Amore e “Unioni di fatto”. Una lettera aperta di Patrizia Stella

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AL SINDACO DI VERONA  FLAVIO TOSI

A   S. E. R. MONS. ZENTI   VESCOVO DI VERONA

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zzpngnDopo la diatriba tra il Vescovo di Verona Mons. Zenti che afferma perentoriamente che la famiglia è una sola, quella fondata sul vincolo matrimoniale tra un solo uomo e una sola donna, aperto alla vita, contro le affermazioni del Sindaco di Verona Tosi che vorrebbe regolarizzare tutte le coppie di fatto con la motivazione che “bisogna dare la possibilità a chi si vuole bene di aiutarsi” io chiedo, a nome di moltissimi altri cittadini: che cosa vuol dire, signor Sindaco con questa frase?

Il cittadino è già tutelato come individuo a norma di legge e pertanto stabilire di aiutarlo in base al fatto che due o più si vogliano bene e decidano di vivere insieme in una sorta di indefinibile “unione” è davvero un’idiozia. Neppure il legislatore se lo propone perché guarda ai fatti concreti e non ai sentimenti. Sulla base di quale “amore” e di quale “unione”si dovrebbero aiutare costoro? Ci sono varie forme di convivenze e varie tipologie di “amore”, tutte lecite. C’è l’amore fraterno, materno, paterno, di amicizia, di parentela, di simpatia, di condivisione di ideali, di gruppo, di lavoro, di appartenenza religiosa o sportiva o associativa, c’è l’amore per gli animali, l’amore per i poveri, i disabili, i carcerati, gli emigrati ecc. ecc. Quando uno non si accoltella, tutto è amore!

Ma al di sopra e al di fuori di tutte queste tipologie di amore e di convivenza, ESISTE UN UNICO AMORE VISSUTO IN UNA MANIERA DEL TUTTO DIVERSA DALL’ELENCO CHE HO FATTO CHE È L’AMORE CONIUGALE, CHE SI DISTINGUE DA TUTTI GLI ALTRI PERCHÉ PREVEDE IL DIRITTO ALLA CESSIONE DEL PROPRIO CORPO ALL’ALTRO, IN UN VINCOLO DI AIUTO E DI FEDELTA’ RECIPROCAMENTE ASSUNTO E VOLUTO DAVANTI ALLA SOCIETA’ E A DIO PER TUTTA LA VITA CHE SI CHIAMA MATRIMONIO, APERTO ALLA VITA E AL MANTENIMENTO DEI FIGLI, CON PRECISI DIRITTI E DOVERI.

Se l’amore paterno o fraterno diventasse amore coniugale? Orribile? Finora è perseguibile anche a norma di legge e si chiama “incesto” anche se alcuni lo vogliono rendere normale, come la pedofilia. O se l’amore di amicizia, di associazione, di simpatia, di gruppo diventasse amore coniugale? Altrettanto orribile. Dobbiamo tutelare anche queste forme di sessualità perversa come se fosse amore? E in base a quale grado e tipologia di amore e di unione? Chi lo stabilisce? Alle volte ci si mette insieme anche tra studenti o colleghi di lavoro semplicemente per dividere le spese dell’affitto in particolari situazioni e nulla più. Tuteliamo anche questi come coppie di fatto? Ma per favore! Perché vi addentrate in un vespaio illogico e immorale del genere! Dio ve ne chiederà severamente conto!

E’ vero che, tra tutti questi, esiste anche l’amore di un uomo e di una donna che decidono di stare insieme come marito e moglie però senza vincolo, al di fuori del matrimonio in un rapporto di convivenza anche accettando i figli, ma allora perché vogliamo obbligarli a registrarsi se vogliono vivere così? Perché concedere loro dei diritti se non vogliono assumersi i loro sacrosanti doveri? Se vogliono, possono sempre sposarsi civilmente, secondo le regole della nostra Costituzione, altrimenti lasciamoli in pace per favore e non andiamo a stanarli a tutti i costi, violentando anche la loro libertà e la loro privacy.

Nel privato ciascuno è libero di fare quello che vuole, anche di vivere con uomo e uomo in un rapporto carnale contro natura, purtroppo (non coniugale perché lo impedisce la configurazione biologica dei corpi che è già di per sé eloquente), ma da qui a voler legalizzare ogni tipologia di rapporto SOTTO IL TITOLO INGANNEVOLE DI “UNIONE” COME SE TUTTO FOSSE LECITO PURCHÈ NON LO SI CHIAMI “MATRIMONIO” c’è una bella differenza, e chi lo fa si assume una grandissima responsabilità davanti alla società e davanti a Dio perché libera una “valanga di perversioni” insanabili e irreversibili che danneggiano innanzitutto l’uomo e poi la società.

Se poi si pensa che ci sono degli “ORCHI” a livello europeo e mondiale che vogliono imporre ai bambini sin dalle scuole primarie questo insegnamento sessuale perverso, aspettiamoci di tutto e di peggio su questa nostra povera umanità corrotta che, rinnegando la legge di Dio e il buon uso dell’intelligenza e del proprio corpo, si sta autodistruggendo. Dio lascia fare ma non strafare!

Patrizia Stella

patrizia@patriziastella.com     www.patriziastella.com

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6 commenti su “Amore e “Unioni di fatto”. Una lettera aperta di Patrizia Stella”

  1. Pensate che il Sig. Tosi ( spero presto ex sindaco di Verona ) era un fervente cattolico tradizionalista, e che assieme ai tradizionalisti sfilava per le vie della città con la bandiera della lega, e con su scritto no al gay pride, e con la maglietta antigay . Ci sono le foto pubblicate su internet. Che voltafaccia! per chi voteremo in futuro ? Quanti e quali saranno i giuda che pur di conservare , la caregheta ci venderanno mani e piedi legati Vergogna signor Tosi , e pensare che abbiamo tutti votato per lei che credevamo un buon cattolico.

  2. Forse il discorso farebbe più presa, e sarebbe condiviso da un maggior numero di persone, se ci si limitasse alle sole motivazioni laiche e antropologiche.

  3. E che dire del legame puramente amicale tra due persone che, soprattutto se sole e anziane, in una società dove si è sempre più longevi e soli, potrebbero decidere di abitare insieme assistendosi a vicenda (ma senza costituire una coppia gay) e magari non osano farlo per timore di essere etichettati come -appunto- gay? E ovviamente per questo tipo di persone sole lo stato non si sente in dovere di fare niente. (D’accordo che niente è meglio della famiglia, ma non si può mica inventare se non c’è…)

  4. Tosi dovrebbe vergognarsi!
    Ha dimostrato di essere un finto cattolico e un voltagabbana: ha annusato l’aria e ha capito che alla sua carriera conviene di più adeguarsi al pensiero unico dominante!

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