana): siamo costretti a fare a meno di molti di loro come riferimenti, “usandoli” solo per avere Cristo/Eucarestia.
          Io ho evitato per vent’anni la Messa del mio Parroco, per non subire le sue omelie

  9. “E quella parte di mondo che non finì sotto il tallone sovietico, poté ubriacarsi di Coca Cola, prostituirsi per un pacchetto di Camel o per una tavoletta di cioccolata, leccare gli stivali a quei liberatori che avevano devastato le città, colpendo donne, vecchi, bambini. Era finalmente arrivata la libertà.”
    E guai chi glieli tocca (gli americani) ancora oggi!. Quante persone accecate da quel brutto paese

    1. Nutrivo ancora qualche speranza di riscatto per gli statunitensi, cara Maria Teresa. Ma vedo dagli ultimi sondaggi che Hillary Clinton, guerrafondaia probabilmente afflitta da gravi problemi neurologici e psichiatrici, sarà il prossimo Presidente. C’è un bestione nero che la segue, le suggerisce cosa dire quando sembra bloccarsi, ed è stato visto di recente vicino a lei con una siringa in mano (psicofarmaci quasi sicuramente). Clinton ci porterà alla fase più oscura di quest’era americana marcia e decadente, col politically correct che imporrà i suoi prossimi diktat: matrimoni tra consanguinei e con minori, poligamia, legge islamica per i quartieri musulmani, e infine demonizzazione dell’ancora sana Russia, fino alla guerra mondiale. Preghiamo, amici di RC, con massima intensità e frequenza affinché queste cose, che ormai son dietro l’angolo, non accadano. Nostro Signore guardi giù, che ne abbiamo bisogno, e ci mandi un nuovo Papa e nuovi, giusti governanti.

  10. Articolo assai duro e che poteva essere più obiettivo. Secondo me, il particolare che gli USA erano stati attaccati proditoriamente dal Giappone e avevano subito la dichiarazione di guerra della Germania e dell’Italia non è completamente irrilevante. Inoltre viene omesso il fatto che in fatto di crimini di guerra e, soprattutto, contro l’umanità, le nazioni dell’Asse ne avevano compiuto anche loro qualcuno, la Germania e il Giappone anche di discreta rilevanza; e che i popoli che erano stati soggetti alle cure del Terzo Reich o dell’Impero del Sol Levante non mostrarono di dispiacersi troppo quando i brutali yankee li occuparono.

  11. luciano pranzetti

    Scrive Epiphanius (Massoneria e sette segrete – Ed. Controcorrente 2008, pag. 378) a proposito di Hiroshima e Nagasaki, che, sulla rivista “British Israel” apparve questa interpretazione . . .esoterica dell’evento criminale “Il bombardiere B-29 che sganciò la prima bomba atomica si chiamava “Enola Gay”, nome che conteneva un messaggio criptico, per via non solo del 29, numero dell’attesa del Giudizio, ma, se leggiamo il nome alla rovescia, come si legge in ebraico, abbiamo “Ya G. Alone”, che significa “Yahweh God Alone” (Iahvé è il solo Dio)”. Gioco enigmistico o sottile disegno della sinagoga di Caifa contro la Chiesa?

    1. Solo una precisazione: “alone” in inglese significa “da solo” e non “solo” pertanto a me (mio modesto parere) sembra un po’ forzata questa interpretazione…

  12. luciano pranzetti

    Non entro nella questione filologica che, si interpreti “solo” o “da solo”, non inficia tuttavia la curiosità del gioco enigmistico (bifronte) altamente indiziario di un probabile disegno. Chissà. . . .

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