Attacco all’obiezione di coscienza  –  di Marisa Orecchia

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L’ospedale romano S. Camillo ha recentemente indetto un concorso per due medici ostetrici ginecologi riservato ai non obiettori. La lotta all’obiezione di coscienza viene sostenuta con grossolane falsificazioni. Si è ormai creata una società in cui un animale gode di tutele non riconosciute al concepito.

Riportiamo in calce l’articolo di Repubblica del 13 maggio 2016.

di Marisa Orecchia

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Obiezione di coscienza  addio. Il  duro colpo le è stato inferto dall’ospedale romano S. Camillo  che   ha recentemente indetto un concorso per due medici ostetrici ginecologi riservato ai  non  obiettori. Discriminazione gravissima perché viene a colpire il  diritto di quanti, ai sensi   all’art.9 della 194 sollevano obiezione all’aborto volontario.  Rifiuti  di  uccidere bambini  nel grembo materno ?  Niente concorso, niente  lavoro. La legge 194, tabù intoccabile quando si tratta di  garantire il diritto  al libero aborto, può essere violata quando fa comodo.

L’obiezione di coscienza  consentita dalla legge 194 è da tempo nel mirino  di quanti vogliono  arrivare alla completa e definitiva normalizzazione dell’aborto procurato. Conservare la possibilità di obiezione  significa infatti  contribuire a mantenere viva nella coscienza  pubblica la consapevolezza dell’iniquità  della pratica dell’aborto procurato cui il medico, se vuole, può sottrarsi. Come al solito questa guerra viene condotta sul campo dell’informazione, sparando numeri gonfiati per sostenere che i medici non obiettori sarebbero  costretti, a causa dei colleghi che non praticano aborti, a un super lavoro. Bugie puntualmente smentite   dalle annuali  relazioni ministeriali  sulla 194, secondo cui i medici abortisti hanno in media un carico di lavoro decisamente leggero con  1,6 aborti la settimana, ben lontano da quello dei primi anni ’80 quando il numero degli aborti  registrati era molto  più elevato, prima della  massiccia diffusione del cripto aborto fai-da-te reso possibile dalle varie pillole vendute in farmacia, anche come prodotti da banco.

E’ una guerra  con la quale si è cercato di mettere a tacere medici e personale ausiliario che vogliono sottrarsi  alla fabbrica di morte e che nutrono nella coscienza la convinzione che la medicina sia a servizio della  salute e della vita, che conservano dentro di sé l’eco di quel giuramento di Ippocrate che per duemilacinquecento anni ha formato generazioni di  medici, ma che ultimamente è scomparso dal nuovo codice di deontologia medica.

In questa guerra contro l’obiezione di coscienza  ha recentemente vinto una battaglia importante la CGIL, sindacato che dovrebbe tutelare i diritti  dei lavoratori – anche i medici  obiettori evidentemente rientrano in  questa categoria – ma che ha lasciato perdere le ingiustizie sociali sempre più numerose di questi tempi, per  una campagna  pro aborto,  ritenuta  più remunerativa per recuperare l’immagine ormai un po’ sfocata del  ruolo e della funzione. Il Consiglio d’Europa ha infatti accolto il mese scorso il ricorso che la CGIL aveva inoltrato proprio contro l’obiezione di coscienza, che ostacolerebbe, a suo dire, il servizio di aborto e metterebbe a rischio la salute dello donne.

Contro l’obiezione di coscienza alla 194 sono scatenati da sempre gli aderenti al partito radicale, che puntualmente hanno scandito il trascorrere di questi decenni, dalla legalizzazione dell’aborto in poi, con numerosi e virulenti interventi soprattutto ad opera di Emma Bonino, che  sull’aborto volontario e sul sangue di milioni di vittime innocenti ha costruito, a  cominciare dalla sua attiva partecipazione nella clandestinità del C.I.S.A. di Firenze, la sua fortunata carriera politica, ricca di onori, gratificazioni ed elogi che, assieme  agli incoraggiamenti a continuare sulla stessa strada, le giungono da ogni dove.

Eppure furono proprio i radicali a fare del diritto di obiezione di coscienza la bandiera del loro libertario  impegno politico, all’inizio degli anni ’70, contro il servizio di leva obbligatorio, per l’introduzione dell’alternativa  del servizio civile. E furono sempre loro che presero l’iniziativa per portare in parlamento  la tutela degli animali affinchè si giungesse all’approvazione  della legge n. 413/93 sul diritto di obiezione di coscienza contro la sperimentazione animale. Ecco l’etica radicale: nessuna tutela per il bimbo concepito, neanche quella della coscienza di un medico, massima tutela per gli animali, cui è riconosciuto un diritto  negato al bambino.

Tempi duri avanzano per l’obiezione di coscienza. Già s’interrogano decine di  sindaci  di Comuni grandi  e piccolo:  ci toccherà  civil-unire  due gay che hanno  deciso di convolare? Si interrogano  insegnanti  di ogni ordine e grado di scuola, a partire dalla materna: ci toccherà insegnare che gay è bello e che la masturbazione è un bel gioco di esplorazione?  Si deve obbedire alle leggi dello Stato, decreta la  disinvolta ministra delle riforme. E così siamo avvertiti. La faccia ridanciana di questa nostra democrazia d’accatto, che nutre se stessa e la pubblica opinione con la proclamazione dei  nuovi diritti civili a tutti e sempre garantiti,  maschera  il ghigno dell’intolleranza che mette il bavaglio alla coscienza.

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13 commenti su “Attacco all’obiezione di coscienza  –  di Marisa Orecchia”

  1. “Striscia la notizia”, ieri sera: Pinuccio -giovanotto che fa i servizi dalla Puglia- introduce il suo servizio con un filmato sulla “lotta delle donne degli anni ’70 per poter abortire”. Poi passa al messaggio: “Pare che da queste parti le donne abbiano difficoltà ad abortire, per scarsità di medici disposti all’intervento”.
    Ho cambiato canale. La “Madonna” Boschi deve spezzare le reni alla Puglia

    1. Caro Raffaele, è preferibile non guardare più niente, ché dovunque ci si gira non si fa altro che constatare l’asservimento totale e generalizzato di tutti i mezzi di comunicazione alla malefica ideologia di morte dominante. Il potere del demonio è terribilmente ramificato e radicato in ogni dove e sta prendendo il sopravvento su quanto di buono ancora resta nel mondo. Nel caso di questo concorso siamo all’assurdo sì, ma fino a un certo punto, visto che così facendo si sta obbedendo alle direttive europee e al richiamo che poco tempo fa è stato fatto all’Italia a difesa dei poveri medici non obiettori, così vilmente discriminati, e a salvaguardia dell’accesso alla salute delle donne e del loro abominevole “diritto” di trucidare il sangue del loro sangue. Licenza di uccidere, dunque, quella per cui ha lottato per una vita l’oggi tanto glorificato Pannella.

  2. Silvia Elena Masetti

    I medici che praticano il concorso in omicidio dovrebbero essere in galera . Sono un pericolo per la salute fisica e mentale del sesso femminile. Non dico donna perchè chi uccide il proprio figlio, non lo è.

    1. Prima di giudicare unanon donna bisogna capire il perché si arrivi a prendere una decisione cosi sofferta…i motivi possono essere i più disparati….io non giudico….

  3. “giuramento di Ippocrate” è quello che fanno i medici prima di iniziare la professione, e che consiste nel SALVARE la vita umana e NON uccidere, infame, con l’ aborto.
    S.Giuseppe Moscati!!!!!!!!! medico Santo.
    mettici Tu, la Tua intercessione.
    Oh, se questi sciagurati medici avessero solo un quarto di un Tuo capello….che bella la vita!!!

  4. Se per legge venisse legalizzata la pena di morte e colui che deve “schiacciare il bottone” venisse sorteggiato coloro che sono contrari al l’obiezione di coscienza lo schiaccerebbero se fossero sorteggiati o obietterebbero ?

  5. Caro Mauro, probabilmente obietterebbero. Normalmente quelli che condannano la pena di morte sono anche i più convinti abortisti. Pare che vi sia una correlazione logica tra il diritto delle donne ad una maternità responsabile (ed omicida) ed il diritto del reo a redimersi dal proprio delitto. Per cui è ammissibile sopprimere una vita umana “intrauterina”, ma poi se qualcuno è condannato per avere soppresso la stessa vita umana “extrauterina”, non può a sua volta essere soppresso. Un vero cortocircuito logico e dialettico, perchè se la vita è vita, essa non può mai essere soppressa. N.B. Se qualcuno obietta che la Chiesa ammette la pena capitale (Catechismo § 2267), rispondigli pure che – anche qualora vi siano le condizioni per agire in tal senso (“l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani”) – non è paragonabile all’aborto in cui il feto è “colpevole” solo di essere stato generato ma non desiderato.

  6. Striscia la notizia è una solenne sciocchezza…vero letame!
    La legge 194 è un abominio assoluto!
    Assumere solo medici non obiettori è disumano e degno di un’organizzazione mafiosa della peggior specie: assume solo gente che non si fa problemi ad uccidere il prossimo (ma forse un’organizzazione mafiosa ci pensa due volte prima di uccidere qualcuno…i perversi abortisti no)!

  7. Questo episodio dimostra l’assoluta inutilità dei tentativi di “scegliere il male minore” e cercare accordi. Comunisti, libertari e liberali rispettano gli accordi solo finché ne trovano vantaggio e, anche se si pongono paletti, essi verranno fatti saltare in via giudiziaria e amministrativa, sfruttando le numerose ambiguità della “costituzione più bella del mondo”

  8. Mah!
    davvero? bè la cosa non mi stupisce…
    oramai il medico fa il medico SOLO per soldi ,e NON più per vocazione! ( si senz’altro qualche mosca bianca si trova…)

  9. Cara Stefy impara invece a giudicare, eccome! Naturalmente i fatti e le azioni , non certo le persone . E quindi anche le “decisioni sofferte”.

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