Bergoglio, la lotta alla pedofilia e i legittimi dubbi – di Alessandro Peracchio

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Bergoglio lamenta, come Rai1 ci ha ampiamente informato, le resistenze di parte della Curia alla lotta che lui svolge contro la pedofilia. Ma quanto è credibile, dopo la demolizione di gran parte della Gerarchia e la creazione di un apparato a lui devoto? Si prepara il terreno per riempire la cesta di altre teste tagliate?

di Alessandro Peracchio

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Chi abbia sentito il Giornale Radio delle ore 8 di giovedì 2 Marzo 2017 della Rete Nazionale 1 e i 7-8- minuti di trasmissione interamente  dedicati  al proclama di Papa Francesco contro la pedofilia in particolare aggirantesi  ne l clero cattolico, penso (anzi, spero) non sia rimasto senza  profonda  sorpresa. La pompa con la quale “radio Mamma”,  così si autoproclama questa Rete, ne ha approntato la notizia mancava solo  dell’inno nazionale; il resto c’era: il caratteristico tono delle notizie di importanza sovranazionale, il tempo dedicato, le fonti citate.

Il  Papa Francesco ha lamentato ufficialmente – denunciando con parole forti – l’opposizione da parte della Curia Romana alla lotta che lui da tempo svolge contro la pedofilia nell’ambito della gerarchia Ecclesiastica.

Nel contempo, con ampi dettagli, ma con totale esclusione delle motivazioni addotte, si comunicavano le dimissioni, dalla sua attuale poltrona, di una Signora M.C. (circa sessantenne) da Dublino (Irlanda), facente parte di una Commissione Vaticana insediata due anni fa dallo stesso Papa Francesco.

Penso che l’ansia di perfezione della regia sia questa volta straripata!

A prescindere dalla ovvia importanza dell’argomento per la Chiesa Cattolica di tutti i tempi del tema, il dolente lamento di un povero Papa che, dopo tutto l’impegno che profonde da anni, non riesce a superare l’odiosa barriera Curiale (di una parte addirittura, neppure tutta) strappa veramente il cuore e suscita furore a tutta la vera cattolicità!! Che pur tuttavia si inquadra con qualche difficoltà nello stile di un papa che in due anni  ha demolito tre quarti della gerarchia cattolica nell’intero orbe terraqueo portando ai suoi piedi un apparato a lui devoto (che alcuni danno nella misura di 302 salvo 4 Cardinali).

Quand’anche una luminare, purtroppo  personalmente esperta dell’argomento, in due anni di esplicito lavoro in loco non può far altro che dimettersi  e rafforzare come può, così, il proprio appoggio al Papa, non ci sono dubbi. Soccorretelo questo papa, perché chi mai ha fatto tanto e chi mai più potrà arrivare alla vittoria sulla pedofilia se non Papa Francesco?

Splendida mossa capace di predisporre la cesta ad altre teste tagliate senza perdersi in fastidiosi dettagli su particolari  facilmente giustificabili ad essere omessi, visto il tema.

A supporto esterno, ma a palese coloritura del quadro vaticano illustrato, la Rai si è permessa nella stessa sede di affermare, con tono proclamatorio ben più che informativo:

A) Come la denuncia del Papa sia stata accolta con vero compiacimento da tutto l’orbe cattolico,

B) Come mai prima d’ora il coraggio di un papa sia giunto a tanto,

C) Come il sostegno all’opera di pulizia di questo Papa sia ormai un cardine per la vita della Chiesa cattolica.

La neo-chiesa ha cervelli di altissimo valore; ha scoperto come il tema pedofilia, affrontato in questo modo, sia l’argomento eccellente su tutti per disgregare lo scheletro della Chiesa Cattolica.

Chi avrà il coraggio, la competenza storica, e il carisma, per sventare tanto scempio ??

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6 commenti su “Bergoglio, la lotta alla pedofilia e i legittimi dubbi – di Alessandro Peracchio”

  1. Papa Francesco ha ridotto le sanzioni ad un gruppo di preti pedofili, anche se la notizia è passata solo silenzio. A svelarlo, la Associated Press. Tra i sacerdoti “graziati” dal Papa anche don Mauro Inzoli, condannato dalla magistratura italiana per aver abusato sessualmente di bambini di età inferiore ai dodici anni.

    La Congregazione per la Dottrina della Fede aveva condannato don Inzoli alla riduzione allo stato laicale, papa Francesco lo ha, invece, reinserito nel seno della Chiesa, insieme ad altri che avevano subito la stessa sorte. La nuova “condanna” per ciascuno di loro è quella di non celebrare più in pubblico e di dedicarsi ad una vita di preghiera.

    Tutti questi preti si erano appellati a papa Francesco citando le sue parole sulla misericordia. Papa Benedetto XVI, in casi simili, fu invece irremovibile: dal 2005 al 2013 il pontefice riportò allo stato laicale oltre 800 sacerdoti che avevano stuprato ed abusato bambini.

    http://www.lafedequotidiana.it/clamoroso-papa-francesco-riduce-le-sanzioni-carico-un-gruppo-preti-pedofili/

    **
    E per fortuna che la lotta alla…

  2. L’interessata ha lamentato, tra l’altro, il fatto che “la raccomandazione della Commissione di istituire un tribunale per giudicare i vescovi negligenti, approvata dal Papa e annunciata nel giugno del 2015, non abbia avuto alcun seguito. Ha trovato dei problemi legali non meglio specificati e così il tribunale non è mai stato istituito. Tutto questo – ha aggiunto – è per me motivo di sofferenza e sinceramente ho ritenuto che era giusto farmi da parte”. Quello della pedofilia è una nemesi per l’umanità, un sacrilegio per il Sacerdozio. Una mostruosità che ha “sfigurato il volto della Chiesa”, come disse Papa Benedetto. Un crimine contro il quale i Papi già da molto tempo si stanno battendo; è una guerra silenziosa, ma indefessa, che non è certo appannaggio esclusivo del nuovo corso. Per questo penso che i denunciati “problemi legali” possano essere superati con il supporto di Magistrati del calibro del Card. Burke, che opportunamente è stato già investito di un caso analogo, in un’isola lontana del Pacifico. Servono gli uomini giusti, rigorosi e limpidi, per debellare la piaga.

  3. Fatti come questi fanno interrogare sullo zelante regista del Giornale Radio del mattino di RaiUno.
    Se non si tratta, da parte sua, di negligente disinformazione, la domanda su di lui/lei è:
    “Cui prodest? cui bono?”

    visto che, al netto delle tante parole spese da questo papa su questo e altri temi caldi, fanno poi seguito dei fatti OPPOSTI nella sostanza, che difficilmente possono qualificare Bergoglio come un nemico dei pedofili.
    Anzi……… verrebbe da dire.

  4. Stefano Mulliri

    Se ho capito bene, il Papa avrebbe sputtanato ai quattro venti le “vergone della Chiesa” e siamo alle solite, solo che questa volta l’aguzzino è nientemeno che il Papa .Ora a prescindere che uno è innocente fino a prova contraria, e questo vale anche per i preti e anche per i vescovi e anche per i cardinali e anche per il Papa. Come se non bastassero già tutte le azioni legali che in tutto il mondo si sono intraprese contro la Chiesa Cattolica, salvo poi rivelarsi false nella maggior parte dei casi, se poi andiamo a vedere quali sono le Nazioni che si sono più distinte in questo, primeggiano gli Stati Uniti, e questo a riprova che le più grandi persecuzioni per la Chiesa sono proprio ne paesi così detti cristiani, e infatti anche l’attuale Papa è americano . Quello che sembra emergere in questa ennesima puntata della telenovela in cui è precipitata la nostra povera Chiesa , è che il Papa la odia in maniera viscerale, sembra che a confronto ciò chli hanno fatto, massoneria, prottestanti e islamici, non sia nulla a confronto.
    Che Dio abbia pietà.

  5. Luciano Pranzetti

    Lotta contro chi? se, stando alla testimonianza di Leonard Boff – mai smentita e reperibile in rete – Bergoglio, nel mese di dicembre 2012, ancora arcivescovo di Buenos Aires, approvò pubblicamente l’affido di un bambino a una coppia di sodomiti? Il confine di specie tra la sodomìa e la pedofilìa non esiste dal momento che ogni sodomita – Gen. XVIII-XIX docet – è disposto alla pedofilìa. E poi: quale Curia contraria, se tutti remano con lui?

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