Benedetto XVI interviene. Bergoglio ringrazia – di Stefano Arnoldi

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L’11 aprile scorso Papa Benedetto XVI ha rotto il suo silenzio mediante la pubblicazione di un testo apparso sulla rivista tedesca Klerusblatt; le motivazioni di tale intervento sono state chiarite dallo stesso Ratzinger: contribuire alla ripresa di una Chiesa sconvolta dagli scandali sessuali e sprofondata in una crisi tanto devastante quanto ormai conclamata.

Al di là delle questioni di merito sollevate dallo scritto di Benedetto XVI (a cui rimandiamo per l’approfondimento ad altri articoli), qui interessa riflettere sugli effetti generati da tale intervento.

Ebbene, in molti ambienti cosiddetti tradizionalisti ossia quelli che dai media e dalla stampa incarnerebbero la cosiddetta resistenza alla pastorale di Bergoglio, la lettura del documento emerito ha avuto l’effetto che produce un sorso d’acqua al disperato agonizzante nell’arsura del deserto: una vera e propria benedizione. E allora via col tessere ringraziamenti, elogi sperticati e lodi a non finire al Papa che con le sue parole ridarebbe uno squarcio di luce nella fitta oscurità del pontificato attuale…

E che dire dei commenti apparsi sui siti internet postati da fedeli entusiasti e quasi in estasi se si leggono certe espressioni cariche di tale trasporto dal far apparire Benedetto XVI più come una divinità che un papa di Santa Romana Chiesa, sebbene in volontaria ritirata dal febbraio 2013: “Il vero Papa è Benedetto XVI, non Bergoglio!”, si è letto a più riprese…

Ora, al di là della particolare “coerenza” di chi condanna i cosiddetti sedevacantisti (poiché non riconoscono come validi i Pontefici succedutisi a Pio XII) ma ritiene che il Papa possessore dei galloni della legittimità sia Benedetto XVI e non Papa Bergoglio, e al di là della curiosa situazione di chi fa le pulci al pontificato bergogliano e chiude entrambi gli occhi su quanto è macroscopicamente successo nei pontificati “conciliari” precedenti, resta un’amara constatazione in merito all’intervento di Papa Benedetto.

Dal momento infatti che la disamina del disfacimento della fede ed il crollo della credibilità della Chiesa per via di un clero apostata non ha saputo o voluto spingersi fino alla radice delle cause scatenanti, di nuovo si sono palesati i limiti di chi confonde le cause con gli effetti, perciò vien da sé che la pretesa di dare un contributo alla soluzione della crisi in atto rimane solo nelle sbandierate intenzioni.

Piuttosto, un primo concreto effetto si è realizzato: quello di aver rinchiuso in un recinto, quello conciliare, gran parte della cosiddetta resistenza al pontificato attuale di Bergoglio.

Strana resistenza quella, preoccupata più della forma che della sostanza poiché non si comprende come si possa puntare il dito sulle parole e gli atti di Papa Francesco quando il suo programma è il medesimo di quello dei suoi predecessori “ispirati” anch’essi dal Concilio Vaticano II di cui papa Benedetto è convinto assertore come chiaramente evidenzia nelle soluzioni prospettiche del suo scritto.

Così non sorprende nemmeno più di tanto come quella “resistenza”, inebriata di papismo, sia entrata tutta felice e contenta nel recinto conciliare purché condotta dal papa tedesco invece che da quello argentino.

Anche questo è un paradossale prodotto della crisi violenta che si è insediata in seno alla Chiesa e che cambiando geneticamente la religione cattolica ha azzerato prima di tutto la ragione.

Si realizza così quanto scriveva Marcel De Corte: “La pastorale e la liturgia, abbandonate allo zelo astioso degli innovatori, alle tenebre di una intelligenza rimpinzata di illusioni ed alla volontà di potenza clericale, incitano in molti casi i fedeli a coadiuvare, con tutte le loro forze, coloro che sognano di cambiare l’uomo e il mondo. A quali lavaggi dei cervelli, a quali diluvi di demagogia questa religione […] ci ha fatti assistere!”.

Vi sono, in altre parole, resistenze (in verità, presunte tali) che, fedeli al pastore che più aggrada, lavorano più o meno inconsapevolmente per rafforzare ciò che danno ad intendere di voler osteggiare (le innovazioni vaticanosecondiste di Papa Francesco), col risultato di ritrovarsi proprio a braccetto dei papa-boys bergogliani nella realizzazione della neo-Chiesa.

Possiamo dunque anche soffermarci sulle disquisizioni in merito all’importanza o meno di un Papa emerito che interviene per voler “dare un contributo” e che, per la prima volta dal nefasto Concilio, comunque scopre l’acqua calda elencando una serie di mali che sono propagati da tempo in lungo e in largo nella Chiesa cattolica (tra cui anche nel suo pontificato); in realtà, se si intende rimanere ancorati ad una forma mentis che l’oggettività della realtà ha svelato essere imbevuta di principi o concetti erronei e avvelenati, tutto risulta tragicamente inutile. Una fede così concepita continuerà a propagare la sua disfatta.

A farne le spese è il sensus fidei, che alberga nel cuore di ogni fedele, che risulta svilito, umiliato e sbeffeggiato. È il secondo effetto che si genera quando la toppa è peggio del buco.

Certo, sappiamo che è assai facile cadere nel peccato di giudizio temerario e dunque ci guardiamo bene dal sondare le intenzioni di Papa Benedetto nell’intervenire pubblicamente nel dibattito sulla crisi in atto e sulla delicatissima questione degli scandali sessuali di sacerdoti depravati, tuttavia, non si può non riscontrare che gli effetti del suo intervento per ridare impulso al paziente moribondo si sono rivelati un contributo letale anziché salutare.

La forma mentis conciliare non può che accompagnarsi sempre a danni collaterali, ciò è congenito: nel caso specifico, ammettendo pure le buone intenzioni, sembra sia stato centrato alla perfezione l’obiettivo di fiaccare quanti più possibili dissidenti al corso conciliare così, guarda caso, come si è verificato a suo tempo con il Motu Proprio “Summorum Pontificum” (indetto per il recupero della Sacra Liturgia ma coll’insito ricatto di riconoscere la nuova messa del Concilio Vaticano II che ha in odio proprio la Messa “di sempre”).

Questo perché lo scritto di Papa Ratzinger contempla un programma che non si discosta da quello del suo successore, ma corrisponde all’altra faccia di una stessa moneta: da una parte Bergoglio, dall’altra Benedetto XVI.

È la moneta del Concilio Vaticano II, del tutto identica a quelle maneggiate dai precedenti pontefici conciliari, a loro volta del tutto simili ai trenta denari del Vangelo dati a colui che doveva tradire la Verità. Altro che contributo per ridare vita alla Chiesa.

Su gentile concessione dell’Autore, direttore del sito “Corsia dei Servi

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19 commenti su “Benedetto XVI interviene. Bergoglio ringrazia – di Stefano Arnoldi”

  1. Carla D'Agostino Ungaretti

    Sono stata e sono una grande ammiratrice del pensiero del teologo Ratzinger, di cui ho letto tutto ciò che è stato tradotto in italiano, ma le dimissioni di Benedetto XVI (al di là di tutte le interpretazioni che ne sono state date) rappresentano tuttora per me un mistero che non mi è dato di penetrare e reso ancora più fitto dal fatto che il Papa emerito, invece di ritirarsi e scomparire al mondo, come fece Celestino V, per condurre una vita di clausura e di preghiera per questa Chiesa che lui non si sentiva più capace di governare (non tutti, in effetti, hanno la forza di continuare usque ad sanguinem) ha continuato a rimanere sulla scena per “aiutare” la Chiesa. Ma per aiutarla veramente dovrebbe gridare al mondo che il Concilio Vat. II ha avuto effetti nefasti e che la pastorale del suo successore non giova alla salvezza delle anime, ma le confonde facendo loro dimenticare l’esistenza dell’inferno, legittimando invece divorzio, aborto, procreazione artificiale, eutanasia, e così via che invece molti sedicenti cattolici accettano. Ma è chiaro che questo non lo dirà mai .

    1. jb Mirabile-caruso

      Carla D’Agostino
      Ungaretti: “Sono stata e sono una grande
      ……………ammiratrice del pensiero del
      ……………teologo Ratzinger…”.

      ……………”…ma le dimissioni di Benedetto XVI
      ……………..[…] rappresentano tuttora per me
      ……………..un mistero che non mi è dato
      ……………..penetrare…”.

      Mi dispiace molto, signora D’Agostino Ungaretti, per la conflittualità che Le capita di soffrire a causa del personaggio Ratzinger, ma se Lei prova ad esaminare criticamente il suo pensiero teologico – magari facendosi aiutare un po’ dal suo critico Radaelli – sono certo che Lei supererà agevolmente la presente sofferenza scoprendo un Benedetto XVI del tutto coerente con la sua congenita incoerenza.

    2. Exsurge Domine et judicam Causam tuam

      avrebbe fatto meglio a leggere Topolino, cara signora! Io i libri di Ratzinger li ho quasi tutti bruciati! Tre ogni Santo Natale nel caminetto, come si conviene cogli scritti di un patetico eresiarca!

      1. Carla D'Agostino Ungaretti

        I commenti dei nostri due amici sono per me l’ennesima conferma che, in questa nostra epoca spiritualmente travagliata, il “nemico” continua, con successo, a seminare la sua zizzania nei cuori, nei pensieri e nelle opinioni dei sinceri fratelli in Cristo. Per quanto mi riguarda, io cerco sempre di non cascare nella trappola ma, a quanto pare, non tutti ci riescono …

    3. …ammiratrice quindi del grande pensiero teologico ratzingeriano secondo il quale la necessità della fede in Cristo per la salvezza è un optional, buono solo per i cristiani? Qui siamo ben oltre il pensiero cristiano: qui siamo all’ antitesi del pensiero cristiano… E questo dal detto Concilio, di cui il prete ratzinger fu un esperto….of course.

      1. Carla D'Agostino Ungaretti

        Caro amico bbruno, la fede in Cristo non è certo un optional solo per i cristiani. Tutti ricordiamo bene Mc 16, 16, ma lei si sente di asserire fermamente che tutti i “buoni” pre cristiani, o post cristiani, ma non raggiunti dallo Spirito Santo ora siano all’inferno o nel Nulla cosmico? Personalmente penso che ora la Madonna stia cullando tra le sue braccia i bambini abortiti o morti senza Battesimo e certamente senza loro colpa . Oggi tutti sanno chi è Cristo, compresi il Dalai Lama e il Gran Muftì di Gerusalemme, e molti Lo rifiutano, ma non è detto che lo facciano in mala fede. E’ un grande mistero che non possiamo sciogliere noi., ma ci sarà rivelato alla fine dei tempi. L’importante è non fare un gran minestrone di religioni come si tenta di fare oggi, firmando dichiarazioni ecumeniche congiunte e baciando i piedi dei non cristiani, perché solo Gesù Cristo è risorto, non Maometto, o Budda o Lao Tze. Il Concilio ha prodotto guai pastorali, ma (si sembra) non teologici. Se non ho capito niente, spero che qualcuno mi illumini. Grazie.

        1. Donato Casati

          In effetti signora Carla D’Agostino, visti i suoi interventi, pare proprio che lei non abbia capito niente. Secondo lei da dove vengono le storture pastorali del Vaticano secondo se non dalla dottrina? Sono quelle che bisogna raddrizzare e lo su pià fare solo rigettando tutto il malefico contenitore che le lega tutte. Va pure a predicare l’unicità di Nostro Signore con Lumen Gentium e Gaudium et spes tra le mani e poi vedrà che risate…

        2. Exsurge Domine et judicam Causam tuam

          “Personalmente penso che ora la Madonna stia cullando tra le sue braccia i bambini abortiti o morti senza Battesimo e certamente senza loro colpa”

          Prima di perdere la Fede e diventare eretici, hanno tutti, compreso il suo idolo bavarese, esordito con “personalmente penso”! Faccia attenzione signora!

  2. Scusi, signora Carla, come fa ad apprezzare tanto la teologia di Ratzinger e criticare il CVII che lo stesso ha sempre difeso?
    Mah! Ancora una volta il principio di non contraddizione é messo sotto i piedi!

  3. jb Mirabile-caruso

    Carla
    D’Agostino
    Ungaretti: “Sono stata e sono una grande ammiratrice
    ……………del pensiero del teologo Ratzinger…”.

    Con riferimento al mio precedente commento, desidererei portare alla Sua cortese attenzione una recentissima critica da parte del prof. Radaelli*** all’articolo del papa dimissionario Ratzinger pubblicato un paio di settimane fa su di una rivista tedesca, e tradotto in italiano, sulla questione della pedofilia in seno alla supposta Chiesa cattolica.

    Dico ‘supposta’ per personalmente dissociarmi dalla generale erronea pratica di ascrivere alla Chiesa Cattolica parole, scritti ed azioni che – dall’elezione di Roncalli ad oggi – appartengono di fatto all’occupante Sinagoga di satana la quale da dietro le quinte ingannevolmente si spaccia per la Chiesa di Cristo

    Sono fiducioso che il pensiero rigorosamente critico del prof. Radaelli possa aprirLe la strada ad una diversa valutazione del personaggio Ratzinger non solo come teologo ma anche come uomo.

    *** Una Vox Italia, Articoli tratti da fonti diverse, Numero 3001.

    1. Carla D'Agostino Ungaretti

      Amici miei, cosa pretendiamo? Che fior di teologi, vescovi e studiosi vari si mettano a smantellare parola per parola il Concilio Vat. II, facendo “mutatis mutandis” quello che ha fatto Lutero nei confronti della Chiesa? O che lo facesse, a suo tempo, un giovane teologo come l’allora J. Ratzinger? Se siamo cattolici (e io lo sono) quel concilio ce lo dobbiamo tenere, volenti o nolenti, pregando il Signore perché raddrizzi tutte le distorsioni pastorali che esso ha provocato, come hanno detto e scritto Mons. Brunero Gherardini e il Prof. Roberto de Mattei, cattolici doc e fortemente critici, come lo sono io. Oppure dobbiamo avere il coraggio di abiurare il cattolicesimo (per andare dove, poi?) tanto nessuno oggi finirà sul rogo. Personalmente io sono sempre assalita dal dubbio di essere io a sbagliare e prego sempre lo Spirito Santo perché mi illumini.

      1. Tiziano Raggi

        Invece pretendiamo proprio quello, pretendiamo che teologi, vescovi e quant’altri smantellino l’impostura del Vaticano II. Che è proprio il contrario di quello che ha fatto Lutero, il quale ha smantellato la Verità e non la menzogna. Il giovane teologo Ratzinger non poteva farlo perché non voleva. Se lei è sempre assalita dal timore di sbagliare (e in questo caso sbaglia) aspetti di essere un po’ prima di parlare.

        1. Carla D'Agostino Ungaretti

          Ribadisco quanto ho scritto più sopra. In questo momento il “nemico” sta sghignazzando di soddisfazione alle nostre spalle perché vede che è riuscito a inoculare in tanti di noi il suo peccato per eccellenza: la superbia. Io mi limito a esprimere i mei dubbi, che sono tanti, tra i quali quello di riconoscere di non avere i titoli per pretendere l’abrogazione del Vat. II pur criticandolo. Se gli altri ritengono di avere questi titoli, buon per loro; ciascuno è responsabile di fronte a Dio di ciò che pensa, dice e fa, però anche loro dovrebbero riflettere un po’ prima di parlare con disprezzo di chi manifesta i suoi dubbi spirituali e chiede a Dio di illuminarla.

          1. Tiziano Raggi

            Gentilissima sinora D’Agostino, cercherò di essere più gentile nonostante la singolare umiltà con la quale dà volentieri lezioncine al prossimo suo: prima di avventurarsi in certi temi, si assicuri che la luce sia accesa.
            Cordialmente,
            Tiziano Raggi

      2. Exsurge Domine et judicam Causam tuam

        -“Se siamo cattolici (e io lo sono)”
        -“quel concilio ce lo dobbiamo tenere, volenti o nolenti”
        -“come hanno detto e scritto Mons. Brunero Gherardini e il Prof. Roberto de Mattei, cattolici doc e fortemente critici, come lo sono io”

        “Personalmente io sono sempre assalita dal dubbio”

        Non si direbbe proprio da come (stra)parla, cara signora, sedicente cattolica DOC!

      3. jb Mirabile-caruso

        Carla
        D’Agostino
        Ungaretti: “Oppure dobbiamo avere il
        ……………coraggio di abiurare il
        ……………cattolicesimo…”.

        Abiurare il Cattolicesimo???

        Ma davvero, signora D’Agostino Ungaretti, Lei mi spinge a correre da un psichiatra per stabilire che il mio cervello non si sia messo a DISfunzionare al contrario!

        Quello che io vedo, gentile Signora, è che la nostra Chiesa è stata infiltrata ed OCCUPATA da una banda di comunisti ed omosessuali con il preciso scopo di distruggerLa dall’interno, che questi nemici di Gesù Cristo e della Chiesa e nostri hanno hijacked il Conclave del 1958 ed il Concilio successivo, che ci hanno ridotto al silenzio più assoluto senza il quale il loro piano sarebbe andato a gambe all’aria, ed ora Lei mi viene a dire che se caso mai noi dovessimo fare ciò che avremmo DOVUTO – participio passato del verbo DOVERE – fare negli ultimi sessant’anni, noi NIENTEMENO abiureremmo il nostro Cattolicesimo!?

        Non si sa mai, mi precipito dal psichiatra senza nemmeno fare l’appuntamento!!!

        1. Carla D'Agostino Ungaretti

          Grazie a tutti della tirata d’orecchi che mi hanno dato, anche se io continuo a ritenerla non meritata. Io non sono una cattolica doc, come gli studiosi che ho citato e che conosco personalmente, ma solo una donna che si sforza di esserlo, spesso non riuscendoci, Ma ciò di cui sonno assolutamente certa è che se qualcosa, o molto, della Chiesa attuale non ci piace (e, ribadisco, nel mio caso è molto) abbiamo il dovere della SANTA OBBEDIENZA nei confronti della Chiesa/Istituzione impersonata dal Papa e dai Vescovi, pur esercitando il diritto della correzione fraterna e di invocare, dal vertice della Chiesa stessa, lumi e chiarimenti, come hanno fatto i Cardd. Caffarra e Burke e Mons. Athanasius Schneider. Il fatto che essi non abbiano avuto risposta non deve farci abbandonare la speranza e la certezza che Dio raddrizzerà il sentiro Se poi non siamo capaci di sopportare questa croce, nessuno ci impedisce di scrollarcela di dosso, come fece Lutero: sarà Dio a giudicare, non certo io. Saluti a tutti.

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