Come si interpreta la “misericordia” nell’arcidiocesi di Trento

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zzzznzbnchL’Arcidiocesi di Trento non finisce di stupire. L’ultima iniziativa è quella di affidare la solenne assemblea del prossimo 19 settembre al sempreverde Enzo Bianchi, dottore in Economia e Commercio, fondatore e priore dell’iperecumenica comunità di Bose, ed estimatore di Hans Küng, il critico per antonomasia dell’infallibilità e dell’autorità papale. Non a caso, nel 1979 allo stesso Küng la Congregazione per la Dottrina della Fede revocò la missio canonica, l’autorizzazione necessaria cioè per insegnare la teologia cattolica.

L’Arcivescovo di Trento, mons. Luigi Bressan, raccomanda, preoccupato, in una lettera ai parroci che, per l’occasione, vi sia «larga partecipazione di collaboratori e collaboratrici» per questo che, definisce un imperdibile «evento». «Evento» è, dunque, ascoltare chi nel giugno 2011 alla trasmissione di Rai RadioTre, Uomini e profeti, “demitizzò” i miracoli, definendoli roba da società «incantata» e non certo per «cattolici adulti»; chi, nel novembre dello stesso anno a Rimini definì una «pericolosa perversione» interrogarsi sul diavolo ed i primi 11 capitoli della Genesi «racconti mitici, tentativi fatti con categorie culturali di tremila anni fa».

Su posizioni analoghe il suo giudizio sul «peccato originale» e sulla caduta degli angeli. Il dottor Bianchi nell’aprile 2013 al festival di Repubblica ha spiegato come «la fede non sia una certezza», non indenne da una possibile «evoluzione», che incoraggerebbe – secondo quanto da lui dichiarato a Vatican Insidernel luglio 2014 – «un nuovo equilibrio tra sinodalità e primato» di giurisdizione del Papa. E l’elenco potrebbe continuare. Singolare poi come proprio il vate dell’ecumenismo dialogico lo scorso agosto abbia voluto mostrare il volto minaccioso dell’azione giudiziaria nei confronti delle voci critiche, con la diffida fatta inviare da un legale ad alcune testate “scomode”, stupitesi che le si volesse zittire su basi oltre tutto piuttosto fragili ed alquanto generiche.

Ma l’invito rivolto ad Enzo Bianchi per l’assemblea diocesana di Trento non è casuale, è organico ad un preciso piano pastorale, si pone anzi con esso in perfetta sintonia e coerenza. Non a caso l’Arcivescovo raccomanda di diffondere in tutte le parrocchie, in particolare, i «primi dodici numeri» della Misericordiae Vultus, la bolla di indizione del Giubileo straordinario della misericordia. Perché? Perché sono quelli, in cui si esalta il Concilio Vaticano II (n. 4), definito in grado di abbattere «le muraglie che per troppo tempo avevano rinchiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata», nonché di riprovare «gli errori» riservando però «solo richiamo, rispetto ed amore» agli erranti.

Un doppio registro analogo, soprattutto tra modernismo e Vaticano II, pose le basi culturali per i fautori di una concezione del dialogo umiliata a compromesso col mondo. Pensiamo ad esempio allo slogan «Combatto il comunismo, amo i comunisti» di don Primo Mazzolari od al collettivismo dell’ex-sindacalista cattolico ed ex-deputato popolare Guido Miglioli, che si trasformò presto in una collaborazione stretta e servile verso il Partito Comunista. Esempi, in cui si ravvisano i prodromi di quella Ostpolitik, che tanto male fece alla Chiesa ed al mondo.

Poiché il vizio è di fondo: è pur vero che la Chiesa deve «farsi carico dell’annuncio gioioso del perdono» (Misericordiae Vultus, n. 11), ma è altrettanto vero che non può darsi perdono all’impenitente ovvero senza che qualcuno lo chieda umilmente. Casi, invece, come quelli citati di don Mazzolari e di Miglioli (ma molti altri dei nostri giorni se ne potrebbero aggiungere come nel caso dei divorziati risposati, delle condotte omosessuali, per giungere sino ai casi di bioetica) pretenderebbero l’assoluzione gratis, senza ammissione di colpa, il che è impossibile, anzi è sacrilego, mancando i requisiti propri della Penitenza, che è ancora uno dei sette Sacramenti. (M. F.)

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fonte: Corrispondenza Romana

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14 commenti su “Come si interpreta la “misericordia” nell’arcidiocesi di Trento”

  1. …. E quindi perché ci dovremmo meravigliare se poi il nostro tanto amato Bergoglio è un estimatore di Enzo Bianchi? Non c’è da preoccuparci… è tutto normale.
    Speriamo calorosamente (e preghiamo, se è possibile, dato che sarà difficile) che questo autunno al sinodo ci sia uno scisma della chiesa cattolica postconciliare; ormai sarebbe l’unica drastica soluzione a tutto questo. A mali estremi, estremi rimedi.

  2. Ottimo articolo, ma aggiungerei che se il perdono lo si può dare a divorziati adulteri, sodomiti, abortisti ed eutanasisti impenitenti, allora lo si può dare anche ad usurai, mafiosi, rapinatori, rapitori, politici corrotti ed uxoricidi impenitenti: dobbiamo sconfiggere questi pavidi modernisti ANCHE usando le loro stesse armi e facendo capire, con opportuni esempi, quanto siano inconsistenti i loro paralogismi!
    Se qualcuno ci dice “io sono un/una pro-choice” la risposta da dare è: “Su cosa? Rapina, stupro o evasione fiscale?”…mai dare per scontato che si possa essere pro-choice solo sull’aborto e che l’inesistente “misericordina” possa annullare solo i peccati voluti dai radicali, faremmo il gioco di chi vuole pervertire la società se acquisissimo categorie di pensiero o forme di espressioni che, anche involontariamente o indirettamente, assecondassero le loro!

    1. Nel frattempo don Nicola Bux, noto liturgista di mentalità “ratzingeriana”, di cui qualcuno aveva immaginato la cacciata da Radio Maria -visto l’ordine di scuderia vigente in questa- è andato “a cuccia”, raccomandando la partecipazione alla Settimana Liturgica Nazionale in programma a Bari, e specialmente all’ “attesissima” relazione conclusiva di Enzo Bianchi.
      Un “cristiano” di Asti, capo di un’ associazione privata di fedeli, impegnatissimo nel riversare il Verbo calvinista/piemontese sulla “”serva Italia” (serva dei Calvinisti e dei Piemontesi) tramite la Predicazione – che avviene davanti ai Vescovi, pur essendo espressamente vietata ai laici

      1. Caro Raffaele, scusa la cristiana franchezza ma tutto questo tuo livore nei confronti dei “Piemontesi” mi pare oggettivamente un poco eccessivo. Vorrei somessamente ricordarti che il Piemonte è stata anche la patria di San Pio V , San Giuseppe Benedetto Cottolengo, San Giovanni Bosco, San Domenico Savio………..E potrei continuare a lungo con innumerevoli personalità di Cattolici, religiosi e laici, che hanno operato seguendo e promuovendo Cristo con risultati fra i più luminosi e alti dell’intera storia cristiana……..Insomma …..Non ne farei una questiona etnica o magari, peggio, “sabauda ” o “borbonica”……In tutto ciò Cristo è lontano……

        1. Grazie per il commento, caro Beppe.
          La mia risposta: non è livore verso una “razza”. È segnalazione della macroscopica violenza compiuta dal piccolo ambiente cavuriano/sabaudo (essenzialmente agganciato ai Valdesi, ai Calvinisti, ai Massoni inglesi, cioè all’Inghilterra antipapista e antimediterranea) ai danni della popolazione italiana, e in realtà ai danni del mondo intero, che ha solo nel Papa e in Roma come Città Eterna la propria speranza.
          Un esempio : la Congregazione Salesiana nacque come risposta provvidenziale all’aggressione piemontese, contemporaneamente a essa, a Torino. Il Santuario di Maria Ausiliatrice porta in facciata la liberazione dai Turchi (Lepanto) e quella dai “Nuovi Turchi”, i Massoni (Savona, liberazione del Papa dalla prigionia napoleonica).
          Da un secolo o più non si oppone al “Sistema”.
          Oggi coopera attivamente allo stravolgimento della Chiesa, anche con un’impostazione “etnica”: “Noi siamo a Torino…”.
          Chi ha mai sentito una condanna della Mole Antonelliana?

          1. Vedi Raffaele la Congregazione Salesiana nacque soprattutto perchè qualche tempo prima in un piccolo paese non lontano da “Asti” era nato tal Giovanni Bosco,evidentemente prediletto da Dio e dalla Vergine.Cavour, può aver fatto, è vero, potentissimi danni al popolo italiano o mondiale, eppure suo padre, Michele Cavour sostenne l’opera di Don Bosco, così come il “sabaudo” Carlo Alberto, padre del “rovinoso” Vittorio Emanuele II, fu,fra l’altro, un fervente ammiratore, e finanziatore, del Cottolengo.E che dire dell’opera di strenua difesa del cattolicesimo (contro i mussulmani e non solo) che fecero nei secoli i Savoia,nel loro piccolo in modo spesso ben più leale e deciso della “Cattolicissima” Spagna o della “Cristianissima ” Francia?E poi Tancredi e Giulia di Barolo, il Faa di Bruno ecc….Tutto questo per dire che se alla storia umana possono contribuire politici e re (Torinesi o napoletani non importa) alla storia “Divina” ci pensa direttamente L ‘Altissimo scegliendo, perchè no,anche…

          2. Vedi Raffaele la Congregazione Salesiana nacque soprattutto perchè qualche tempo prima in un piccolo paese non lontano da “Asti” era nato tal Giovanni Bosco,evidentemente prediletto da Dio e dalla Vergine.Cavour, può aver fatto, è vero, potentissimi danni al popolo italiano o mondiale, eppure suo padre, Michele Cavour sostenne l’opera di Don Bosco, così come il “sabaudo” Carlo Alberto, padre del “rovinoso” Vitt. Emanuele II, fu,fra l’altro, un fervente ammiratore, e finanziatore, del Cottolengo.E che dire dell’opera di strenua difesa del cattolicesimo (contro i mussulmani e non solo) che fecero nei secoli i Savoia,nel loro piccolo in modo spesso ben più leale e deciso della “Cattolicissima” Spagna o della “Cristianissima ” Francia?E poi Tancredi e Giulia di Barolo, il Faa di Bruno ecc.Tutto ciò per dire che se alla storia umana possono contribuire politici e re (Torinesi o napoletani non importa) alla storia “Divina” ci pensa direttamente L’Altissimo scegliendo, perchè no,anche sotto la…

      2. Caro Raffaele non ho capito bene: don Nicola Bux si è adeguato?
        Scrisse un libro tempo fa intitolato “Come andare alla Messa e non perdere la Fede,
        Edizione Fede e Cultura”.
        E ora ha fatto il voltafaccia???
        Perché approvare Enzo Bianchi è blasfemia!!!!

  3. Continuare a tenergli il fiato sul collo magari con una rubrica periodica che dopo la dipartita di Bosecuriose non vi è più una voce autorevole e costante che sottolinei gli errori(per non dir peggio) di questo personaggio!!!

  4. Non ci sono ulteriori parole da dirci fra noi, cari amici. E’ il momento di parlare con Dio e la Madonna. E ricordiamoci che sabato prossimo è il primo sabato del mese (siamo già a quota 3)!

  5. Soprattutto non capisco una cosa: se non c’è più il peccato, a cominciare da quello originale, a cosa serve il perdono?
    A cosa serve la Chiesa? Chiuda bottega e smetta di piatire l’8 per mille.

    1. E lei sa molto bene, caro Blondet, che il banditore dell’ Innocenza Assoluta delll’Umanità -soprattutto di quella “selvaggia”, “della foresta”- è J.J. Rousseau. Calvinista, studente a Torino, lì convertito al Cattolicesimo (l’inverso di Enzo Bianchi), vissuto a lungo a Parigi in contatto con glii Enciclopedisti, grande riferimento culturale di Robespierre: “Tutti sono immacolati e meravigliosi; se qualcuno dice che l’uomo nasce schiavo del Diavolo, e ha bisogno della legge civile ed ecclesiastica per evitare l’Inferno, anche se è stato battezzato, merita la ghigliottina”

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