Anti Halloween. A Campagna (SA), terza edizione di “Quelli vestiti come i Santi” – di Don Marcello Stanzione

di Don Marcello Stanzione

 La confusione di Halloween, che da qualche anno è arrivata prepotentemente anche da noi, in Italia è un miscuglio di riti pagani, pre – romani, gusto del macabro e tanto business. E’ arrivata dagli Stati Uniti  e dal mondo anglosassone e affonda le sue origini nella cultura celtica nord – europea. Per i celti l’anno non iniziava il primo di gennaio, bensì il primo di novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda e iniziava la stagione delle tenebre e del freddo, in cui stava rintanati nelle proprie case, con le provviste accumulate nei mesi soleggiati.

In questa occasione si festeggiava una sorta di capodanno, che questi popoli pagani dedicavano a Samhain, il loro dio della morte. Ritenevano che, in quei giorni di passaggio dalla luce alle tenebre invernali, fantasmi e spiriti varcassero il confine che li separa dal nostro mondo e fosse quindi possibile comunicare con loro. Come tutti i popoli, desideravano che i loro nonni e bisnonni fossero ancora vivi e immaginavano di poterli aspettare almeno una volta l’anno. Per questo accendevano lanterne, compivano rituali propiziatori, lasciavano dolci e bevande sulla soglia di casa sperando di poter riabbracciare e far festa ancora una volta coi loro defunti.

Quando queste popolazioni furono annesse all’Impero romano, le loro usanze non furono estirpate ma portate a compimento nella luce della fede in Gesù Cristo. Nell’anno 835 d. C., papa san  Gregorio Magno spostò la festa di Ognissanti, dedicata a tutti i santi del paradiso, dal 13 maggio al 1° novembre. Poi, nel X secolo, fu introdotta la festa del 2 novembre, il giorno dei morti, dedicato alla memoria delle anime degli scomparsi che erano in Purgatorio a purificarsi dei loro peccati prima di poter essere accolti in Paradiso. L’intuizione dei Celti sul contatto con i cari defunti e sulla vita oltre la morte non fu quindi schiacciata e distrutta, ma valorizzata e illuminata dalla luce della Rivelazione. In inglese la festa di Ognissanti si chiama All Hallows ‘Day; la vigilia del giorno di Ognissanti si chiama  All Hallow ‘Eve. Queste parole si sono trasformate prima in Hallows ‘Even e da lì in Halloween. Ora, si dà il caso che i riti pagani celtici non siano mai del tutto scomparsi dai paesi nord – europei. A metà del 1800 un’epidemia spinse quasi un milione di irlandesi a emigrare in America portando con sé le proprie usanze, tra cui anche quella di festeggiare Halloween alla loro vecchia maniera. Negli Stati Uniti tutti questi rituali folcloristici ( i travestimenti bizzarri, lo scambio di dolci, le lanterne, le danze e ei falò) hanno attecchito, e sono diventati il pretesto per organizzare feste e spendere soldi (mediamente due milioni e mezzo di dollari in costumi, addobbi e feste per il 31 ottobre!) trascurandone completamente il significato religioso cristiano. E’ così oggi Halloween non è più né la festa pre – cristiana dei celti, né la ricorrenza cristiana di Ognissanti, ma solo un macabro carnevale in cui  si esaltano streghe, demoni, mostri e altre creature orribili.

Noi però non dobbiamo dimenticarci che la notte dei santi e il giorno dei morti hanno tutt’altro valore! Preghiamo per chi ci ha preceduto nel Regno dei Cieli, e rallegriamoci ancora una volta perché Cristo ha vinto la morte e noi con lui risorgeremo alla vita eterna!

A Campagna in provincia di Salerno presso la parrocchia di santa Maria la Nova si terrà la terza edizione della manifestazione di “ Quelli vestiti come i santi”, dove adulti e ragazzi vestiranno l’abito del santo di cui portano il nome. Ecco il programma:

 

 3° Edizione

QUELLI VESTITI COME I SANTI

 Parrocchia Santa Maria la Nova – Campagna (SA)

 31 Ottobre 2013

festa 1 nov

  Ore 18:00  Processione “Quelli  vestiti come i Santi”

  Ore 18:30  Santa Messa

  Ore 19:30  Agape fraterna nella “Sala del Pellegrino”

 

2 commenti su “Anti Halloween. A Campagna (SA), terza edizione di “Quelli vestiti come i Santi” – di Don Marcello Stanzione”

  1. Anche la mia Parrocchia S.Maria in Porto di Ravenna copia l’esempio di Don Marcello : FINALMENTE si muove qualcosa!

  2. Purtroppo è tutto vero: oltre la speculazione commerciale che non è indifferente ci sono altri profili piuttosto gravi sui quali è opportuno riflettere per non farsi plagiare

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