A LAMPEDUSA IL PAPA E’ SCIVOLATO NELL’ERRORE DOTTRINALE? PUBBLICHIAMO I PRIMI INTERVENTI DEI LETTORI.

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Il 7 agosto, mercoledì scorso, abbiamo pubblicato una lunga lettera pervenuta in Redazione, dal titolo “A Lampedusa il Papa è scivolato nell’errore dottrinale?”, in introduzione della quale scrivevamo: “Pubblichiamo questa lettera pervenuta in Redazione, con l’auspicio che possa nascere un confronto e un approfondimento su temi tanto delicati quanto essenziali per la vita della Chiesa e siamo disponibili ad ospitare altri costruttivi contributi, avendo sempre come scopo il bene della Santa Chiesa e delle anime.”

In questo spirito pubblichiamo le prime due lettere tra le diverse pervenute e proseguiremo la pubblicazione nei prossimi giorni, mentre naturalmente resta aperto il nostro invito a inviarci altri costruttivi contributi.

PD

 

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vp11Ho letto il testo della lettera in cui si insiste sul concetto di errore dottrinale in cui il Santo Padre  sarebbe incorso a Lampedusa per avere elogiato il Ramadan  dei fratelli musulmani.

Personalmente l’ho inteso come l’elogio di una pratica positiva ,rispettosa verso il Dio –Allah ,condivisa dalle penitenze  cristiane presenti nella Chiesa da due millenni, praticate da monaci e da fedeli per l’intero anno liturgico o solo in quaresima .In questo chinarsi del papa verso la religiosità islamica ,non mi sembra che ci fosse l’intento di apporre un sigillo di approvazione ad una dottrina religiosa molto lontana dal Cristianesimo  ,spesso ritenuta, da ambe le parti ,come un acerrimo avversario .

L’intento di papa Francesco si allinea a ciò che fece il suo santo patrono ,il poverello di Assisi ,che si recò personalmente dal sultano per esprimergli la sua vicinanza e tentare di riportarlo a Dio .

A Lampedusa ,papa Francesco si è recato nella periferia del mondo dove avviene l’incontro umano tra culture e religioni molto distanti ma si avvicinano corpi umani assolutamente simili ,creature di Dio tutte e poco importa se chiamano  con nome diverso il loro Dio .Non si offende  Il Dio di Gesù se le sue creature lo chiamano Allah ,perché sulla terra i nomi di Dio sono veramente moltissimi e per tutti è venuto Gesù Cristo.

G. G.

 

 

Gentilissima Riscossa Cristiana,
Scrivo facendo seguito all’esortazione ad aprire un dibattito sulla condizione della nostra Chiesa Cattolica. Non amo i fronzoli e pertanto sarò diretto.
Sono passati solo poco più di quattro mesi e già le perplessità sulla figura dell’attuale Pontefice hanno raggiunto un livello di accumulo a dir poco soffocante.
Partendo dall’ostinazione nel volersi definire Vescovo di Roma, quando il popolo dei fedeli non vuole un vescovo, ma reclama un Papa, un vero Papa, una guida sicura, una luce nella notte. Continuando con i messaggi fumosi: cosa significa dire ai giovani “dovete andare controcorrente”, se poi non spiega quali sono i valori cristiani che i giovani dovrebbero abbracciare per andare controcorrente? Anche fare la rivoluzione armata è essere controcorrente. Anche entrare in chiesa e sputare per terra è controcorrente. Che cosa intende esattamente? Che razza di messaggi sono? Tralasciamo per rispetto tutta la retorica pauperistica  da quattro soldi con l’armamentario di gesti e atteggiamenti, che sortiscono l’unico effetto di ridurre la figura e l’immagine del Vicario di Cristo a quello di curato di campagna. Ma è un Papa, è il Papa!! La smetta di fare il retorico politicamente corretto, piace troppo al mondo, spero se ne renda conto!
A Rio de Janeiro abbiamo visto delle pagliacciate, che a mio avviso offuscano quel che di buono è stato sicuramente fatto. Però, di nuovo: non l’ho ancora sentito dire a chiare lettere che l’aborto non si fa, è peccato. Che non si divorzia, cari giovani. Che si deve essere casti fino al matrimonio, cari giovani. Questo forse intendeva per controcorrente? Forse. Non lo sappiamo. Sapete perché non lo sappiamo? Perché non l’ha detto. Se l’avesse detto, avrebbe dato ai giovani di Rio un messaggio chiaro, cristiano. Si sarebbe attirato le risa e l’esecrazione del mondo, per una volta, finalmente. Invece no, solo essere poveri, il resto non conta. Tanto nemmeno S. Pietro aveva una banca. Geniale. Grandioso. Da vera guida spirituale.
Che dire poi dell’esplicito avallo dell’islam? Nulla, poiché la questione è già stata sapientemente trattata da un altro lettore, ma soprattutto perché la nostra anima è talmente amareggiata e costernata che non riuscirebbe a commentare in maniera sufficientemente rispettosa.
Lo stesso dicasi sull’affaire Francescani dell’Immacolata. Si è già scritto molto, e l’unica cosa da aggiungere è il sentimento di vergogna e di rabbia nel vedere che quel poco che funziona, quel poco che è rimasto di fedele, veramente fedele a Cristo, sinceramente povero come Cristo, con il genuinamente francescano carisma della povertà, ebbene quel poco è stato calpestato. Trattato con il pesticida, solo perché nella estrema povertà a loro piaceva rendere omaggio alla regalità di Nostro Signore attraverso la Messa tradizionale. No, non si può. Enzo Bianchi può sproloquiare a qualsiasi livello di perversione senza che gli arrivi nemmeno un buffetto dal Vaticano, mentre i Francescani dell’Immacolata non devono celebrare la vera Messa. Complimenti, vescovo di Roma.
E dulcis in fundo l’ormai celeberrimo “chi sono io per giudicare il cuore di un uomo?”, con la quale  affermazione, non avendo opportunamente spiegato il contesto e l’intenzione della frase stessa, ha aperto le cateratte all’omologazione della sodomia nel Magistero. Non è la sua volontà? I giornalisti faziosi hanno estrapolato la frase dal contesto pervertendone il senso? Ebbene non si è vista rettifica o richiesta di rettifica, pertanto per me e per il cattolico non adulto resta confermata l’affermazione e aumenta lo sgomento. Ciò comunque è coerente con il fatto che Francesco I non ha ancora fatto cenno alla devastante, prossima legge cosiddetta sull’omofobia, che farà strazio di quel poco che di cristiano sopravvive in questo piccolo Paese. Lo attendiamo pure sullo Ius Soli.
Sono passati poco più di quattro mesi dalla sua elezione al soglio pontificio, ma Francesco I è riuscito a creare un mare di motivi per scacciare dalla Chiesa una parte dei Suoi (suoi, della Chiesa) fedeli, quelli, ritengo, che la amano di più, che la amano tutta, non solo a partire dal Concilio.
Lasciò però a chi avrà avuto la pazienza di leggere questa lettera l’interrogativo supremo: Francesco I ha costruito questa deliziosa collezione di fatti e di detti senza cognizione di causa, oppure è stato tutto pianificato, secondo un obiettivo da perseguire?

C. Z.

 


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