BALLOTTAGGIO A ROMA. SALVIAMO LA CAPITALE DALLA SCIAGURA DI UN IGNAZIO MARINO SINDACO. DUE LETTERE PERVENUTE IN REDAZIONE

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BALLOTTAGGIO A ROMA. SALVIAMO LA CAPITALE DALLA SCIAGURA DI UN IGNAZIO MARINO SINDACO. DUE LETTERE PERVENUTE IN REDAZIONE

 

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A Roma il 9 e 10 giugno si terrà il ballottaggio per la carica di Sindaco. Riscossa Cristiana ha già rivolto un appello ai lettori, per evitare che la Città Eterna subisca l’oltraggio di avere come sindaco Ignazio Marino, che da sempre sostiene le peggiori posizioni radicali. Avevamo scritto che la partita vera si sarebbe giocata tra Alemanno e Marino e i fatti ci hanno dato ragione.

L’elevatissimo astensionismo ha giocato a favore del candidato radical-sinistro. Resta però un’ampia possibilità di recupero, che gli elettori romani non devono lasciarsi sfuggire. Il 9 e il 10 giugno la piccola fatica di andare a votare si può davvero fare per salvare Roma, caput mundi e capitale d’Italia e della Cristianità, dal pericolo di avere come primo cittadino un uomo che incarna tutte le peggiori dottrine mortifere che inquinano la nostra Società e la stanno portando alla rovina finale. Ricordiamo l’esempio di Milano: due anni fa, facendo leva su una confusa voglia di “cambiamento” la sinistra, con lo sciagurato appoggio dell’allora Arcivescovo, il martiniano Tettamanzi, riuscì a portare a Palazzo Marino Giuliano Pisapia, che ben presto si sarebbe rivelato come il peggior sindaco che i milanesi abbiano mai avuto. Questi radical-sinistri, oltre a sostenere posizioni inaccettabili dalla morale e dalla retta ragione, non sono né possono essere buoni amministratori, perché ogni loro decisione non è presa per il bene comune, ma per l’affermazione delle loro patologie ideologiche.

Ora è il turno della Capitale. Sbarrare la strada a Ignazio Marino non è solo una scelta politica. È una scelta di civiltà, è l’impegno di quanti amano ancora il proprio Paese, le proprie famiglie, la salute della società. Mentre vi invitiamo a leggere il bell’articolo di Pucci Cipriani, “Il ballottaggio per il sindaco di Roma. Fermiamo il dott. Morte!”, vi proponiamo, come ottimi aiuti alla riflessione, le seguenti due lettere, di Stefano De Lillo e di Michele Angiolo Vigna, pervenute in redazione, alle quali ci associamo in pieno.


La Redazione di Riscossa Cristiana

 

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La lettera di Stefano De Lillo


Cari amici,

Vi sottopongo alcune dichiarazioni del candidato Sindaco Ignazio Marino che dovrebbero farci riflettere sulla Roma che avremmo se il Sindaco Gianni Alemanno non fosse riconfermato:

1) “Anche attraverso un’azione normativa ai limiti delle competenze di Roma Capitale, ma con l’ambizione di influenzare il Governo nazionale, per garantire i diritti faremo un registro delle unioni civili e quello per il testamento biologico.” (Corriere della Sera 23 Marzo 2013)

2) “E sono anche per la liberalizzazione delle droghe leggere e delle canne ..omissis.. Fanno bene all’umore, al sistema nervoso centrale, se uno ha dei dolori li toglie ed aumenta l’appetito” (Durante il programma radiofonico “Un Giorno da Pecora” in onda su Radio 2 il 9 Aprile 2013)

3) “Sulla pillola abortiva io credo si faccia tanto rumore per nulla: non facilita di certo la decisione di interrompere una gravidanza, si tratta semplicemente di una opzione terapeutica che la medicina offre e che il medico ha il dovere di discutere con la sua paziente per fare assieme una valutazione di tipo clinico non etico” (intervista su www.gay.tv dell’11 Settembre 2012)

4) “Un paese moderno non può permettersi di arretrare giustificando la discriminazione delle coppie omosessuali ..omissis.. Bisogna invece elaborare una proposta di legge seria, in linea con le legislazioni degli altri Paesi: ciò che conta veramente è che i diritti di tutte le coppie legate da un rapporto affettivo e di amore siano gli stessi, a prescindere dal genere di chi ne fa parte. Qualsiasi altra visione è datata.” (L’Espresso 14 Maggio 2012)

Ritengo che non sia certamente questa la Roma che vogliamo.

Un affettuoso saluto


Stefano De Lillo

 

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La lettera di Michele Angiolo Vigna

 

 

Cortesi Amici,

domenica 9 giugno non si va a votare per Alemanno (persona rispettabile,
peraltro) ma contro il doppio ectoplasma di Rosy Bindi ed Emma Bonino, il dr
Marino, in arte dr Morte. Un sindaco che coniuga il radical chic con la
professione cattolica rappresenta il trionfo dell’ipocrisia modernista e
dell’obituarismo ultramoderno. L’elezione Marino sindaco avrebbe il significato
di un oltraggio per la Santa Sede e di uno schiaffo alla Cristianità tutta. Il
voto contro è obbligatorio poiché si profila la minaccia di una sovversione
sostenuta dal consenso democratico e dal consenso del catto-tartufismo. Si
tratta in ultima analisi di mettere alla prova il rifiuto cattolico
dell’assolutismo democratico, cioè l’errore che attribuisce al popolo sovrano
la facoltà di capovolgere la legge naturale. Un errore condannato da Pio XII
nel Radiomessaggio per il Natale del 1944. Ora è fuori di dubbio che il voto
attribuito all’abortista-eutanasista e fautore del matrimonio contro natura
Marino manifesta l’intenzione di umiliare la legge naturale e oltraggiare la
Cristianità. Di conseguenza si giustifica il voto contro.

Cordiali saluti,


Michele Angiolo Vigna

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