Cile. Quattro passi nel delirio. Vale di più la vita di un uomo o quella di due bestie?

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Redazione

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zzzzanmlstLa notizia non è recentissima; è passata abbastanza inosservata, ma merita attenzione.

Il fatto: la scorsa settimana nello zoo di Santiago del Cile un povero demente, un giovane di vent’anni, ha tentato il suicidio in un modo spettacolare: si è denudato e poi si è calato nel recinto dei leoni. Le belve lo hanno assalito e lo avrebbero certamente ucciso se i guardiani non le avessero abbattute. La notizia è stata riportata da alcuni quotidiani, tra i quali Il Messaggero e Il Corriere.

Bilancio finale: due leoni uccisi e il mancato suicida ricoverato con gravi ferite; i medici però non disperano di salvarlo.

E la notizia potrebbe concludersi qui. La follia è una realtà triste e questi gesti a volte accadono.

Ma questo evento ha messo in luce un follia che, se ben riflettiamo, è assai più grave di quella del giovane che ha cercato in modo così spettacolare la morte. È la follia ideologica, il delirio animalista, una delle varie modulazioni di quel delirio che, mettendo sullo stesso piano uomini e bestie (in genere con una spiccata predilezione per queste ultime) aspira in genere all’eliminazione dell’uomo, elemento “perturbatore” della natura.

Perché diciamo questo?

Leggiamo il titolo con cui il Corriere dà la notizia: “Cile, dopo tentato suicidio nella gabbia dei leoni: quale vita salvare?”. Se ascoltiamo l’audio sul Corriere apprendiamo che si è acceso un “dibattito” il cui tema era, in sostanza, se fosse giusto sacrificare la vita di due leoni per salvare quella di un uomo. Oltretutto, di un uomo demente.

Fare commenti sarebbe inutile. Chiunque non sia gravemente malato di mente non si porrebbe nemmeno certe domande. In ogni caso qualsiasi sia la circostanza, la vita di un uomo vale di più di quella di un animale, o di cento o di mille animali.

In più nel “dibattito” folle seguito ai fatti di Santiago c’è anche una nota sinistra: qualcuno ha fatto notare che si trattava di un demente, e quindi era ancora più grande il dubbio sull’uccisione delle belve. In fondo, si trattava solo di un demente, quindi anche se fosse stato sbranato dai leoni, che danno c’era?

Un essere umano di “serie B”.

Auguriamoci che il povero demente riesca a salvarsi dalle gravi ferite riportate nel tentativo di suicidio e che poi riceva le adeguate cure, per quanto possibile, per le sue turbe mentali.

Quelli che purtroppo di sicuro non riceveranno cure, di cui avrebbero enorme bisogno, sono i folli animalisti che si sono posti la domanda: “Vale la pena sacrificare la vita di due leoni per salvare un uomo”?

Quelli resteranno a piede libero e continueranno a chiedersi in che modo far sparire dalla terra il vero elemento perturbatore della bellezza della natura: l’uomo.

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25 commenti su “Cile. Quattro passi nel delirio. Vale di più la vita di un uomo o quella di due bestie?”

  1. Ha ragione, direttore: purtroppo anche on line e face book si leggono tanti post basati sull’amore per l’animaletto di casa.. sulle (pur giuste) pene per “chi abbandona un cane”…. ma per lo sterminio legalizzato di milioni di esseri umani non si fiata.

  2. Gli animalisti (quelli veri, che mettono la vita dell’animale ad un livello di importanza paragonabile o vicino se non pari o addirittura superiore a quella dell’uomo) sono MOLTO più dementi di quel giovane: la loro è demenza morale, la peggior specie di demenza in assoluto!
    Chi dibatte su certe cose dovrebbe vergognarsi: pur di salvare anche una sola vita umana (da leoni che la stavano aggredendo e uccidendo!) è giusto e DOVEROSO essere disposti ad uccidere tutti i leoni che è necessario uccidere per salvarla, a costo di estinguerli!
    I “tollerantoni” di sinistra considerano un essere umano meno intelligente anche meno importante: posto che ciò è SBAGLIATISSIMO, anche ragionando così perché non essere coerenti fino in fondo? Quell’uomo era MOLTO più intelligente delle due bestiacce che lo hanno aggredito!

  3. giorgio rapanelli

    Se invece dei leoni, ci trovassimo di fronte ad un episodio come quello romano, dove una ragazza è stata assassinata e bruciata e per fermare l’assassino avessimo una rivoltella, come ci comporteremmo? Se avessimo assistito alla mattanza del pazzo ghanese di qualche anno fa che ha ammazzato a picconate alcune persone e avessimo avuto nelle mani una carabina, avremmo fermato il ghanese, oppure francescanamente non avremmo usato l’arma? A ciò, a freddo, non voglio rispondere. Ma in un paese africano, in una natura violenta e selvaggia come lo sono in altissima percentuale i suoi abitanti, sarebbe più facile decidere di difendere la vita altrui con le armi, onde evitare massacri dei Simba come in Congo e dei tutsi in Ruanda.
    Naturalmente, nel caso esposto avrei salvato la vita del pazzo e sacrificato quella dei due poveri leoni..

  4. jb Mirabile-caruso

    Redazione: “…se fosse giusto sacrificare la vita di due leoni per salvare quella di un uomo”.

    Di fronte a domande come questa, la mia mente va sempre dritta al peccato originale e al consequenziale ingresso del male nell’Uomo. In che cosa entrambi consistano è, purtroppo, un mistero, ma io desidero rischiare il ridicolo pur di condividerne la mia personale percezione: il primo è certamente connesso con il sesso, il secondo con la perdita dell’equilibrio della mente.

    Tutti squilibrati di mente, allora? Beh, se siamo tutti “presi dal male” come la Chiesa correttamente afferma, la conclusione è inevitabile.

    E per concludere: la tragedia Umana è tutta giocata sul campo dell’originaria, inscindibile, immortale UNITÀ Corpo-Mente. La subentrata scissione causata dalla morte ridà alla Mente il suo perduto equilibrio, ma la lascia infelice perché vedova del Corpo: da quì la sua promessa risurrezione, sia essa nello scenario del bene che del male.

  5. Non Metuens Verbum

    Mi stupisco che i guardiani non siano stati licenziati in tronco, e temo per la loro vita, perché ci saranno assai probabilmente vendicatori di leoni pronti a colpire.

  6. Mi sembra che il comandamento dato da Gesù agli Apostoli (e, quindi, a tutti gli uomini) sia stato :”Ama il prossimo tuo come te stesso” NON “Ama gli animali come te stesso, e qualche volta anche di più”. Gli animalisti sono un’altra faccia (pericolosa) del problema di questa corrotta e perversa umanità. Si inteneriscono e fanno follie se il gatto di casa mostra qualche problema di salute, ma restano indifferenti di fronte alla tragedia dell’aborto, alla fame nel mondo, alla malnutrizione dei bambini nei paesi sottosviluppati. Quando ci si pone il problema se sia giusto abbattere due leoni per salvare la vita umana di un folle, quindi di un essere debole bisognoso di cure e di attenzione, significa che la fine è ormai prossima.

  7. Annarosa Berselli

    Perché quell’ammalato era solo? Possibile che non ci fosse un infermiere od un altro operatore sanitario con lui?
    I guardiani dello zoo non dovevano fermarlo, vedendo che si denudava, ed avvisare la USL oppure le
    forze dell’ordine?

  8. da lasciare senza parole!
    quanto vale la vita di un essere umano? soprattutto se non è sano…secondo la logica (pazza) degli animalisti, sicuramente meno dei leoni!
    Purtroppo SENZA CRISTO crolla TUTTO.
    E coloro che preferiscono salvare l’animale e non l’uomo, ahimè sono portatore di tanti altri scellerati pensieri.
    Sono d’accordo con D.A. la finestra di Overton inizia pian pianino… a dare i suoi (malefici) frutti.
    Comunque io ,a quelli che difendono i leoni, li darei in pasto, proprio ai leoni, per vedere l’effetto che fa…

  9. Certe cose non riesco neanche a commentarle. Ricordate la vicenda di Caterina, la ragazza affetta da rare malattie che nel 2013 è stata non solo insultata, ma minacciata sul web dagli animalisti per aver detto che era viva grazie ai test sugli animali?

  10. poi…per questi animalisti dei miei stivali, vorrei ricordare, che Dio ha consegnato gli animali a colui che Egli ha creato a Sua immagine.
    E quindi l’uomo è di gran ma di gran lunga superiore alla bestia, bestie che non siete altro! quindi giusto ammazzare un animale se quesot è di pericolo ad un essere UMANO. Ok?
    Anche le sperimentazioni mediche sugli animali sono pratiche moralmente accettabili perché contribuiscono a curare o salvare vite UMANE.
    Di questo passo, cari amici, scommetto che fra un po’ sentiremo in giro… il termine “animalicidio”
    cose da pazzi!!!!!!!!!

    1. Cara Vittoria, siamo già all’assurdo. L’art. 544 bis del cod.penale punisce colui che, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale con la reclusione da 3 mesi a 1 anno e 6 mesi. L’art. 2621 del cod.civile (delitti in materia di società) punisce colui che falsifica un bilancio con la reclusione da 1 a 5 anni. Tradotto in parole povere: poiché si tende ad infliggere pene che stiano nella media del massimo e del minimo legale (“limiti edittali” per dirla in corretto lessico giuridico), colui che, falsificando i bilanci, ha truffato e rovinato centinaia di risparmiatori (e spesso ha gettato nella disperazione le relative famiglie) merita una pena che è appena di poco superiore a quella di un pazzoide che ha ammazzato un gatto.

  11. massimo trevia

    1)io mi arrabbio sempre,quando vedo i vari film su king-kong,e mi chiedo perché rivederli,visto che so già come finisce.e vorrei che king-kong sterminasse gli umani che prima lo catturano invece di lasciarlo sull’isola,e poi lo uccidono!
    2)io,a meno che non siano sicuramente indispensabili,non sono a favore della sperimentazione sugli animali.ripeto,se non è proprio indispensabile:è risaputo che a volte è solo sadismo:potete negarlo?e non credo accorci l’iter di creazione di un farmaco:c’è sicuramente dietro un commercio.
    3)io non sono un animalista e mangio più che volentieri delle bistecche al sangue:ho mangiato una fiorentina e mezzo,una volta…e non sarò mai vegano!
    4)però amo gli animali:certo,hanno fatto bene in quella situazione ad abbatterli.ma vogliamo essere meno isterici?un po’ di sano equilibrio!che l’uomo sia il padrone del creato è vero,ma a volte non è un buon padrone!o no?

    1. Caro Massimo: le case farmaceutiche lavorano soprattutto PER I SOLDI e le sperimentazioni sugli animali sono COSTOSISSIME: sarebbero ben lieti di poterle evitare!
      Perché i dirigenti (che non le eseguono neppure) dovrebbero decidere di farle (spendendo svariati milioni di euro)? Per fare in modo che qualche loro DIPENDENTE sfoghi il suo sadismo? Assurdo!
      La verità è che le sperimentazioni sugli animali sono NECESSARIE per ogni singolo nuovo farmaco: se non venissero eseguiti i vari test di tossicità sugli animali, toccherebbe ai PAZIENTI sperimentare, sulla LORO pelle, gli effetti collaterali dei farmaci altamente tossici che verrebbero messi in commercio!
      I veri sadici sono coloro che si oppongono alla sperimentazione sugli animali: preferirebbero che siano i pazienti a fare da cavie o che ci fossero meno farmaci (anche farmaci salva-vita) a disposizione dell’uomo!
      Alcune soluzioni proposte dagli animalisti? Sperimentare sui carcerati o sui comatosi o sugli embrioni umani: sono loro i sadici!

  12. senza poi…parlare dei cani e gatti a tavola, e a letto, sì a letto,avete letto bene, a dormire insieme agli umani, invece i vecchi (magari genitori)all’ospizio…con la speranza che muoiano senza tanti fronzoli.
    VERGOGNA “amici delle bestie”, talmente amici che diventano bestie essi stessi.

  13. E l’episodio del bambino caduto nella gabbia del gorilla di qualche giorno fa? Leggere i “commenti” (ammesso che deliri del genere possano essere definiti tali) lasciati sul sito di “Repubblica” lasciano di stucco (ma immagino sia lo stesso per altri siti riportanti lo stesso fatto). Però sarebbe un errore stupirsi troppo. Ormai, date le premesse della (pseudo) cultura dominante, tutto questo ha una sua logica stringente, anche se perversa. Chesterton lo aveva previsto: “La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. È una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. È una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate” (tratto da “Heretics”).

  14. massimo trevia

    giusto.ciò che spinge a negare la realtà è il demonio,che vuole rifare la creazione e non può che rifarla al contrario!e l’uomo,superbo,ispirato da lui,la nega!

  15. Di animalisti dementi c’è ne sono a iosa, pochi giorni fa in tv una “nobildonna” difronte ad un sacerdote che diceva che bisogna amare più gli uomini, specialmente chi ci sta vicino, degli animali, si è messa a coccolare il suo cane e a dire che era come un figlio, forse meglio. Allora tali persone, bisognerebbe, che fossero in tarda età accudite dai cani e magari in un bel canile, non dai figli umani. Si facciano pagare le pensioni dai cani, se riescono.

    1. Concordo al 100% con lei!
      Ma il concetto si potrebbe estendere anche ai giovani: quando stanno male da chi vogliono farsi curare?
      E la casa da chi la vogliono progettata e costruita?
      E se vengono denunciati da chi vogliono essere difesi?
      E da chi mandano a fare istruire i loro figli?
      E nelle banche e nella poste da chi vogliono essere seguiti?
      E i vestiti che indossano da chi sono fabbricati? E i loro cibi? E le loro biciclette, moto, automobili?
      Sarebbe interessante dire ad un animalista che ha un forte mal di denti: “scegli negli zoo e nei canili della città l’animale che vuoi che ti curi”!

  16. massimo trevia

    però,diego,da alcuni filmati visti negli anni e secondo certi articoli(non sono un animalista e non leggo le loro riviste),non sarei così sicuro che sia assente il sadismo!esiste in cina,ad esempio le gabbie dove tengono gli orsi per estrarne la bile o il festival della carne di cane su cui ho letto l’altro giorno….e non lo escludo per la vivisezione.perchè?in ogni campo ci sono i validi,i mediocri,i vigliacchi,ecc.ora, mettiamo che uno dei vigliacchi ,in qualche laboratorio di ricerca occorra per avere fondi finanziari,pur con poca o nulla speranza di trovare una cura….beh,non credo avrà scrupoli a fare esperimenti senza senso sulla pelle degli animali,così come negli uffici ci sono fannulloni che stanno solo per avere lo stipendio! poi c’è,lo si può escludere?anche il sadismo puro,proprio come sentimento umano….e non ci potrà essere ,visto che si trova a disposizione la “materia”,cioè l’animale,un accanimento solo per sfogare il sadismo?per finire,in anni anche lontani ho appunto visto…

  17. massimo trevia

    (segue)ho visto filmati in cui si argomentava l’inutiltà ed il sadismo di certe vivisezioni!non credo fossero falsi…..magari,ad esempio,un tal laboratorio si fa finanziare delle ricerche per cui vivisezionerà animali pur sapendo di non arrivare a qualche risultato e,visto come vanno le cose in generale,non lo escluderei!

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