Cetrioli per tutti. Sull’incompatibilità tra vera dottrina e mode “vegan” (prima parte) – di Marco Manfredini

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Non si capisce perché i cattolici debbano costantemente rincorrere le ideologie del mondo, condannandosi ad arrivare sempre in ritardo, quando potrebbero essere all’avanguardia semplicemente osservando gli immutabili insegnamenti derivanti dal proprio credo.

 

E Dio comandò: siate vegetariani

Marilena Bogazzi, sociologa, è presidente e co-fondatrice dell’Associazione Cattolici Vegetariani (d’ora in poi ACV) ed ha appena lanciato l’e-book “Il vegetarianesimo di ispirazione cristiana” (Edizioni Cosmopolis). La troviamo che si fa intervistare (ricambiando con grandi elogi alla “bellissima trasmissione” di Radio Radicale) da Silvia Molè, membro dell’Associazione radicale antispecista “Parte in Causa”.

Alla richiesta di portare le ragioni di questo singolare connubio, animata da buonissime intenzioni ci spiega il pensiero che sta a fondamento dell’associazione:

Non solo non esiste incompatibilità tra le Sacre Scritture e la scelta vegetariana e vegana, ma addirittura le Sacre Scritture si aprono proprio con il vegetarianesimo. Ma proprio all’inizio, a pagina uno! Infatti, in Genesi 1,29 il primo capitolo del primo libro, subito dopo aver effettuato la creazione troviamo il comando (io lo chiamo il comando) del vegetarianesimo, di Dio all’uomo.[1]

Ammetto di non essere un biblista, ma “il comando del vegetarianesimo” lo sento per la prima volta, e la curiosità mi assale.

Dio disse: “Ecco, io vi do ogni erba che produce seme, e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo”. Questo è il comando, diciamo, che il Signore dà nel momento della creazione. E forse quello che ha creato un po’ di confusione magari poi nel tempo è stato il termine ‘dominate’, quando dice “dominate sulle creature”, e questo ha portato all’interpretazione di dominio nel senso di sopraffazione.

Già, sarà la Chiesa che per duemila anni ha sbagliato e creato scompiglio, mentre oggi, nell’era della confusione fatta laetitia tutto è più chiaro. Mettiamo pure che Adamo ed Eva prima della caduta fossero autorizzati a cibarsi solo di frutti ed erbe, ma come la mettiamo con le istruzioni ricevute da Noè?

Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere. Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe.[2]

La Chiesa avrà male interpretato. Torniamo alla Bogazzi:

[…] ci si dimentica che in realtà nell’ottica divina, nell’ottica che poi emerge dalle Sacre Scritture, il “Dominus” è Gesù, colui che ha offerto la vita per noi, per cui “dominate” si intende nel senso praticamente opposto al senso che gli dà l’uomo, in un senso di servizio, in un senso di custodia, una custodia e una redenzione della creazione, non di sfruttamento, tirannia o sopraffazione.

Non risultandomi che la Chiesa abbia mai interpretato ‘dominio’ come ‘tirannia’ o ‘sopraffazione’, sentiamo come la signora mette in pratica le sue credenze:

Ci siamo posti proprio come obiettivo la possibilità di vivere la scelta di amore e di rispetto verso ogni creatura all’interno della Chiesa praticando il vegetarianesimo o meglio il veganismo, comunque scelte pratiche di rispetto per la vita degli animali […]. È il problema di testimoniare che questa scelta non solo è possibile, come cristiani, ma è anche benefica, porta benefici sia per noi che per gli animali che per tutto l’ecosistema (io lo chiamo il creato) […]. Preghiamo, preghiamo tanto affinché il comandamento dell’amore poi venga esteso ad ogni creatura e questa preghiera poi diventa azione. E quindi iniziamo a fare volantini, campagne di sensibilizzazione, banchetti, manifestazioni… poi ad esempio molto bello è il progetto scuola: entriamo nelle scuole portando le varie tematiche che vanno un po’ dal campo etico a quello religioso, ma anche filosofico, scientifico, per sensibilizzare i ragazzi su queste tematiche.

E il clero cosa dice?

Pian piano hanno iniziato a far parte della nostra associazione, sono diventati sostenitori oppure ci hanno semplicemente aiutato, numerosi sacerdoti, qualche vescovo e addirittura un cardinale.

Solo uno? Ci va anche bene, con certe berrette rosse che ci sono in giro oggidì!

Visto che la Chiesa, oramai per definizione, ha tradito gli ideali originari, l’intervistatrice chiede il motivo di questa “deviazione” rispetto al progetto vegan da cui tutto iniziò.

Non so darti una risposta precisa, perché le scritture in realtà sono abbastanza chiare. Oltre a questo progetto originario di cui appunto già accennato, in realtà all’interno della Bibbia ci sono tantissime testimonianze di scelte vegetariane, come la maggior parte dei profeti; ora mentre parlo mi viene in mente il profeta Daniele, che si rifiuta di mangiare carne, si nutre solo di legumi e cereali […].

Sì certo, ma qua sta uno dei nodi principali: se qualche santo o profeta non mangiava carne era perché praticava “astinenza dalle carni” a fini ascetici o penitenziali, di mortificazione, elevazione spirituale e offerta a Dio, di sicuro non perché si ritenesse vegetariano, con tutto ciò che questo termine inteso nella sua modernità si porta dietro. Magari esternamente appare la stessa cosa, ma il significato è completamente diverso, praticamente opposto: il cristiano che fa astinenza rinuncia a qualcosa non perché malvagio o disprezzabile, ma perché buono e apprezzabile.[3]

Tutti emancipati

Quello sotto è l’inquietante logo dell’associazione antispecista, di cui l’intervistatrice fa parte, che compare anche sul sito degli ACV dove c’è il link all’intervista citata.

La trasmissione antispecista in questione che dà spazio alla Bogazzi è solita proporre interessantissime interviste, tutte in linea col radical-pensiero, come le seguenti:

  • Intervista a Marco Reggio sulla resistenza animale.
  • Intervista a Marco Reggio ed a Feminoska sul Libro “Animali in rivolta” (Edizioni Mimesis).
  • Intervista a Massimo Sandal: dalla coscienza degli insetti al metodo scientifico.
  • Intervista a Peter Singer sui diritti degli animali e sul suo libro “Liberazione animale. Il manifesto di un movimento diffuso in tutto il mondo” (Edizioni Il Saggiatore).

Peter Singer è un nome noto: si tratta di quel filosofo che sostiene da tempo che certe scimmie, cani, maiali e tante altre specie hanno più diritto a vivere di certi esseri umani, e una serie sterminata di altre follie.

  • Intervista a Silvia Molè sulla censura verso l’antispecismo e sulla vegefobia.

Chi si è sentito accusare di omofobia, probabilmente non lo sa ma è anche vegefobo. Prepariamoci al cetriolo-pride e alla rivolta delle zucchine. Si noti poi che i radicali non hanno perso il vizio di gridare alla censura per qualsiasi [censura] passi loro per la testa.

  • Intervista a Carol J. Adams, attivista e saggista che interseca la questione dei diritti animali con la questione femminile.

Chi ha sempre sospettato che le due questioni fossero intersecate e non ha mai osato dirlo, può rilassarsi: sono loro stessi ad ammetterlo.

  • Intervista ad Egon Botteghi sulla liberazione animale e delle persone GLBTIQ.

Io di questi ultimi in gabbia non ne ho mai visti, comunque vale il commento precedente. Ma uno dei personaggi più interessanti lo troviamo in questa

  • Intervista a Roberto Marchesini sul suo ultimo libro “Emancipazione dell’animalità” (Edizioni Mimesis).

Ehi, ma questi vogliono emancipare proprio tutto!

Attenzione! Niente a che vedere con lo stimato psicologo cattolico che molti lettori già conoscono, solo un curioso caso di omonimia. Il Roberto Marchesini in questione è filosofo, etologo e zooantropologo, dirige il “Centro studi filosofia postumanista” e la “Scuola di interazione uomo-animale”. È forse il più noto antispecista italiano, e conosciuto anche all’estero. Insomma, stesso nome ma, è il caso di dire, tutt’altra specie.

Il filosofo e saggista sostiene che “Gli animali non vanno sfruttati ma coinvolti” e che noi uomini moderni “abbiamo rinunciato al valore relazionale che ogni specie può offrire”, e arriva a “riconoscere una soggettività animale”.[4] Il suo pensiero è presto detto: l’alimentazione onnivora in un pianeta sovraffollato è diventata insostenibile, per cui occorre ricominciare a mangiare solo insalata e cetrioli. Basta allevamenti, basta anche agricoltura; i principi nutrizionali necessari verranno prodotti tecnologicamente e assunti in pillole o tramite flebo, almeno fino a quando non saremo completamente ibridati alle macchine per cui ci basterà metterci in carica di notte.[5]

Il futuro distopico che immaginano Marchesini e post-umanisti assortiti sarà un tecno-primitivismo in cui tra le macchine e gli animali non ci sarà più spazio per l’uomo come lo intendiamo oggi, quello fatto a immagine e somiglianza di Dio, senza l’upgrade.

Ma – si chiederà l’uomo comune, che giustamente ha altre preoccupazioni – che diavolo è l’antispecismo? Per schematizzare diciamo che il veganesimo poggia sull’animalismo, il quale si fonda sull’antispecismo. Come si intuisce, questo nasce per contrastare lo specismo, termine che nel rapporto essere umano/animale, ha la stessa funzione che ha la parola sessismo nel seminare discordia tra uomo e donna.

Tutti a scuola

Tornando agli ACV, tra le loro attività si occupano di realizzare progetti per la scuola insieme alla LAV contro la caccia, o per liberare gli animali da circhi, zoo e delfinari, o “cani e gatti, cittadini come noi” (sic).[6] Secondo LAV:

L’educazione e la scuola sono il luogo dove formiamo i cittadini del futuro: per un mondo in cui ogni singolo animale abbia riconosciuti i suoi diritti.

Alimentando l’equivoco, entrato nel comune sentire, che gli animali possano essere titolari di diritti, equiparandoli alle persone.[7]

Poi vi sono anche progetti in proprio dell’ACV nelle scuole, in cui si tengono “incontri e dibattiti sui temi del rispetto dell’etica animale con personale esperto”. Una definizione di questo strano mostro filosofico chiamato etica animale lo recuperiamo da APhEx, il portale italiano di filosofia analitica:

Questo ramo della riflessione etico-filosofica si occupa di argomentare in favore dello status morale degli animali non umani e di analizzare le conseguenti responsabilità umane. Pur in una varietà di posizioni, le diverse elaborazione teoriche di tale riflessione avanzano una comune richiesta di cambiamento delle relazioni fra umani e non, soprattutto per quanto riguarda l’uso di animali a fini alimentari e per la sperimentazione.[8]

E per togliere ogni dubbio:

Con tale termine, coniato al principio degli anni Settanta del secolo scorso da Richard Ryder (cfr. Ryder 2000; 2001), si designa un «errore morale» analogo al razzismo o al sessismo, vale a dire la pretesa di operare distinzioni morali e giuridiche sulla base di un attributo irrilevante dal punto di vista morale e giuridico.

Sparisce quindi la distinzione ontologica fra persona e animale (non-persona), essendo derubricati come “attributi irrilevanti” le differenze che pure dovrebbero essere agevolmente riscontrabili da chiunque non abbia già deciso di costruirsi una sua realtà alternativa a quella reale, come in effetti ogni ideologia che si rispetti è obbligata a fare. Questo è l’antispecismo.

In altri progetti per le scuole si parla di “vita emotiva degli animali da fattoria” e si fanno “incontri con sociologi e psicologi sulla relazione uomo-animale”, si promuove l’empatia verso i cavalli, si visitano “animali salvati dal macello”, si riflette “insieme ai ragazzi sulla atroce situazione di vita degli animali, privati di ogni identità e diritto”. Indipendentemente dalle intenzioni, si fatica a non vedere queste come pericolose lezioni tese ad antropomorfizzare l’animale, col risultato che poi si finisce per animalizzare l’uomo (Peter Singer insegna).

 

 

 


[1]http://www.radioradicale.it/scheda/509703/intervista-a-marilena-bogazzi-autrice-di-librovegetarianesimo-di-ispirazione-cristiana

[2]Genesi 9,1-3

[3]Concetto ben espresso da Massimo Montanari in Mangiare da cristiani, Rizzoli, 2015

[4]https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/roberto-marchesini-intervista

[5]Il riassunto che ho fatto è paradossale ma non troppo. Ecco cosa dice esattamente Marchesini: “L’alimentazione onnivora è ormai insostenibile. Non è possibile prevedere un futuro per un pianeta abitato da dieci miliardi di persone che si alimentano alla maniera occidentale, un cambiamento è necessario. La scelta vegana non è alimentare ma una scelta di vita e non rappresenta un ritorno alle origini, considerato che ai primordi l’uomo si cibava di quello che trovava in base alle necessità, bensì la strada verso il futuro. Ritengo che stiamo per entrare in una terza fase, una società post-neolitica che non può più permettersi di sfruttare in maniera intensiva la terra e gli animali. Nella prima fase l’uomo era un raccoglitore nomade, dopodiché si è dedicato all’allevamento e all’agricoltura, la prossima fase sarà invece basata sulla tecnologia, dovrà però essere una biotecnologia a basso impatto ambientale che sappia integrarsi con l’ambiente. Credo che non ci sia più spazio per allevamenti e agricoltura, produrremo cibo a partire dalle proteine. I cambiamenti saranno esponenziali e si susseguiranno in un crescendo continuo. Questa fase sarà tutta da scoprire ma alcuni elementi sono chiari fin da ora: basta disboscare, desertificare, distruggere le risorse idriche, costringere intere popolazioni ad abbandonare i propri territori e prevaricare le altre specie.”

[6]http://piccoleimpronte.lav.it/proposte-didattiche/cani-e-gatti-cittadini-come-noi

[7]https://www.riscossacristiana.it/i-diritti-che-non-esistono-lettera-alle-maestre-di-iv-elementare-di-marco-manfredini/

[8]http://www.aphex.it/index.php?Temi=557D030122027403210001767773

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20 commenti su “Cetrioli per tutti. Sull’incompatibilità tra vera dottrina e mode “vegan” (prima parte) – di Marco Manfredini”

  1. Eh già, e proprio per questo la OMS ha divulgato la menzogna che la carne è cancerogena. Un ammasso di sciocchezze e imprecisioni che purtroppo credono anche tanti laureati e scienziati, anche cattolici. Ma Dio ci avrebbe permesso di mangiare cibo animale se fosse davvero nocivo?Eppure San Paolo lo disse: “proibiranno alcuni cibi”.
    Il veganesimo è l’ideologia di Satana.
    Ma d’altronde, la nuova chiesa è piena di adulteri, sacrileghi, sodomiti praticanti, non vogliamo accogliere anche gli idolatri animali? Gli idolatri del corpo che pensano di vivere 120 anni mangiando vegano?
    Suvvia, la misericordia!

  2. Interessante; da aggiungere che molti vegani hanno un atteggiamento un po’ violento verso chi mangia carne come anche su chi fa uso dei prodotti degli animali (uova, formaggi ecc…). Il vegano critica pure il vegetariano! Diciamo pure una intolleranza che non sempre si manifesta in maniera sempre pacifica, o la si evince spesso violenta in maniera verbale. Aggiungiamo anche che la maggior parte dei vegani sono dichiaratamente pacifisti e da qui se ne deduce una contraddizione di fondo. Quindi parlo di vegani e non di vegetariani in quanto questi ultimi sono spesso più tolleranti. Diciamo che il veganesimo è stato fondato da decenni da un vegetariano che a sua volta criticava l’ideologia vegetariana perché – ovviamente per loro – non tutelava appieno il rispetto degli animali. Col tempo il vegetarianesimo si è dimostrato per molti non più sufficiente. Il problema è che anche le piante hanno una loro vita estirpata prima che noi ne facciamo uso per alimentarci (secondo certi esperimenti alcuni vegetali reagiscono all’ascolto della musica). Chissà se i vegani lo sanno?

  3. Però qui c’è una contraddizione di fondo. Con tutti questi diritti estesi agli animali (ma a loro fregherà qualcosa? vedo la mia gatta: invidiabile nella sua indifferenza, davvero di intelligenza superiore), sul fatto che ‘gli animali non vanno sfruttati ma coinvolti’, “abbiamo rinunciato al valore relazionale che ogni specie può offrire”: o questo per tutti gli animali altrimenti che diritti sono? Come la mettiamo con zanzare, pulci e pidocchi? Vogliamo continuare a rinunciare al loro valore relazionale?

  4. Giovanni Maria

    Atti degli Apostoli 10, 9-15 (cfr. 11, 4-9): Il giorno dopo, mentre essi erano per via e si avvicinavano alla città, Pietro salì verso mezzogiorno sulla terrazza a pregare. Gli venne fame e voleva prendere cibo. Ma mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi. Vide il cielo aperto e un oggetto che discendeva come una tovaglia grande, calata a terra per i quattro capi. In essa c’era ogni sorta di quadrupedi e rettili della terra e uccelli del cielo. Allora risuonò una voce che gli diceva: “Alzati, Pietro, uccidi e mangia!”. Ma Pietro rispose: “No davvero, Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla di profano e di immondo”. E la voce di nuovo a lui: “Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo più profano”.

  5. Giovanni Maria

    Atti degli Apostoli 10, 9-15: 9Il giorno dopo, mentre essi erano per via e si avvicinavano alla città, Pietro salì verso mezzogiorno sulla terrazza a pregare. 10Gli venne fame e voleva prendere cibo. Ma mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi. 11Vide il cielo aperto e un oggetto che discendeva come una tovaglia grande, calata a terra per i quattro capi. 12In essa c’era ogni sorta di quadrupedi e rettili della terra e uccelli del cielo. 13Allora risuonò una voce che gli diceva: “Alzati, Pietro, uccidi e mangia!”. 14Ma Pietro rispose: “No davvero, Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla di profano e di immondo”. 15E la voce di nuovo a lui: “Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo più profano”.

  6. Sono vegana perchè provo pietà per gli animali. Oggi negli allevamenti intensivi per la produzione di carne uova latte pellami gli animali servono solo per il profitto per Mammona. Essi sono creature viventi non sono cose. Le femmine di tutti gli animali da profitto vengono ingravidate artificialmente a ciclo continuo per la produzione di carne da macello o latte o uova o pellami. I maschi vanno ai macelli o vengono soppressi perchè inutili. Nessuna pietà per la vita di queste creature. La logica del profitto è inesorabile. La stragrande maggioranza delle persone segue diete onnivore. Questo può dare un’idea dei profitti enormi legati alla produzione di cibo animale.I vegani sono solo persone che non ritengono giusto questo trattamento degli animali e chiedono solo un pò di compassione. Un pò di umanità. Chi opta per la scelta vegana non fa i digiuni ascetici si astiene solo dal mangiare o indossare ciò che proviene dall’uccisione diretta o indiretta di animali. Per mangiare e nutrirmi non voglio che un essere vivente senziente sia ucciso.

    1. E’ Dio che ha creato le specie animali e vegetali::se Dio non avesse voluto che ce ne cibassimo, non li avrebbe creati, perche è tutto quanto è stato creato da Dio, è stato fatto per l’uomo…San Giovanni Battista di nutriva anche di miele (che stress per le api..sottrarre loro del cibo…) e di lucuste…..

  7. In duemila anni di cristianesimo, sempre rispettando il creato, ci siamo serviti degli animali così come il Padreterno ce lì ha messi a disposizione: per nutrirci, per aiutarci nel lavoro, per fare la guardia, per farci compagnia e per tante altre necessità nello svolgimento naturale della vita. Male ha fatto chi ha approfittato di queste creature per scopi abietti, come male fa chi crea disordine nel meraviglioso ordine che il Creatore ha pensato e realizzato (in questo è evidente l’impronta del demonio). Ma che ci mettiamo a disquisire sui diritti delle bestie come fossero persone, che andiamo a ricercare nelle Sacre Scritture pezze di appoggio per il veganesimo e per distorsioni mentali di questo genere, è davvero troppo. Nel contempo, però, trituriamo con nonchalance i figli nel seno delle loro sventurate madri, abbiamo dato il via alla novella strage degli innocenti già nati, ammazziamo gli infermi, corrompiamo legalmente gli scolari insegnando schifezze di ogni genere, ci divertiamo a trasformare i maschi in femmine e femmine in maschi e infine, come ciliegina sulla torta,…

  8. GRande Tonietta…mi permetto di aggiungere che quando riceviamo l SANTA EUCARISTIA, noi mangiamo il CORPO e il SANGUE DI NOSTRO SIGNORE….Vera Carne…vero Sangue…

  9. Scusate la presunzione, ma IO sono molto più oltre (copyright Fedeli), adesso vi spiego il VEGANO estremo: 1- io mangio SOLO su piatti vegani (attenzione non confondere i piatti con il contenuto), 2- bevo SOLO caffè VEGANO. Provate anche voi a chiedere al bar il caffè VEGANO. 3 – il top è il prodotto vegano 2°CH (il CH, è preso in prestito dall’omeopatia), di cosa si tratta? La mucca mangia l’erba, ergo la mucca è vegana, la bistecca prodotta dalla mucca vegana è un prodotto vegano 2°CH.

  10. Ci terrei molto a vedere un leone nutrirsi di carote e zucchine, andare a lavorare, e contribuire alla civile esistenza. Chissà se i vegani riusciranno a convincerlo.
    Ho compreso la follia di questo movimento quando ho letto di una signora che era disperata, perchè non avrebbero ripreso a scuola la figlia, infestata dai pidocchi, finchè non le avesse fatto il trattamento. Lei era disperata, non per la povera figlia che si grattava, ma per i poveri pidocchi che non sapeva convincere a trasloccare e doveva ammazzarli. Atroce dilemma, mandare la bambina a scuola o salvare i pidocchi? Posso comprendere il rispetto per gli esseri viventi, capisco che il mercato esagera e spesso anche molte malattie degli uomini sono dovute ad eccessi alimentari, ma ci vuole equilibrio. Vorrei sentire da un vegano lo stesso orrore x i bambini abortiti con i quali si fanno farmaci, creme ed altro. Anche i vegetali sono esseri viventi, come la mettiamo? E i virus, i batteri, non hanno diritti? Perchè dunque cercare di debellarli? Non abbiamo ancora risolto il problema dello sfruttamento umano …

    1. Annarita.
      E le gravi carenze dei vegani e vegetariani? Sono costretti a prendere integratori.
      Ma davvero pensano che Dio voglia un’alimentazione in cui devo imbottirmi di pasticche per stare bene?
      E quando non c’erano gli integratori? ?

  11. Quando non c’erano gli integratori, non c’erano i vegani (forse causa estinzione, forse, perchè con la fame che c’era una volta, si mangiavano anche le capre vive). Ogni epoca ha avuto le proprie eresie alimentari, e i propri protestantesimi.

  12. “Liberazione”, “emancipazione”, “resistenza”, “rivolta”, “anti-specismo” (come anti-fascismo), ecc.: bastano le parole d’ordine di questo vegetarianesimo per capire che cos’è e da dove viene. Nulla di nuovo sotto il sole!

    1. Anche noi uomini soffriamo ma potremmo sempre essere preda alimentare di animali come squali e altri. Loro certamente non si stanno a preoccupare per le nostre sofferenze, lo fanno semplicemente per alimentarsi.

  13. Gravi carenze le avrei tu! Vegano da 35 anni e non ho mai preso un integratore.
    Vitamina b12 nemmeno sapete cos’è e che anche un onnivoro può esserne carente visto che mucche & Co. non mangiano più erba fresca. Cosa c’entra? Informati. Il web esiste per non rimanere ai tempi di Bernardo Guy.
    Che il Signore sia con te

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