ASSUEFAZIONE AL DISORDINE – di Piero Vassallo

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PREMESSA: questa nota di Piero Vassallo è stata scritta poco prima che arrivasse dal Comune di Milano la smentita circa l’intenzione di adottare la fiaba “Piccolo Uovo” come testo di lettura negli asili comunali. Tuttavia quanto scrive l’Autore resta validissimo, perchè il singolo evento (l’utilizzo annunciato e poi smentito del libro, comunque molto apprezzato dalla sinistra) ha dimostrato, ancora una volta, il clima di confusione culturale in cui si vive, e la scarsa capacità dei cattolici di opporsi ad esso.

PD

 

di Piero Vassallo

 

La debole e fioca reazione dei cattolici milanesi all’iniziativa del sindaco Giuliano Pisapia, finalizzata a preparare i bambini ad futuro senza difese immunitarie di fronte all’onda pederastica e lesbica sollevata dalla rivoluzione culturale, è un preoccupante segnale di arrendevolezza e di rassegnazione al disordine.

Si è tentati di dire che la maggioranza degli studiosi di cultura cattolica non ha capito l’involuzione della cultura di sinistra, un tempo impegnata a promuovere la rivoluzione dei proletari, oggi rovesciata nella promozione dell’immoralità.

La sinistra comunista si proponeva quale alternativa all’ingiustizia fondata sull’ideologia liberale. Il comunismo era un rimedio peggiore del male, come lo definì Pio XI, con una sentenza confermata dalla vicenda del socialismo concentrazionario. Il comunismo era un errore che si opponeva ad un altro errore. Era il progetto di una giustizia peggiore dell’ingiustizia capitalistica alla quale si opponeva.

Tramontata l’illusione comunista, la triste novità che occupa l’orizzonte della sinistra è un progetto finalizzato alla pura inversione della morale naturale. Un progetto che finalmente incontra le aspirazioni della borghesia libertina e liberale.

nietszcheNell’area della cultura cattolica la metamorfosi culturale della rivoluzione comunista è stata invece percepita come conversione alla mitezza di un errore che generava violenza e oppressione. Pochi hanno compreso che nell’universo della sinistra era in atto una radicalizzazione degli errori dettati dal pregiudizio ateistico. Pochi hanno valutato il senso della correzione di Nietzsche compiuta da Giorgio Colli e Mazzino Montinari al fine di omologare la filosofia dell’oltreuomo e farla salire nella costellazione della sinistra operaia. Pochissimi hanno rammentato che il pensiero di Nietzsche era inteso al regresso della morale negli abissi del dionisismo. Quasi nessuno ha visto il filo eversivo che allaccia la sinistra deragliata, al c. d. salotto buono e al delirante dionisismo di Nietzsche. Nessuno osa dire che le malattie dell’Occidente, denatalità, aborto, droga, suicidio, perversioni sessuali, violenza folle, musica ottenebrante, sono il risultato di una cultura dionisiaca, cioè intesa a spegnere le luci della ragione e della morale.

Gli intellettuali cattolici, che consigliano il voto a favore di Pisapia e Vendola, perfetti eversori della morale naturale, sono vittime di un daltonismo che altera il giudizio e impedisce la visione del male maggiore. Essi credono che le illusorie speranze riposte da Maritain nelle rivoluzioni sociali del passato siano trasferibili alla rivoluzione culturale oggi in atto. Il daltonismo impedisce loro la vista della violenza neopagana insediato nel sinistrismo d’oggi. Non vedono il volto delle baccanti in delirio che invadono una rivoluzione indirizzata alla persecuzione delle virtù cristiane. E’ tempo di uscire dal sonno indotto dalle omelie domenicali di Eugenio Scalfari e di andare alla scoperta della disumanità che agita la rivoluzione culturale.

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