Brogli in Austria? Leggete questi dati, qualcosa davvero non torna  –  di Marcello Foa

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di Marcello Foa

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zzzzaus1L’Austria è un piccolo Paese ed è una democrazia consolidata. I politologi sanno che più è piccolo è il Paese, più efficaci sono i controlli, meno elevato è il rischio di brogli. Sì, come in ogni comunità sono possibili pressioni su singoli elettori e “galoppinaggi” ma in proporzioni talmente limitate da risultare ininfluenti, soprattutto in un’elezione nazionale.

Per questa ragione, a caldo non ho creduto ai sospetti di brogli sulle presidenziali, decise al fotofinish. Ora però il sospetto diventa decisamente plausibile. Alcuni media austriaci hanno rilevato anomalie macroscopiche.

Nel collegio “Waidhofen an der Ybbs”, l’affluenza al voto è stata del… 146,9%. Sî, avete letto bene: 146,9%. Ci sono stati più votanti degli aventi diritto: 13.262 quelli che si sarebbero recati alle urne contro i soli 9.026 che avrebbero potuto partecipare alla consultazione elettorale. Ha vinto, ovviamente, Van der Bellen, che ha collezionato il 52,7% (6.621 voti) contro il 47,3% del candidato di destra, Hofer (5.938 voti)”.

Vabbè, si potrebbe pensare, sono circa 700 voti. Ma che dire di quel che è successo in una città come Linz?L’affluenza alle urne, nel caso di voto ‘per conto terzi’ è stata addirittura del 598%: si tratta di persone malate che danno la procura ad altre per votare al posto loro (vedi qui). Invece dei 3.580 votanti registrati, ne sono stati contati 21.060! Naturalmente ha vinto Van der Bellen, che ha ottenuto 14mila di questi miracolosi 21mila votanti e staccando Hofer di 8500 schede.

zzzzaus2Mauro Bottarelli sul Sussidiario segnala inoltre come il numero dei votanti dall’estero sia aumentato di 20mila schede in una notte: il presidente della Commissione elettorale ha dichiarato che ne erano state consegnate 740.000, stimando che quelle valide sarebbero state 700.000 (dunque circa il 6% di schede nulle per vari motivi). Al mattino però, erano diventate 760.000, tutte straordinariamente valide. In tutto sessantamila schede in più!

E sono solo tre episodi. E’ verosimile che ce ne siano altri. Ora, facciamo due conti Van der Bellen ha battuto Hofer per 8500 preferenze sospette a Linz, 700 nel collegio di Waidhofen e se ne potrebbero ipotizzare 20mila dei miracolosi 60mila voti in più per corrispondenza (considerando 2/3 al verde, 1/3 a Hofer). E fanno 29.200 voti non chiari in più per il candidato ecologista. Che alla fine ha vinto con 31mila schede di scarto.

Vuoi vedere che in realtà gli austriaci hanno eletto un altro presidente, quello che ufficialmente ha perso? Cose inimmaginabili in un Paese europeo, in una democrazia matura consolidata, eppure i dati suggeriscono un’altra verità. Decisamente inquietante.

PS: come segnala un lettore di questo blog, GStallmann, anche ai magistrati austriaci i conti non tornano: la “Procura federale contro la corruzione e per la prevenzione dei crimini economici” (WKSTA) ha aperto un’inchiesta circa i voti pervenuti per corrispondenza e per telefonia mobile in quattro distretti elettorali dello stato della Carinzia. Dunque, il sospetto è, anche ufficialmente, plausibile.

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fonte: Il Giornale

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11 commenti su “Brogli in Austria? Leggete questi dati, qualcosa davvero non torna  –  di Marcello Foa”

  1. Piero Vassallo

    a Roma si diceva: e nun ce vonno sta’…
    dubito che i magistrati austriaci intendano rovesciare il risultato delle elezioni “strane” (famole strane…)
    tuttavia…

    1. Brogli in Austria? Francesco Giuseppe si starà rivoltando nella tomba….
      Noi però dobbiamo trarne insegnamento: le elezioni austriache come quelle francesi insegnano che la destra, anche se vince alla prima tornata, poi perde al ballottaggio, perché si trova contro il blocco delle sinistre, con i cattolici, gli ambientalisti, gli antagonisti, ecc. ecc. Trump corre lo stesso rischio.
      Dunque per quel che ci riguarda cerchiamo di far vincere i candidati di destra (o almeno non di sinistra) votando bene al primo turno. Ma anche così c’è il rischio che non riesca
      no a governare perché l’opposizione gli farà terra bruciata, ogni giorno cortei, scioperi, il disprezzo degli intellettuali, la guerra sorda della UE, le turbolenze finanziarie….un copione già visto.

  2. Senza brogli l’Austria sarebbe stata un pericoloso precedente per Mamma UE, quindi i “poteri forti” sono intervenuti.

  3. Per come la vedo, comunque vada in Austria – e mi auguro che qualcuno voglia vederci chiaro in questa faccenda – la UE sta cercando di arginare con gli stuzzicadenti una marea montante: prima o poi verrà spazzata via, lo voglia o no.

  4. L’analisi di Ioannes è impietosamente corretta. Hofer doveva perdere, con le buone o con le cattive, poiché diversamente tutto il giochino terzomondista, mondialista e liberal con l’UE saltava per aria. L’accordo Schengen deve essere mantenuto, a qualunque costo, anche di prendere a calci le urne. Credo che lentamente la truffa della moderna democrazia elettorale stia rivelandosi in tutta la sua oscena fraudolenza.

  5. Sì, qualcosa effettivamente non tornava!!!
    Chissà se l’Europa di mezzo, dalla Bulgaria alla Polonia, passando per Austria, Ungheria, Croazia etc., saprà far fronte comune o continuerà a farsi buggerare, divisa e imbelle, da Bruxelles, Washington e Mosca? Se mai i segnali recenti saranno confermati, potremmo vederne delle belle…In tal caso mi trasferisco a Rovigno o Pola. Ma non per riposare. per lottare dalla parte giusta.

  6. L’Austria la credeva una democrazia consolidata??!!!
    Ma perché, non ce lo ricordiamo i moltissimi dubbi dulla morte “incidentale” di Haider?

  7. Non mi meraviglierebbero i brogli.
    Il fatto è che siamo ad un punto di svolta: questa è l’ultima ed unica occasione per buttare a mare l’attuale sistema euro-totalitario ammazza-popoli telecomandato dall’Alta Finanza e che vede schierati, contro le forze nazionali, sinistre (socialiste, comuniste, paracomuniste, no global, centri “sociali”), liberali, popolari (democristiani), conservatori.
    Ormai è chiaro:
    solo le forze Nazionali e Patriottiche possono combattere e sconfiggere, seppur in una impari lotta, l’Alta Finanza, l’euro-totalitarismo ammazza-popoli, la prepotenza usurocratica.
    Non a caso, nel recente ed antico passato, Capitalismo e Comunismo (creatura dell’Alta Finanza per far finta di combattere il grande capitale) si sono sempre coalizzati per combattere il Nazionalismo.

  8. Qualcuno, il cui nome non si può pronunciare, disse un giorno che “la democrazia è la forma di governo in cui al popolo viene data l’illusione di essere sovrano”

    1. Bella -e vera- frase.
      Qui, in piiù, siamo di fronte a una violazione delle già fittizie regole della democrazia

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