Centenario della nascita di don Francesco Fuschini, nel ricordo di Gaetano Chiappini  –  di Giovanni Lugaresi

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di Giovanni Lugaresi

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zzdonfuschiniRAVENNA – Centenario della nascita di don Francesco Fuschini, prete scrittore di Romagna balzato all’attenzione nazionale nel 1980 con il “viatico” di Giuseppe Prezzolini dopo la pubblicazione dei racconti de “L’ultimo anarchico” (Edizioni del Girasole): atto secondo.

Dopo i momenti religiosi del 4 e 6 luglio all’Opera Santa Teresa di Ravenna e nella chiesa di Santa Maria in Porto Fuori, dove era stato parroco quasi quarant’anni, ecco, alla ripresa dell’attività del Centro relazioni culturali di Walter Della Monica, il ricordo del mondo della cultura e della cittadinanza ravennate tutta.

L’appuntamento è per il 3 ottobre alle 18 a Casa Melandri, dove già don Francesco era stato festeggiato per il novantesimo compleanno e dove diverse volte si era parlato della sua opera.

Nell’occasione, all’insegna del “Ritorno della penna più amata di Romagna”, verrà presentato un nuovo libro: “Lettere a Elena”, a cura di Elena Cassani, edito dal Girasole, con l’intervento del direttore del quotidiano “Il Giorno” Giancarlo Mazzucca, di Franco Gabici, autore della bella biografia “Un prete e un cane in Paradiso” (Marsilio editore) e di chi scrive, amico per quasi mezzo secolo del prete scrittore scomparso nel 2006.

Ma nell’omaggio alla memoria di don Francesco, voluto e organizzato da Walter Della Monica, fraterno amico e (indispensabile) curatore dei suoi libri, si sentirà una mancanza: quella del professor Gaetano Chiappini (classe 1936), fiorentino, critico letterario, ispanista di prestigio, già docente dalla cattedra che era stata di Oreste Macrì, morto improvvisamente l’1 settembre scorso.

La vicenda di Chiappini sulla sponda della cultura prese avvio negli anni Cinquanta, quando, innamorato della poesia, fu un fan del Trebbo poetico di Walter Della Monica e Toni Comello, che seguì in diverse trasferte. Anzi, come ricorda lo stesso Della Monica, sostituendolo, qualche volta, tale era diventata la frequentazione-passione per quell’avventura poetica.

Chiappini, uomo la cui semplicità e umiltà erano pari alla intelligenza e al valore, era poi rimasto sempre in contatto con Della Monica, collaborando a iniziative letterarie e spendendosi sempre con entusiasmo per amore della letteratura.

L’ultima sua presenza era stata il 17 agosto scorso a Marina di Ravenna nella serata carducciana organizzata dall’amico; poi, l’1 settembre, la morte: improvvisa, inaspettata, perché i malanni fisici e la sordità dei quali soffriva non ne facevano certo presagire la dipartita.

Il vuoto che lascia, se da un lato riguarda Firenze e (fra l’altro) la bella rivista dei frati di Santa Croce “Città di Vita” diretta da padre Massimiliano Rosito, dall’altro, tocca pure Ravenna e in particolare, appunto, il prete scrittore, sul quale ha lasciato un’eloquente testimonianza, per acume critico, penetrazione, in “La valle amorosa di Francesco Fuschini”, ispirata dalla natura e dai luoghi dei racconti de “L’ultimo anarchico”, così stupendamente percepiti dal nostro in un’atmosfera di umanità e di poesia, in taluni casi degna, per osservazioni, considerazioni, riflessioni, del “Diario di un parroco di campagna” di Nicola Lisi.

Chiappini era infatti, oltre che ispanista di prestigio, un autorevole critico della letteratura italiana soprattutto contemporanea. Anche per questo, venerdì 3 ottobre nell’incontro fuschiniano a Casa Melandri, ci mancherà.

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su Don Francesco Fuschini vedi anche: Ricordo di Don Francesco Fuschini, prete scrittore, “prima di tutto uomo della Chiesa“, di Giovanni Lugaresi

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articolo pubblicato anche su:

La Voce di Romagna, 12 settembre 2014

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