Bergoglio, dimmi con chi vai…

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Nel suo impareggiabile romanzo umoristico del 1889 “Tre uomini in una barca (per non parlare del cane)”, lo scrittore inglese Jerome K. Jerome racconta una sosta per il pranzo dei tre amici, protagonisti del romanzo, impegnati a risalire il Tamigi con la loro barchetta a remi. Il gruppo aveva optato per uno stufato all’irlandese la cui ricetta però, nel libro, non corrisponde proprio a quella originale. La versione proposta da Jerome è infatti di fantasia, ad uso letterario (e anti-irlandese,supponiamo): consisteva nell’ammassare in pentola, alla rinfusa, tutti gli avanzi delle provviste di cibo, senza eccezioni. L’improbabile stufato era già in cottura quando si presenta scodinzolante Montmorency, il cane del gruppo, un fox terrier che passava la vita dando la caccia ai topi. Il cane aveva una delle sue prede in bocca, e sembrava voler contribuire alla composizione della pietanza. Jerome, maestro dell’umorismo no sense,racconta la discussione che ne seguì, con pareri tra loro discordanti, sull’opportunità o meno di buttare in pentola anche il topo. Alla fine, saggiamente, l’offerta di Montmorency fu rifiutata ma la decisione, si noti, non fu unanime.

Perchè questo prologo? Per associazione di idee. Prima analogia: l’imperante cristianesimo “adulto” promosso da Bergoglio è, come noto, un pastone che mescola eresia protestante, eresia modernista, ecologismo panteista, immigrazionismo, omosessualismo.

Seconda analogia: è un pastone con retrogusto di topo. Un retrogusto massonico, quanto è massonico l’obiettivo di soppiantare la fede cristiano-cattolica con il pastone, il cui ingrediente principale è la cosiddetta “unità delle religioni”, concetto ereditato dall’eresia modernista, secondo il quale tutte le religioni hanno lo stesso valore perchè tutte condurrebbero a Dio.

Come è noto, parallelamente alle attività di routine, Bergoglio ha promosso e sviluppato tale idea oltre ogni limite, quando un cristiano che abbia superato soltanto l’esame di catechismo per la Prima Comunione, la respingerebbe come falsa e blasfema, per il solo fatto che, se vi si riflette, sono poste sullo stesso piano la religione cristiana e le religioni che negano Cristo. Beninteso, chi scrive queste righe non vorrebbe improvvisarsi catechista, perché non è mai stata questa la sua vocazione, ma abbiamo visto portare in corteo in San Pietro, e poi intronizzare nella chiesa di S. MariaTraspontina, una statuetta pagana andina raffigurante Pachamama, che gli Inca veneravano come dea della terra e della fertilità (con l’opzione di sacrifici umani). Statuetta che Bergoglio ha onorato e benedetto.

Abbiamo visto lo stesso Bergoglio, in concorso con un imam, sottoscrivere la Dichiarazione di Abudhabi nella quale leggiamo. “Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi. Per questo si condanna il fatto di costringere la gente ad aderire a una certa religione o a una certa cultura”. Dio avrebbe creato gli esseri umani iscrivendo nella loro natura “il pluralismo e la diversità di religione”, avrebbe cioè ispirato paganesimo e idolatria, comprensivi di sacrifici umani?

Vi è da chiedersi se Bergolio fosse in vena di scherzi, ad Abudhabi, e vi è da chiedersi se nella neo-fede, sua e del suo collega islamico, il peccato originale, che è radice del pluralismo religioso, sia per caso andato in prescrizione. Prima della caduta, Adamo ed Eva non professavano una “religione” perché avevano la visione diretta di Dio e la conoscenza della natura creata. Dopo la caduta, hanno perso entrambi.

La nascita delle religioni e la loro molteplicità, è uno dei frutti della caduta, il tentativo infruttuoso dell’uomo di gettare ponti verso il Paradiso perduto del quale solo Dio poteva riaprire le porte. Dunque il pluralismo religioso è un segno di povertà, non di ricchezza spirituale. Unica eccezione, la religione del popolo ebreo che non era costruzione del pensiero umano, come tutte le altre, ma del pensiero divino, attesa della venuta in terra di Gesù, Uomo-Dio, che ha fondato la religione vera per liberare l’umanità da quelle false, traendola dal labirinto del “pluralismo e diversità di religione”.

Questo dice la nostra fede, se a Bergoglio non dispiace troppo. Evidentemente gli dispiace, visto che che non solo saluta il pluralismo religioso come dono della “Sapienza divina” (che avrebbe così donato al mondo sia Cristo sia le religioni che negano Cristo), ma come fondamento di un diritto: la “libertà di credo”. Ora, se tale libertà è un bene dal valore assoluto – e lo è, perchè nel bergoglio-pensiero l’origine di tale libertà è la “Sapienza divina”- allora è un bene anche rifiutare Cristo e il Vangelo in nome della “libertà di essere diversi”. Se questo è il livello, se l’anima dei fedeli deve nutrirsi di questo pastone con retrogusto di topo, allora persino chi scrive queste righe può improvvisarsi catechista.

IL DIO “GLOBALE” Credere che tutte le religioni abbiano la stessa dignità, conferire ad esse uguale valore all’ombra del “Dio unico”, si risolve di fatto per noi cristiani in una apostasia formale, perché tale ordine di idee nega l’unicità e la divinità della Buona Novella. Specularmente, perché le religioni abbiano tutte lo stesso valore e lo stesso potere salvifico, occorre che Cristo non sia Dio, ma solo un fondatore di religione, tra altri.

Beninteso, Bergoglio non arriva per primo con quest’eresia che è poi, in realtà, apostasia pura e semplice. Pio XI scriveva nell’enciclica Mortalium animos del 6 gennaio 1928; “Non possono certo ottenere l’approvazione dei cattolici tali tentativi fondati sulla falsa teoria che suppone buone e lodevoli tutte le religioni (…) I seguaci di siffatta teoria, non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concettoe svoltano passo passoverso il naturalismo e l’ateismo; donde chiaramente consegue che quanti aderiscono ai fautori di tali teorie e tentativi si allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio”

Parole che sono motivo di nervosismo per i fan di Bergoglio e del Dio globale, tenaci nel credere, e nel far credere, che una religione valga l’altra. Fan che sembrano non comprendere (o lo comprendono perfettamente?) che la loro ariosa e non meglio definita fede sia, in realtà, una scuola di umanesimo ateo. Per un cristiano, il “Dio unico” ha infatti un volto solo, quello di Gesù: “Chi vede me vede il Padre”(Gv, 14-1,12) mentre il Dio di Bergoglio ha tanti volti quanti sono quelli dei fondatori di religioni.

Non per un caso il primo, entusiastico estimatore della neofede è stato Eugenio Scalfari, ateo dichiarato, che in un editoriale su “Repubblica” il 25 ottobre 2015, scrive: “Il vero pilastro che tutto regge della politica religiosa di papa Francesco è il Dio unico, un’unica Divinità, sorretta dalla ragione e dalla fede. Dio che tutto regge e tutto ha creato e continua a creare incessantemente. Non esiste e non può esistere un Dio proprio di ciascuna religione”

Infatti non esiste. La molteplicità delle religioni è dovuta al solo fatto che non tutti gli uomini hanno accettato il Vangelo. Se tutti avessero creduto, esisterebbe nel mondo solo la religione cristiana. Questo però, per il massone Scalfari, non è ovviamente concepibile. Il problema è che non lo è, con grande evidenza, neppure per Bergoglio.

Nel corso della “Giornata internazionale del Rifugiato e del Migrante”, a Roma, il 19 gennaio 2014, così si rivolgeva a un gruppo di migranti: (1) […] è importante che voi condividete […] è importante […] quelli che siete cristiani con la Bibbia, quelli che siete musulmani col Corano, con la fede che avete ricevuto dai vostri padri, sempre vi aiuterà ad andare avanti. Condividere anche la propria fede, uno solo è ‘Dio’, lo stesso. Ha parlato in una maniera, in un’altra, ma andare avanti…”Sembra che nella neo-fede di Bergoglio sia stato cancellato non solo il peccato originale ma anche le parole di Gesù nel Vangelo: “Nessuno può venire al Padre se non per me”(Gv.14,7).

UN VICARIO DI CRISTO CHE NON CREDE IN CRISTO Nella prima intervista a Scalfari pubblicata su “Repubblica” il 1 ottobre 2013, Bergoglio dichiarava: “Io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico, esiste Dio. E credo in Gesù Cristo, sua incarnazione. Gesù è il mio maestro e il mio pastore, ma Dio, il Padre, Abbà, è la luce e il Creatore”.

In questa professione di fede al contrario – “non esiste un Dio cattolico”- l’eresia del bergoglio-pensiero si rivela con volgarità evidente. Il Diavolo si vede però nei particolari. Nel caso di specie, in una congiunzione, in un “ma” che riveste un ruolo chiave nella costruzione del periodo, perché separa sintatticamente l’umanità di Cristo dalla divinità del Padre, dunque anche concettualmente.

Si rilegga: “E credo in Gesù Cristo, sua incarnazione. Gesù è il mio maestro e il mio pastore, ma Dio, il Padre, Abbà, è la luce e il Creatore”.

Gesù Cristo non è forse, ugualmente, luce e potenza di creazione? Gesù ha proclamato: “Io sono la luce del mondo” (Gv. 8,12) e il Credo recita “…per mezzo di lui tutte le cose sono state create”. Perché allora quel “ma” ? Perché separare Gesù “maestro e pastore”dal Padre “luce e Creatore”? Par di capire che sia stato cancellato anche un altro passo del Vangelo, nel quale Gesù proclama la sua divinità: “Io e il Padre siamo una sola cosa”(Gv. 10,30)

Bergoglio ci crede? Certo che no. In quanti modi ancora deve dimostrare che non soltanto non è cattolico, ma non è neppure cristiano? Che Bergoglio non creda, lo apprendiamo da Eugenio Scalfari che, utilizzando lo schema utilizzano da anni (Bergoglio fa riferire da Scalfari, enormità che non potrebbe dichiarare ufficialmente, con l’accortezza che l’addetto stampa vaticano, il giorno dopo, smentisce regolarmente Scalfari) ha avuto la cortesia di informarci che il vicario di Cristo, in realtà, non crede in Cristo.

Scrive Scalfari su Repubblica, 9 ottobre 2019: “Chi ha avuto, come a me è capitato più volte, la fortuna d’incontrarlo e di parlargli con la massima confidenza culturale, sa che papa Francesco concepisce il Cristo come Gesù di Nazareth, uomo, non Dio incarnato. Una volta incarnato, Gesù cessa di essere un Dio e diventa fino alla sua morte sulla croce un uomo». Ecco il senso di quel “ma”.

Puntualmente, la sala stampa vaticana è corsa a bollare le parole di Scalfari come “irreali” e “libera interpretazione”, ma intanto il messaggio era stato lanciato. In realtà la smentita dell’addetto stampa vaticano è surreale. Non si vede infatti come sia possibile “interpretare” concetti di questa natura: o Scalfari ha udito Bergoglio proferire parole di questo genere, impossibili da travisare, o si è inventato tutto. In quest’ultimo caso, Scalfari è un mentitore, non un cattivo interprete.

Nel primo caso il mentitore è invece Bergoglio, visto che si spaccia per pontefice della Chiesa cattolica. D’altro canto Bergoglio in tante altre occasioni, non solo a Scalfari e prima ancora della sua elezione, ha mostrato che alla divinità di Cristo non crede affatto. Una sua stretta collaboratrice, la docente universitaria argentina Lucrecia Rego de Planas, all’indomani della sua elezione indirizzò a Bergoglio una lettera che fu pubblicata dai giornali di tutto il mondo. Vi si legge: “Quando eri ancora il cardinal Bergoglio, mi aveva colpito e lasciata perplessa il fatto che tu non hai mai agito come facevano gli altri cardinali e vescovi. Per fare alcuni esempi: tu eri l’unico che non si genufletteva davanti al Tabernacolo o durante la Consacrazione” (2).

Bergoglio non si genufletteva e non si genuflette (si inchina soltanto) per il solo fatto che, come i protestanti (ricordiamo che l’eresia protestante è uno degli ingredienti del suo stufato), non crede alla Transustanziazione, alla presenza reale di Gesù nell’ostia consacrata, e non ci crede, in questo superando a sinistra i suoi amici protestanti, per il solo fatto che non crede alla divinità di Cristo. Anche in questo Bergoglio non arriva per primo: nel 325 il Concilio di Nicea condannò l’eresia ariana che negava la natura divina di Gesù. Con buone ragioni il settimanale di New York “Newsweek”, il 9 settembre 2015 titolava in copertina. Is the pope catholic?” (“Il Papa è cattolico?”): domanda retorica. Bergoglio non ha mancato un’occasione per mostrarci che non lo è, neppure alla lontana.

A Sarajevo, nel corso di un incontro interreligioso, Bergoglio ha elevato la preghiera che segue: Dio Onnipotente ed eterno (…) Noi, discendenti di Abramo secondo la fede in Te, unico Dio, ebrei, cristiani e musulmani, umilmente siamo davanti a Te e con fiducia ti preghiamo. (3)

Nella preghiera al Dio “unico” che accomuna ebrei, cristiani e musulmani come in una scampagnata, di Gesù non vi è traccia. Del resto, in una compagnia siffatta, Gesù non avrebbe favorito l’armonia e allora addio dialogo interreligioso, tanto raccomandato da Bergoglio.

In quanto alla figura di Abramo, si rilegga il Vangelo di Giovanni . Alla proclamazione di Giudei: “Noi siamo progenie di Abramo!”(8, 33) Gesù risponde : “Lo so che siete progenie di Abramo, ma intanto cercate di farmi morire (8,37)…se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo (8,39) (…) Abramo, padre vostro, esultò di gioia al pensiero che avrebbe veduto il mio giorno. Lo vide e ne gioì. (8,56) (…) Voi fate le opere del Padre vostro. Risposero: ‘Abbiamo Dio per unico Padre’. (8,41)’”Se Dio fosse vostro Padre, disse allora Gesù,’ voi certamente mi amereste,, perchè io procedo e vengo da Dio (8,42) (…) Voi avete per padre il diavolo, e volete soddisfare i desideri del padre vostro” (8,44)

Bergoglio, come i giudei, in quella preghiera ha venerato Abramo e non ha riconosciuto Cristo: ciascuno tragga le conseguenze che crede. Del resto, due anni prima non era accaduto nulla di diverso.

Il 26 marzo 2013, Bergoglio aveva inviato un messaggio augurale alla omunità ebraica romana in occasione della festa del “Pesach”(passaggio), la cena col padre azimo che ricorda la fuga dall’Egitto. Il messaggio terminava con un “pregate per me”. (4)

Vorrei essere chiaro. Da cattolico, agli Ebrei auguro, senza retropensieri, pace e prosperità come ad ogni altro popolo (compreso quello palestinese) ma, da cattolico, non posso cancellare il Vangelo per far loro cosa gradita. “Pregate per me” ha chiesto Bergoglio. Pregare chi? Pregare il dio in nome del quale il sinedrio di Gerusalemme, del quale gli odierni ebrei praticanti sono eredi spirituali, mandò Gesù a morte?

E ancora. Nel libro In terra e in cielo” scritto a due mani con l’amico rabbino Abraham Skorka, Bergoglio scrive: “ Non dimentico le due volte che mi ha invitato a pregare e a parlare nella sua sinagoga. Io ho invitato lei perché parlasse dei valori ai miei seminaristi”(5)Ma tra i “valori” di un rabbino vi è il rifiuto di Cristo. Nel patrimonio dottrinale e culturale di un rabbino rientra, vale ripeterlo, la storia del Sinedrio di Gerusalemme che chiamò Gesù impostore e bestemmiatore. Se dagli ebrei passiamo ai musulmani, il quadro, se possibile, si aggrava. Lunedì 8 luglio 2013, primo giorno del Ramadan, nel corso della sua visita a Lampedusa, Bergoglio dichiarava: “Un pensiero lo rivolgo ai cari immigrati musulmani che oggi, alla sera, stanno iniziando il digiuno di Ramadan, con l’augurio di abbondanti frutti spirituali”. (6)

Due giorni dopo, il 10 luglio, Bergoglio così si rivolgeva ai “musulmani nel mondo intero”: “Vi porgo infine i miei migliori auguri affinché le vostre vite possano glorificare l’Altissimo (7). Può non diciamo un papa, ma un semplice fedele che non sia mentalmente disturbato, supporre che possa dare “abbondanti frutti spirituali” una religione che svilisce la figura di Gesù? Si legga il Corano, Sura 3 versetto 59: “In verità, per Allah Gesù è simile ad Adamo, che Egli creò dalla polvere”. Una religione che maledice i fedeli di Cristo? Sura 9 versetto 30: “ I nazareni dicono: “Il Messia è figlio di Dio ”. Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. ! Una religione che esprime concetti di questa natura:? Corano, Sura 5, versetto 17: “Sono certamente miscredenti quelli che dicono: “Allah è il Messia figlio di Maria”. Di’: “Chi potrebbe opporsi ad Allah, se Egli volesse far perire il Messia figlio di Maria, insieme con sua madree a tutti quelli che sono sulla terra?

È possibile che “possa glorificare l’Altissimo” una religione che nega la Trinità? Corano, Sura 4 versetto 171: “Non dite «Tre»  , smettete! Sarà meglio per voi. Invero Allah è un dio unico. Avrebbe un figlio?

IN PRINCIPIO ERA LA MASSONERIA La chiave di lettura è già stata data in più sedi e da più osservatori: il bergoglio-pensiero, dietro la facciata rassicurante di un papa che pensa agli “ultimi” e ai “diversi”, è totalmente radicato nell’eresia modernista, una scuola di apostasia: la Chiesa definì il modernismo, sorto all’inizio del secolo scorso, “sintesi di tutte le eresie” (8).

Il sistema di pensiero modernista, e le infauste caratteristiche umane e psicologiche dei suoi promotori (immutate, fino ad oggi), furono analizzati in dettaglio da S.Pio X nell’enciclica Pascendi dominicis gregis del 1907. Leggere quell’enciclica significa leggere le cronache della neoreligione bergogliana. Papa Pio X condannò l’idea modernista dell’evoluzione dei dogmi, evidenziò l’odio dei modernisti per la Tradizione, il loro voluto e ostentato distacco dal magistero ecclesiastico, denunciò il progetto modernista della distruzione sistematica del cattolicesimo e la pretesa modernista di rappresentare la “vera”Chiesa.

Nell’enciclica (9) il pluralismo religioso è marchiato di sacrilegio: “I modernisti non negano, concedono anzi, altri velatamente, altri apertamente, che tutte le religioni son vere” (…) non risparmiando la persona stessa del Redentore divino che, con ardimento sacrilego, rimpiccioliscono fino alla condizione di puro e semplice uomo

San Pio X annotò che il nemico non era soltanto alle porte, era entrato nella citta. “…i fautori dell’errore non sono più da ricercarsi tra i nemici dichiarati, (…) ma si celano nel seno stesso della Chiesa “ “...si danno senza ritegno di sorta per riformatori della Chiesa medesima.

Ma vi è dell’altro: il modernismo non nasce nei sacri palazzi, non è un’eresia come altre sorta dal seno stesso della Chiesa. Nasce altrove. Nella lettera ai vescovi francesi “Notre charge apostolique” del 25 agosto 1910 sul modernismo, (10) San Pio X scrive: “Conosciamo assai bene le tenebrose officine in cui si elaborano queste dottrine deleterie”. Come è noto, nel lessico della massoneria “officina”è sinonimo di loggia. Questo è il nocciolo del problema. Non per nulla San Pio X definì i modernisti, come molte volte la Chiesa ha definito i massoni, “nemici della croce di Cristo”.

Note

1) https://www.youtube.com/watch?v=Oe1gl_rxFZc&feature=youtu.be&app=desktop
Il passaggio al min.4.30 del video, postato il 19 gennaio 2014
2) Digita: unavox una lettera a papa francesco
3) Centro internazionale studentesco francescano, sabato 6 giugno 2015, nell’ambito del viaggio apostolico a Sarajevo.
4) “Il Giornale”, 26/03/2013
5) Jorge Bergoglio e Abraham Skorka,“ Il cielo e la terra”, Mondadori Editore, marzo 2013, p. 197.
6) digita: visita a lampedusa francesco Vatican.va
7) digita: messaggio ai musulmani nel mondo intero Vatican.va
8) L’espressione è contenuta nel testo del Motu Proprio di S.Pio X in attuazione delle prescrizioni contro gli errori dei modernisti. (p. 620 del testo di cui alla nota seguente)
9) “ Tutte le encicliche dei sommi pontefici”, Dall’Oglio editore, quarta ed., Milano 1959, Enciclica “Pascendi dominici gregis”, (pp. 577-621)
10) Digita: Notre charge apostolique associazione legittimista italica

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici

Chi siamo

Ricognizioni è nato dalla consapevolezza che ci troviamo ormai oltre la linea, e proprio qui dobbiamo continuare a pensare e agire in obbedienza alla Legge di Dio, elaborando, secondo l’insegnamento di Solženicyn, idee per vivere senza menzogna.

Progetto Mondo piccolo

Vogliamo dimostrare che vivere guareschianamente è possibile, per questo collabora con i tanti mondi piccoli sparsi per tutta l’Italia: aziende agricole, produttori, artigiani e qualsiasi attività in linea con i principi di un mondo buono e a misura d’uomo, per promuoverne lo stile di vita e i prodotti. Scopri di più!

Emporio Mondo piccolo

Ti potrebbe interessare

Eventi

Sorry, we couldn't find any posts. Please try a different search.

Iscriviti alla nostra newsletter

Se ci comunichi il tuo indirizzo e-mail, riceverai la newsletter periodica che ti aggiorna sulla nostre attività!

Torna su