Bergoglio e il gender – di Patrizia Fermani

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di Patrizia Fermani

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zzzzsmplCompare sulla Bussola Quotidiana un curioso articolo di Gianfranco Amato in cui viene ripresa lucidamente la questione del totalitario e demenziale programma “educativo”, contenuto nella nuova legge renziana sulla scuola, che mira ad imporre l’indottrinamento al “genere”. Viene giustamente smascherato l’insolente tentativo dello stesso Ministro della pubblica istruzione (lo chiamiamo così per comodità), di negare l’evidenza delle cose, dimostrando così scarsa fiducia anche nella capacità di comprensione degli amministrati. L’autore non manca poi di considerare la incresciosa vicenda della diocesi di Padova che, se da un lato si è rimessa in toto alla dichiarazioni del Ministro, sulla inesistenza di questa minaccia educativa nella legge dello Stato italiano, dall’altro non esclude affatto che la questione dell’identità di genere meriti di essere  considerata positivamente.

Sennonché l’articolo si conclude con un richiamo alle parole pronunciate in senso critico sul tema del gender da Bergoglio, evidentemente per mettere in luce come le opinioni espresse dalle autorità diocesane, con vescovo non ancora insediato ufficialmente, siano in  contraddizione col magistero della Chiesa.

Dunque il richiamo, peraltro non nuovo, avrebbe la pretesa di dimostrare quale sia la posizione ufficiale della Chiesa, e come solo ad essa si debba fare riferimento. Di conseguenza, dovremmo pensare che la diocesi di Padova, in forte  contrasto con il Magistero supremo, su una questione che coinvolge la teologia della creazione e quindi i fondamenti stessi  della fede, si sia messa fuori della stessa chiesa, rispetto alla quale ha compiuto un gravissimo atto di ribellione. Ma forse le cose non stanno proprio così.

 La formidabile macchina da guerra dei movimenti omosessualisti che alimenta il tentativo di una vera e propria rivoluzione culturale, opera da anni indisturbata, divorando ogni spazio di libertà e agendo senza trovare ostacoli negli organismi governativi. Domina su mandato delle istituzioni sovranazionali la politica, incidendo giorno dopo giorno attraverso la assoldata consorteria mediatica sulla mentalità e sul costume con una violenza ben più subdola ed efficace di quella usata dai pregressi sistemi totalitari. Questa opera mostruosa e tentacolare non sfuggì certo a Benedetto XVI, che non mancò mai di lanciare il proprio avvertimento accorato nelle occasioni più diverse. Basti pensare ad esempio, al vigoroso discorso tenuto  durante l’incontro annuale col corpo diplomatico nel 2011. Il clero che non ha mai ascoltato le sue parole, non ha raccolto l’avvertimento, anche se non ha mai osato neppure porsi apertamente in contrasto con l’insegnamento papale. Si è limitato ad ignorarlo, attento semmai ai segnali che venivano dalla politica, in attesa di un pontefice che assecondo questa e persino guidandola attraverso il consenso mediatico, assicurasse la piena e rassicurante armonia con i  poteri dominanti.

La diocesi di Padova non si sarebbe affidata alla stampa locale per spiegare al popolo di Dio quale debba essere la interpretazione sedicente cattolica del gender, se questa interpretazione non fosse già stata anticipata dal quotidiano dei vescovi che certamente non ha scelto una via sgradita a Bergoglio, che è al secolo Vescovo di Roma. Dunque caro Amato, le parole contra gender sparse qua e là, ma sostanzialmente smentite dalla abolizione della legge naturale fatta senza creare troppo scalpore, addirittura con l’instrumentum laboris per il sinodo straordinario sulla famiglia, non intendono porre nessun ostacolo alla china rovinosa presa dalla chiesa attuale che ovviamente non ha nulla a che fare con quella affidata a Cefa. Sono parole che servono ad accelerare quella caduta rovinosa distraendo per qualche momento la attenzione di quanti non sono pronti a prendere ancora atto della realtà di essere stati abbandonati in mezzo al guado della loro esistenza mentre la diligenza si è autoaffondata e da tutte le sponde arrivano i soldati nemici a cavallo.

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10 commenti su “Bergoglio e il gender – di Patrizia Fermani”

  1. Esattamente, dottoressa: la Massoneria aspetta dalla fondazione – e soprattutto dal giorno della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione (8 dicembre 1854; erano secoli che non veniva proclamato un dogma) – un Papa “raziocinante”, “moderno”, “tollerante”.
    Incredibilmente, adesso ce l’ha.

    E passa ad attuare a largo raggio il suo programma di sempre : trasformare la Chiesa in “instrumentum regni”: del suo proprio regno.
    Ho già ricordato che l’atto formale e pratico di inizio di questa guerra di strangolamento e di perversione fu la Costituzione Civile del Clero, imposta dal (nascente) regime rivoluzionario francese: 1790. I preti si divisero immediatamente in “giurati” (che avevano giurato di agire da buoni funzionari dello Stato) e “refrattari” (impermeabili al canto della Sirena massonica).
    Oggi il traguardo di questi signori è il Divorzio cattolico (Kasper), l’Aborto cattolico (in parte esistente in Germania e USA), il Gender cattolico nelle scuole religiose

  2. giorgio rapanelli

    Il comportamento è semplice: occorre non solo porre il problema, ma pure accusare apertamente a voce alta e per iscritto i prelati (vescovi, cardinali, parroci e semplici preti) che non seguono sul problema Gender, divorzio, omosessualità, eccetera. il Vangelo e San Paolo. E di chiederne l’allontanamento dalla chiesa e la scomunica. Poiché il papa sembra che cavalchi tutto ciò che gli viene avanti, pur di avere l’applauso, occorre che i fedeli, in questo caso di Padova, contestino con ogni mezzo (e Internet ce ne fornisce i mezzi) chi (vescovo, curia, prelati vari) non segue il Vangelo e San Paolo. Occorre soprattutto che si forni un “rete” di seguaci fedeli del Vangelo e di San Paolo, attraverso pubblicazioni come Riscossa Cristiana (ma ve ne sono altre), che ospitano le lettere. Soprattutto occorre una organizzazione di vertice che riunisca le pubblicazioni e gli aderenti in un’unica “rete”. Magari già c’è. E San Giovanni dimostra il coordinamento organizzativo. Quella manifestazione oceanica…

    1. La ringrazio, cara signora.
      La situazione è talmente brutta e inverosimile (ho usato l’avverbio “incredibilmente”) che consiglio a tutti di non pensarci troppo.
      È nostro preciso diritto/dovere, come persone battezzate e come fedeli laici, NON dedicare tutte le nostre energie a supplire alle carenze del Clero – o a peggiori guai.

      Ho ascoltato questa sera un’omelia leggermente venata di eresia (potremmo dire 20% negativa, 80% positiva). Ebbene, non passerò certo la serata pensando come segnalare alle competenti Autorità ciò che non andava. Tengo il frutto della Messa, per quanto sono in grado di farlo, e basta.

  3. Oltretutto se fosse vero che il Papa ha invitato la scrittrice gender ad andare avanti…
    Caro Gianfranco Amato, il generale diserta, al pari di tanti colonnelli…che si fa?
    Signore, abbi pietà di noi.
    Andrea

  4. Ormai solo un intervento diretto di Dio può raddrizzare la barca di Pietro che sta scivolando inesorabilmente verso la rovina.

  5. Prudenza e discernimento.
    Ud.gen 15 apr 2015 La Famiglia – 10. Maschio e Femmina
    “La cultura moderna e contemporanea ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione delle differenze tra uomo e donna. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo. Per esempio mi domando se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Sì, – ha aggiunto il Papa – rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione”.
    Dio ha affidato la terra all’alleanza dell’uomo e della donna: il suo fallimento inaridisce il mondo degli affetti e oscura il cielo della speranza. …

    Queste sono alcune delle parole autentiche del Papa, quelle rilanciate dai media sono quasi sempre “mistificate”

    1. Patrizia Fermani

      Purtroppo quelle parole indicano che chi le ha pronunciate non sa di cosa stia parlando, o perché non conosce affatto il contenuto della teoria, o non ne ha compreso i contenuti, le finalità dei promotori, l’utilizzo normativo. La teoria nasce e viene sviluppata per ancorare l’omosessualismo alla autodeterminazione e quindi farne l’espressione virtuosa della libertà che è l’unico valore riconosciuto, e poi viene utilizzata per sradicare definitivamente la donna dai ruoli famigliari: è una via obliqua per annientare definitivamente la famiglia. Se un soggetto con le responsabilità di Bergoglio parla senza centrare il problema, e le sue implicazioni, o lo fa scientemente o lo fa per assoluta inadeguatezza. in ogni caso è proprio lui ad essere il problema e non la soluzione.

      1. Perfettamente. L’idea portante è che solo l’ “anima” conta, mentre il corpo è null’altro che una prigione, una “fossa” in cui l’anima è caduta.
        Vecchissima eresia, collegata all’idea di un Dio Buono che agisce in campo “spirituale” e di uno Cattivo che agisce in campo “materiale”.

        La donna -portata da Dio, tramite Maria Santissima, dall’ultimo al primo posto- viene destinata da questa eresia alla pura e semplice inutilità

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