Cina: Oltre 53.000 gli schiavi nelle fabbriche di mattoni

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CINA: oltre 53.000 gli schiavi nelle fabbriche di mattoni

(Fonte: AsiaNews)

Sempre più evidente il coinvolgimento di autorità locali e polizia nel traffico schiavistico. Il “parlamento” cinese corre ai ripari e lancia una nuova legge sul lavoro. Nuovo appello dei genitori di 400 bambini scomparsi.

Sono oltre 53 mila gli schiavi usati nelle fabbriche di mattoni, nelle cave e nelle miniere: lo afferma la Xinhua quest’oggi. Fan Duixiang, membro del Congresso provinciale dello Shanxi ha detto che le inchieste della polizia hanno scoperto che  su 3347 fabbriche ispezionate, 2036 lavoravano senza i permessi necessari, usando 53.036 lavoratori migranti, fra cui molti minori.

Xinhua riporta pure che nei prossimi giorni il comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo varerà una nuova legge sul lavoro per evitare futuri nuovi scandali di schiavismo.

La decisione del “parlamento” cinese cerca di fermare l’onda di critiche e accuse contro il coinvolgimento delle autorità nella schiavitù. Nei giorni scorsi è emerso con più chiarezza che polizia e autorità locali coprivano e sfruttavano la situazione.

Il governo di Linfen (Shanxi) ha proibito a tutti i burocrati del governo di lasciare il Paese fino alla fine dell’anno, nel timore che i colpevoli scompaiano nel nulla.

Fino ad ora circa 600 persone – fra essi molti bambini e minori – sono stati liberati nello Shanxi e nell’Henan.

L’inchiesta è partita agli inizi del mese, dopo che alcuni parenti di bambini scomparsi hanno denunciato su internet che almeno 1000 bambini erano tenuti come schiavi a lavorare nelle fabbriche di mattone, nelle cave e nelle miniere di carbone.

La polizia ora sta setacciando migliaia di fabbriche e miniere nelle due province, sperando di bloccare lo schiavismo.

I genitori di 400 bambini scomparsi hanno lanciato un altro appello via internet: essi denunciano che i loro bambini non sono ancora tornati e temono che i padroni delle fabbriche di mattoni siano riusciti a nasconderli durante le ispezioni della polizia.

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