“Alfonso Maria de Liguori. Il santo napoletano per eccellenza”, di Don Marcello Stanzione e Giuseppina Desiderio – recensione di Alfonso Maraffa

di Alfonso Maraffa

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È fresco di stampa il libro “Alfonso Maria de Liguori. Il santo napoletano per eccellenza” di Don Marcello Stanzione e Giuseppina Desiderio (Edizioni Il Segno).

Il consiglio di San Paolo, nella 2a Lettera a Timoteo, di lavorare incessantemente per il Regno di Dio, riassume bene la vita di san Alfonso (1696-1787), patrono dei teologi moralisti, che fondò una nuova congregazione religiosa, compose centoundici opere tra grandi e piccole e per 13 anni fu vescovo di sant’Agata dei Goti.

Egli aveva fatto il voto di non permettersi alcuna inutile perdita di tempo. La sua vita si è prolungata al di là del 90o anno. A 16 anni aveva già conseguito i gradi accademici del diritto civile e del diritto canonico, ma, avvocato brillante in carriera del foro di Napoli, a trent’anni subì un pesante insuccesso di carattere professionale, perdendo per un semplice cavillo una causa in tribunale.  Egli valutò i pericoli e la vanità del mondo e intelligentemente si volse verso gli studi ecclesiastici ed il sacerdozio, deponendo la sua spada ai piedi della statua della Madonna nella Chiesa della Mercede. Sacerdote, professore, apostolo, vescovo santo, egli fondò un nuovo ordine religioso, la Congregazione dei Sacerdoti del Santissimo Redentore, per l’evangelizzazione delle campagne e degli ambienti rurali e delle periferie delle città. A Napoli arrivò ad ideare le Cappelle Serotine, ossia il raduno al suono serale dell’Angelus nelle piazzette, per consentire alla gente dei bassifondi, ai cosiddetti “lazzaroni”, ma anche agli operai e agli artigiani di riunirsi alla sera per partecipare alla preghiera e parlare di Dio. La sua oratoria trascinava le folle, per le quali usava un linguaggio semplice e comprensibile e, quando serviva, utilizzava anche la letteratura e la poesia per far penetrare il messaggio di Dio. Sant’Alfonso è anche noto per le sue doti di compositore di musiche e canti popolari tra i quali spicca la celebre pastorale natalizia “Tu scendi dalle stelle”, composta nel corso di una missione popolare a Nola. Egli è anche autore di una cinquantina di canzoncine popolari per le feste religiose più significative. Costretto dal  Pontefice, dovette accettare l’episcopato; governò la sua diocesi con grande zelo per le anime, con scienza e  santità. Si ritirò in ragione delle deficienze della sua salute e, in mezzo ai suoi religiosi Redentoristi, nel lavoro, nell’austerità, nella sopportazione generosa delle sofferenze fisiche, egli trascorse l’ultima parte della sua esistenza. La salma fu tumulata nella chiesa di San Michele dei Redentoristi di Pagani, che lui stesso aveva disegnato e fatto costruire. Alfonso fu dichiarato Beato da Pio VII il 15 settembre 1816 e Gregorio XVI lo canonizzò il 26 maggio 1839.

A più di tre secoli dalla nascita la figura di Alfonso Maria de’Liguori, Vescovo, Santo e Dottore della Chiesa Cattolica, ha ancora qualcosa da dire all’uomo di oggi alle soglie del terzo millennio dopo Cristo?

Agenzie etiche, dotate di potenti mezzi e tecniche, propagandano a livello planetario nuovi stili di vita fondati sulle scienze antropologiche e sul sapere infinito dell’uomo, sbandierando pluralismi permissivi e depistanti se non addirittura un edonismo fine a sé stesso. Nel contempo settori sempre più ampi di popolazione, anche se tutt’altro che illetterati, si chiudono al religioso in un silenzio indifferente, agnostico, laicista e potenziano un clima di diffidenza e di individualismo difficili ad essere penetrati.  L’egoismo e la disperazione si trovano ad attecchire con sempre maggiore frequenza tra le nostre città, allontanando la Speranza da coloro che vi abitano.

Non molto diverso si presentava il tessuto sociale a cavallo tra il XVII ed il XVIII secolo in Europa ed in Italia, incombente un materialismo eticamente agnostico quanto virulento nei confronti delle istituzioni religiose, considerate sovrastrutture capaci di sovvertire il regolato vivere sociale e l’affrancamento di nuove classi sociali emergenti.  In tale temperie sociale e culturale svetta la figura di Sant’Alfonso: egli fu uomo di frontiera, testimone di fede in un epoca di razionalismo capace di soggiogare le coscienze; pur potendo profittare a suo vantaggio della vita, disprezzò l’edonismo e le mollezze ostentate dalla propria classe sociale per abbracciare liberamente la croce di Cristo. Come Alfonso, il cristiano di oggi è chiamato ad andare controcorrente per difendere valori che la società pare considerare superati ed a testimoniare la propria identità a prezzo, spesso, delle incomprensioni del mondo.

La vita di Alfonso ebbe un lume sicuro e straordinario: il Cristo e l’Immacolata Madre, cui egli dedicò ardenti poesie d’amore e espressive opere d’arti figurative. Fu fine giurista, insigne moralista e teologo,  arringatore di folle e direttore spirituale di anime, zelante ed indefes­so missionario, fervente adoratore del SS. Sacramento e Confessore esem­plare, Vescovo e scrittore illustre. Undicesimo Dottore della serie proclamata dalla Chiesa cattolica, dopo San Tommaso e San Bonaventura, ma il primo dei tempi moderni.

Di questo gigante della storia del cristianesimo e del contributo da lui dato alla Chiesa ed alla società civile nel XVIII secolo si è tentato di dare alcuni cenni nelle pagine scritte dai due autori attraverso la lente costituita dalla sua straordinaria esistenza e allargando l’orizzonte della ricerca al suo pensiero, nel contesto in cui lo stesso di volta in volta si esplicava quale risulta attraverso gli scritti e l’agiografia.

2 commenti su ““Alfonso Maria de Liguori. Il santo napoletano per eccellenza”, di Don Marcello Stanzione e Giuseppina Desiderio – recensione di Alfonso Maraffa”

  1. “Chi prega certamente si salva, chi non prega certamente si danna”, piccolo ma ottimo compendio della santità di Alfonso Maria de’Liguori.

  2. S.Alfonso….uno dei più grandi Santi di cui la Chiesa si può onorare.
    Bimbo prodigio,fin dall’infanzia seguì Gesù.
    Fu Lui a comporre la bellissima poesia “Tu scendi dalle stelle”,che fu poi in seguito musicata, senza la quale “Natale non è Natale”!

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