ALCUNE OSSERVAZIONI SUL DOCUMENTO CONDIVISO DALLE CATTEDRE DI GINECOLOGIA ED OSTETRICIA DELLE UNIVERSITA’ ROMANE – di Toni Brandi

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di Toni Brandi

fonte: ProLife News

 


smbAbbiamo letto il recente comunicato riguardo al documento consegnato a S.E. Il Cardinale Agostino Vallini dai docenti delle cattedre di Ostetricia e Ginecologia delle Università di Roma, riportato dall’agenzia ZENIT (clicca qui per leggere il comunicato).

L’articolo non include nessun commento e nessuna presa di posizione cattolica riguardo i danni causati dalla legge 194. I successori di Pietro hanno sempre preso una posizione molto chiara riguardo l’aborto. Ne riportiamo alcuni. Giovanni Paolo II: «Io vi chiedo che il concepito sia considerato un bambino a tutti gli effetti». Benedetto XVI: «L’aborto non risolve nulla, ma uccide il bambino, distrugge la donna e acceca la coscienza del padre del bambino, rovinando, spesso, la vita familiare» e  «la fuga dalle responsabilità, che svilisce la persona umana, e tanto più l’uccisione di un essere inerme e innocente, non potranno mai produrre felicità o pace». L’aborto è il peggiore degli omicidi perché perpetrato contro una persona inerme e incapace di difendersi. Il 22 maggio 2003, in occasione del venticinquesimo anniversario dall’entrata in vigore della L. 194, Giovanni Paolo II scrive: “Non può esserci pace autentica senza il rispetto della Vita, specie se innocente e indifesa come quella dei bambini non ancora nati”. Benedetto XVI in occasione del trentennale dall’entrata in vigore della legge afferma “L’aver permesso di ricorrere all’ interruzione volontaria di gravidanza ha aperto un’ulteriore ferita nella nostra società. Difendere la Vita umana è diventato oggi praticamente più difficile, perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore”. Il 27 febbraio sottolinea anche come “L’aborto non è mai terapeutico, i medici che convincono le donne ad abortire le ingannano”. La condanna dell’aborto da parte di Santa Madre Chiesa è sempre stata chiara e limpida e basti pensare alle parole di Nostro Signore Gesù Cristo “Ogni volta che l’avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me”.

E tale insegnamento è rimasto immutato nel tempo e ribadito anche da Pio IX mediante scomunica a chi procura l’aborto e a chi vi ricorre ottenendo l’effetto voluto. E Pio XII, nel famoso discorso alle ostetriche (29 ottobre 1951), ha riassunto così la dottrina della Chiesa sul rispetto del concepito: “Uomo è il bambino, anche non ancora nato; allo stesso grado e per lo stesso titolo che la madre. Inoltre ogni essere umano, anche il bambino nel seno della madre, ha il diritto alla vita, diritto che proviene immediatamente da Dio, non dai genitori, né da qualsiasi società e autorità umana”. Quindi non vi è nessun uomo, nessuna autorità umana, nessuna scienza, nessuna indicazione medica, eugenica, sociale, economica, morale, che possa esibire o dare un valido titolo giuridico per una diretta, deliberata disposizione sopra una vita umana innocente, vale a dire una disposizione che miri alla sua distruzione. Il 1° gennaio 2013, nella Giornata mondiale della Pace, Benedetto XVI è ritornato sulla condanna dell’aborto e dell’eutanasia invocando l’obiezione di coscienza in risposta alle leggi contro la vita, perché ci sia al mondo una pace vera. La legge 194 è una legge ingiusta che considera solamente i rischi per la salute e i danni per la condizione della donna, senza il minimo riferimento al diritto alla vita del bambino!

In Italia l’opposizione a questa legge iniqua è in aumento. Il dovere di non essere compartecipi alla “Macchina della Morte” nasce come rispetto alla legge divina e si rispecchia nella legge naturale. Sono quei “cattolici” che hanno accettato il “male minore” e compromesso su compromesso, tradendo l’insegnamento di Santa Madre Chiesa, che sono direttamente responsabili delle centinaia di migliaia di uccisioni di bambini italiani innocenti ogni anno. A questi “cattolici” possiamo solo ricordare le parole di nostro Signore Gesù Cristo: “Poiché tu sei tiepido, cioè né caldo né freddo, Io sono sul punto di vomitarti dalla mia bocca.” (Ap. 3, 16).

Avanti per Cristo, per il Santo Padre e per la Vita!

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