Come sostenere una Messa “ordinaria” senza rinunciare alla Messa quotidiana – di Marco Crevani

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zzmssmttArrivano spesso in redazione lettere con cui viene espresso il dolore di molti cattolici che non trovano nelle zone in cui abitano una chiesa dove si celebri la S. Messa di sempre, la Messa in Vetus Ordo. Conosciamo tutti il disagio nell’assistere a Messe protestantizzate, alle quali spesso si accompagna la “creatività” del celebrante, il teatrino della “preghiera dei fedeli”, per non parlare di quel momento così “socializzante” che è “l’abbraccio della pace”, eccetera. Un amico, Marco Crevani, ci invia questa testimonianza, che pubblichiamo volentieri, in cui ci spiega come si è finora comportato per “sostenere” una Messa cosiddetta “ordinaria”.  Naturalmente facciamo nostra la sua conclusione, ossia l’invito a cercare comunque di partecipare alla S. Messa in Vetus Ordo. La cosa può costare sacrifici, se ci impone lunghi spostamenti, ma il compenso spirituale che ne ricaviamo è grande.

A questo scopo ricordiamo agli amici lettori di consultare l’elenco (dal sito UnaVox, linkato anche in home page di Riscossa Cristiana) delle chiese in cui si celebra la Messa di sempre, cliccando qui. Altre indicazioni di località in cui si celebra la Messa di sempre si trovano nell’articolo della Lega cattolica per la preghiera di riparazione, che viene pubblicato ogni giovedì su Riscossa Cristiana. Infine invitiamo alla rilettura di due articoli già pubblicati su Riscossa Cristiana: Breve esame critico del Novus Ordo Missæ presentato al Pontefice Paolo VI dai Cardinali Ottaviani e Bacci e Messa Nuova o Messa Tradizionale. Una questione di Fede. Il documento dei sacerdoti della diocesi di Campos, in Brasile 

PD

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Come sostenere una Messa “ordinaria” senza rinunciare alla Messa quotidiana

di Marco Crevani

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Le classi di età più numerose in Italia sono quelle nate nella prima metà degli anni ’60, e sono state tutte, ahimè, private della Messa “di sempre”. Chi è cresciuto fra chitarre e “animazioni liturgiche”, solo in anni recenti, grazie soprattutto al Motu Proprio Summorum Pontificum, ha potuto conoscere ciò a cui i padri avevano rinunciato, a volte con rabbia impotente, più spesso con l’entusiasmo ignaro di “partecipare più attivamente alla Messa”.

Ma Dio non si dimentica di noi, specialmente quando siamo esuli in terra straniera, e ha educato molti, per avvicinarci a Lui, alla Messa quotidiana  trattandosi gioco forza, salvo per pochissimi fortunati, della Messa “ordinaria” (contrapposta alla “straordinaria”, malcelata ironia di BXVI – qualcuno ha notato…). Quando si è ritornati ad apprezzare la Messa di sempre, l’altra lascia però una insoddisfazione crescente…

Voglio farvi partecipi di come io, comune fedele, mi comporto, non alla ricerca di un impossibile compromesso, ma almeno per rendere il più fruttuoso possibile un rito fortemente protestantizzato, senza anestetizzare la nostalgia per la Messa “straordinaria”.  Certo questi suggerimenti o altri simili saranno già stati escogitati e praticati da altri.

  • zzsmvoPotendolo fare, scegliere una chiesa dove si celebri ad Dominum, con l’altare e non con la… “mensa”. Nelle chiese antiche abbastanza spesso si trovano.
  • Entrare in chiesa un po’ prima, porsi in ginocchio e iniziare la preparazione alla Messa con alcune delle formule che i sacerdoti ERANO TENUTI a usare. Io uso la preghiera di S.Ambrogio o quella di San Tommaso.
  • Restare in ginocchio fino al Confiteor, come nella Messa di sempre, (soffrendo quando viene sostituito o soppresso del tutto…)
  • Io utilizzo lo spazio della c.d. Preghiera dei Fedeli  (ossia l’intrusione nella Liturgia del libretto di opinioni di qualche autore ben… “introdotto”), o in mancanza l’omelia o  l’Offertorio  pregando mentalmente  i rispettivi Angeli Custodi mio, dei  miei familiari, dei miei cari.
  • Durante il Canone, recito mentalmente un Pater, Ave, Gloria per il Papa (come Francesco ci ha invitato a fare il 13 marzo 2013, una delle pochissime mosse condivisibili, preghiera che si rivela sempre più indispensabile!), e successivamente alcuni Requiem Aeternam per i defunti.
  • Porsi in ginocchio dall’Agnus Dei fino alla Comunione, ripetendo mentalmente (dopo l’ Ecce Agnus Dei, a cui rispondo in italiano con tutti) il Confiteor e il triplice Domine non sum dignus
  • Comunione sulla lingua; se la si fa in fila (come sempre accade ormai nelle Messe ordinarie) io faccio un profondo inchino prima e un leggero inchino dopo aver ricevuto l’Ostia.
  • Faccio il Ringraziamento in ginocchio con l’Anima Christi, sanctifica me
  • Dopo la benedizione e (se c’è) il canto finale recito mentalmente la Preghiera a San Michele e la triplice invocazione al SS.Cuore di Gesù, a cui da padre di famiglia ritengo necessario aggiungere la Preghiera a San Giuseppe.

 

Tutto ciò, sia chiaro, non ci esime dal propagandare e cercare di diffondere sempre di più la partecipazione e la “riconquista” degli altari parrocchiali alla Messa “straordinaria”.

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48 commenti su “Come sostenere una Messa “ordinaria” senza rinunciare alla Messa quotidiana – di Marco Crevani”

  1. Grazie – ottimi consigli, tranne quello di pregare per un demolitore programmatico e sistematico della Sponsa Christi

      1. La ringrazio per la risposta.
        Purtroppo non è normale pregare perché un Papa (che non si definisce tale) “smetta di fare tutto ciò che sta facendo”.
        Sono convinto che la sua preghiera non sia questa. La mia potrebbe essere solo questa, quindi evito di farla

          1. Personalmente, provando per lungo tempo lo stesso disagio (ad es. anche nelle preghiere alla fine del rosario o per lucrare l’indulgenza), ho avuto recentemente “un’illuminazione”: da allora prego per il “Pontefice di Santa Romana Chiesa”: così da un lato separando il ministero dalla persona; dall’altro nella consapevolezza che comunque è in vita anche il papa emerito…
            Il buon Dio saprà certamente “discernere” la mia preghiera… a maggior gloria della Chiesa.

          2. Sono d’accordo con Crevani: preghiamo per questa persona affinché individui la strada della verità e non venga corrotta dal male. D’altra parte è una preghiera che cristianamente possiamo fare per tutti.

    1. Mi rivolgo ad Enrico per dirgli che anch’io faccio così: prego per il Papa; solo il Signore sa come interpretare questa mia preghiera.

  2. Per me è difficilissimo trovare una Messa “straordinaria” , perciò anch’io metto in pratica alcune di queste strategie e ringrazio Marco Crevani per gli ulteriori suggerimenti. Della Messa della mia prima giovinezza ho dimenticato tante cose, ma le rare volte che da qualche parte posso ritrovarla è per me una gioia infinita.Più passa il tempo, più durante le messe-spettacolo mi sento stranita e sconsolata, specialmente durante la cd preghiera dei fedeli che certe volte potrebbe benissimo trasferirsi in una celebrazione protestante. Per non dire poi lo sconforto che mi prende quando vedo la Particola spiaccicata con noncuranza sulle mani della gente. Che sia un peccato? O una tentazione?

  3. Consigli molto apprezzabili, ma sanno molto di “manuale di sopravvivenza”: che tristezza! Scusate il paragone dissacrante ma… è come lavarsi in un catino invece di fare una bella doccia! Rimpiango le poche occasioni che ho avuto di assistere alla S. Messa “di sempre” (sobbarcandomi un centinaio di km). Sigh!

  4. Bravissimo, quella descritta è realmente una Preghiera di offerta, lode, ringraziamento e condivisione gradita al Signore. Il bene compiuto concorre alla edificazione del Corpo Mistico di Cristo, soprattutto nel sacrificio. Quando tutto concorre alla demolizione Egli ci invita a riprendere il cammino, con Fede e perseveranza, ogni giorno come se fosse il primo.

  5. Io invece per”sopravvivere”in attesa di tempi migliori e di decidermi a salpare per lidi veramente cattolici(prima di farlo occorre pregare molto e ancora ammetto di essere parecchio incostante)
    -arrivo un attimo prima che inizi la blasfema tortura
    -potendo,mi metto in disparte senza nessuno accanto
    -confesso i miei peccati(passandoli mentalmente in rassegna e chiedendo una perfetta contrizione) e mio unisco nella recita di Signore pieta, Cristo pietà, Signore pietà.
    -recito il Gloria a Dio
    -prego il Santo Rosario(o almeno ci provo)nascostamente sino a dopo il pippone cattocomunista “sole, cuore, amore”
    -recito il Credo
    -offro al Signore le mie preoccupazioni e le mie debolezze
    -riprendo il Rosario
    -mi unisco all’inno di lode con gli Angeli e i Santi del Cielo
    -riprendo il Rosario
    -recito il Pater noster
    -concludo il rosario
    -Recito in ginocchio la preghiera insegnata dall’Angelo ai Pastorelli di Fatima e me ne vado.
    …in attesa di tempi migliori…
    Exurge Domine et judica causam…

  6. P.S. : alla cara Sig. Tonietta. Condivido i suoi sentimenti e a volte lo stesso smarrimento. A fortiori la invito di cuore a riprendere l’insegnamento del Catechismo. Non verrà mai meno alla Parola di Dio e continuerà la buona battaglia per i bambini, la parte più indifesa della Chiesa di Cristo.

    1. Grazie, cara Francesca di questo consiglio. Mi sforzerò in qualche modo di tener duro e di non allontanarmi mai dalla vera fede. Le confesso che al catechismo tengo ben nascosta nella mia borsa la dottrina di S.PioX e al momento la tiro fuori. Che s’ha da fa’.!!!!!!!!!!!!!!!!…………..

  7. Bene un primo passo e’ proprio iniziare a questa maniera. Ma e’ bene rivolgersi al più’ presto a sacerdoti della tradizione, anche a costo di fare chilometri per assistere ad una messa e fare una buna confessione e magari avere anche diretp spirituali. Esistono posti in ogni regione o zone limitrofe a quelle in cui viviamo dove viene celebrata la S.Messa, un sacrificio in più e’ nulla in confronto ai benefici che si ricevono. Testimoniare la fede ha valenZa educativa anche per amici e familiari. In altre parti del mondo i cattolici vengono uccisi per la fede siamo fortunati a fare solo 100 km per assistere alla S. Sacrificio.. Forza e coraggio portiamo questa croce che ci poteva andare peggio.
    Eb

  8. La NO è celebrata da protestanti anglicani che si fanno chiamare cattolici, truffa totale. Non credono alla Transunstaziazione se non come spirito. Salvo rari casi. E’ valida?

      1. È valida ex opere operato.
        Se un Sacerdote celebra la Messa, anche se in peccato mortale e anche se ideologicamente è eretico, il pane diventa Corpo di Cristo e il vino Suo Sangue. Il famoso prete boemo del Miracolo di Bolsena non riusciva a credere che ciò avvenisse: il Sangue sprizzò dall’Ostia fra le sue mani

        1. Quello che dice è indiscutibile, sig. Raffaele, ma non era ciò a cui alludevo. Il principio dell’opere operato si realizza a patto che il tutto avvenga come Dio comanda altrimenti il Sacramento NON si compie. La consacrazione nel Novus Ordo è chiaramente problematica e, oggettivamente parlando, tutto fa presumere che la sostanza dell’azione sacramentale sia inficiata al punto da non potersi ritenere affatto peregrina l’ipotesi di invalidità! Sono il primo ad esserne amareggiato ma nascondersi dietro un dito non servirebbe comunque a cambiare la realtà dei fatti, purtroppo!

          1. Ho visto il Decreto, caro Ale.
            Le consacrazioni attuali -nell’ambito di Sante Messe spesso “pasticciate”- non presentano nessuno dei problemi trattati nel Decreto. L’unico problema sarebbe un’eventuale invalidità dell’intero rito della Messa Novus Ordo.
            Possiamo senz’altro escludere una simile “cacciata di Dio da TUTTE le chiese cattoliche”; se vogliamo, anche per i Miracoli Eucaristici recentemente avvenuti.

            P.S. Don Leonardo di Latina, di cui si parlava ieri, celebra in NO “ad populum” e in VO (tre volte la settimana) “ad Deum”; sullo stesso altare (staccato dalla parete). SEMPRE con il Crocifisso davanti

          2. La validità del rito della Messa coincide con la validità dell’atto consacratorio in quanto è in quel preciso frangente che si manifesta la Presenza Reale(consacrazione del Corpo) e si compie il Sacrificio(consacrazione del Sangue quando Gesù appare in istato di Ostia=Vittima). Ciò che mi sento di dire è che ad ogni iniziativa umana io,personalmente,preferisco i comandi divinamente stabiliti.Del resto in termini giuridici e teologici credo si possa considerare la Messa come un accordo/alleanza tra Dio e l’uomo,nel quale Dio si impegna a mantenere la sua Promessa.Dio ci ha offerto infatti la possibilità di offrire alla Sua Maestà l’unico Sacrificio che può esserGli gradito, a condizione che ciò avvenga secondo la Sua e non la nostra volontà! Anche ammettendo, nel migliore dei casi, che la Transustanziazione si compia, ciò avverrebbe in maniera sacrilega e quindi comunque inaccettabile.E costituirebbe per il Ministro consacrante una grave peccato mortale!

  9. Grazie! Mi consola questo sentire comune, questo cercare strategie per amare, rendere gloria e lodare nostro Signore. Ci sono arrivata anch’io istintivamente, ma voi mi avete dato uno spunto pieno di significato.
    Grazie e grazie ancora!

  10. Ave Maria!
    grazie per i consigli utili per ascoltare “senza peccare” la Messa ordinaria. In effetti è un problema quotidiano. Finora mi sono “tappata” orecchie e “chiuso” occhi per non vedere e ascoltare quella “liturgia meccanica” fai da te a libera interpretazione del sacerdote. Sempre in ginocchio per devozione e penitenza, mi proteggo nel raccoglimento; alzando lo sguardo solo per guardare alla Sublime Eucaristia che da nulla può essere offuscata e al Calice della salvezza, versando per il nostro Salvatore lacrime amare piene d’amore come la Madre ai piedi della Croce. Attendo con fede invitta il risorgere della Cristianità, perchè la vera Chiesa, ad oggi, è quella “viva nel nascondimento”. Papa Benedetto XVI ce lo insegna con la sua umiltà che definirei teologale.
    Difficile pregare per un Papa che apre porte e finestre a tutto e tutti, offrendo alle pecorelle smarrite una gran confusione.
    Preghiera Silenzio Contemplazione, almeno ai piedi dell’Altare !!!

  11. LatroPoenitens

    Sono d’accordo su tutto. Suggersisco però di inginocchiarsi per terra per ricevere la Sacra Particola: io e la mia famiglia lo facciamo sempre, anche laddove qualche zelante modernista ci dica di stare in piedi. Quello di inginocchiarsi per ricevere la S. Comunione è un diritto di ogni fedele, oltre che l’unico vero modo corretto per i cattolici di Rito Latino, garantito dal Codice di Diritto Canonico e dalla Redemptionis Sacramentum. Naturalmente, nel gesto non vi deve essere ostentazione, ma nemmeno bisogna evitare di inginocchiarsi per rispetto umano. Qualora il sacerdote o chi per lui distribuisca la S. Comunione obietti e faccia il saputo, ricevuta la Comunione in piedi oppure non ricevendola e ritirandosi dalla file, gli si ricordi, possibilmente a messa finita ed in separata sede, che ha torto marcio (Codice di Diritto Canonico e Redemptionis Sacramentum alla mano) e gli si prospetti di portare il caso all’attenzione della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

    1. In effetti ondeggiamo sempre fra necessità di evitare l’ostentazione e di fuggire il rispetto umano… Suggerisco: 1) Di leggere la Redemptionis Sacramentum. 2) Di agire di conseguenza… Visto che siamo in vena di “outing” benefici, io mi ero proposto la Comunione in ginocchio qualora il sinodo-grazie-a-Dio-concluso decidesse apertis verbis per la comunione a tutti. Ma, come prevedibile nella chiesa del sì-no-ma e del mah-no-sì, tutto è stato lasciato nel vago e nel relativo.Sicuramente se ad una Messa NO partecipassero almeno 2-3 convinti, il meglio sarebbe che si ponessero alla balaustra (o dove dovrebbe stare…) in ginocchio!

  12. Ogni domenica alle ore 8:00, a Belluno nella Chiesa di Santo Stefano, è celebrata la S. Messa di sempre, la S. Messa Vetus Ordo.

    1. Grazie dela segnalazione, caro amico, il suo nickname è tutto un programma: uno sguardo aperto a 360° sul mondo o, meglio, sui disastri provocati dai modernisti (e su quelli che provocheranno in futuro). Cerchiamo di erigere una barriera contro di loro (con i “cavalli di frisia” della preghiera e del digiuno) rendendo loro impossibile lo sbarco sulle terre bellunesi, benedette da Dio e dalla sua SS.ma Madre (apparizione della Madonna alle pendici del monte Serva, sul quale adesso svetta la grande, bianca croce di Douzlé)

  13. Io mi metto in un angolo dove non si vede quello che chiamo “il numero del prosciutto”, mi inginocchio all’Agnus Dei e faccio genuflessione prima di ricevere la particola, sapendo di creare disagio mi sento a disagio… ma tant’è…. Per il resto cerco di non contorcermi dal mal di stomaco e di non fare commenti troppo ad alta voce…

    1. Caro Matteo, non sentirti a disagio: anch’io mi inginocchio sempre prima di ricevere la comunione, ovviamente in bocca, e lo faccio con la massima naturalezza, come fosse la cosa più logica del mondo (se per il prete non lo è, pazienza); finora nessun prete mi ha mai rimproverato e guardato male. Dopo la comunione, ovviamente, resto in ginocchio per ringraziane Nostro Signore.

  14. Se la santa Messa e’ in italiano, non vedo il motivo di parteciparvi impropriamente. Si puo’ trarre ottimi frutti anche dalla liturgia approvata da Papa Montini. Basta avere le giuste disposizioni. E non approvo nemmeno altre preghiere oltre a quelle specifiche del rito. Io seguo il Santo Sacrificio con la maggior devozione possibile ; anche offrendo al Signore i miei dolori ( spirituali) quando, per esempio, alla preghiera dei fedeli, il lettore sciorina intenzioni totalmente eterodosse.
    Piuttosto, andrebbero censurate la quasi totalita’ delle omelie, inutili e perfino dannose per i cristiani presenti.
    Non ho nulla contro il latino ; ma non trovo sensato polemizzare ad ogni pie’ sospinto contro il Novus Ordo. Ricuperiamo invece la disposizione d’ animo, assai diffusa prima del Concilio ultimo ( questo davvero sciagurato), di offrire al Signore le nostre pene per la salvezza di tutti.

    Gaetano

    1. Il problema, caro Gaetano, E’ DI PARTECIPARE FRUTTUOSAMENTE ALLA MESSA, COME IL VO PERMETTE.
      (Ritorciamo le vecchie accuse!) Pensiamo al Salmo 42 all’inizio, sembra messo lì apposta per farti capire dove sei e a cosa ti stai avvicinando! Io ho poco da insegnare, ma ciò che recito all’Offertorio e dopo l’Elevazione mi sembrano (senza farlo apposta…) accompagnare senza contraddirlo il momento della Messa.

  15. Non partecipo alla NO da anni e più passa il tempo più mi accorgo di quante grazie ricevo dal Santo Sacrificio della Messa. Quando non ho la possibilità di andare rimango a casa seguendo il Messale. Non tornerò più al NO. Vengo da un paese protestante e riconosco una liturgia protestante. E in certe parrocchie la NO è più protestante di certi protestanti.
    Prima del CVll a noi cattolici era proibito entrare in una chiesa di eretici o scismatici, per ovvi motivi. S. Giovanni nella sua 2° lettera (Cap. 1 10-11) ci ammonisce di non frequentare chi non porta l’insegnamento cattolico: “Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non salutatelo; poiché chi lo saluta partecipa alle sue opere perverse”.
    La chiesa conciliare non porta l’intero l’insegnamento cattolico. Voglio morire cattolica, per questo frequento solo la Messa e Sacramenti cattolici. Ci sono moltissime chiese e cappelle sul territorio italiano e il numero è in costante aumento. Basta volerlo.

    1. Grazie Adriana per la testimonianza…temo solo che per questa strada si diventi più protestanti dei protestanti! Insomma, quale punto della “tavolozza del disagio” è quello giusto? Da (scusate, faccio per capirci) Vittorio Messori al sedevacantismo, quale autorità ci conferma nella verità cattolica? Senza autorità (vivente, riscontrabile) non c’è cattolicesimo! E se l’autorità abusa?… E se l’autorità rinuncia ad esserlo? Deve esistere un piccolo resto (cardinali) che lo denunci e agisca secondo diritto, e il popolo giudichi alla Luce della Tradizione. Non sono questioni semplici, per questo io, da poveraccio, con voi mi inginocchio e prego! Ho pregato anche a San Paul a Londra e a una liturgia luterana in Africa…ma nel mio cuore, e per la loro CONVERSIONE ALLA VERITA’ CATTOLICA!!!

  16. Ringrazio di cuore Marco Crevani per l’articolo e per i consigli, preziosissimi, riportati.
    Tempo fa sono stato costretto a recarmi al centro Caritas della mia diocesi per questioni riguardanti gli ospiti africani della struttura di fronte casa mia: dovevo ritirare alcune cose per gli ospiti e hanno chiesto il favore a me. Era in atto una riunione ‘teologica’ di giovinette, assunte dalla Caritas, che dissertavano su Gesù. Un’esperienza molto formativa, illuminante. Avete presente le fiction tipo Don Matteo o Che Dio Ci Aiuti? Bene, la situazione reale ha persino superato le fiction. Rido per non piangere, anche perché, guardando la foto del presente articolo, non si può non divertirsi. Ma si, lasciamoli ballare tra palloncini colorati, musiche da bar e coriandoli! Mi si passi l’espressione per quelle suore danzanti usata da Vittorio Feltri per una giornalista: braccia rubate alla discoteca!

  17. A proposito degli espedienti utili a ridurre l’impatto destabilizzante delle messe NO, riporto un brano di una lettera scritta da Marcel de Corte a Jean Madiran poco dopo l’entrata in vigore del rito riformato da Montini-Bugnini C. (tratta da “La grande eresia” di M. De Corte, Roma 1970) : “Quanto a me, mi turo accuratamente lle orecchie con la cera; mi nascondo in fondo alla chiesa, dietro un sipario di schiene di cui accresco lo spessore sedendomi sulla sedia più bassa che trovo; leggo la Santa Messa nel messale che ricevetti dalla mia santa madre…; leggo “L’imitazione di Cristo” in latino durante la chiacchierata che sostituisce il sermone; partecipo con tutto il cuore al rinnovamento del Sacrificio del Calvario; obbligo il prete, che d la comunione in mano,… a comunicarmi al banco apposito, dove mi inginocchio, e durante il trambusto finale vado fuori a meditare”.

  18. Ancora, il de Corte proseguiva, nella suddetta lettera “… qualche volta vado in bestia, se mi giunge all’orecchio una cretineria come questa, di cui garantisco l’autenticità: ‘preghiamo, fratelli, perché fra i ragazzi e le ragazze uniti da una comunanza di chiome e di vesti (sic) non vi sia ormai alcuna differenza di sesso’ ”. Un anticipo di teoria del gender? O forse quel pretonzolo si ricordava la canzone in cui Sylvie Vartan (la moglie di Johnny Hallyday) cantava “come un ragazzo ho i capelli giù / porto il maglione che porti tu / e con la cinta mi tengo su / i pantalòon”; ma poi, rinsavita, la bella Sylvie saggiamente concludeva “…peròòò, una ragazziiina / lo sai, che io son per teee”. Ma quel pretaccio, si ricordava il libro della Genesi? “uomo e donna Dio li creò…”

    1. Dio inventò la Famiglia ; gli eretici e i platonici inventarono le “anime imprigionate nei corpi”- e perciò la corporeità come nemica della vita dello spirito; Cristo trionfò prendendo un Corpo umano (e offrendolo al Padre, dolorosamente, per noi), e presantificando la Nuova Eva: la Madre.

      E gli attuali eretici e gnostici? Ovvio: “Le anime sono imprigionate nei corpi”. La signora della porta accanto sarebbe, in realtà, un fisico nucleare (maschio) capace di trovare la Spiegazione al Tutto… purtroppo si è sposata come donna, ha cresciuto dei figli insieme al marito, cucina delle ottime pastasciutte

  19. Sono commosso di tutti questi commenti pieni di sapienza cristiana. Ma voglio aggiungere una considerazione dogmatica di non poco conto: qualche sia il cattivo sevizio liturgico del celebrante (per via delle leggi liturgiche vigenti o per via dei suoi personali abusi), in ogni santa Messa Gesù Cristo, sommo ed Eterno Sacerdote, rinnova incruentemente per la nostra salvezza il Suo sacrifico cruento.
    Gli occhi della fede vedono la realtà dell’opera di Dio al di là delle apparenze umane, che altro non sono se non la miseria dell’umanità peccatrice, che profanando il mistero eucaristico condanna se stessa ma non può impedire alla grazia del Redentore di arrivare alle anime che davvero credono, amano e sperano.

  20. Francesco Franco

    Sono tutti ottimi consigli, io sono nato con il Vetus Ordo, e mi trovo sempre a disagio in questa messa catto-protestante, con applausi, annunci vari, schitarramenti, tamburelli e accessori vari, ovviamente l’omelia è tutto meno che l’insegnamento della Dottrina Cattolica, come dire, giusto per fare due chiacchiere.

    Tornando alla liturgia, o almeno quella che ne è rimasta, personalmente rispondo (sottovoce e per questo mi cerco un posticino appartato) in latino, non posso non rispondere e pregare in Latino, è la Sacra Lingua della Chiesa, quel poco che possiamo fare lo facciamo alla gloria di nostro Signore Gesù Cristo.
    Pax et Gaudium

  21. Mi associo a Diego nel ringraziare tutti (comprese persone un po’ più preparate di tutti noi come mons. Livi!): evidentemente, anche se Avvenire e Famiglia Cristiana non lo sospettano, IL PROBLEMA E’ SENTITO, e il problema della Messa non è da poco per i cattolici. Ad Ale90, che se il nickname non inganna potrebbe esser nato/a al crollo dell’URSS, direi che roteare Excalibur è affascinante, (specie se ad estrarla dalla roccia è toccato proprio a noi!) ma Artù la roteava solo in battaglia, altrimenti alla Tavola Rotonda si sarebbe trovato solo e circondato da tronchi senza testa… Detta meglio, e con Qualcuno che ne sa più di me: “Chi non è contro di noi è per noi”. La santità di un prete la si osserva all’Elevazione, e anche se il prete santo “guarda il popolo” non te ne accorgi, perché in quel momento tu e lui guardate Dio. Non vedo sacrilegi in questo! Certo, lo sappiamo, con il NO è tutto più difficile, e non si vede perché preti degni e profondi si adattino a stravolgere templi e liturgie…

    1. Personalmente mi sforzo di piacere a Dio e, essendo di per sé già faticoso il suddetto proposito, confesso, a causa dei miei innumerevoli limiti, di non potermi permettere di cercare di compiacere anche tutte le persone che, professandosi cattoliche a vario titolo, sostengono di militare sotto le miei stesse insegne(e lo stesso ragionamento penso che, all’occorrenza, anche gli altri lo debbano fare nei miei confronti). “Ogni uomo è inganno” dice il Salmo ed è un fatto che se oggi stiamo affrontando simili ed inediti problemi è soprattutto a causa di chi, sotto mentite spoglie e miti sembianze, si aggirava e si aggira nel Sacro Ovile, non tanto con cattive intenzioni umanamente parlando, quanto con intendimenti contrari a quelli di Cristo per il bene della Sua Chiesa. Più di qualsiasi altra cosa apprezzo chi sa essere onesto con se stesso e conseguentemente con gli altri. Chi dà ragione ai fatti e non briga perché i fatti diano, sempre e comunque, ragione a lui. Diceva mons. Lefebvre “Questa nuova…

      1. religione è sterile, i sacramenti che offre sono sterili, sono sono più canali attraverso i quali la Grazia raggiunge le anime…”. Guardiamoci attorno, non sono un fan di mons. Lefevbre, ma i fatti dimostrano che quanto ha detto corrisponde oggettivamente a quanto sta accadendo. E se il Signore avesse stabilito che tutto questo dovesse accadere per poi ricavarne un bene maggiore, chi siamo noi per dirGli che si è sbagliato?!? Sento molti dire “ma no, è solo il Signore che ritarda il momento del raccolto per provare la nostra fedeltà”, peccato che nel frattempo i frutti non siano ancora sottoterra in attesa di crescere oppure acerbi in attesa di maturare. A chiunque sia disposto ad aprire gli occhi e ad usare l’olfatto, i frutti ci sono ed appaiono cattivi e maleodoranti anche se c’è ancora chi si ostina, di tanto in tanto, a cospargerli di profumo per non ammettere di aver di aver combinato un disastro. Un disastro umanamente impossibile. Solo Dio può aiutarci a patto però che ammettiamo tutti gli…

        1. errori commessi e siamo disposti ad assumercene le conseguenze. Chissà, forse è questa la lezione che oggi il Signore, da buon Padre, ci vuole impartire! Se è vero, come recita il proverbio, che “non si muove foglia che Dio non voglia”, forse è il caso di cercare senza paura in Lui le risposte a quello che sta accadendo e non improvvisarci, contro i fatti, autentici interpreti della Sua volontà!

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