Altro allarme in Francia, il primo congresso sul gender

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zzcngrssfnAttenzione, perché il fatto d’avere un ministro per l’Educazione abortista ed omosessista non è l’unico male della Francia: lo dimostra il programma del primo congresso nazionale sull’ideologia “gender”, promosso dal 3 al 5 settembre presso la Scuola Normale Superiore di Lione col sostegno di vari enti ed istituzioni. Ad organizzarlo è l’Istituto del gender, un organismo fondato un paio d’anni fa come emanazione diretta dell’autorevolissimo CNRS, il Centro nazionale della Ricerca Scientifica d’Oltralpe.

Vi prenderà parte un numero significativo di accademici provenienti da tutta la Nazione. Del comitato scientifico dell’evento fa parte anche Irène Théry, paladina della «deistituzionalizzazione della famiglia»: sociologa, è direttrice dell’Ehess-École des Hautes Études en Sciences Sociales ed è stata coinvolta anche nella stesura della legge sulla Famiglia, assieme al suo gruppo di lavoro, che ha prospettato l’adozione anche per le coppie non sposate, ritenendo «il matrimonio un fatto secondario» (sic!).

Secondo l’agenzia Chrétienté, che riporta la notizia, «l’ambizione dei promotori è quella di spacciare per scientifico ciò che non lo è, spostando il boccino sempre più lontano». Ma, per capire la reale portata delle questioni affrontate, è sufficiente dare una scorsa ai titoli dei temi in agenda e dei workshop programmati, tutti all’insegna dell’omosessismo più spinto e del femminismo più oltranzista. Qualche esempio: «Il sacerdote cattolico, una mascolinità sovversiva?», «Il religioso è un genere a sé?», «Introdurre il gender nell’educazione: strumenti per agire», «Sesso, genere, orientamento sessuale: problematiche a scuola», «Sessualità e identità queer» «Mascolinità ed egemonia», «Educare all’eguaglianza: decostruire il genere?», «Il gender alla prova della famiglia», laboratorio tenuto peraltro da Anne Verjus, laureata in studi politici e membro de Triangle CNRS-ENS Lyon, “distintasi” nel settore per le sue – diciamo così – “stravaganti” idee, miranti a disgiungere genitorialità e coniugalità, proponendo per i figli una «residenza alternata» a casa ora di papà ora di mamma, una settimana a testa, subito dopo lo svezzamento: «In questo modo – afferma – al momento della separazione [poiché evidentemente lei dà per scontata ed acquisita tale prospettiva…-NdR], le cose sarebbero molto più semplici: non vi sarebbe più separazione, essendo di fatto i coniugi già divisi». Ancor più estremo il suo tentativo di disgiungere anche genitorialità e sentimenti: «Perché non pensare oggi a far figli col proprio miglior amico piuttosto che col proprio amante?». Ciò consentirebbe, a suo dire, di «mantenere il desiderio d’un tempo da una parte e dall’altra di ottenere una sorta di continuità, poiché alla fine l’amicizia dura un po’ più a lungo del desiderio».

Teorie, ch’è impossibile anche solo definire immorali, poiché ciò già consentirebbe di porsi dei criteri di riferimento, tali da regolare gli impulsi. Qui si è più propriamente nel campo della completa a-moralità, della totale sottomissione all’istinto puro, bestiale, scevro dalla ragione e da qualsiasi etica.

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fonte: NoCristianofobia

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3 commenti su “Altro allarme in Francia, il primo congresso sul gender”

  1. “Il sonno della ragione genera mostri”. Goya ci aveva visto giusto.
    E questo mi pare proprio un congresso dove la Ragione è bandita… gente ossessionata da mostri e mostri loro stessi.

  2. Quella del gender è una teoria oltre che moralmente aberrante anche logicamente inconsistente, per il semplice fatto che anche nelle amenità la COERENZA è fondamentale, altrimenti si entra nell’assurdo: la COERENZA ci dice che se possono essere assecondati gli uomini che si sentono donne e le donne che si sentono uomini, allora bisogna assecondare anche chi si sente stambecco o pinguino o locusta o quadrifoglio o Napoleone, ecc….non capisco perchè se un uomo si sente donna (stessa specie ma sesso opposto) dovrebbe essere assecondato, mentre se si sentisse una locusta maschio (specie diversa ma stesso sesso) o Napoleone (stessa specie, stesso sesso, identità diversa), dovrebbe essere inviato dallo psichiatra!
    Fra l’altro l’omosessualità e il transessualismo secondo la medicina erano delle malattie: il DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (1952)) li includeva fra i “disturbi sociopatici di personalità”; poi, nel 1968, il DSM II li classificava come “deviazione sessuale” insieme a pedofilia, necrofilia e feticismo; nel DSM III (1974, quindi post-sessantottino) l’omosessualità cominciò ad essere guardata in modo più “benevolo” e nel DSM IV (1994) era scomparsa; nel DSM V (2013) il transessualismo è considerato patologico SOLO se genera distress (stress eccessivo e potenzialmente pericoloso).
    Anche la pedofilia è vista in modo sempre più benevolo negli ultimi DSM, seguendo lo stesso decorso dell’omosessualità ma con un DSM di ritardo (nel DSM 4 è stata decalssata da malattia a “disordine”, nel DSM 5 è considerata un “orientamento” come tutti gli altri, si considera “disordinato” solo l’atto pedofilo, per le conseguenze che ha sui bambini.
    E intanto coloro che dovrebbero denunciare il male parlano di ecologia, ecumenismo, immigrazionismo, raccolta differenziata, aperture al mondo, ecc.!!

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